LOOK AT ME

1. L’INCONTRO

Era una delle solite mattine grigie e monotone, erano le 7:00 quando aprii gli occhi. 

Che noia. Un’altra giornata alla ricerca di un lavoro decente, ero ormai stanca dei rimproveri di mio padre. 

Sì, dovevo crescere, ma magari non oggi, non domani, con calma.

E invece… le mie email erano tutte da parte dello stesso mittente, mio  padre.

Ero stanca del suo programmare la mia vita, non pensava mai che per una volta potessi sapere io ciò che fosse meglio per me.

I colloqui di lavoro che sostenevo, erano sempre monitorati dai suoi interessi.

Insomma io ero la  marionetta e lui tirava i fili.

Nonostante il mio costante dissenso, mi alzai e lanciai un fugace sguardo al mio riflesso sullo specchio, mi si leggeva in faccia hangover. 

Mi preparai alla meglio ed uscii dal mio, disordinatissimo, loft. 

Raggiunsi un grosso palazzone, mi sapeva di  triste.

Entrai, tutto  ciò che vidi fu una biondina, che con un sorriso forzato  mi chiese dove fossi diretta.

“Buongiorno, avrei un colloquio” non riuscii a finire la frase che mi trovai davanti un ragazzo moro, giovane, forse sulla trentina.

“Lei viene con me” esordì secco.

Il suo sguardo era tanto profondo e travolgente quanto misterioso.

Dove la porterà questa figura misteriosa?

  • A darsi una ripulita (13%)
    13
  • In un ufficio (56%)
    56
  • Fuori dal palazzo (31%)
    31

Voti totali: 16

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