La Gabbia Dorata.

Il solitario risveglio di Lisa.

Lisa si svegliò di soprassalto come mai le era successo in vita sua. Spalancando gli occhi, vide il solito soffitto bianco. Sentì sulla pelle le solite lenzuola. Percepì però una nota tremendamente stonata: un silenzio assordante. Che fosse quella la ragione del brusco risveglio? Una morsa le attanagliò lo stomaco. 

“Betty?” mormorò. Nessuna risposta. “Betty?” provò più forte, ma sua sorella non rispose.

La chiamò più volte, più forte che poteva. Le rispose solo l’eco. Non c’era traccia di lei. Non stava dormendo, non c’era: le era sicuramente successo qualcosa.

Si trovò a passeggiare in lacrime e scalza per l’appartamento, ignorando il freddo pavimento che le gelava i piedi scalzi.

“Fermati e pensa. Fermati e pensa. Fermati e pensa. Sei tu quella metodica, lei è quella caotica. Tu sei fredda. Lei è quella che darebbe di matto, tu sei quella che si fermerebbe e penserebbe. Quindi ora fermati e pensa.” si disse da sola.

Andò in bagno, si sciacquò il viso per rinfrescarmi e lavare via le lacrime. Si specchiò e vide il trucco colarle dagli occhi. Cercò lo struccante, il cotone e si pulì il viso. Aprendo l’armadietto, vide anche le pastiglie antidolorifiche. Ne inghiottì due senza acqua per fermare le spine che sentiva di avere conficcate nel cervello. Betty sarebbe impazzita vedendola mandar giù delle pillole senza acqua.

“Se vuoi morire, fai pure, cogliona” le aveva detto più di una volta.

“Le parole” l’aveva sempre rimproverata Lisa.

“Non ci sente nessuno e anche se fosse, fottesega. Io parlo come cacchio voglio”

“Sì, ma hai la mia faccia”

“E tu la mia. E mi sporchi l’immagine che ho di bad girl con i tuoi modi da educanda”.

Lisa e Betty si erano sempre più distinte fin da adolescenti anche nel linguaggio e la cosa non aveva fatto altro che dare grattacapi ai loro genitori.

Dopo il liceo, avevano erano andate via da casa per andare all’università. Solo allora avevano potuto seguire ciascuna la sua strada, percorrendola con continui battibecchi e musi lunghi.

Con la laurea in economia, Lisa aveva trovato un lavoro part time come impiegata, mentre Betty aveva perso diversi lavori, fino a trovare come barista in un locale cybergoth dalla dubbia fama.

Lisa era sicurissima che ogni cosa che Betty facesse fosse per farle dispetto. Durante gli studi le aveva messo non poche volte i bastoni tra le ruote con i suoi bagordi serali. La cosa che la faceva più vergognare era però l’abbigliamento della sorella.

“Una zoccola, altro che barista! Sembri una zoccola! Adesso, io non so che cavolo fai mentre io dormo, non mi interessa: è la TUA vita, ma vederti vestita così è un’esagerazione!” Quella volta aveva urlato.

Betty aveva sbottato “Tu non mi fai tingere i capelli e fare i piercing che voglio, che cacchio devo fare?! Almeno lasciami scegliere i vestiti!”

Lisa non aveva risposto e Betty si era prima chiusa nel mutismo e poi si era messa a dormire.

Non avevano più ripreso il discorso e Betty, dopo aver sfoggiato per un paio di settimane un abbigliamento particolarmente succinto e aggressivo, giudicando di aver dato alla sorella una lezione sufficiente, si era data una seppur minima calmata, scegliendo gonne non eccessivamente corte e abiti un po’ meno scollati.

Lisa aprì il loro armadio e accarezzò le minigonne di pelle della sorella. Fu il solo attimo che si concesse: non poteva perdere tempo e doveva scoprire cosa fosse successo la notte scorsa dopo che era andata a dormire.

Cosa deve fare Lisa per iniziare le ricerche della sorella?

  • Deve controllare sul PC per verificare le attività on line della sorella. (40%)
    40
  • Deve frugare in casa tra le cose di Beth alla ricerca di indizi nascosti. (0%)
    0
  • Deve andare nel bar cybergoth dove Betty lavora. (60%)
    60
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15 Commenti

  1. Buongiorno Anita
    Potrebbe sembrare una contraddizione visto il carattere di Lisa, ma credo si truccherà come Betty.
    In fondo in fondo, prova un pizzico d’invidia per la sfrontatezza della sorella, o no?
    E poi, potrà sempre osservare se la sua apparizione nel locale – come Betty – “disturba” qualcuno.

  2. Rieccomi, LadyCry. Ho votato perché vada nel bar, penso che io farei così.
    Uhm, condividere la stessa faccia con un’altra persona può portare a spiacevoli equivoci 😀
    Un incipit misterioso, la reazione iniziale di Lisa sembrerebbe eccessiva, quindi c’è qualcosa che non sappiamo ancora.
    Una cosa non ho capito: ti soffermi sul trucco che cola… ma non si è appena svegliata?
    Atmosfere interessanti, amo il cyberpunk (e non conoscevo “cybergoth”, ma promette bene 😀 )
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

    • Erri, complimenti ancora per il tuo spassoso racconto! Me lo sono letta tutto d’un fiato! Per il trucco che cola: capita se non ti strucchi bene la sera prima :D, anyway, cerco di non lasciare nulla al caso. Ho scelto un mondo cyberpunk perché dopo averlo schifato per anni, l’ho rivalutato e ora gli rendo omaggio. Il cybergoth è uno stile interessante che ha quei tratti vittoriani che amo nello steampunk.

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