Il Rumore dei Pensieri

Quella mattina d’Aprile

La vita è difficile.
Questo, il primo pensiero di Emily quella mattina. La vita è difficile, cavolo se lo è. Avrebbe voluto che qualcuno le avesse lasciato un manuale, delle istruzioni, qualcosa da avere come riferimento insomma. Invece eccola lì, intenta a saltare l’ennesimo giorno di scuola consecutivo dopo essersi svegliata in ritardo.
Emily Moore era la classica ragazza che passa inosservata ai più. Capelli lunghi e castani, nella norma. Occhi scuri, perennemente nascosti dietro gli occhiali che portava da quando era bambina. Un corpo normale, ed un abbigliamento normale per concludere il tutto. Ed è proprio questo il problema, pensò.
In quella realtà essere ‘normali’ non andava bene. A nessuno piacciono le persone normali, le persone senza un’identità. Eppure, per quanto si sforzasse di rimanere positiva e guardare avanti, le uniche cose che la consolassero erano quei pochi risultati precari ottenuti a scuola, e l’affetto del suo gatto, Nayeli. Beh, c’era anche Chris. Chris…
Si rigirò nel letto, cercando a tentoni il cellulare sul comodino vicino al letto. Urtò con la mano la piccola lampada rimasta accesa tutta la notte, e sentì un rumore di plastica sul pavimento.
«Oh che cavolo, gli occhiali!» esclamò.
Scese dal letto cercando di non schiacciarli, e li raccolse. Per fortuna erano ancora intatti, cosa molto strana visto che cadevano almeno una volta al giorno in qualche modo.
Li indossò, e riprese a cercare il cellulare. Era poco di fianco alla lampada, che notò essere rimasta accesa.
«Bene, l’ho dimenticata di nuovo…» disse fra sè e sè, spegnendo la lampada e prendendo finalmente il cellulare. Digitò il segno di sicurezza e andò subito a controllare gli ultimi messaggi. L’ultimo, di Chris, recitava:
Comunque non so che dirti, ne riparliamo domani dopo la scuola dai
Le prese una stretta al cuore. Non le erano mai piaciute le risposte che lasciano le cose in sospeso. Insomma, se si è sicuri di qualcosa non c’è bisogno di rimandarla, quindi poteva solo significare che stava cercando di evitare di rispondere subito. O forse pensava che non fossero argomenti di cui parlare in chat e preferiva parlarne dal vivo, chissà. In entrambi i casi, Emily si sentiva persa, vuota. Era così da giorni ormai, da quando era stata a quella festa in un locale giù a Portland, per un compleanno di un tizio di cui neanche ricordava più il nome. Chris era venuto a prenderla in macchina, alle dieci. Avevano deciso di andarci insieme abitando entrambi a Rosemont, e poi Chris era il suo migliore amico dall’inizio delle superiori. La festa era stata piacevole, la classica festa liceale di compleanno. Tanta musica, poco da mangiare ma tanto da bere, e un generale odore d’erba che riempiva tutto il locale. Ad Emily non dispiaceva, sebbene non fosse una grande festaiola trovava l’ambiente tutto sommato piacevole. Era andato tutto bene fino alle tre di notte circa, quando stavano iniziando tutti ad andare via. Erano rimaste una decina di persone quando Chris, visibilmente brillo, le aveva proposto di tornare a casa. L’idea di farlo guidare in quello stato non la faceva impazzire, ma dopotutto erano pochi isolati di distanza e per le strade non c’era molta gente a quell’ora. Durante il tragitto si scambiarono poche parole, parlando perlopiù della festa e del tizio che ad un certo punto si era chiuso in bagno probabilmente vomitando i quindici shottini di vodka bevuti poco prima. Chris fermò la macchina poco fuori casa sua, e rimase un attimo in silenzio. Lei fece per dargli la buonanotte, quando lui si girò di scatto e la baciò. Fu un bacio rapido, pochi secondi, tanto che sembrò non fosse mai accaduto. Eppure alla fine erano rimasti entrambi a guardarsi per due minuti buoni prima che lei spezzasse il silenzio dicendo “Allora ehm… buonanotte”, scappando subito in casa.
Quella sera non riuscì a dormire, arrivò alle 7 del mattino continuando a ripensare a quel bacio, per poi crollare e risvegliarsi ad ora di pranzo.
Tutto questo era successo lunedì, e ad ora, venerdì, ancora dovevano affrontare la discussione. E affrontarla come, dopotutto? Lei neanche sapeva come sentirsi. Chris era suo amico da tanto tempo, non aveva mai pensato a lui in quel modo, eppure erano ormai quattro giorni che non si dava pace ripensando a quel rapido bacio. Lui invece, rimaneva sempre sul vago, cercava di evitare l’argomento. Che volesse semplicemente fare finta di nulla? 
Emily era ancora immersa nei suoi pensieri quando la notifica di un nuovo messaggio la fece trasalire. Guardò rapidamente l’anteprima dallo schermo:
Dove sei?
Era Chris. Guardò l’orologio, era quasi l’una.
«Merda! Già così tardì?!» urlò, guardando l’orario e andando di corsa a fare una doccia, prendendo nel tragitto al bagno della biancheria pulita, un paio di jeans e una maglietta arancione. Mise di corsa le scarpe, salutò Nayeli che rispose con un miagolio di rimando, e poco dopo era già immersa nel traffico dell’ora di punta, con un solo pensiero: Ti prego, fa che vada tutto bene”.

Come sarà l'arrivo di Emily fuori scuola?

  • Arriverà in ritardo a causa del traffico, arrivando più di venti minuti dopo la chiusura della scuola. (50%)
    50
  • Arriverà proprio durante la chiusura, trovando l'intera folla di studenti appena usciti . (50%)
    50
  • Arriverà in anticipo rispetto alla chiusura, e rimarrà ad aspettare fuori che arrivi Chris. (0%)
    0

Voti totali: 4

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2 Commenti

  1. Ciao Alessio e benvenuto su TI,
    un racconto rosa, narrato dalla parte di una ragazza, molto interessante. Sono curiosa di conoscerne lo sviluppo. Hai lasciato poco posto alla decisione del lettore, con le tre opzioni, spero che nei prossimi capitoli ci darai più campo.
    Per un racconto rosa io avrei evitato la frase: ” …da quando era stata a quella festa in un locale giù a Portland, per un compleanno di un tizio di cui neanche ricordava più il nome.” troppo cinematografica e più adatta a un film d’azione o a un thriller che a un racconto rosa, ma è solo una mia opinione perciò prendila come mera osservazione. 🙂
    Aspetto il secondo e voto per il ritardo.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per il benvenuto e la recensione!
      Ti sono molto grato per i consigli, è la mia prima esperienza con un sito di scrittura interattivo, sicuramente nei prossimi capitoli cercherò di mettere opzioni che cambino in maniera più differenziata il corso della storia.
      Per quanto riguarda l’essere un racconto “Rosa”, il genere che avevo in mente era più un teen drama, però non avendolo trovato fra i generi ho optato per Rosa visto che le tematiche che intendo trattare vanno più verso questa direzione.
      Ancora grazie mille, penso il secondo uscirà questo weekend!

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