il mistero del mio tempo

Il detective Jason Crugh

sarebbe stato l’ultimo caso di Jason crugh. Egli era un uomo velato, oscuro, a molti faceva paura ma nessuno risolveva misteri come lui. Era un omone alto 1.98 mt. e indossava sempre un cappello a cilindro che rendeva la figura alta almeno 2,03 mt.. Le uniche parti del viso che non nascondeva sotto il capello o dietro la sciarpa erano la bocca e il naso. Quest’ultimo era particolarmente evidente, piuttosto appuntito e lungo a tal punto da sovrastare una buona metà del viso, arrivando quasi al mento. La bocca era fine, le labbra erano quasi assenti e ricurve verso il basso accompagnate da diverse rughe che conferivano a Jason una cinquantina d’anni.

Sarebbe stato il suo ultimo caso perché a una delle tante domande a cui non rispondeva durante le interviste replicò con un secco “dopo questo basta”. Ci furono molte interpretazioni, alcuni pensavano che fosse malato e che avrebbe avuto tempo solo per un caso, altri pensavano che volesse ritirarsi a vita privata, altri ancora che fosse tutta una bufala. Jason ha vissuto tutta la vita a Londra, non si è mai spostato se non per risolvere casi. Abitava in una stradina non molto distante da Trafalgar square, circa 2 miglia, in una casetta stile coloniale, quasi tardogotica. La facciata dell’abitazione era completamente pitturata di nero e il piccolo giardino che la circondava era arido come un deserto; il tetto era distrutto in un punto, probabilmente risalente al bombardamento tedesco del 1940; in fondo si tratta di soli sette anni fa. La guerra non aveva avuto effetto su Jason che ne era sempre rimasto indifferente; in effetti non si era mai interessato a vicende che non riguardassero i suoi casi.  Alcuni pensavano che vivesse in un mondo tutto suo, quasi in un altro tempo; e cavolo se avevano ragione.

Il caso, a prima vista, non era tra i più difficili: un semplice omicidio; Jason aveva risolto enigmi molto più complessi nel tempo in cui un qualunque altro detective ne leggerebbe il fascicolo. in effetti nessuno riusciva a spiegarsi la decisione di crugh di ritirarsi, nemmeno egli stesso.

tutto è iniziato una mattina, sabato 29 aprile 1944; c’era il sole, e si sentiva nell’aria l’atmosfera di speranza e attesa tipica di una guerra in via di conclusione. Tutti erano ancora terrorizzati dalle bombe che colpirono la città pochi anni prima e dall’odore di morte che ormai da troppo tempo sentivano quotidianamente. Tutti tranne Jason crugh; lui, come ogni mattina, era sceso a prendere il giornale alle 10:15, ma solo per il gusto di sentire l’odore di carta stampata. Poi, era tornato a casa dove trovò una lettera gialla sull’uscio della porta. Crugh era abituato a ricevere lettere gialle: tutti i committenti, infatti, usavano allegare alla lettera un francobollo da 16 sterline e il postino impiegava per le missive di questo genere carta riciclata color giallo sbiadito, forse per risparmiare. La lettera proveniva dal commissariato londinese. Era abbastanza insolito che il commissariato adottasse detective privati, anzi, avrebbe preferito archiviare il caso piuttosto che “infangare” la propria immagine professionale rivolgendosi a terzi. Evidentemente la burocrazia controllava il sistema giudiziario per eventuali traditori a favore dell’asse. Tornando alla lettera, Jason fu chiamato per esaminare un cadavere; una bambina era stata trovata morta sulle sponde del Tamigi, era stata legata con l’estremità di una corda al London bridge mentre l’altra estremità era attaccata ad un semplice palo della luce. la salma della bambina sembrava sospesa per aria e nessuno dei detective del commissariato era riuscito a capire le dinamiche del delitto.  A Jason l’esecuzione era sembrata piuttosto studiata. Egli notò, infatti, che l’estremità legata al ponte era lunga 4,57 metri, mentre quella legata al palo della luce era lunga 7,43 metri.  La somma dei due numeri era 12, che nella mente di Jason aveva milioni di significati, ma non quello corretto.  Mentre crugh eseguiva scrupolosamente le indagini sul corpo della vittima trovò nella tasca posteriore destra del pantalone uno straccio di carta corroso dall’acqua, o dal tempo. Grazie alla tecnologia degli anni 40 Jason riuscì a risalire al contenuto dello straccio. Rimase senza fiato quando l’addetto alla camera oscura gli mostrò che sullo straccio di carta era disegnato…

Sullo straccio di carta era disegnato...?

  • Il cancello di una casa abbandonata (50%)
    50
  • Il volto della madre di Crugh (38%)
    38
  • Il volto di Crugh (13%)
    13

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