La strada per rincontrarsi

Dove eravamo rimasti?

qual'è il motivo che spinge padre e figlio a partire? un imprevisto avvenuto nella terra natale di Lorenzo, ha costretto i due a scendere insieme per risolvere la questione. (71%)

Un viaggio lungo un sogno o un tuffo nel passato

  • Hai preso le chiavi?
  • Certo che le ho prese, le ho proprio qui nella tasca.

Marco iniziò a tastare i pantaloni che indossava alla ricerca delle chiavi perdute. Una ricerca vana, suo padre gliele stava sventolando in faccia con l’aria di chi sta pensando “come prevedevo” e invece dice:

  • Smettila di ballare il Tuca Tuca, nemmeno Raffaella Carrà riuscirebbe a trovarle fino a che le avrò io in mano.

Come al solito Marco aveva dimenticato la cosa più importante e per Lorenzo non era una novità.

Suo figlio aveva il dono di poter dimenticare solo le cose essenziali. La cartella per andare a scuola, il libretto universitario il giorno di un esame, di chiedere dove andasse a sua madre quel giorno in cui uscì e non tornò più.

Lorenzo conosceva bene suo figlio. O meglio conosceva bene l’idea che si era fatto di Marco.

Suo padre non sapeva che da quel apparentemente normalissimo giorno in cui sua madre senza dir nulla prese la sua borsa e andò via di casa, Marco continuava a chiedersi perchè?

Che cosa aveva spinto sua madre ad abbandonare lui e suo padre? Aveva detto o fatto qualcosa di sbagliato? L’aveva delusa in alcun modo? Non l’amava abbastanza?

Quel giorno era tornato a casa da scuola alle due come sempre.

Aveva buttato lo zaino sul divano.

  • Marco raccoglilo a mamma, sono stanca di raccogliere la tua roba da terra ogni giorno.
  • Siii, non ti preoccupare. Che mangiamo oggi?

Sua madre raccolse il suo zaino e lo ripose sulla sedia, poi verso la pasta nei loro due piatti e li portò a tavola.

  • Abbiamo qualcosa da festeggiare, è il mio compleanno e non me ne sono ricordato?

Il quel giorno sua madre gli aveva preparato penne alla carbonara con abbondante parmigiano. Un sogno. Il suo piatto preferito e non sapevo nemmeno perchè.

E mentre poggiava il piatto sul tavolo, sua madre posò le sue labbra sulla testa di Marco. Un bacio dolce. Un bacio inaspettato.

Ma Marco non sapeva che sarebbe stato l’ultimo. Si stupì, certamente, ma la carbonara era così invitante che fiondò la forchetta nel piatto e divorò il tutto in due secondi e poi andò in camera, stava preparando letteratura latina e aveva ancora tanto da studiare.

Quando uscì dalla sua stanza, sua madre non c’era più e Lorenzo, suo padre non sapeva che da quel giorno Marco continuava a chiedersi perché non si fosse reso conto di nulla, perché non era uscito anche solo per caso da quella stanza, perché non si era accorto delle valigie pronte, di sua madre che ormai aveva deciso di lasciare la sua famiglia.

Lorenzo non sapeva quanti e quali pensieri avesse suo figlio, prese le chiavi e gliele lanciò.

  • Sapevo benissimo che le avessi prese tu.
  • Si si, come no. Hai sempre bisogno di qualcuno che ti stia dietro.
  • Pensa potremmo prendere una badante per entrambi.
  • Non scherzare.

Pronti, partenza e via. Direzione Gravina di Puglia.

Sei fantastiche ore di viaggio in compagnia di suo padre per giungere in un posto sperduto, dimenticato da Dio, pieno di contadinotti zoticoni nel qual Marco avrebbe passato sicuramente i giorni più lunghi della sua vita.

Voleva sparire. Per fortuna non ebbe neanche il tempo di pensarci che suo padre già aveva iniziato a borbottare per i finestrini abbassati, per l’aria condizionata, per la musica a tutto volume, per la scelta della musica e al primo Autogrill Marco si fermò e si tuffò nel bar.

Era ora di pranzo e la fame si faceva sentire. Un panino con la cotoletta e un panino con dei salumi.

Un panino come quelli che sua madre gli faceva quando andavano al mare.

La fotografia.

Il libro lo aveva messo in valigia.

La sua famiglia, le vacanze estive e la Puglia.

  • Dov’è che andavamo in vacanza quando ero piccolo?
  • Qui vicino, ai laghi di Alimini, perché?
  • Così.

Ora ricordava chi era stato a scattare quella foto.

Era una bambina, avrà avuto all’incirca la sua età, forse qualche anno in più. Era bruna e longilinea, aveva gli occhi castani e una strana luce, quella che hanno i bambini felici di mangiare un gelato.

Finirono i loro panini e si rimisero in auto. 

Stavolta Lorenzo fu padrone della radio, Marco ormai era preso da altro.

Come proseguirà il viaggio?

  • Marco mostrerà la foto a suo padre e finalmente parlerà di sua madre. (14%)
    14
  • Marco cambierà il percorso e cercherà il posto delle loro villeggiature estive. (71%)
    71
  • Continueranno a viaggiare in silenzio fino a Gravina. (14%)
    14

Voti totali: 7

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4 Commenti

  1. Ciao Lucia,
    ho creduto, da principio, che la mamma di Marco fosse morta… e invece se n’è solo andata e non è poco. Ho notato qualche refuso, l’uso delle minuscole a inizio dialogo, qualche accento mancante e una “e” di troppo, a mio parere, nella frase: “Due uomini soli, in una casa che non era mai stata loro e che avrebbero dovuto fare i conti ognuno con la vita dell’altro.” secondo me bastava una virgola. 🙂
    Anche a me picevamo molto scrivere e quando ho provato a mandare in giro i miei racconti mi hanno restituito pareri orribili. Io, comunque, non ho mai smesso, non perchè pensi di saperlo fare, ma perchè mi piace molto, perciò ti capisco. 🙂
    Alla prossima!
    p.s. un imprevisto.

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