Storie di vita

Dove eravamo rimasti?

Il Resto della storia Alaina?! Uno dentro casa (100%)

Mistero 2 di 3

La testa era leggera. Quasi sicuramente dovuta a quella cosa che lei gli aveva dato da bere. La sua rabbia si era parzialmente placata, mischiata alla stanchezza, ma gli serviva ancora a mantenere un poco di lucidità. Alaina si era andata a sedere accanto al camino, con il suo boccale di the fumante e speziato. “Dieci anni fa” riprese lei. “Oltre la Dorsale, nelle terre interne c’era un Regno..molte favole cominciano così, poi accade qualcosa e in effetti è così.. Il Regno di Paillìa, ne hai sentito parlare, Adbel?”. “Si..con la compagnia abbiamo lavorato anche per loro, ma quasi il doppio di quegli anni. Il Re era Dumoore, se non rammento male”. Turo annuì, “Lo è stato per poco tempo. Poi gli è subentrato Trastyo, il secondo genito e dopo di lui l’ultima erede diretta della casata regnante, Domynia”, disse come breve spiegazione, lasciando poi spazio a lei perchè riprendensse, “Domynia era una ragazza carina, volubile e al centro delle attenzioni di tutti i giovani nobili del Regno”. “Per lei, suo padre cercava un marito che riuscisse a tenere assieme quelle terre, ma non ha fatto in tempo a..”, l’occhiata gelida di Alaina, fece fermare prontamente Yvir che si era inserito nella storia. “Se volete raccontarla voi, fatelo! Ma fuori da questa casa!”. “Alaina?! scusaci..”, fece Turo per entrambi. Adbel sentì la rabbia salire nuovamente se non fossero arrivati presto ad una conclusione..sospiro. “Domynia aveva più o meno vent’anni, dieci anni fa. Regnava da sola, suo padre era giù morto, e io ero la sua erborista personale. Conobbe, poco prima di quella data fatidica, un uomo. Il suo unico amore, lo definiva lei. A corte nessuno sapeva chi fosse, ne da dove fosse sbucato. Su una cosa però erano tutti d’accordo, non poteva frequentare la Regina, ne tanto meno sposarla. Per un po’ lei parve accettare le scelte del consiglio, prese anche in considerazione la loro proposta di sposare uno indicatole da loro. Lo sconosciuto si era allontanato dalla corte, per volere di lei, nessuno lo aveva più visto. Ma era ancora li e aveva superato il suo cuore e la sua camera. Lei ne era rimasta incinta. Riuscimmo a tenere la notizia nascosta il più a lungo possibile, ma in una corte è difficile nascondere i malesseri della gravidanza, i cambi di abitudini”, guardò il ragazzino, “Forse è il caso che tu vada a dormire, ragazzino”. Lui che era preso da quella storia, scrollò la testa, “No, voglio sapere come va a finire e”. Lo sguardo di lei diceva molto più delle parole. “Sono abbastanza grande..”. “Può darsi, ma non adesso!”. Lei attese che lui fosse salito di sopra e riprese. “..dare della P..ata di fronte al consiglio riunito non aiuta a rasserenare gli animi. La Regina lo fece arrestare seduta stante e disse che quello sarebbe accaduto a chiunque le si fosse opposto. Suo figlio sarebbe stato il futuro di quelle terre. Due dei nomi del consiglio, ne presero atto e si ritirarono, togliendole l’appoggio. Si arrivò allo scontro armato. nel frattempo il bambino era nato, fuori era scoppiata la guerra civile e due attentati avevano fatto capire che ora la Regina era veramente in pericolo. Si chiuse nel castello, si circondò di guardie, non accettò neppure più i consigli di chi ancora le era accanto, me compresa. Una notte fu tutto e fu niente. fuori le mura gli animi sembravano essersi calmati, il bambino compiva il primo anno. Qualcuno appiccò un incendio alle scuderie interne. Lo ricordo ancora molto bene. Le fiamme altissime, la gente terrorizzata. Quasi tutti vennero inviati a spegnere i roghi. Quale occasione migliore per colpire. So che ho sentito i colpi di spada, le urla dentro il Palazzo. ero in vestaglia sono corsa fuori, all’epoca ero ancora in grado di correre..” sorrise amara, “Mi sono arrampicata su quelle scale come non credo di aver mai fatto prima. Davanti a me, lungo la galleria i soldati di guardia a terra morti o moribondi, uno mi aveva indicato la porta delle stanze della regina. La porta era divelta. Due guardie stavano duellando tra di loro, quando una di esse ebbe la meglio. Domynia urlò allontanandosi con il bambino in braccio. Vidi il volto dell’uomo e lo riconobbi. Lo avevano liberato, era il suo futuro sposo..accetato da ira e chissà da cos’altro..si fece strada fino a lei l’afferrò e la scaraventò sul letto. lei perse il bimbo che si mise a strillare. Lui distratto agguantò il fagotto e non si accorse che lei aveva preso la spada della guardia morta e con tutta se stessa gliela piantò nella schiena. Lui urlò si volse sentì lei ordinarmi, prendi il bambino e fuggi, poi si lanciò su di lui colpendolo rozzamente. Non mi voltai indietro..avevo afferrato il fagotto e mi ero messa a correre. ho sentito chiaramente le urla di lui e quelle di lei, ma ero già sulle scale e poi nel cortile..le porte del castello erano aperte, mi nascosi quando l’onda della gente fece l’ingresso e mi nascosi tra di loro uscendo facendo perdere le mi tracce..”. Bevve un sorso nel silenzio generale. Adbel di colpo comprese..

     

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6 Commenti

  1. Adoro i mondi così costruiti, diversi dal nostro ma non abbastanza da toglierti ogni appiglio. L’incipit a mio parere è semplicemente perfetto!
    Ho votato per leggere quanto hai già scritto liberamente, perchè credo che nessuna seconda stesura ti soddisferà mai come la prima.

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