Storie di vita

Dove eravamo rimasti?

Partenza! Il gruppo (50%)

Agguato

Recuperato Sunrik, Adbel raggiunse gli altri lungo la strada verso la periferia dove erano accampati con i carri. “Posso sapere da chi è composto il gruppo?” si avvicinò Adbel a Turo. “Certamente. Ci sono Dessio e Adarto, che sono con noi da quanto?” chiese guardando Yvir, “Da almeno tre anni” rispose questi dopo un momento di silenzio. “Da quando abbiamo fondato questa nostra piccola società” concluse. “Si, erano imbarcati su di una nave, ci hanno passato dieci anni senza mai fermarsi, poi hanno deciso di scendere. Almeno è quello che hanno detto a noi. in ogni caso non è del loro passato che ci preoccupiamo. Sono persone di completa fiducia e nel tempo hanno dimostrato il loro valore. Io ho portato Dessio, il mio braccio destro e Yvir ha portato Guossè il suo. Ci sono i due carovanieri, Voz e Gassìone. ora ci sei tu e avremmo voluto una seconda guardia, ma di sta notte credo sia impossibile trovarla”. “Tu da dove vieni?”, fu la domanda successiva di Yvir e Turo annuì. Adbel si incupì. “Sono un soldato” disse a denti stretti, “Ho lasciato la compagnia che ho fondato dall’altra parte dell’oceano e sono tornato di qua..”. “Non hai detto poi molto..ti hanno cacciato? hai ucciso qualcuno che non dovevi?”, Yvir non sembrava accorgersi di aver passato una sottile linea non scritta, di cosa si può chiedere e cosa no. Adbel era ad un passo dal mandarlo a stendere. “Ha dato la sua parola, Yvir..”. “Ero presente alla guerra dell’usurpatore..” intervenne Adbel. “Quando i pirati hanno dato alle fiamme la città di Porto Ylte..assieme alla mia famiglia..”. Turo lo guardò e Yvir imprecò portandosi la mano alla bocca. scese un silenzio imbarazzato interotto solo dal battere degli zoccoli sull’acciottolato della strada.

“Ca..qualsiasi cosa adesso dica non servirà che a peggiorare la situazione” riprese la parola Yvir. “Io ti devo chiedere scusa..”. Adbel si limitò a scuotere le spalle, parlare gli causava ancora troppo dolore, e poi c’era qualcos’altro al momento.

“Ci stanno seguendo da quando abbiamo lasciato la locanda” disse a bassa voce ai due mercanti, “Non vi girate” li riprese subito, quando entrambi accennarono il gesto. “Ne sei sicuro?”. “Se n’è accorto Sun, in principio” disse carezzando il fianco possente del cavallo. “Vorrei che si fosse sbagliato, ma non è così!”. “Quanti sono?!”. “Uno che si limita a seguirci”. “Cosa può volere?”. “A questo dovrete rispondere voi due, non è certo me che sta seguendo”. “Se è uno solo non rappresenta certo un problema” alzò le spalle Turo, sicuro di se. “Lascia pure che ci segua!”. “Sono d’accordo fino a quando davanti a noi non ci sono altri quattro ceffi come quelli ad aspettarci..”. Adbel si era fermato costringendo i due mercanti a fare lo stesso.

La strada era appena illuminata dalla torce, difficile distinguere altro oltre le ombre, ma i quattro figuri comparsi da due strade laterali erano troppo casuali per non essere li per loro. “Siete armati?” chiese sottovoce il mercenario. “Lo siamo, ma di certo non siamo combattenti specializzati..” fece Yvir. “Allora state pronti, appena li distraggo date sfogo ai cavalli”. “Non li affrontiamo?”. “No, il piano e che voi raggiungiate il vostro accampamento da vivi, dopo mi darete qualche spiegazione..”.

Prima che potessero dire o fare altri, Adbel diede di sprone a Sunrik che non ne ebbe molto bisogno. partì al galoppo. il gruppo di uomini fu colto di sopresa dal gesto di slancio, ma lo stesso avvenne per i due mercanti, “MUOVETEVI!” urlò loro. I due uomini si riscossero e diedero di sprone ai rispettivi animali. Adbel aveva già estratto la lunga spada e la stava ruotando come fosse stata una corda sopra la testa. Tra gli uomini i cavalli si scostarono , uno non abbastanza velocemente perchè il suo cavaliere non finisse lungo la traiettoria della spada del mercenario. Cadde grugnendo mentre il cavallo scosso si lanciò al trotto allontanandosi. Nel varco creato si infilarono i due mercanti lanciati ora al galoppo, mentre Sunrik rallentava sui ciottoli scivolando in parte per girarsi e affrontare il gruppo che si stava riorganizzando. “Ora signori, se non volete che la situazione peggiori ulteriormente, girate sui tacchi e filate”. Spacconeria o meno che fosse, il gruppo esitò, poi però si lanciò in avanti compatto.

Dentro di se Adbel imprecò, mantenedo un ferreo controllo della propria espressione. Di solito uno a terra bastava a spaventare gli altri.. Bloccò la lama che calava verso la sua testa spostandola di lato, mentre Sunrik si spostava, impedendo l’affondo della seconda persona, la terza era impossibilitata a unirsi a quella danza dagli altri due cavalli e la quarta, incitò il compare a inseguire i due mercanti invece di stare li con il mercenario. Sperò di aver dato loro abbastanza spazio per raggiungere gli altri. Affondò la spada superando la guardia del primo. Questi urlò lasciando cadere l’arma. Sentì con un brivido la lama scorrere lungo la sua schiena, si girò e colpì l’uomo con il pomo della propria spada. “Sunrik..”. 

Cosa accade?

  • LO scontro si sposta nell'accampamento? (100%)
    100
  • Inseguimento? (0%)
    0
  • Lo scontro continua? (0%)
    0
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6 Commenti

  1. Adoro i mondi così costruiti, diversi dal nostro ma non abbastanza da toglierti ogni appiglio. L’incipit a mio parere è semplicemente perfetto!
    Ho votato per leggere quanto hai già scritto liberamente, perchè credo che nessuna seconda stesura ti soddisferà mai come la prima.

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