UN SUSSEGUIRSI DI IMPROBABILI CATASTROFI

“Il primo capo lo scelgo io: una tuta da ginnastica in acetato finto-proletario. Esclusiva nella sua semplicità”

Intorno a lei un baccano infernale: calca, lampi di luce, urla.
«Pffft!».
Soffiava con tanta forza che riusciva a vedersi le guance gonfie. La metà delle fiamme che aveva davanti alla faccia si spensero subito, le altre vibrarono verticali per qualche secondo, ma solo tre di loro cedettero.
La bambina fu presa dal panico: il suo fiato si stava esaurendo e c’erano ancora due fiammelle superstiti, all’apparenza immuni alla bufera che riversava su di loro.
Tutte! Devo spegnerle tutte!
«… ffttprrffpprrrr!».
Lo strascico finale del soffio si portò dietro un fitto sciame di gocce di saliva e bolo di patatine, è probabile che fu proprio questo bombardamento a estinguere gli stoppini riottosi.
Unulteriore raffica di flash e un boato di applausi salutarono il trionfo.
La mamma posò la fotocamera e con espressione invasata organizzò la claque: «E per Sibilla hip hip…».
“Urrà”, esplosero tre dozzine di parenti schierati in muraglia compatta di fronte a lei.
Qualcosa fendette la folla al suono di “Scusate, permesso, fate spaziosopra le teste di zii e cugini apparvero due avambraccia ossutealle estremità di queste altrettante mani tenevano un involucro colorato.
«Nonno?», domandò Sibilla perplessa.
Fece capolino un vecchio in pantaloni di tuta e t-shirt di lana, sopra la quale indossava una cravatta che sfoggiava una fantasia di gechi e scorpioni incastrati insieme.
Sorrise alla nipote: «Tieni!», le disse porgendole il pacchetto, «Volevo essere il primosai, alla mia età ogni minuto è buono per tirare le cuoia».
«Papà!», lo rimproverò la mamma di Sibilla.
«Be’, Aurora», ribatté lui, «Se schiatto nel frattempo, la piccola rimane senza il mio dono!».
La piccola, fatto scempio della carta da regalo, fissava una scatola, incredula«Nonno nonnon è possibile!», balbettò confondendo patriarchi e negazioni, «Un Gatterpillar Camel Trophy 3000!».
Il nonno annuì: «OS Android Sfogliatella, display… ahm… bohled! Non so quanti giganodonti di memoriapiù di me di sicuro!». Sibilla alzò lo sguardo per un solo secondo e vide che il vecchio parlava rivolgendosi a suo papà«E soprattutto, caro Marzio, scocca in titanio e fibre aramidichevetro Baboon Glass 42. Invulnerabile!». Sibilla divenne rossa come un SanSug Red, ripensando alla facilità con cui distruggeva i cellulari.
Oddio, mica solo i cellulari…
In ogni caso, era stato al terzo display paterno polverizzato che Marzio aveva emanato per lei un’ordinanza restrittiva con divieto di avvicinarsi a meno di due metri dagli smartphone presenti in casa. L’aveva anche informata che non avrebbe avuto un cellulare suo fino a che non avesse dimostrato di riuscire a mantenerlo integro per più di trenta secondi. Eh, certo, e come si sarebbe potuta allenare se nessuno glielo prestava?
Eppure ora Marzio la guardava stranamente benevolo. Sibilla era indecisa e muta, per quanto i suoi occhi implorassero al padre il permesso di prendere in mano il mitico Gatt.
«Su,», le disse lui, «che aspetti?».
Ho capito bene?
La bambina
spalancò la bocca in un sorriso così largo che le fecero male le orecchie, in mezzo a un capannello di cugini curiosi aprì la confezione, prese in mano il Gatterpillar e cominciò a frugarlo.
«Quello che stai aprendo è lo sportellino della presa dell’alimentatore», commentava il nonno didascalico, «È impermeabile e… che fai? No!». 
Sibilla aveva staccato il cavo di alimentazione da una videocamera in ricarica e l’aveva infilato a forza nel cellulare.
«È quasi uguale», spiegò.
La madre la strattonò all’indietro un istante prima che, con un gemito di transistor sovraccarichi, lo sfortunato smartphone esplodesse spargendo frattaglie in silicio tutto intorno.
Tutti ammutolirono, solo Sibilla biascicava un “Ma ma” allibito. Mentre il nonno sembrò disinteressarsi, impegnato a scarabocchiare su un piccolo taccuino, Aurora abbracciò la bimba.
Marzio si unì alla moglie e borbottò: «È matto, nonno Sviturno, a regalarti un cellulare bomba?».
«Oh, insomma!», reagì Aurora piccata«È stato solo uno sfortunato incidente!».
Lui carezzò il visino in lacrime della figlia, le sorrise: «Su, su. Non preoccuparti», fece strizzando un occhio, per aggiungere in tono misterioso: «Non mi ricordo, ti piace o no il tamarindo?».
Il… cosa?
Che roba era? Sibilla stava ancora cercando di ricordare se avesse mai sentito quella parola, quando udì la propria voce precisare: «Solo quello coltivato in Costa Rica».
Eh?
A quella improbabile risposta il padre sorrise e batté forte le mani: «Sì! Evviva!», urlò tra lo sbigottimento generale.  Si ricompose: «Scusa, scusate», disse imbarazzato, e si precipitò a imboccare le scale.
Tornò poco dopo, quando Sibilla
, pressoché catatonica, aveva già aperto quattro dei regali del parentado: due libri, di cui uno di uncinetto e l’altro di poesie, una felpa troppo stretta e un… un… un busto di bambola su un treppiede con sei uncini al posto della testa?
Marzio agitava un pacchetto coccardato: «Sibilla,», le disse, «indovina cos’è!».
Sibilla espirava a brevi singulti.
«Un… tamarindo?», azzardò poco entusiasta.

Mi dicevate che avete bisogno di qualcosa da indossare con eleganza anche nel mezzo di una catastrofe. Uhm, che tipo di “catastrofe”?

  • Una catastrofe di fuoco: toni elettrici per uno smoking in ceramica. Leggero e ignifugo, si porta su tutto, maschera da saldatore compresa. (45%)
    45
  • Una catastrofe dal cielo: che ne direste di una coloratissima tuta da aviatore in piume assortite? (18%)
    18
  • Una catastrofe dal mare: una muta da sub in fantasia mimetica è quello che fa per voi. (36%)
    36
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80 Commenti

  1. Buonasera Erri, sono felice di leggerti. Sembra impossibile ma a ogni puntata, questi qua son sempre più incasinati e ora sono addirittura comparse le forze del Male dentro il telefonino. Altro che Ring! Ho votato per un approdo in terraferma, in mare hanno già combinato abbastanza guai…

  2. Ciao Erri, è il caso di dire: fantastica la teoria dei sibilioni hahaah 🙂
    Insomma se la bambina rompe qualcosa guai a fermarla.. si scatenerebbe l’inferno..
    Miiii sei geniale Erri 🙂
    Non mi dire che il nonno è tuo nonno ? hahaha
    Scherzo ehh dai bravissimo 🙂
    Voto per il mare che mi da davvero la nausea.
    Ciao e complimenti

  3. Buonasera Erri,
    purtroppo la mia assenza è stata più lunga del previsto, credevo di aver perso un capitolo (avevo letto e votato il due, senza trovare il tempo di commentarlo) e invece ho trovato sia il tre che il quattro che mi aspettavano impazienti. 😆
    In questi giorni, persa tra Pirandello e Lucano, acidi carbossilici e carboidrati, induttanze e limiti, e molto altro che al momento i miei neuroni fusi non ricordano, non ho trovato un attimo, ma la voglia di chiudere i libri e aprire la tua storia mi è venuta praticamente tutti i giorni… Beh, finalmente ci sono riuscita!☺️
    Divorare due capitoli di fila è stato stupendo, mi hai immerso in un crescendo di emozioni, tra l’apparente follia (il Pirandellissmo si inserisce alla perfezione) del meraviglioso Sviturno Torrefatti, la fiducia della dolce nipotina, l’inaspettato dialogo con uno smartphone… Mi hai stupito ancora una volta, forse con qualche idea fantascientifica in più, forse con un’esplosione di lava e suspance… Sono sempre più curiosa, Marzio dovrà ricredersi sul conto del nonnetto che “ciàlalzaimerpoveretto”!
    E ora affrontiamo questo problema sottomarino con la tua fantasia come unica arma, non vedo l’ora! 😉

  4. flusso distrastruttivo dei sibilioni.
    flusso distrastruttivo dei sibilioni.
    flusso distrastruttivo dei sibilioni.
    Ciao Erri, ho provato a dirlo tipo sciogli-lungua… Ebbene lo è… 😂😂😂
    Sai chi mi ricorda Sviturno? Lo scienziato schizzato di Ritorno al Futuro 😂
    Dai, anche questo capitolo è molto spiritoso, bravo.
    Ho scelto gli abissi.
    Buon pomeriggio, ciaoooo
    Ilaria

    • Buonasera, Louise.
      Eh, probabile :- ) , però per i nonni è più facile: possono essere piacioni con i nipoti, divertirli, coccolarli… un papà ha altre responsabilità, ha anche l’obbligo di nutrire la segreta speranza che la propria figlia non faccia esplodere la casa se messa in prossimità di un fornello, per dire; di conseguenza, prova a correggerne quelli che gli paiono difetti che le renderebbero la vita adulta più difficile… Ok, capito, la smetto, la gara di vetustà la vince Erri Porta per distacco 😀 😀
      Grazie un sacco di farmi ancora compagnia.
      Ciao, ti auguro una settimana da favola… no, che banale, te l’ho già augurata. Oh, ecco: Ti auguro una settimana con un numero di Avogadro di eventi felici 😀

  5. Io resterei a bordo.
    Mi hai fatto ridere un sacco! Ma cosa ci si lava nel catinum temporalem? Per fortuna i miei figli continuano a essere sbadati e distratti: non saranno responsabili di catastrofi planetarie. Da piccola amavo molto “Gip nel televisore”, ora vediamo questo drago nel Tablez.

    • Buonasera, befana! Lietissimo di farti ridere!
      Sai, quando osservi una giovane creatura che condivide il tuo habitat far cadere svariate volte al giorno cellulari, telecomandi, controller wii, piatti, ananas, televisori e materassi, ti si sviluppa la piena consapevolezza che questi incidenti, che in persone meno evolute di me susciterebbero pensieri superstiziosi, siano in realtà governati da precise leggi fisiche a noi ancora ignote. Da qui a capire, o sperare, che tali (obiettivamente) piccoli incidenti ci preservino da apocalissi frequenti e imminenti il passo è breve 😀
      Grazie un sacco, anche per l’accostamento sia pure indiretto (adulatora!) con l’immortale Gianni!
      Ciao, ti auguro una settimana ricca di divertimento e di… altre storie in orbita 😀

  6. Gli abissi, gli abissi!!
    Ciao Erri,
    da amante della storia del Titanic (e parlo di quello vero e del suo ritrovamento nell’ottantacinque) non potevo che scegliere gli abissi 😉
    Bellissimo episodio, il nonno, che mi ricorda Emmet Brown ma un po’ più basso, è fantastico.
    Bravo Erri, sai cosa penso dei tuoi racconti e che fine dovresti fargli fare, hai un dono, usalo!
    Alla prossima!
    p.s. un giorno vedrò il tuo nome tra i titoli di coda di un bel film d’animazione 😉

    • Buongiorno, keziarica! Ancora una volta grazie, sai anche tu quanto siano per me importanti le tue belle parole 🙂
      So cosa pensi, sì… e questa volta ti posso rispondere che questa storia, che non c’era e non c’è, a parte lo spunto dell’esagerata propensione di Sibilla a distruggere le cose 😀 , nasce a subito con l’idea di creare ogni capitolo insieme a voi e, successivamente, svilupparlo, estenderlo, farne “qualcosa di più” 😀
      Come vedi, ti sto dando ascolto, o almeno è questa la mia intenzione. Nel concreto, nel mondo reale, molto diverso dall’imperativo Mondo dei Farò, ho appena cominciato a estendere e sviluppare il primo capitolo. Però sono già contentissimo di aver cominciato. Non pretendo nulla, da questa storia, te lo assicuro, lo prendo come un allenamento, la ricerca di un metodo per imbastire un “lungometraggio”.
      Non so se ne verrà fuori qualcosa di convincente, ma spero, anzi, sono sicuro, che imparerò qualcosa nel viaggio. Se riesco ad arrivare 😀
      Grazie un sacco, di cuore.
      Ciao, ci vediamo presto

  7. Ti dirò, la Pequiquæ sembra comoda e accogliente. Affrontiamo il guaio a bordo.
    Vai Sibilla con i tuoi… boh! Avessi capito una parola 😛 Comunque andiamo avanti. Visto che non sono un chihuahua, mi metto comodo e preparo i pop corn! 😛

    Ciao 🙂

  8. Ciao, Erri. 🙂
    Bel capitolo! Movimentato e avvincente.
    Penso che pure io lascerei i miei cugini in balia della catastrofe, non sai quanto possono essere fastidiosi! Oh! Mi correggo, lo sai. 😜
    Ottimo lavoro! Non vedo l’ora di scoprire cosa ti inventerà, perchè qui la cosa si fa bollente! 😉
    Ciao, Erri!
    Buona giornata!

    • Buongiorno, Fior, bentornata!
      Ah ah, poveri cugini… in realtà spero che l’eruzione risparmi la città, per quanto possibile, altrimenti avrei fatto eruttare direttamente il Mammillone 😀 😀 , ma sai, mi sembrava brutto, in un racconto del genere, fare una carneficina 😀
      Te lo confesso, non so bene cosa mi inventerò, ma è più o meno quello che volevo, perché quando ho le idee troppo chiare i racconti mi vengono peggio 😀
      Grazie di essere qui con me!
      Ciao, ti auguro una giornata vulcanica, in senso buono 😀

  9. Ciao Erri, mi unisco al coro dei complimenti, sei davvero un narratore bravissimo.
    Mi è piaciuta moltissima la descrizione dello spegnimento delle candeline nel prologo iniziale.
    Un urlo belluino non l’avevo mai letto prima di adesso. 🙂
    Il terzo capitolo mi è parso un pò troppo frenetico, risente sicuramente del tuo stile di scrittura.
    Ciao e complimenti

    Opto per il mare.
    Ovviamente seguo

    • Buonasera, Alex! Benvenuto e grazie delle bellissime parole, mi fanno un piacere che non ti dico… cioè… che non ti scrivo 😀
      Eh, il capitolo è frenetico, senz’altro. In parte è il mio modo di scrivere, in parte risente del fatto che sto andando “a braccio”: vorrei, per quanto possibile, farmi suggerire la storia dai lettori ed è difficile valutare quanto le opzioni che propongo mi costino in termini di caratteri (Insomma, vince “catastrofe di fuoco”, ma quanto impiego a descriverla? Molto, purtroppo 😀 ). Questo mi porta a concentrare parecchio per non trovarmi presto a corto di spazio. Ma questo non è del tutto un male (almeno per me 😀 ), perché iniziando questa storia la mia idea era appunto quella di estenderla, di renderla qualcosa di più lungo sviluppando meglio alcune parti che qui su TheIncipit sono ridotte all’osso. Vedremo se ci riuscirò, per il momento ho solo un file unico in cui ho copiato i tre capitoli 😀
      Grazie ancora di tutto, ciao, ci vediamo presto

      • Ciao Erri, la tua risposta mi ha fatto riflettere.
        In parte avevo intuito che questo è il tuo modo di scrivere, cioè il tuo stile di raccontare.
        Che non è semplice, e difficile da imitare.
        Per cui cercherò di carpire qualche tuo segreto. 🙂
        ps.- Se puoi cerca di frenare un attimino, inserendo qualche didascalia in più.. Potresti agevolare qualche lettore, appunto sui possibili suggerimenti.

        Ritornando alla mia riflessione, in merito a quanto hai scritto sopra. Posso dirti che ho fatto il ragionamento inverso al tuo, nel senso che ho iniziato a scrivere il mio racconto non curandomi dei spazi delle famose 5000 battute. Il mio obbiettivo ( e sarebbe un successo per me) è quello di portare a conclusione il racconto… che siano 10 i capitoli o 15 o 20, per me è importante concluderlo per come l’ideato, e ovvio con l’aiuto di tutti gli autori di The Incipit..
        Insomma, non voglio limitarmi, pazienza, per il tempo o per i capitoli.
        Ma cercherò di portare avanti l’idea originale dall’inizio alla fine.
        Ciao e grazie

        • Be’, mi fa piacere che in qualche modo la mia risposta ti sia stata utile, trovo che l’interazione tra noi sia una delle cose più interessanti di questa piattaforma. Sì, dovrò riflettere un po’ sul mio “stile”, grazie dei suggerimenti, sempre benvenuti.
          Mi sembra comunque di capire che abbiamo impostazioni opposte: io farò di tutto per finire nei dieci, a te non interessa più di tanto. Direi che nessuno di noi due ha ragione o sbaglia, però posso spiegarti perché io ci tengo: il motivo per cui mi impongo un termine certo è perché mi sono accorto che riesco a scrivere solo se ho vincoli stringenti. Di lunghezza del capitolo, di lunghezza totale, di intervallo tra pubblicazioni… Mi devo imporre una disciplina, altrimenti non riesco neppure a cominciare.
          È un mio limite, ho qualche idea per superarlo, ma al momento non ci sono ancora riuscito 🙂
          Grazie ancora, ribuona serata

          • Buongiorno Erri.
            Il suggerimento verte nella direzione di esser un pò più clemente con qualche lettore “lento” come il sottoscritto. 🙂
            Capisco benissimo la tua impostazione e ti auguro di realizzare un gran bel racconto.
            La mia (al momento) è quella di scrivere, scrivere. Per al momento è importante scrivere.
            Ciao a presto

  10. Ciao Erri,
    il gioo di parole mi ha fatto venire in mente, per chissà quali vie, che il tuo nome potrebbe derivare dalla storpiatura di Harry Potter… ma forse dico solo stupidaggini .-)
    È bello il tuo stile, divertente e coinvolgente. Lo sai, non ho altro da aggiungere, non ho trovato nulla fuori posto, tutto è sempre curato e posizionato là dove deve stare. Bene, aspetto il nuovo capitolo e voto per il meraviglioso TableZ, vediamo che combina 😉
    Alla prossima!

    • Buonasera, keziarica!
      Non so che via hai seguito, ma ci hai visto giusto, c’è un riferimento al famoso maghetto. Vuoi la verità grigia e banale o una verità ricamata da informazioni non del tutto verificabili ma più divertente?
      Be’, però se non rispondi scelgo quello che mi viene meglio.
      Ecco qui: sono nato da papà svedese, Pino Porta, e da mamma inglese, Jessica Katiuscia Rolling. La mamma, durante tutta la gravidanza, aveva una sola voglia irrefrenabile: leggere allo sfinimento i libri di Harry Potter. Così, visto anche il nome di papà, ha pensato di rendere onore al maghetto. nella foto del nick sono io, vestito a maschera per il carnevale del 2010. La sciarpa vinaccia e gialla non l’ha trovata, mi ha messo quella che aveva.
      Boh, poi decidi tu quale delle due verità ho scelto di raccontarti 😀
      Grazie un sacco dei complimenti, non hai idea di quanto siano importanti per me.
      Ciao, ti invio un “Wingardium Leviosa” che duri una settimana o anche di più, così che tu possa volare leggera sopra qualunque ostacolo 😀

  11. Buonasera Erri,che irresistibile marmaglia! Altro che Pequod e balene, ci hai portato addirittura sull’arca di Noè. Disastri, ti voto il TableZ. Sono certa che scatenerà un armageddon, viste le premesse. Grazie di avermi dato un po’ di buonumore, che ci vuole. A presto!

  12. Ahaha 😍
    Erri questo capitolo è stato uno spasso. Mi hai fatto ridere più di una volta immaginando il nonno inciampare in un fracasso di stoviglie 🤣🤣🤣🤣, i fratelli ridens e Marzio
    “si schiantava a ripetizione sulla porta di legno consunto come un moscone sul vetro”. Davvero complimenti, ora posso andare a dormire col sorriso (grazie a te).
    Buonanotte ♥️
    Ilaria

  13. Ciao, Erri.
    Perdona il ritardo. 😅
    Un capitolo carinissimo e ben caratterizzato, completo di umorismo, la verità assoluta che i papà non sanno fare i pacchetti regalo (almeno il mio è così… sa fare un intervento su qualsiasi animale da compagnia e ricucirgli la pancia in poco tempo… Ma un regalo no, mai. Strana la vita, eh? 😜) e un colpo di suspense alla fine che invita il pubblico ad aspettare il prossimo episodio con entusiasmo.
    Ottimo lavoro!
    Ho votato per entrambi i genitori, sarà bello vedere un’intera famiglia all’opera. 😁
    E con un augurio di ottima serata ti lascio sorridendo.
    Tua,
    🌼🍊

    • Buonasera, Fior! Nessun ritardo, non preoccuparti! L’importante è che il capitolo ti sia piaciuto, e se è così sono strafelice.
      Grazie un sacco delle bellissime parole, non hai idea di quanto siano importanti per me 🙂
      Ciao, vista l’ora non posso che sperare che tu stia già facendo dei sogni d’oro, per cui ti auguro un risveglio allietato da una golosa colazione, per affrontare alla grande un nuovo giorno che ti porti un sacco di cose nuove, curiose, meravigliose da scoprire!
      Ciao!

  14. Ciao Erri!
    Ho scelto Marzio!
    Devo ammettere che questo capitolo è scivolato giù facile come il the alla pesca alle feste! Mi ha fatto sorridere e a tratti ridacchiare di gusto!,
    Hai una scrittura fresca e spumeggiante, umoristica e positiva! Mi piace sempre di più
    A presto

  15. Ciao Erri! Sto con le donne e scelgo Aurora! Ma…. È l’opzione meno quotata… quindi dovrò attendere il verdetto finale😂😂😂
    Un capitolo costruito benissimo, ho visto tutta la scena! Perfino la pizzetta unta e bisunta spiaccicata sul pavimento 😂 il ruzzolone di Sibilla e la testata di Aurora, ahaha fantastici 😃
    L’unica cosa che, secondo le mie “orecchie”, ha stonato è stato: “sibilò Sibilla”.
    Un carissimo saluto, a presto!
    Ilaria

    • Buonasera, Ilaria!
      Grazie delle belle parole, sono felice che ti sia piaciuto.
      Per quanto riguarda “sibilò Sibilla” è un’alliterazione voluta, so che sarebbero da evitare, ma ogni tanto vi indulgo.
      E se è vero, come dice Eco, che allietano gli allocchi, be’ io un po’ allocco lo sono 😀
      Le ricerco per dare un po’ di musicalità o solo per far ridere, ma non è affatto facile maneggiarle (vedi questo caso 😀 )
      Grazie un sacco di tutto, ci vediamo presto

  16. Ciao Erri, ho sudato con tutto il clan in questo capitolo, sei sicuro del genere? Ho capito, sarà un’avventura umoristica, e dati i personaggi sarà difficile premiare il miglior attore o migliore attrice “non” protagonista, sono tutti grandi interpreti, tu il regista perfetto!
    A suffragio di quanto scrivo io inizierei a conoscere Marzio…
    Spero di leggerti presto!

    • Buonasera, Alexander. Ah ah, Erri Porta finora ha scritto solo “Avventure”, perché se si attribuisse altri generi rischierebbe di più: scegli “Humor” e poi non fai ridere, scegli “Fantasy” e ti manca la fantasia… no, meglio qualcosa di più generico, scegli “Avventura”, ché qualche volta si può definire avventura anche andare dal verduraio a comprare un peperone 😀
      Grazie un sacchissimo, sono molto felice che ti sia piaciuto. Per il secondo capitolo c’è voluto più tempo del previsto, ma per i prossimi spero di mantenere il consueto ritmo di uno ogni sette-otto giorni.
      Ciao, ci vediamo presto

  17. Ciao Erri,
    Aurora e Marzio!
    Mi piace tutto di questo capitolo: è frizzante, spiritoso e arguto. Mi è piaciuto il riferimento a John Bonham, molto evocativo. Ti è capitato di pensare di dover studiare un oggetto tecnologico per una bimba un po’ sbadata? Perchè lo racconti così bene, il tablez, che sembra di vederti a tavolino con compassi, righelli e lapis, intento a progettare.
    Bravo Erri, sai che amo i tuoi racconti e non vedo l’ora di leggere il terso episodio.
    Alla prossima!

  18. Interessante la guerra sui cellulari, ma in questo secondo pezzo si nota maggiore maestria della protagonista, forse il TAbleZ ha qualche potere?
    Cmq non male, anche se permettimi di dirlo, a mio avviso, il numero uno attualmente è imbattibile, qua si vedono concetti un po’ ripetuti.
    Ovviamente è solo il mio parere!
    Alla prossima con Marzio!

  19. Ciao, Erri, catastrofe acquatica vista la pioggia… ti diro’, questa famiglia non.e’ poi cosi’ folle. Oggi mio marito ha fatto cadere le chiavi della macchina nel cassonetto e le abbiamo recuperate con il retino dei granchi. Tipico nostro. Ti seguo e confronto con piacere le rispettive catastrofi

  20. Eccomi Erri! La tua nuova storia è stata una sorpresa meravigliosa, la aspettavo con ansia… Ho letto il capitolo nei giorni scorsi, ma non ho trovato un attimo per fare un commento come si deve, scusami. 😬
    Come sempre mi hai coinvolto subito, con le tue atmosfere magiche e uniche. Ci presenti il mondo dagli occhi di una bimba simpaticissima, e già in questo ho apprezzato tantissimo il tuo racconto… Mi sono immedesimata nella fatica immane del soffiare tutte le candeline, nel ricevere regali di cui non si capisce il senso, e non ho potuto fare a meno di tornare bambina, come sempre accade quando mi immergo nelle tue avventure; e questo è il regalo più grande che puoi farmi, molto più grande di un portagioie senza testa (il mio è a forma di Tour Eiffel, decisamente più carino) e di un tamarindo…
    Ho votato anche io per la catastrofe di fuoco, per restare in tema.
    Aspetto con ansia il prossimo, augurandoti un weekend meno turbolento della festa della nostra Sibilla 😉

    • Buonasera, Naomi. È il tuo commento a essere meraviglioso. Ti confesso che l’ho letto subito, nella mail di notifica, ma mi sto collegando al sito solo in questo momento, quindi scusami per il ritardo. Che posso dire? Grazie, ma grazie grazie davvero, grazie un sacco, grazie una tonnellata! Sì, mi piace raccontare le esperienze dell’infanzia, sono le più intense, le più vere, quelle che ci rimangono come ricordi tutta la vita 🙂
      Se ti è piaciuto, se ti ha aiutato a rievocare giorni felici, spensierati… e divertenti 😀 , non posso che esserne strafelice!
      Ciao, ci vediamo presto

  21. « implorasero al padre il permesso »: forse c’è una regola che ignoro, ma implorare a, mi suona malissimo. Implorassero il padre di… implorassero il permesso dal padre… Non ci metterei la mano sul fuoco, ma almeno il mignolino, che se si ustiona, pazienza 🙂
    Ma la vostra festa è andata proprio così?!
    Non saprei cosa scegliere: lo smoking in ceramica, dai.
    Sai che il tamarindo mi rievoca subito le scatole di caramelle assortite che regalavano le vecchie zie e di cui sparivano poco alla volta tutti i gusti e restavano nella scatola solo quelle arancio smorto al tamarindo? Scopro ora che non solo esiste la pianta, ma addirittura una città del Costa Rica. Erri Porta fa divulgazione culturale 👍

    • Buongiorno, befana!
      Ma cosa ti fa pensare che ci sia qualche riferimento autobiografico nell’incipit? 😀
      Sulla città del Costa Rica non saprei cosa rispondere, Sibilla risponde che le piace il tamarindo *coltivato in* Costa Rica 😀
      Sul verbo implorare, probabilmente hai ragione: avrei tagliato la testa al toro se avessi scritto “implorassero *il* padre” per avere eccetera, me lo segno per l’eventuale revisione 😀
      Però… però ho anche trovato questo (Sabatini Coletti):
      Chiedere qlco. a qlcu. con preghiere: i. una grazia al Signore;
      Può essere il mio caso?
      Ciao, grazie un sacco per il commento e per l’osservazione costruttiva, ti auguro un’intera settimana di sogni scrittevoli 😀 😀

  22. Ciao Erri
    Devo ammettere che le tue opzioni di scelta per il prossimo capitolo mi hanno fatto sbellicare ahhahah.
    Un Incipit che mi è piaciuto davvero molto, ammetto che arrivata alla fine avrei voluto premere il capitolo 2, ma questo non c ‘ era!!
    I miei complimenti per la tua capacità di narrazione e la tua scrittura impeccabile.
    Ti seguo

  23. Ciao, Erri!
    Eccoti di nuovo! 🙂
    Che carino questo incipit, non hai idea di quante volte mi sia ritrovata nella situazione di Sibilla, lasciando cadere cose appena nuove e spaccarle in due! Sono infatti felice che il mio compleanno sia passato da ormai due giorni senza che io abbia spaccato niente!
    Ma lasciamo stare la mia sbadataggine che non interessa a nessuno…
    Seguo senza esitare questa storia che già mi sta incuriosendo. Percepisco che accadrà qualcosa, vero?
    Forse certe domande dovrei risparmiarle… Certo che succederà qualcosa! Sarà, letteralmente, un susseguirsi di improbabili catastrofi degno di te!
    Ciao, Erri!
    Alla prossima! 😊

    • Buongiorno, Fior! Che bello ritrovarti!
      Ti rivelo un segreto: l’idea della storia mi è venuta proprio a una festa di compleanno, dove la festeggiata ha avuto un piccolo incidente proprio con un cellulare nuovo di pacca 😀
      Le cose non sono andate esattamente come ho scritto, e a dirti la verità il cellulare ha resistito integro nelle mani della festeggiata per quasi ventiquattro ore, ma la situazione è servita a darmi l’ispirazione 😀
      Sono felicissimo che tu sia anche qui a leggere questa storia di cui so ancora poco ma che mi auguro matta e divertente.
      Ciao, ti auguro un sacco di giorni sfrizzolosi 😀

  24. Ciao Erri e bentornato…
    Mi stavo giusto domandando che fine avessi fatto…
    Che famiglia vivace questa! Non so come facciano ad organizzarsi in mezzo a questa confusione!
    Ma certo che la bambola è un portacollane! Ora bisognerà vedere se a Sibilla piacerà tenerla nella sua stanza o se la relegherà in un angolo come ho fatto io…
    Voto sempre per i colori io…
    Staremo a vedere!

    • Buonasera, Dhalya, bentornata a te, sono felice che ti ricordi ancora di me 🙂
      Eh eh, ero “da qualche parte, ma non lontano”, e questa è una doppia citazione, e “chi la seconda coglie/mangerà la… foglie”. Quindi due voti per il portacollane, ah ah, sarà così. Sai, è il classico regalo che ti fa la cugina estrosa, ce n’è una in ogni famiglia, diciamo che è proprio un’estrosata 😀
      Grazie un sacco, ciao, ti auguro un ottimo tutto.

  25. Ciao Erri, bentornato!
    Qui è già successo di tutto 😂 i bambini delle tue storie sono sempre…. Mmmm come definirli? Un “po’ irrequieti” ? 😂😂
    Procediamo con la catastrofe di fuoco… tanto per rimanere in tema 😅
    Ciao e buona domenica
    Ilaria

    • Buongiorno, MrsRiso! Che bello, quanto mi mancavano i vostri commenti gentilissimi!
      Erri Style??? Ma sai che se ci avessi pensato forse l’avrei usato come nick, visto che Harry Style+s era l’idolo di mia figlia all’epoca degli evanescenti One Direction?
      Grazie un sacco per il commento e per essere tornata a trovarmi in questa nuova avventura della quale il poco che sapevo l’ho quasi tutto già scritto 😀
      Ciao, ci vediamo presto

  26. Ciao Erri,
    un super bentornato!! Lo sai che le tue storie mi piacciono tanto, sono felicissima di poterne leggere una tutta nuova.
    Riesci sempre a rendere ogni particolare in modo che il lettore lo veda con gli occhi di un bambino. Dopo gli Oreo la sfogliatella, sei un genio!
    Una sola cosa non mi è chiarissima: prima il padre di Sibilla le chiede se il nonno è matto, poi le chiede del tamarindo e dopo fugge su per le scale per tornarne con il suo dono… cosa sa il padre che non ci hai detto?
    Alla prossima!
    p.s. tuta da sub

    • Buongiorno, keziarica e grazie… *miliardo* per le tue “coccole” 😀
      Marzio che dà del matto a Sviturnio dovrebbe fare un po’ di autoanalisi 😀 però il “mistero” si svelerà presto, almeno credo. Grazie dal profondo del mio cuore piccolo e cicciottello per essere qui e per i complimenti così bellissimi che so di non meritarli del tutto 😀
      Ciao, ti auguro una quantità di giorni dolci pari al numero di Smarties contenuti nella tramoggia della fabbrica di Smarties che ho visto nel programma “Com’è fatto il cibo” 😀 😀

  27. BENTORTNATO! Siamo nel caos già dall’inizio: vediamo se la bambina farà esplodere la casa per la fine del racconto. Intanto voto il cielo 🙂

    Ciao 🙂
    PS: probabilmente non avrei seguito la storia, se non ti conoscessi, perché la sinossi è poco entusiasmante.

    • Buongiorno, Red! Bentornato anche a te.
      Non scrivo un incipit da così tanto che mi sembrava che la sinossi fosse di seicento caratteri: ce l’avevo pronta, mi sembrava carina, ma quando sono andato a postare, l’amara sorpresa 😀
      Ho dovuto ripensarla da capo 😀
      Il fatto è che, come tutte le altre volte, non so bene dove andrò a parare e mi sembrava giusto farvelo sapere perché fosse chiaro che imploravo il vostro aiuto! 😀 😀
      Grazie un sacco di essere di nuovo qui, ci vediamo presto.

  28. Ciao Erri, è la prima volta che ti seguo e subito mi sono trovato immerso in un caos che non lascia scampo, ma non voglio andare via!
    Sorrido ancora ripensando alla battuta finale di Sibilla, ho immaginato la sua rassegnata espressione!
    Con questa famiglia sarà una bella avventura, i miei complimenti vanno alla caratterizzazione dei personaggi che mi hai fatto conoscere.
    Visti i pericoli appena sfiorati immagino una catastrofe di fuoco, ho già visualizzato lo smoking in ceramica.
    Buona notte e a presto!

  29. Ciao
    Un inizio scoppiettante! Una famigliola che è una promessa di divertimento 🙂
    “un busto di bambola su un treppiede con sei uncini al posto della testa?” non sarà mica un porta orecchini e braccialetti?
    Catastrofe di fuoco, a intuito. Non chiedermi perché.

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