The Box

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà? Jacob aiuterà Sarah (60%)

Rubik, questo ignoto

Erano tutti immobili.

Tre minuti e cinquanta secondi.

Il serpente a sonagli era teso, la testa alta, la coda vibrava. La luce rossa allungava le ombre in profili alieni. Il serpente sondò il terreno muovendo la lingua dentro e fuori dalla sua velenosa bocca, rapida.
Jacob si mosse a sinistra, decentrandosi dalla stanza, a passi lenti e con gli occhi che non volevano perdere di vista l’animale. Sarah rimase sulle sue, impaurita, com’era ovvio.
L’uomo era a un metro dal muro, si bloccò e con fare cauto mosse due passi in avanti. Troppo tardi. Il serpente scattò con la testa: un avvertimento. Il rumore che proveniva dalla sua coda non era cessato e si faceva sempre più nervoso. Vibrava dritto nelle orecchie. Annichiliva la percezione del tempo.

Tre minuti e trenta secondi.

Jacob si tolse la scarpa destra, l’unica arma che ora si ergeva tra lui e il serpente. Avanzò, non aveva alternative. Sarah strisciò rasente al muro opposto, alla sua destra. Era quasi arrivata all’angolo. Le sarebbe bastato scattare verso la porta non appena Jacob si fosse scontrato con il rettile.
Fu un attimo, quello in cui Jacob forse si mosse un millimetro di troppo e quello in cui il serpente attaccò l’uomo. Jacob non se l’era aspettato ed era rimasto bloccato nel suo corpo, rigido. Uomo e animale si guardavano negli occhi, entrambi erano come pietrificati. La coda distava un metro scarso da Jacob; avrebbe potuto persino accarezzarlo se non avesse avuto paura di essere morso. Il respiro era pressoché assente. Sarah mosse due passi incerti e il serpente non sembrò curarsene, forse aveva trovato la sua preda più interessante. O forse avrebbe riservato più tardi un trattamento a quella più succulenta.
Jacob commise l’errore di indietreggiare e il rettile attaccò, stavolta senza finte. Puntò dritto alla gamba dell’uomo più vicina. Jacob cadde all’indietro ma riuscì a ritrarsi, a sgattaiolare. Il serpente strisciò con velocità, freddo, impavido. Attaccò.

Due minuti e trenta secondi.

Sarah non doveva aver seguito la scena. Quando Jacob era caduto lei era corsa alla porta per aprirla. La sua speranza di riuscirci morì in trenta secondi. I successivi si rese conto di quanto era accaduto alle sue spalle.
Jacob urlò. Prima di dolore. Poi di rabbia. Il serpente affondò una seconda volta e questa volta l’uomo fu veloce da assestargli una scarpata in testa. Lo colpì, lo stordì. Si ritirò a gattoni gettandosi sul serpente, afferrandolo alla testa, ancora scosso. Lo bloccò al pavimento e quello si agitò, saettò il corpo, si avvolse al braccio fino al collo di Jacob che non mollò. Un colpo di tacco. Un secondo. Un terzo. Un quarto. Un quinto.
Il respiro cominciava a mancargli.
Sei. Sette. Otto. Nove. Dieci.
Della testa del serpente non era rimasto niente. Una frittata ammuffita a terra. Di Jacob erano rimasti pochi secondi. Il dolore alla gamba si fece pulsante.
«Jacob!» gridò Sarah.
«L’ho ucciso…» la sua voce affannata. Era stanco. «L’ho ucciso…» cadde riverso a terra.

Un minuto.

Il timer segnò gli ultimi secondi alla fine di quel conteggio. Un meccanismo fece trasalire Sarah: la porta si stava aprendo. Voleva passare, andarsene, fuggire. Corse da Jacob. Gli doveva la vita. Non voleva lasciarlo morire lì, com’era successo con Nolan.
«Tirati su, Jacob!» gli urlò.
Questi si fece forza sulle braccia tremanti. Una mano reggeva ancora la scarpa.
«Non abbiamo tempo. Il minuto sta per scadere.»

Trenta secondi.

«Vai… mi ha morso. Ti raggiungerò.»
«Non puoi farcela da solo. Dimmi dove ti ha morso. Succhio via il veleno.»
Le mura della stanza si mossero vibrando. E allora fu evidente quanto stava accadendo.
«No. No. Non di nuovo!» gridò Sarah. «Alzati, le pareti si stanno richiudendo.»
La donna lo trascinò, ma a metà dovette mollare. La parete di sopra si stava abbassando inesorabile. Sarah guardò la porta. Ora Jabob. Ora la porta. Scattò.

Zero secondi.

Sarah percorse il piccolissimo corridoio e sentì richiudersi la porta alle sue spalle. Era successo di nuovo. Per due volte si era salvata. Per due volte qualcuno era morto al suo posto.
Cacciò un urlo di negazione. E pianse, pianse tanto, nell’oscurità che l’avvolgeva. Un’ombra che, per l’ennesima volta non dava speranza e toglieva le ultime briciole rimaste.

Sei minuti.

Un nuovo timer. Una nuova luce. Una nuova voce. Tutto ricominciava da capo.
«Chi c’è là?»
Sarah smise di piangere.
«Sono Sarah. Sono sopravvissuta a due stanze. Due uomini sono morti. Dovrai fidarti di me o una di noi due morirà. Non abbiamo tempo.»
«Cosa vuol dire che moriremo? Chi è morto? Perché non abbiamo tempo? Dove siamo?»
All’improvviso Sarah accusò un mal di testa lancinante.
«Sta’ zitta. Ascoltami. Siamo delle vittime di un gioco perverso. Non c’è altra spiegazione. Dobbiamo fuggire, insieme. Guarda in alto.»

Cinque minuti e trenta secondi.

Nel prossimo episodio...

  • Nella stanza ci sarà un oggetto (0%)
    0
  • Sarah avrà un primo ricordo importante (75%)
    75
  • Scopriremo qualcosa di angosciante sulla nuova persona (25%)
    25
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23 Commenti

  1. Complimenti! Capitolo molto adrenalinico e veloce; mi è piaciuto ma mi è sembrata, se posso, un po’ forzata la morte di Jacob (Se posso segnalarti hai scritto Jabob in un certo punto). Aspetto di vedere il seguito; ho votato per qualcosa di angosciante sulla nuova persona. Chissà cosa ci aspetterà! Attendo ancora 🙂

    • Grazie per le segnalazioni, sempre apprezzate 😉 Cosa ti è sembrato forzato? Qui non posso correggerlo ma sul mio testo magari una revisione non gli fa male. L’unico problema, se credo di aver capito bene, è che stare in 5000 caratteri non è facile. Dedico due capitoli a stanza e quindi la morte di Jacob potrebbe esser stata troppo veloce e innaturale (?).

      • Figurati, è un piacere. Nel senso, sembrava trovassi ad ogni costo il modo di farlo morire. Cioè, come se fosse, per l’appunto, forzata. Come quando guardi una serie tv e in qualche modo tizio o caio devono farlo morire in 10 minuti di puntata, capito? haha Scusa se non mi spiego bene, non so come comunicarlo a pieno. Sicuramente avrà avuto a che fare con i 5000 caratteri che non ha permesso di particolarizzare ed ha reso il tutto più frettoloso; ecco, questo è ciò che intendevo: frettoloso. Ma posso comprenderlo 🙂

  2. Finalmente! Subito in prima fila. Ho letto il capitolo con una musica straniante di sottofondo che mi ha messo ancora più ansia di quanta non me ne avesse messa il tuo maledetto countdown che funziona sempre. Certo che tu vuoi proprio male a questi poveri uomini intrappolati con Sarah, sono curiosa di vedere cosa può uscire fuori dall’incontro di due donne. Voto per il ricordo importante, è ora di cominciare a capire qualcosa!

  3. Ciao, torno dopo anni sulla piattaforma, sperando di portare a compimento un’opera lasciata in stallo; intanto mi guardo intorno. Sono incappata in te. Concordo con chi ha menzionato The Cube prima di me. Nolan era un personaggio più equilibrato, forse per quello non lo vediamo qui, in fondo ci piacciono gli istintivi (ma chissà cosa ci riserveranno i prossimi capitoli). Attendo. Ti seguo.

  4. Sei la prima storia che leggo e alla quale partecipo. Mi è ancora un po’ confuso il funzionamento del tutto ma sembra molto carino. Riguardo la storia: mi piace; complimenti per com’è scritta. Tieni la giusta suspense e viene voglia di sapere cosa accadrà dopo. Mi aspettavo qualcosa di più “horror” ma chissà ancora come potrà evolversi la storia! Staremo a vedere. Per ora ho votato l’aiuto di Jacob a Sarah. Staremo a vedere 😀

    • Grazie, gentilissima 🙂 felice di rivederti/rileggerti (come avrai notato).
      Attualmente sono in stallo… e il serpente non sta avendo il suo momento di gloria 🙁 speriamo in un voto ben mirato, così mandiamo avanti la baracca.

  5. Ciao Sindaco,
    questo inicipit mi ricorda un po’ Cube e un po’ Saw. Ho votato per l’istinto di Sarah e vediamo che succede nel secondo episodio.
    A un certo punto la ragazza chiede all’uomo: “sei uno di loro?” loro chi? mi sono chiesta. Si sono appena svegliati, in una stanza buia, e lei ha realizzato di essere stata rapita da loro… come se sapesse qualcosa di cui nè io nè tantomeno il povero Nolan siamo a conoscenza, o no? Sono solo considerazioni, fanne ciò che vuoi. 🙂
    Intanto ti saluto e alla prossima!

    • Ciao keziarica e grazie per essere passata. Cube non l’ho visto, mentre Saw ho guardato solo il primo e ammetto che è molto simile seppur l’intento è che prenda un risvolto diverso.
      Sulla tua considerazione ho avuto gli stessi dubbi e fino all’ultimo ero incerto se lasciare o trovare un’altra frase. Però è anche vero che loro due, lì dentro, devono esserci finiti in qualche modo, messi da qualcuno. Sarah deve scegliere se fidarsi o meno di Nolan. E lo stesso vale per lui.
      È la prima esperienza qui e il fatto di stare dentro tot caratteri e non poter fare post editing è piuttosto difficile. Però le sfide mi piacciono e accetto tutti i commenti come spunto di riflessione 😉

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