The Box

Dove eravamo rimasti?

Che cosa ha toccato Sarah? Un uomo (50%)

Ancora guai...

Otto minuti.

Sarah cacciò un urlo, cadde all’indietro, si ritrasse. Cercò di allontanarsi da ciò che aveva toccato, qualcosa diverso dal pavimento.
Un mugugno risuonò davanti a lei, qualcosa si mosse.
«Che mal di testa.» Una voce maschile in mezzo al buio.
Una fioca luce rossastra si accese alle spalle di Sarah.

Sette minuti e trenta secondi.

Sarah, ancora in preda allo spavento, non riusciva a trattenere il respiro, ora pesante. Aveva il cuore in gola.
«C’è qualcuno lì?» chiese l’uomo udendo ansimare.
Con frasi tremanti, Sarah si palesò senza pensarci troppo: «Mi sono spaventata, non si vede niente. Non so dove siamo. Oddio! Non sei tu, non hai la stessa voce. Chi sei? Deve essere rimasto nell’altra stanza. Dobbiamo aiutarlo…»
Sarah iniziava a delirare. L’uomo si alzò con calma per avvicinarsi, cercando tra le ombre dell’oscurità. La trovò.
«Sono qui, calma. Cerchiamo di capire e non farci prendere dal panico.»
La voce era calda e profonda. Pareva, però, che non solo la voce dell’uomo fosse calda: lo era tutto l’ambiente.
«Fa molto caldo qui» constatò Sarah.
«Sei agitata, è normale.»
«No, non è per quello.»
La luce rossa alle spalle vibrò un po’ di più. In quel momento l’uomo prestò attenzione al timer. Il suo volto era colorato dall’unica fonte di luce. Sarah poté capire che stava fissando qualcosa dietro di lei.
«Cosa c’è?» gli chiese.
«C’è un conto alla rovescia. Sembra manchino sei minuti e qualche secondo.»
Anche se lui non poteva vederla bene in volto, Sarah sgranò gli occhi dalla paura.
«Un altro? No, no, no! Vi prego, no! Fatemi uscire!»
L’uomo la bloccò, ma lei si divincolò scalciando e allontanandosi.
«Fermati, così non andremo da nessuna parte. Spiegami cosa sai. Perché parlavi di un altro uomo e di un’altra stanza?»
Sarah non volle saperne, si rifugiò in un angolo.
«Stammi lontano, non so chi sei.»
«Mi chiamo Jacob.»
Silenzio.
«Okay» ammise Sarah.

Sei minuti.

«Cosa sai?» chiese Jacob rimasto fermo al centro della stanza.
La luce pulsò più rossa; solo gli angoli erano ancora in penombra.
«Non molto. Ero chiusa con un uomo. C’era un timer come quello… e una piccola porta. Non c’era modo di uscire. La porta si è aperta, sono passata dentro per prima, ma Nolan…»
Non andò oltre ricordandosi quanto era successo.
«Coraggio. Qualsiasi cosa sia accaduta tu sei qui, sana e salva» cercò di rassicurarla facendo dei passi verso lei.
«Mi chiamo Sarah.»
«Sarah, proviamo a…»
Il discorso venne interrotto da uno strano rumore nell’angolo opposto al loro.
«Cos’è stato?» chiese lei.
Ancora un forte rumore di granelli. E un sibilo. Là, appostato nella penombra, c’era qualcosa.

Cinque minuti.

Quando la luce rossa s’irradiò del tutto, le due figure si guardarono per la prima volta negli occhi; fu un attimo, perché il rumore non era cessato. Quello che scoprirono li lasciò atterriti: nell’angolo era appena visibile il contorno di una porta, come quella vista da Sarah nell’altra stanza.
Davanti, tra le sue stesse spire, un serpente a sonagli.
«E quello da dove arriva?» chiese Jacob senza aspettarsi risposta, meravigliato.
«Guarda, c’è una porta proprio dietro. Come facciamo? Sono velenosi.»
«Questo spiega la luce rossa e il caldo. Ora inizio a sentirlo pure io, oltre a questo mal di testa costante.»
«Devi cacciarlo via da lì se vogliamo uscire.»
«Devo? E con cosa? L’unica cosa che devo, ora, è portare a casa la pelle. Dobbiamo attirarlo lontano. Hai qualche oggetto con te?»
«No, niente.»
«Immaginavo, nemmeno io» disse frugandosi le tasche dei pantaloni nella speranza di trovare un aiuto.
«C’è una cosa che non ti ho detto.»
«Che cosa?»
«Allo scadere del timer accade qualcosa. A un minuto si è aperta la porta. Al termine… Nolan non c’era più.»
Sarah si alzò in piedi pronta a muoversi. Jacob si voltò verso lei con sguardo inquisitorio.
Il serpente vibrò la coda.

Quattro minuti.

Cosa accadrà?

  • Il serpente avrà il suo momento di gloria (20%)
    20
  • Jacob aiuterà Sarah (60%)
    60
  • Sarah aiuterà Jacob (20%)
    20

Voti totali: 5

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16 Commenti

  1. Ciao, torno dopo anni sulla piattaforma, sperando di portare a compimento un’opera lasciata in stallo; intanto mi guardo intorno. Sono incappata in te. Concordo con chi ha menzionato The Cube prima di me. Nolan era un personaggio più equilibrato, forse per quello non lo vediamo qui, in fondo ci piacciono gli istintivi (ma chissà cosa ci riserveranno i prossimi capitoli). Attendo. Ti seguo.

  2. Sei la prima storia che leggo e alla quale partecipo. Mi è ancora un po’ confuso il funzionamento del tutto ma sembra molto carino. Riguardo la storia: mi piace; complimenti per com’è scritta. Tieni la giusta suspense e viene voglia di sapere cosa accadrà dopo. Mi aspettavo qualcosa di più “horror” ma chissà ancora come potrà evolversi la storia! Staremo a vedere. Per ora ho votato l’aiuto di Jacob a Sarah. Staremo a vedere 😀

    • Grazie, gentilissima 🙂 felice di rivederti/rileggerti (come avrai notato).
      Attualmente sono in stallo… e il serpente non sta avendo il suo momento di gloria 🙁 speriamo in un voto ben mirato, così mandiamo avanti la baracca.

  3. Ciao Sindaco,
    questo inicipit mi ricorda un po’ Cube e un po’ Saw. Ho votato per l’istinto di Sarah e vediamo che succede nel secondo episodio.
    A un certo punto la ragazza chiede all’uomo: “sei uno di loro?” loro chi? mi sono chiesta. Si sono appena svegliati, in una stanza buia, e lei ha realizzato di essere stata rapita da loro… come se sapesse qualcosa di cui nè io nè tantomeno il povero Nolan siamo a conoscenza, o no? Sono solo considerazioni, fanne ciò che vuoi. 🙂
    Intanto ti saluto e alla prossima!

    • Ciao keziarica e grazie per essere passata. Cube non l’ho visto, mentre Saw ho guardato solo il primo e ammetto che è molto simile seppur l’intento è che prenda un risvolto diverso.
      Sulla tua considerazione ho avuto gli stessi dubbi e fino all’ultimo ero incerto se lasciare o trovare un’altra frase. Però è anche vero che loro due, lì dentro, devono esserci finiti in qualche modo, messi da qualcuno. Sarah deve scegliere se fidarsi o meno di Nolan. E lo stesso vale per lui.
      È la prima esperienza qui e il fatto di stare dentro tot caratteri e non poter fare post editing è piuttosto difficile. Però le sfide mi piacciono e accetto tutti i commenti come spunto di riflessione 😉

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