Non sono solo storie

Dove eravamo rimasti?

Marta intenta a cucinare si accorge della scena... Si avvicina per osservare meglio (67%)

Frenetiche emozioni

La situazione era a dir poco bizzarra, non sono abituato a masturbarmi, e ancor meglio in macchina davanti a una donna. Surreale.

Avevo perso ogni forma di inibizione, sfilai i pantaloni e le mutande facendoli scendere all’altezza delle caviglie, mi avvicinai al bordo del sedile e con una stretta virile impugnai il mio organo spingendolo verso il basso, sentivo l’asta comprimere lo scroto gonfio, la cappella completamente aperta era lucente dagli umori, mi bastarono pochi movimenti concentrati sul glande per sentire il flusso salire, ero al limite,  scivolando leggermente verso il basso strinsi la mano con forza tenendola ferma e con movimenti secchi del bacino, simulai una penetrazione, colpi ben assestai che fecero cigolare il sedile: un colpo, due colpi, tre colpi… stavo venendo!

Avrei voluto liberarmi schizzando, ma proprio nell’istante prima di eiaculare, quando mi resi conto che la quantità sarebbe stata tanta, velocemente copri la cappella con la pelle del prepuzio, strinsi la mano con forza come per chiuderla e mi lascia andare.

Le contrazioni erano forti e lo sperma caldo che sarebbe dovuto schizzare mi colò dalla mano in maniera copiosa, lo sentivo scendere lentamente verso il basso, ma l’intensità dell’orgasmo mi impedii di interrompere.

Era fortissimo, come mai provato con l’autoerotismo, tremavo e il cuore batteva all’impazzata, non sarei mai riuscito a rovinare un cosi bel momento, cercai di rimediare semplicemente usando la mano sinistra a modo di cucchiaio. Ma il danno fu fatto.

Non mi resi subito conto della situazione, ci vollero alcuni lunghissimi secondi per riprendere il controllo del mio corpo, solo allora con in mano il cazzo che lentamente si ritirava, come a nascondersi temendo di essere testimone di un misfatto, mi accorsi dell’accaduto.

Nella frenesia del momento non mi ricordai minimamente che in macchina non avevo salviette! Pessima situazione!

Entrambi le mani stracolme di sperma, seduto a gambe aperte e con i pantaloni e le mutande abbassate con il rischio di essere pure beccato. Che cazzo di casino!

Dovevo fare in fretta e senza sporcarmi, il trolley con il cambio era rimasto nel baule posteriore, non potevo in ogni caso cambiarmi, avrei dovuto giustificarlo ad Alina.

Non sapevo proprio cosa inventarmi.

Fatto sta che nella fretta e nella concitazione del caso, la prima cosa che mi venne in mente era quella di usare gli slip per pulirmi, peccato che prima avrei dovuto sfilare i pantaloni per poterli utilizzare a modo di kleenex.

Mi voltai alla mia destra e mi ricordai del panno presente all’interno della Kit per il vino, geniale pensai, era perfetto, sarebbe stato l’ideale a parte la sua ridotta dimensione. Cosi feci.

Non esitai un attimo mi pulii bene la mano destra, era la più imbrattata, temevo non bastasse, e cosi fu, allora cercai di ripulire anche la sinistra almeno superficialmente e con un abile gesto riuscii a sfilarmi prima i calzoni e poi le mutante. Ero salvo!

Finii il mio lavoro di pulizia, sommaria, aiutandomi con le mutande, nere. Purtroppo.

Velocemente mi allacciai i pantaloni e fu li che con mio terrore mi accorsi che uno schizzo di sperma giaceva inerme sulla gamba destra del pantalone. Un colpo al cuore, fui assalito dal terrore!

Ero li che lo fissavo come un ebete, quando sentii il suono si alcuni passi sopraggiungere dalla mia sinistra, mi allarmai, gettai le mutande e il panno sotto il sedile e velocemente scesi dalla macchina.

Era Marta con in mano un paio di forbici e un rametto di erbe aromatiche.

Sorrideva, con quella sua espressione maliziosa che non capisci mai cosa stia pensando o stia per fare; si avvicinò e con voce  sensuale mi disse:

– «Ehi birichino che stavi facendo solo soletto?» –

Ero imbarazzatissimo e non sapevo cosa rispondere, ebbi un attimo di buio totale ma poi, con fare scherzoso, mi avvicinai per evitare che potesse guardare sul sedile, e  accarezzandola sulla guancia destra le risposi:

 – «Sono qui per soddisfare i vostri piaceri!» –

e ancora, sorridendo:

– «Ho recuperato il Kit per la degustazione vini, questa sera vi farò una sorpresa» –

e la baciai sulla guancia appena accarezzata.

Si mise a ridere e voltandosi, mi fecce cenno di seguirla dicendomi:

– «Dai sbrigati la cena è quasi pronta. Alina si sta facendo bella per te in bagno.

Cinque minuti e siamo in tavola!»-

Ero quasi sollevato nel vederla andare via.

Con due dita presi le mutande, che ora sembravano leopardate e il panno umido e appiccicoso,  con la premura che un chirurgo ha nei confronti di un suo paziente sotto i ferri e stando attento a non sporcarmi li depositai nel trolley riposto nel baule posteriore.

Mi riavvicinai al sedile posteriore per prendere il Kit, alzai leggermente lo sguardo e dal finestrino notai che Marta mi stava guardando dal finestrone della cucina con un sorriso stampato in faccia.

Cazzo il finestrino era aperto!
 

Cosa farà Alessio?

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  • Si sistema, rientra in casa e affronta Marta (100%)
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10 Commenti

  1. Ciao Sardus
    Capitolo audace!
    Ben descritta l’eccitazione e la situazione.
    Ho trovato un tanti o esagerato i fiumi tra le cosce, mi chiedo quando questa si trovi in un amplesso, potrebbe inondare la stanza.
    Ma quello è un mio parere e probabilmente limitato dalla mia esperienza che, in autoerotismo non è mai arrivato ai fiumi.
    Per tutto il resto scrivi bene!
    A presto

  2. A sto punto direi : Incuriosita scruta il contenuto del cesto della biancheria.
    Il quadro inizia a schiarirsi e la storia si fa più intrigante del solito, con la rivelazione di Alina. 🙂
    Ottimo stile di narrazione, asciutto ed essenziale, priva di fronzoli vari che potrebbero rendere noiosa la lettura.
    Ok avanti tutta

  3. Salve sarduSpater, ho letto tutto d’un fiato i due capitoli….
    e devo, in considerazione della futura cena, che l’ antipasto non è male.
    Mi sembra che il ritmo e la tensione sia quella giusta.
    Mi aspetto i prossimi capitoli infuocati… 🙂
    Voto ovviamente per l’imbarazzo e l’eccitazione.
    Ciao ti seguo

  4. Ciao Sardspater
    Benvenuto!
    Ho scelto il punto di vista di Alina al presente, dato che principalmente hai usato quello.
    Come primo Incipit non è male, la storia sembra interessante, scrittura abbastanza scorrevole, ma è un buon inizio.
    Ti consiglio di stare attento ai periodi troppo lunghi, a volte un bel punto serve per spezzare, e recuperare l’attenzione del lettore, altrimenti viene persa.
    Attento ovviamente alle sviste, ma purtroppo capitano a tutti!
    E ultima cosa importante, cerca di non cambiare troppo i tempi verbali dal presente al passato remoto, cerca sempre di seguire una linea costante nei verbi, per quanto sia possibile ovviamente.
    Ti seguo, passa a leggermi se ti va

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