I fratelli Àncora

Flin

10 Maggio 2013

La sveglia segnava le 5.31 ed aveva appena finito di fracassare le balle, i cosiddetti cabassisi a Lello Àncora;  come ogni mattina: scosso, come un albero da frutta da quella fastidiosa suoneria, affossato sul suo lettino, si rivoltava su stesso: stringendo il cuscino tra le mani, come se stesse afferrando un salvagente, onde evitare di morire annegato.

A pochi metri, nel bagno adiacente alla camera da letto, Ippolito Àncora, in canottiera e pantofole aveva tirato lo sciacquone dello scarico del cesso e quietamente si apprestava a sciacquarsi il viso piegandosi in avanti sul lavabo.

***

Dopo aver alzato lentamente la tapparella del terrazzino della cucina, avvolgendola più in alto che poteva. Sostava immobile per qualche minuto, come una statua, ad ammirare uno straordinario spettacolo che la natura gli offriva da quel secondo piano di quella modestissima abitazione.

Il bagliore della luna che rispecchiava sulle acque blu scure in quel meraviglioso scenario, raccolto in un angolo di costa del mar Ionio. Con la nebbiolina sempre più rara,  cui lasciava presagire l’inizio dell’alba: liberava orizzonte, da renderlo infinito alla vista di Ippolito.

Era situato al centro di una suggestiva alquanto esclusiva vista panoramica, estesa su gran parte del golfo di Ognina e sulla splendida riviera, a quell’ora ricoperta dallo scintillio delle mille luci. Affacciato sul mare, come in una cartolina illustrata, si erigeva illuminato, un antico castello medievale.  Sul lato opposto, immersi nel mare, spiccavano tre costoni alti, appuntiti e illuminati, erano i Faraglioni dell’antichissima Riviera dei Ciclopi.

Infine il suo sguardo cadeva sul un porticciolo, su alcune barche di pescatori e sulla strada culminante sullo spiazzale di fronte al mare, protetto da una ringhiera, con un canestro da basket regolamentare.

Compiaciuto da cotanta bellezza, commosso come un miracolato, inclinando leggermente la testa, rimembrava religiosamente sempre i medesimi pensieri:

«Che fortuna! Siamo davvero fortunati a vivere in un posto meraviglioso come questo».

I fratelli Àncora

Ippolito fissava sua mamma, con uno sguardo, quasi meravigliato, un pò sconsolato.   Erano seduti al tavolo della cucina.  Il figlio davanti ad una tazza grande, colma di latte, e ad un vassoio con delle enormi fette di pane, tagliate in modo da poterle inzuppare.. L’anziana mamma, a sprazzi riflessiva era dinnanzi ad una tazzina di caffè. Assieme a loro, il fidato Flin, un pastore tedesco, come ogni mattina assaporava su un pezzo di carta, del caffè in polvere.

«Mamà, ogni mattina sempre la stessa storia!   Lo sai che mi bastano, un paio fette di pane.»

«Mangia, mangia. Tuo papà se ne mangiava sei fette.»

Ippolito sempre più sconsolato:«Si, ma lui il barcaiolo, faceva!»

«E tu, che stai là, tutto il giorno, in mezzo a tanta gente e a tanti stranieri. Devi stare in forze».

Teresina, prossima ottantenne, mingherlina, dai bianchi capelli raccolti da una treccia, era l’unica donna della famiglia Àncora.

A fare da capo famiglia – da anni – ci pensava Ippolito. I suoi capelli ingrigiti, indicavano che era avviato oltre la mezza età; corporatura longilinea, con in viso stampata un’espressione perennemente da “dubbioso” resa buffa dagli occhi lievemente storti.   Di tanto in tanto scuoteva il capo per replicare:

«Stranieri..? E che c’entrano gli stranieri con la mia colazione… Mamà?»

Dopo aver inghiottito un gran sorso di latte, riprese il fiato: «Ah a proposito di stranieri. Ieri Franco il figlio del signor Ginetto ha fatto vedere il salone del Primo Piano a due ragazze straniere, parevano due slave. Belle, alte, slanciate.»

Teresina finito il suo caffè, adagiò la tazzina sul piattino, poi strinse la mano al figlio, rassicurandolo:

«Eh c’entrano, c’entrano. Agli stranieri bisogna dare molta più attenzione, per cui, si consumano tante energie.»

«Mamà, e dove l’hai sentite queste cose?    A “Uno Mattina” o “Mattina sul Due?»

«Eh  figlio mio, mi tengo aggiornata!  La televisione, mi tiene compagnia quando tu sei a lavoro. Sistemati la camicia va!»

Ippolito si infilò la giacca. Poi palpando i suoi indumenti, controllò se non avesse dimenticato nulla.

Ma si allarmò: «Mamà, non trovo le chiavi della macchina.»

«Ah, si si!»  Replicò meditando Teresina.

La vecchia mamma, si alzò. Si affrettò verso il davanzale della cucina, aprì lo sportellino del fornetto a microonde. Da cui tirò fuori le chiavi dell’auto, richiudendolo dolcemente.

Intanto, Flin ruotando la testa e osservando i movimenti della sua padrona: sconsolato abbassò le orecchie, deluso da Teresina, si aspettava che dal fornetto tirasse fuori qualche pietanza. Anche Ippolito, sbalordito e preoccupato, con un occhio alla madre e l’altro al suo cane, non sfuggì la strana reazione di Flin.

Plagiato da una smorfia di impotenza e perplessità, borbottò:

«Ecco perché, non li trovavo.   Mamà,  dentro il forno ? Bah»

«Adesso vai, che fai tardi.  Va…»  Con una pacca sulle spalle Teresina lo accompagnò sino alla porta.

Era una mia fissazione, un'idea per un vecchio soggetto grottesco e comico, adesso però vorrei liberarmene, anche col vostro aiuto.

  • cambieremo nome a Ippolito con Pippo (14%)
    14
  • scopriremo Lello, il fratello minore (57%)
    57
  • scopriremo il lavoro di Ippolito (29%)
    29
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60 Commenti

  1. Buonasera Alex, gustoso e succoso come un fico, il racconto procede molto pimpante e credo che lo “specialista” e gli sposini li rivedremo presto … intanto, direi di tornare a casa Ancora. Un ritorno alla base e un rilancio per fare da collegamento alle svariate vicende dei protagonisti. Uno sguardo d’insieme.

  2. Rieccomi, Alex. Ho votato per tornare a casa Àncora, magari rivediamo Teresina e Flin 😀
    Uhm, ho come l’impressione che la sposina si sarebbe anche accontentata di un “Ippolito” oggi, piuttosto che di un “Sebastiano” domani 😀
    Se dici che la leggenda funziona, ho paura che il barcaiolo abbia una discendenza sparsa per il mondo 😀
    Capitolo divertente, mix ben riuscito di personaggi caratteristici e ambiente in cui si muovono, o forse sarebbe più giusto dire da cui prendono origine. Si intuisce che tu conosca i posti di cui scrivi e forse, chissà, qualche personaggio reale ti ha ispirato 🙂
    Ciao, ti auguro un faraglione di cose belle 😀

    • Che dire Erri… riassumo dicendoti che: tu sei sicuramente un passo avanti. 🙂
      Si certo, qualche personaggio è reale, alla fine del racconto dirò quali tra tutti, e poi sicuramente mi ha ispirato il luogo e l’ Hotel.
      Ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità.
      A questo punto visto l’ opzioni nettamente in vantaggio: A casa Àncora, tranne clamorosi ribaltamenti (improbabili) posso iniziare a a scrivere il capitolo. 🙂
      Grazie Erri alla prox

  3. Non male Ippolito 🙂
    Nella frase “Dopo aver tergiversato fieramente” forse mi suona meglio ” abilmente” perché ha risposto in modo cauto…
    Però non ho “visto” molto bene l’azione successiva: “allungò la gamba sinistra di mezzo passo, su cui scaricò il peso del suo corpo.”
    Ritornerai sul discorso di Frank che è rimasto sospeso?
    Voto Lello

    • Grazie Lu, la sensazione è quella che il capitolo ti sia piaciuto. 🙂
      Sul fieramente di Ippolito, si andava bene anche l’abilmente.
      Considera però che Ippolito è stato colto alla sprovvista, rispondendo prontamente ho colto la fierezza nell’aver saputo rispondere.
      Sulla gamba allungata di mezzo passo… (ho tolto Ippolito da una posizione rigida iniziale)
      In realtà è una posizione di “riposo”, che noi maschietti usiamo in certe circostanze.
      Nel caso di Ippolito, era intesa come una posizione ambigua, di attesa.
      Col piede sinistro come se avesse schiacciato qualcosa, puntato avanti, a conferma del punto a suo favore, come per dire a Edilina ” Toh beccati questa!
      Su Franco, vedrò più avanti…
      Adesso devo cercare di tessere la trama che mi sarà anche utile più avanti nel racconto.
      Ciao e grazie

  4. ciao Alex,
    un capitolo divertente. L’unica cosa he mi è parsa strana, ma forse è giustificata dal genere del racconto, è la afacilità con cui la ragazza ha raccontato gli affari suoi a un perfetto sconosciuto; in più in presenza di un marito che, dapprima, non alza gli occhi dal cellulare (nonostante il discorso intimo della moglie) e subito dopo guarda quello stesso sconosciuto con disagio.
    Io avrei anche evitato di aggiungere il titolo del film, il rimando era già chiaro.
    Detto ciò, mi è piaciuto lo scorcio che hai descritto e la leggenda, chissà se funziona davvero 🙂
    Alla prossima!
    Ho votato “a casa Àncora”.

    • Ciao keziarica, si è una giusta osservazione la tua.
      Però considera è un un racconto comico/commedia per cui bisogna cogliere gli aspetti meno per così dire normali o inconsueti delle persone.
      E poi è anche una mia caratteristica, quella di puntare l’obbiettivo su aspetti tragi-comici.
      Il mio consueto agro/dolce, è più forte di me, mi viene spontaneo. 🙂
      Cara Kazi, ti assicuro che nella vita reale capitano anche situazioni molto spinte di queste. 🙂
      Ritornando al racconto:
      Il marito non poteva restare indifferente per sempre, ad un certo punto alza gli occhi e guarda la moglie.
      Sul titolo del film, ritorniamo al discorso fatto ieri sul tuo racconto.
      Vale a dire, non sempre e non tutte le persone sanno le cose che potresti sapere tu, in quanto autore. 🙂
      Grazie per le tue considerazioni.

      ps.- sulla leggenda dei giri, ti assicuro che funziona veramente. 🙂

  5. Buonasera Alex, un vero paradiso a cui non manca nulla. Ti cito e mi unisco al tuo pensiero che hai dipinto cosi’ bene che , leggendo, mi sembrava di sentire il profumo di mare. Ho votato per un ritorno alla famiglia Ancora. Lasciamo sobollire a fuoco lento l’idea misteriosa.

  6. Rieccomi, Alex. Ho votato per scoprire l’idea di Franco.
    Ma sai che mi hai incuriosito e affascinato con i tuoi scorci di Acitrezza? Dev’essere davvero un bel posto. Insomma, mamma Teresina, cosciente o no, ha fatto qualcosa alle chiavi di Ippolito… ammazza, se il microonde fa questo effetto, provo a metterci dentro il cellulare, hai visto mai che magari ne esca fuori un’intelligenza artificiale 😀 😀
    Molto divertenti questi quattro capitoli, tra i personaggi introdotti, mi manca Lello all’appello, nel senso che non l’abbiamo ancora visto in azione. E non mi dispiacerebbe rivedere Flin 😀
    Ciao, ti auguro una settimana rilassante come un bagno di sole, d’estate, su una spiaggia a tuo piacere 😀

  7. Ciao Alex,
    rieccomi, che velocità!
    Be’ uno scorcio romantico del paesaggio e un approfondimento sui protagonisti del racconto. Mi hanno spesso mosso critiche (costruttive e sempre benaccette) sull’eccesso di particolari, vorrei fare lo stesso con te rigaurdo alla frase: “Ad un tratto l’attenzione delle due ragazze fu rapita da una musichetta diffusa dall’impianto stereofonico a circuito interno del Riviera hotel che si estendeva anche all’esterno e sulla terrazza.” forse sarebbe bastato scrivere che l’albergo è dotato di filodiffusione e che la musica arriva da lì?
    Per il resto, bene. Vorei conoscere l’idea di Franco.
    Alla prossima!

  8. Ciao Alex,
    molto vivida ed evocativa la descrizione dell’hotel e della sua collocazione, Allegra te la invidia moltissimo 😉
    L’unico appunto che mi sento di farti riguarda la frase: “sin dagli inizi anni novanta.” mi suona un po’ strana, forse “dall’inizio degli anni novanta” o “a inizio anni novanta”… è una mia impressione 🙂
    C’è anche un refusino: ” cui andava fiero” manca la preposizione?
    Per il resto il copitolo va alla grande. Visto che mi piacciono gli alberghi, direi di proseguire con le dinamiche all’interno del Riviera Hotel.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica grazie per la tua attenta disamina. 🙂
      Penso che quel ” sin dagli” era diretto per rimarcare proprio i primissimi anni 90′ (1991-1992 ecc..) però per come hai precisato, si poteva evitare. 🙂
      Bene, farò un salto da Allegra per carpire qualche segreto sul suo Hotel. 🙂
      Ciao e grazie per esser passata

  9. Ciao Alex.

    Non ho ancora commentato, pur seguendo la storia e votando in ogni episodio )O( <- Chissà se si vedrà l'icona che mi aspetto di vedere?

    Questi fratelli Ancora sono molto curiosi e mi fanno sicuramente sorridere. Originale il fatto di mettere uno dei fratelli a lavorare nel Grand Hotel, insomma non so se è humour però è divertente, fa sorridere, fa pensare, emoziona. Grazie.

    Alla prossima.

    PS: famiglia Ancora

  10. Continuiamo con l’hotel assolutamente!
    Alex mannaggia, mi hai fatto tornare la voglia di estate, di posti sperduti nel verde, dei profumi caratteristici di queste meraviglie terrestri!
    Questo capitolo mi è piaciuto più degli altri!
    Avanti così!

  11. Ginetto…
    Ho letto i due capitoli e come sempre i tuoi personaggi sono vivi, sono tra noi. Del primo pezzo mi è rimasto in mente un passaggio della luna che si riflette sul Mar Ionio. Nel secondo il pezzo di abbracci con la madre caratterizza i personaggi…
    Adesso che ci sono rimango fino alla fine, avanti!

  12. Ciao Alex,
    mi sono persa l’inizio del racconto, o quantomeno la possibilità di votare le opzioni del primo capitolo.
    Effettivamente, dato che ne parli tu, ho notato una certa differenza tra il primo capitolo e il secondo, che mi pare più… maturo. E non si tratta di averlo scritto anni fa, possono essere passati anche pochi mesi, se rileggo cose scritto l’anno scorso mi rendo conto di quanto è cambiato il mio stile.
    Mi risulta un po’ nostalgico il quadro che hai dipinto finora, la madre anziana, il padre che non c’è più, il panorama a cui Ippolito è legato come a un membro della sua famiglia… vorrei sapere che lavoro fa.
    Scusa il ritardo 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, intanto grazie per esser passata a leggere il racconto.
      Ma non dovevi scusarti, nessuna pretesa per nessun autore, mi piace leggerti. Ovviamente sono felicissimo se e quando gli autori passano a giocare ed a leggere il mio racconto.
      Ad ogni modo, le tue osservazioni sono sempre interessanti, induco sempre alla riflessione e qui su Incipit, è sempre meglio condividere anche e le riflessioni. Ed è uno dei motivi per cui scrivo in questo sito.
      L’idea iniziale di questo racconto è nata nel 2012, però una cosa è l’idea altra cosa è raccontarla (spero degnamente).
      Il filo conduttore dovrebbe rimanere quello in origine e per il resto mi affiderò alla mia fantasia e alla mia vena ispiratrice.
      Ciao e ancora grazie

  13. Ginetto, ma un po’ a caso.
    Bello e particolare, questo capitolo, mi è piaciuto.
    L’unico dubbio che ho è di spazio: i particolari sui protagonisti sono gradevolissimi e originali, ma non rischiano di rubare troppo spazio al resto della storia?
    In ogni caso, è stato molto piacevole leggerli 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao Max, hai visto giusto.
      Infatti è il mio solito problema: inizio a scrivere una storia, poi non so dove andrò a parare.
      Mi è successo con i racconti precedenti, mi succederà anche in questo, ma intanto scrivo e poi si vedrà. 🙂
      Grazie per l’apprezzamento, spero di continuare su questa strada.
      ciao

  14. Buonasera Alex, ti voto il Ginetto e vedo che la maggioranza mi aiuta.Mi piacciono i racconti in cui compaiono famiglie, meglio se simpaticamente “scombinate” come questa dei fratelli Ancora.Bella anche l’ambientazione. Il volto sorridente di Acitrezza,a smentire quello “tragico” tramandato nei Malavoglia.Ti seguo con piacere e il sorriso sulle labbra..

    • Salve cactus, si, stavolta andremo controcorrente, i Malavoglia rimarranno un antico ricordo.
      Se hai avuto la fortuna di visitare quei posti, sarai rimasta sicuramente affascinata. 🙂
      E infatti, l’impressione che ho avuto, pari, pari la stessa della tua: “Il volto sorridente di Acitrezza,”
      Così deve essere.
      Grazie infinite per il tuo apprezzamento. Spero di far bene.
      A presto

  15. Buongiorno Alex
    Bene, adesso conosciamo meglio i caratteri opposti dei due fratelli. Chissà se, in seguito, questa differenza porterà a degli avvenimenti contrastanti.
    Due dettagliucci: ho trovato qualche ripetizione “Fiat Panda” e un uso “generoso” dell’aggettivo possessivo “sua”. Nella frase “i due passano intere giornate a giocare sul lungo mare” forse volevi scrivere passavano.
    Ri-voto il lavoro di Ippolito.

    • Grazie Louise per esser passata.
      Attentissima come sempre, e utilissima alla buona causa. 🙂
      Si, rileggendo mi sono accorto (purtroppo dopo) di alcuni errori e qualche refuso.
      Proverò a rimediare, ma qui sul sito sarà un pò difficile.
      ok, andremo avanti coi fratelli, speriamo bene.
      Ciao

    • Salve Feather mi sento davvero molto lusingato.
      Grazie infinite
      A proposito di personaggi del racconto, ci crederesti che ho stravolto la mia idea iniziale… appunto sui personaggi.
      Il soggetto in questione è datato 2012, per soggetto intendo: l’idea, la traccia di una possibile storia. All’epoca l’intenzione e la finalità doveva esser quella di realizzare un film comico/commedia. . Per anni è rimasta solamente l’intenzione.
      E i personaggi di allora sono diversi da quelli odierni.
      Che resti un segreto tra noi…:)

    • Per come dissi nel precedente racconto: cerco di tenermi impegnato, e a quanto pare grazie a TI e grazie a tutti voi ci sto riuscendo.
      E mentre il ferro è caldo cerco di batterlo per bene.
      Si, e la mia idea su quella famiglia non “finirebbe” ancora….
      Spero di renderla sempre più interessante..
      Ciao grazie e buona Domenica

  16. Quando vivevo a casa con i miei, mio fratello aveva sempre l’abitudine di mettere le chiavi della macchina dentro al cesto del pane, perchè così diceva era sicuro di non perderle! In effetti non le ha mai perse, ma per quale motivo non le metteva nel portachiavi vicino alla porta d’entrata non l’ho mai capito. Bell’inizio Alex, mi immagino Ippolito come un mammone di mezza età un po’ sciatto; vediamo com’è suo fratello, d’altronde anche lui deve essere un personaggio importante nella storia, visto che è un fratello Ancora!
    Al prossimo!

    • Ciao Flow, sono contento di leggerti, anzi doppiamente contento.
      Prima perchè non mi aspettavo il tuo bel commento. Risultò una bella sorpresa. 🙂
      E poi perchè sono sicuro che I fratelli Ancora, ti coinvolgeranno e ti invoglieranno a scrivere, e quindi sono sicuro che tornerai a completare il tuo racconto.
      Si, penso che in ognuno di noi si nasconde qualche piccola mania. Qualcosa di ripetitivo o di insolito… Certo che la Teresina ha sorpreso e non poco il povero Ippolito… 🙂
      Vediamo cosa succederà, sono curioso anche io…
      Il bello di scrivere in TI è proprio questa strana consapevolezza di poter scrivere qualcosa che non ho mai pensato o pianificato . (almeno per me)
      Ecco perchè son curioso anche io, perchè non so cosa potrò scrivere domani o fra qualche giorno, nonostante l’idea iniziale.
      Ciao e grazie

  17. Se hai iniziato parlando della sveglia per Lello, non vedo perché non dovresti presentarlo nel prossimo capitolo. E’ sempre bello leggere storie ambientate in luoghi che conosco o in cui sono stato, come il golfo di Ognina, e il tuo approccio mi da l’idea che tu lo conosca molto bene.
    Beh devo dire che hai uno sbocco abbastanza grande sulla trama che non si è ancora avviata del tutto. Unica pecca, fai attenzione alla punteggiatura, ho notato un paio di punti scambiati con virgole o subordinate che finivano col punto, staccate dalla principale, ma niente a cui non si possa rimediare.
    alla prossima
    JS

    ps, riconosco la rottura di cabbasisi del dover mettere il grassetto a tutti i discorsi diretti, ma non è una cattiva idea

    • Salve John, ti ringrazio per il bel commento e per i preziosi consigli.
      Sui “cabassisi” ho preferito mettere il corsivo, come per altri termini dialettali.
      Si,certo. Seppur vivendo nell’entro terra, conosco quei posti, in cui ho vissuto momenti belli e purtroppo momenti anche tristi.
      L’idea è quella di realizzare una commedia comica, (non tragico/comica) per quanto riguarda la trama, per forza di cose si dovrà delineare nei successivi capitoli.
      Ho visto che le opzioni sono sulla parità, pertanto mi toccherà aspettare l’esito finale (consolidato) prima di iniziare a scrivere il secondo capitolo. 🙂
      Ciao e grazie

    • Ciao Feather, grazie per la fiducia.
      Cercherò come sempre di fare del mio meglio.
      Il genere comico/commedia a dire la verità: mi ha sempre attratto.
      Capisco però che è assai difficile da scrivere.
      Pertanto una sfida importante (per me) “sarebbe” quella di poter terminare degnamente i 10° capitoli.
      Grazie per esser passata

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