E adesso, Alessio?

Dove eravamo rimasti?

L'una aspetta una risposta Alessio accetta e la raggiunge (57%)

Chiacchiere al bar

Il navigatore del telefonino lo avvisa che è quasi arrivato. Gli mancano meno di trecento metri. “La destinazione prescelta si troverà sulla sinistra.”

Spera che L’una non se ne sia già andata: l’ha fatta aspettare ben più di quanto avesse previsto. Dopo la doccia e l’accurato spargimento di deodorante in tutti i punti salienti, comprese le piante dei piedi, ha molto esitato nello scegliere come vestirsi: non troppo ricercato per non spaventarla, ma nemmeno troppo trasandato per non fare brutta impressione; non eccessivamente serio, ma nemmeno una maglietta con l’effigie di Bart Simpson che mostra le chiappe. Una decisione talmente sofferta che si è dato un’ulteriore spruzzata di Axe, alla fine, temendo di aver sudato. È però abbastanza soddisfatto della propria scelta: il jeans che “gli fa il culo sexy”, almeno così diceva Serena il giorno in cui lo hanno comprato insieme, e una maglietta grigia che spunta appena dal suo più bel pullover. D’un tratto, nella mente gli riecheggia il vago ricordo di qualcuno, non sa più chi, che sosteneva che “gli scolli a V li portano solo i gay repressi”: non vorrebbe lanciare un messaggio sbagliato alla ragazza. Scuote la testa. Non è il momento di farsi assalire da nuovi dubbi, il locale è a pochi passi. “Bar Abba”, annuncia l’insegna luminosa, proprio come indicato nel messaggio di L’una.

Osserva l’ingresso: il “locale simpatico” è un bar tabacchi dei più classici, escludendo il calembour del nome e le foto del gruppo svedese che decorano la vetrata. Questa L’una sembra davvero un tipo strano, forse troppo, ma è tardi per tirarsi indietro. Lo rassicura il fatto di aver pensato, prima di uscire, a chiamare Fabio per verificare che fosse libero e disponibile ad accorrere in caso di necessità. Rilegge in fretta l’ultimo whatsapp dell’amico: “Se ci sono problemi, uno squillo e corro!”. Non pareva condividere la sua inquietudine, anzi era piuttosto entusiasta all’idea di saperlo infine uscire con una donna, ma sa che potrà contare su di lui, in caso di bisogno, come sempre. Infila il telefono in tasca, inspira a fondo ed entra nel bar.

L’interno è fedele all’esterno: poster, gadget e cartonati degli Abba riempiono angoli, vetrine, pareti e spazi tra i tavoli, inframmezzati da stampe e ritratti dell’evangelico ladrone. L’una deve avere gusti davvero strani, o una passione per il senso dell’umorismo kitsch, non ci sono altre spiegazioni, riflette Alessio, scrutando tra gli avventori seduti al bancone e ai pochi tavolini. In fondo alla sala, una freccia indica l’accesso a una thea-room, che si rivela ospitare tre tavolini e una mezza dozzina di slot machines, corredate di giocatori curvi e concentrati. La stanza risuona dei jingle metallici delle macchine. Davvero una perfetta location per un appuntamento romantico. Alessio sospetta di essere stato preso in giro, quando si sente chiamare.

«Sei arrivato! Vieni, hai visto che locale pittoresco? E guarda queste macchine: le luci… la musica… mi sono divertita un sacco aspettandoti. Si possono vincere tante monete, guarda!»

Gli mostra un bicchiere di carta a metà pieno di monete da 50 cents. «E all’inizio ne avevo solo due!»

Alessio è perplesso: era eccitato all’idea di conoscere un’appassionata di gioco, ma non era quello a cui pensava. Rifiuta cortesemente l’invito della ragazza di sedersi alla slot con lei.

«Hai ragione, ho giocato abbastanza, ed è meglio smettere quando si vince, non è uno dei vostri proverbi?»

Vostri? Si interroga Alessio mentre si accomodano a un tavolino rotondo di formica che sembra aver conosciuto giorni migliori, e più puliti.

«E con tutte queste monete, offro io», sorride la ragazza.

Non si può dire che la foto profilo non fosse somigliante, anzi: è vestita e pettinata esattamente nello stesso modo. Forse aveva paura che non la riconoscessi, suppone Alessio, un po’ rassicurato di trovarsi di fronte una ansiosa e insicura quanto lui..

Le monetine procurano loro un paio di birre ciascuno e ne restano ancora. Il ragazzo si rilassa: parlare con L’una è semplice, una volta che si è fatto il callo alle domande insolite; è simpatica, curiosa e ascolta ogni sua parola come se fosse la cosa più interessante che abbia mai udito. La serata comincia davvero a piacere ad Alessio, che comincia a trovare il coraggio di fare domande, invece di limitarsi a rispondere.

«Da quanto giochi a Zelda? Non posso dire di giocarci da quando è uscito, avevo quattro o cinque anni, ma mi ci sono appassionato subito: l’avventura, le missioni, gli indovinelli… il mondo da scoprire. Ero così fan che mi vestivo da Link, a carnevale, mica da Zorro o Superman come gli altri. Forse non dovrei dirtelo, ma la cosa che mi ha attirato nel tuo profilo è proprio il ciondolo della Triforza. È splendido, non ne avevo mai visto uno così… viene dal Giappone?»

L’una lo guarda sorpresa, poi porta la mano destra al collo, sfiora il ciondolo con due dita, mentre con la sinistra prende la mano del ragazzo e la stringe.

«Non è la Triforza… dobbiamo parlare».

Il ciondolo non è la Triforza, allora cos'è?

  • Non è la Triforza, ah sì, no... cioè sì lo è: non aveva ben capito la domanda (50%)
    50
  • Una chiavetta USB, che contiene... (17%)
    17
  • Una chiave, per aprire... (33%)
    33

Voti totali: 6

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47 Commenti

  1. Rieccomi befana. Opzioni strane, forse la più naturale sarebbe il fraintendimento, ma è anche quella che mi attira meno, per cui voto per la chiave.
    Anche L’una è piuttosto strana: ha scoperto al Bar Abba le slot machines? 😀 😀 Comincio a pensare che sia lei un personaggio uscito da un videogame 😀
    Non lo so, per certi versi il tuo Alessio mi sembra un chierichetto legnoso, gli direi di sciogliersi un po’, ma ancora non sono sicuro che, abbassando la guardia, non sia lei a tentare di scioglierlo in una salamoia di Cola e Mentos 😀 😀
    Ciao, che la triforza ti accompagni 😀

    • Ma povero Alessio, è uno un po’ timido e imbranato e che per giunta si è preso una batosta sentimentale proprio quando credeva di apprestarsi a diventare marito e padre, è ancora un po’ scioccato. E lei… vedremo, sto riflettendo all’opzione chiave, ma non voglio concentrarmici troppo, che basta un voto e bisogna cambiare strada. Ma una cosa posso garantirtela, al momento non sono previste esplosioni di cola e mentos 🙂

  2. Ciao B.
    il locale “Bar Abba”… avrei paura a entrarci 😉 molto divertente il calembour (sono andata a leggermi cosa significasse… )
    Bene, la cosa si fa molto interessante, mi vengono in mente diverse ipotesi su chi o cosa sia L’una, chissà se sono plausibili, staremo a vedere.
    io, per il momento, ho scelto di “una chiave per aprire… ” chissà cosa apre, sono curiosissima!!
    Mi piace molto la piega che sta prendendo questa storia, aspetto il quinto capitolo e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

  3. Visto che sono informatico, è una chiavetta USB che contiene…

    Sono spaesato anch’io dalla ragazza quanto il protagonista… però non so quanti misteri e cose strane vuoi mettere nella tua storia (sai, viro sempre molto su Fantasy e Fantascienza, anche nelle avventure che scrivo), quindi mi astengo dal suggerimento… per ora 😉

    Ciao 🙂

    • Ma come “mi astengo dai suggerimenti”, io la storia non ce l’ho in testa, ho scritto un incipit neutro perché la storia si scrivesse seguendo le opzioni e i vostri spunti. Se non mi dici nulla… Vedremo, comunque, al momento è in auge la strada SF, ma con così pochi voti aspetto qualche giorno per iniziare a scrivere perché basta un clic per cambiare tutto.
      Ciao

  4. Ciao Befana.

    Quando c’è un pdv focalizzato si sa tutto di uno ma nulla dell’altra. Conosco una persona (io) che negli abbordaggi in chat non si faceva tutti questi problemi. Però non avrei accettato l’invito senza sapere il nome del locale. Quindi Alessio, che è molto peggio di me, lo vedo meglio con un supporto.

    Grazie e alla prossima.

    • Bravo Achille, mi hai messo in parità: e adesso, l’amico lo facciamo venire o lo lasciamo in pace? Bel guaio che mi hai combinato XD
      Ora ho un piccolo “scoglio” da aggirare, a meno di non ricevere un voto risolutivo da qui a domani, ma spero di non metterci molto a fare incontrare questi due anche fuori dalla chat, si sa mai che la comunicazione sia più fluida.
      Grazie e a presto

  5. Supporto dell’amico, assolutamente, c’è troppa pazzia là fuori! Soprattutto se non ci sono locali “simpatici” nei paraggi e una tipa a caso ti tartassa di domande strane e si autoinvita da te.
    Mi piace! Divertente, dettagli assolutamente reali, protagonista con cui non si può non immedesimarsi; il problema adesso è che ho letto tutti e tre gli episodi insieme e devo aspettare per andare avanti…

    • Forse ognuno ha la sua soggettiva interpretazione di locale “simpatico” 🙂
      Ti ringrazio di lettura e commento, giuro che mi sono ripromessa di essere un po’ più solerte nella stesura dei capitoli, con il nuovo anno, ma il fatto che con amico/senza amico siano in parità mi complica abbastanza le cose. Ci proverò lo stesso

  6. Rieccomi, befana. Ho votato “accetta e la raggiunge”. Be’, a me sembra una chat tra due psicopatici, quindi piuttosto rappresentativa delle tipiche chat 🙂 🙂 , anche se almeno lui tiene paranoie e pensieri assurdi tra i propri pensieri.
    Il capitolo è ironico con una punta di amaro, un mix molto difficile.
    Ciao, ti auguro un’ottima Omonima e un debordante 2019

    • Ma come, ogni volta che a me sembra di essere stata leggera e giocosa, mi tiri sempre fuori la punta di amaro; comincio a chiedermi se io non sia involontariamente trista! 😉
      Le chat… ma come facevamo quando non esistevano tutte queste messaggerie istantanee?
      Ciao, caro, e attento alla sindrome del nido “un po’ meno pieno”.
      Buona festa della mia Omonima

    • Ah, no, pensavo che lo chiamasse in rinforzo, ma non all’appuntamento, tipo nello stesso pub ma a un tavolo, nascosto, solo come sicurezza in caso lei si rivelasse una pazza pericolosa. Non credo che, per quanto esitante, oserebbe presentarsi accompagnato a un appuntamento.
      Grazie, Louise, buon 2019 anche a te

  7. Ciao B.
    direi che, aprrensivo com’è, Alessio accetta ma chiede supporto all’amico 🙂
    Divertente episodio, sono curiosissima di conoscere meglio L’una e capire cosa ha intenzione di proporre al nuovo amico, magari un viaggio astrale o un incontro in O.B.E. sarebbe carino.
    Il tuo stile e la forma non deludono mai, i tuoi racconti sono tra i miei preferiti e spero di poter leggere presto il nuovo capitolo.
    Ti auguro un fantastico Anno Nuovo, alla prossima!

    • Ho tutte le intenzioni di far decidere voi sull’esperienza/avventura/roba in cui L’una coinvolgerà, o no, il nostro Alessio. Cerco di progettare il seguito il meno possibile proprio per non farmi influenzare e non influenzare con le opzioni.
      Però l’OBE ho dovuto googlarlo: non sapevo cosa fosse, sono tropo out!
      Un anno pieno di cose belle anche a te. Io cercherò di essere un po’ più rapida con le pubblicazioni, ora che feste e gozzovigli son passati.

  8. Accetta e la raggiunge. L’amico verrà a rompere le p…e 😛

    Questo capitolo l’ho trovato molto simpatico: i qui pro quo dati dalla scrittura ed un pizzico di mistero su questa ragazza danno un po’ di brio 🙂

    Ciao 🙂
    PS: magari facciamo prima o poi ricomparire anche il gatto 😛

  9. Buon Natale! Bello postare di Vigilia… ho votato la bellona, pochi l’hanno fatto. Voglio vedere se la situazione si ribalta. Il particolare del divano rimasto com’era, e ‘ secondo me, molto triste e “a zzeccato” e pure il rimpianto per il gattone. Ahi, il ricordo dell’amore..

  10. Ciao Befana.

    Ho scelto L’una e non avrei mai immaginato di trovarmi a fare un bagno nell’unanimità! Non la vedo come tipa da rispondere a uno con la foto “non contrattuale”, l’ho scelta come per dire “dai, diamo una mano alla fortuna e facciamo incontrare Alessio con una che gli può piacere”.

    Bene… l’abbiamo pensato tutti? Mah.

    Grazie e alla prossima.

  11. Ciao B.
    benissimo, procede bene. Anche se non c’è nulla di prestabilito riesci sempre a dare coerenza a quel che scrivi. Tutto va sempre al posto giusto e non si rischia di fare confusione. Siamo solo al principio, eppure so che mi piacerà quest’avventura in divenire.
    Non ho appunti da fare, solo complimenti 🙂
    Voto L’una, nome particolare, personaggio particolare, vediamo che combinano insieme… se mai si incontreranno!
    Alla prossima!

  12. Ben scritto davvero! Tanto che mi ha passato un po’ del suo stato d’animo.
    Ho votato per “altro” perchè nel suo caso vorrei fare qualcosa immediatamente, fosse anche solo uscire di casa a cercarsi a forza l’occasione di far qualcosa di diverso.

  13. Buongiorno Befana
    Scritto bene.
    Mi ha incuriosito la voce narrante o meglio, il modo in cui fotografa e commenta – con vere stilletate – le vicende amorose “Alessiane”.
    Mentre elabora un lutto sentimentale, in apparenza importante, Alessio intrattiene gli occhi e la mente con talk show, spassosi, catartici ecc… 🙂 Iscriversi a un sito/app di incontri mi sembra un’opzione coerente con il personaggio.

    • Ho immaginato Alessio come uno che non ha ancora digerito la cosa, difficile dire se il tradimento e l’abbandono o lo smacco sociale di essere mollato alle soglie del matrimonio. Che non occupasse già il tempo libero nello stesso modo anche prima non posso garantirlo, in ogni caos è chiaro che da mesi cerca di non pensare, non soffrire, fare il meno possibile. Ora vuole reagire, forse la app di incontri è il modo migliore?
      Ciao e grazie del passaggio

  14. Si iscrive a un sito/app per incontri, una nuova conoscenza può portare a una svolta avventurosa…
    Ciao B.
    bentornata, sono felicissima di ritrovarti così presto!
    Le osservazioni le ha già fatte Jaw, ottimo osservatore e, di certo, molto più esperto di me; io mi limito a farti i complimenti.
    Mi sono piaciuti l’incipit e la virata verso la catastrofe… per Alessio, ovviamente 🙂
    Che dire ancora? Aspetto il secondo e ti auguro un’ottima giornata.
    Alla prossima!

    • Ciao, K,
      sono contenta che ti sia piaciuto questo incipit, perché non ho altro, questa volta ho deciso di giocare davvero con il sito: decideranno i lettori cosa far succedere e verso che genere andare. Spero di avere qualche voto in più che mi dica cosa scrivere nel secondo capitolo!
      ciao

  15. Ciao B, incipit da impatto frontale, complimenti!
    Se da un lato mi incuriosisce sapere se esiste ancora del sentimento nei confronti di Serena, da un’altra angolazione vedo un Alessio che scappa via da un luogo che gli sta stretto e che l’opprime, io gli farei fare quel viaggio che tanto desiderava ma troppo a lungo rimandato.
    A presto e buon lavoro

  16. Direi che chiama il suo migliore amico.
    Bentornata, befana. Cavoli, sei un caterpillar, ma almeno quando dormi, smetti di scrivere? 😀
    Un incipit che sembrava abbastanza spensierato e divertente, tanto che mi ha ricordato un’altra storia in cui si citava l’ikea 🙂 , infatti sono andato a vedere se per caso non fosse nel genere Humor.
    Poi la tranvata. Poraccio, Alessio… be’, però lui mica sembrava così felice di diventare padre.
    Tre cosette noiose:
    – Ma come, una famigerata allitterazione??? Nel titolo??? 😀
    – “ha deciso di passarsi”, un riflessivo di troppo.
    – “gasato” mi sembra si riferisca più a persone che a bevande, quelle dovrebbero essere sempre “gassate”, ma potrei sbagliarmi.
    Cosettine, perché sul resto non ho proprio nulla da dire.
    Brava, bentornata e complimenti per l’irriducibile energia.
    Ciao, a presto

    • In realtà sto scrivendo proprio poco, in questo periodo, quasi nulla; ho un progetto, ma stavolta voglio fare le cose bene e sono più in riflessione che in scrittura.
      Questo inizio mi è venuto in mente in una delle tante mattine in cui mi sono svegliata troppo presto, cercando di ritrovare il sonno (insomma, in realtà scrivo solo quando dovrei dormire!); ma ho solo questo: un tizio che vegeta davanti alla tv e la pubblicità gli risveglia le sue miserie. Mi pareva un buon pezzo per giocare davvero secondo i crismi di TI: ogni volta 3 vere scelte e saranno i lettori a decidere cosa farne; può diventare humor, horror, SF, rosa… me ne lavo le mani! ^^
      Per rispondere ale tue obiezioni: “passarsi” il tempo temo sia un uso regionale, sono cresciuta usando il riflessivo e non mi sono posta il dubbio, ahiahai!
      Gasata è forse meno frequente ma sono abbastanza sicura che sia forma equivalente di gassata.
      Il titolo confesso di averlo deciso lèi per lì pubblicando, ma direi che l’allitterazione e anche l’assonanza sono volute: il titolo deve farsi ricordare, essere orecchiabile. No?
      Ma dici che è drammatico? Mi sembrava di averlo tenuto abbastanza spensierato, dici di no?
      Ora però devo trovare almeno un lettore in più, se no non so cosa far succedere nel 2 capitolo!
      Ciao

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