E adesso, Alessio?

Schermi giganti e cuscini svedesi

Gli bruciano gli occhi, si sforza di non piangere, ma in gola ha un groppo della taglia di un melone: perché diavolo gli è venuto in mente di guardare la tv? Si annoiava e non gli andava di giocare alla Play né a WOW e ha già visto tutte le serie decenti su Netflix, così ha deciso di passarsi il tempo con un po’ di zapping. Avrebbe dovuto leggere un libro, piuttosto: l’ultimo Stephen King sonnecchia sul comodino da un paio di settimane. Invece no: ha acceso la televisione, lo schermo piatto Ultra HD 43 pollici che Serena quando lo vide urlò come una pazza e continuò a salmodiare per giorni che «è più grande della parete e cosa cavolo ce ne facciamo…» e ora Serena è partita, ma il Sony è ancora lì con tutti i suoi pollici.

All’inizio si stava anche divertendo: si è imbattuto in uno di quegli stupidi talk show in cui la gente, chissà se è vera o sono attori pagati per farlo, va a raccontare i cazzi suoi, quelli peggio del peggio, quelli che non vorresti confessare nemmeno al tuo migliore amico, quelli che preferiresti svegliarti e sapere che non hai mai fatto certe cose, che tu non le faresti mai; invece questi vanno a raccontarlo davanti a un pubblico in studio e un presentatore e non dimentichiamo gli spettatori da casa. Poi stanno lì a subire i commenti, le critiche, le condanne, i consigli, le ramanzine e i peggio orrori che quegli sconosciuti, in veste di moralisti indiscussi, sputano loro addosso. Uno spettacolo davvero squallido, ma Alessio lo trova spassoso, un puro svago, anche un po’ catartico: sapere che c’è gente messa ben peggio di lui gli stava quasi rimontando il morale, quando, subdola e senza colpo ferire, è arrivata la pubblicità.

Dapprima quella di un’ennesima bibita gasata, sciocca, festosa, innocua, seguita da uno spot per una crema contro le irritazioni vaginali; Alessio aveva già in mano il telecomando per cambiare canale, quando è arrivata la pubblicità dell’Ikea con due che vanno a vivere assieme e riempiono casa di mobili svedesi e lampade svedesi e plaid svedesi e cuscini svedesi, e poi si baciano e si litigano e fanno la pace, come tutte le coppie che si amano, come hanno fatto lui e Serena. Ma poi la tipa nella pubblicità si è infilata un cuscino svedese sotto la maglia per annunciare al compagno che avranno un bambino e si sono abbracciati, proprio come lui, Alessio, aveva abbracciato Serena quando gli aveva detto «sono incinta». Non aveva usato cuscini, lo aveva solo detto, una sera a cena. Aveva apparecchiato bene la tavola con la tovaglia dai fili argentati e le candele, svedesi anche quelle. Avevano mangiato le lasagne e poi glielo aveva detto.

Alessio era rimasto basito, ma si era ripreso subito e con un sorriso aveva dichiarato «è meraviglioso, amore», perché sapeva che lei se lo aspettava, anche se al momento a lui non era sembrato meraviglioso, anzi piuttosto spaventoso. Ma pian piano si era abituato all’idea, avevano iniziato a fare acquisti per il pupo e la cosa aveva preso a piacergli e aveva deciso di fare le cose per bene e aveva detto «sposiamoci!»

Aveva visto l’ombra di esitazione negli occhi di Serena, il tremolio del labbro, prima che rispondesse sì, ma aveva pensato, forse aveva voluto pensarlo, che fosse solo l’emozione. E ci si era buttato a capofitto, in quella cosa delle nozze e oddio, divento papà: avevano fissato la data, cercato il ristorante e le bomboniere e tutto quello che serve per un matrimonio come si deve.

Ma poi era arrivato quel giorno: erano davanti al camerino di prova della sartoria, lui si guardava nello specchio e si trovava strano in quel completo grigio, quasi non si riconosceva. Continuava a specchiarsi, perplesso e concentrato, così concentrato che quando Serena aveva detto piano: «non è tuo», aveva pensato che parlasse del vestito.

«Sì, non sono tipo da abiti eleganti, hai ragione, ma mica posso sposarmi in jeans». Le aveva sorriso e l’aveva vista piangere.

«Scusami, Ale, non è tuo, il bambino, io… mi dispiace, non volevo, davvero… scusami!». Ed era corsa via, lasciandolo lì nel completo elegante.

E sono passati dieci mesi, ormai, e il bambino è nato, un maschietto, che non è figlio suo ma di quel tedesco che doveva lavorare nell’ufficio di Serena solo qualche mese e che invece ora ci lavora in pianta stabile e si è trasferito in città e vive con lei e con il bambino. E di questo passo comincerà a camminare, il bambino, mentre Alessio è ancora fermo lì, seduto sul divano svedese, con il plaid svedese sulle ginocchia a fissare lo schermo da 43 pollici.

La cazzo di pubblicità è finita, ma adesso il talk show non gli piace più. È arrabbiato e ha anche voglia di piangere. O urlare e bestemmiare e prendere a pugni qualcosa, magari il muro, o un cuscino svedese che fa meno male del muro.

Basta! Non può continuare così: Serena è una storia chiusa, ha una nuova vita; lui invece è in stand by, piantato come se gli fosse entrato un bug nel sistema. È ora di resettare. Sì, cazzo, deve darsi una mossa, ricominciare a vivere. Subito, adesso. Ha deciso.

Cosa ha deciso di fare?

  • Altro: suggerite cosa nei commenti, se l'opzione vince e ci sono concordanze tra i commenti, Alessio seguirà i vostri consigli (33%)
    33
  • Si iscrive a un sito/app di incontri (56%)
    56
  • Chiama il suo migliore amico per uscire (11%)
    11
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47 Commenti

  1. Rieccomi befana. Opzioni strane, forse la più naturale sarebbe il fraintendimento, ma è anche quella che mi attira meno, per cui voto per la chiave.
    Anche L’una è piuttosto strana: ha scoperto al Bar Abba le slot machines? 😀 😀 Comincio a pensare che sia lei un personaggio uscito da un videogame 😀
    Non lo so, per certi versi il tuo Alessio mi sembra un chierichetto legnoso, gli direi di sciogliersi un po’, ma ancora non sono sicuro che, abbassando la guardia, non sia lei a tentare di scioglierlo in una salamoia di Cola e Mentos 😀 😀
    Ciao, che la triforza ti accompagni 😀

    • Ma povero Alessio, è uno un po’ timido e imbranato e che per giunta si è preso una batosta sentimentale proprio quando credeva di apprestarsi a diventare marito e padre, è ancora un po’ scioccato. E lei… vedremo, sto riflettendo all’opzione chiave, ma non voglio concentrarmici troppo, che basta un voto e bisogna cambiare strada. Ma una cosa posso garantirtela, al momento non sono previste esplosioni di cola e mentos 🙂

  2. Ciao B.
    il locale “Bar Abba”… avrei paura a entrarci 😉 molto divertente il calembour (sono andata a leggermi cosa significasse… )
    Bene, la cosa si fa molto interessante, mi vengono in mente diverse ipotesi su chi o cosa sia L’una, chissà se sono plausibili, staremo a vedere.
    io, per il momento, ho scelto di “una chiave per aprire… ” chissà cosa apre, sono curiosissima!!
    Mi piace molto la piega che sta prendendo questa storia, aspetto il quinto capitolo e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

  3. Visto che sono informatico, è una chiavetta USB che contiene…

    Sono spaesato anch’io dalla ragazza quanto il protagonista… però non so quanti misteri e cose strane vuoi mettere nella tua storia (sai, viro sempre molto su Fantasy e Fantascienza, anche nelle avventure che scrivo), quindi mi astengo dal suggerimento… per ora 😉

    Ciao 🙂

    • Ma come “mi astengo dai suggerimenti”, io la storia non ce l’ho in testa, ho scritto un incipit neutro perché la storia si scrivesse seguendo le opzioni e i vostri spunti. Se non mi dici nulla… Vedremo, comunque, al momento è in auge la strada SF, ma con così pochi voti aspetto qualche giorno per iniziare a scrivere perché basta un clic per cambiare tutto.
      Ciao

  4. Ciao Befana.

    Quando c’è un pdv focalizzato si sa tutto di uno ma nulla dell’altra. Conosco una persona (io) che negli abbordaggi in chat non si faceva tutti questi problemi. Però non avrei accettato l’invito senza sapere il nome del locale. Quindi Alessio, che è molto peggio di me, lo vedo meglio con un supporto.

    Grazie e alla prossima.

    • Bravo Achille, mi hai messo in parità: e adesso, l’amico lo facciamo venire o lo lasciamo in pace? Bel guaio che mi hai combinato XD
      Ora ho un piccolo “scoglio” da aggirare, a meno di non ricevere un voto risolutivo da qui a domani, ma spero di non metterci molto a fare incontrare questi due anche fuori dalla chat, si sa mai che la comunicazione sia più fluida.
      Grazie e a presto

  5. Supporto dell’amico, assolutamente, c’è troppa pazzia là fuori! Soprattutto se non ci sono locali “simpatici” nei paraggi e una tipa a caso ti tartassa di domande strane e si autoinvita da te.
    Mi piace! Divertente, dettagli assolutamente reali, protagonista con cui non si può non immedesimarsi; il problema adesso è che ho letto tutti e tre gli episodi insieme e devo aspettare per andare avanti…

    • Forse ognuno ha la sua soggettiva interpretazione di locale “simpatico” 🙂
      Ti ringrazio di lettura e commento, giuro che mi sono ripromessa di essere un po’ più solerte nella stesura dei capitoli, con il nuovo anno, ma il fatto che con amico/senza amico siano in parità mi complica abbastanza le cose. Ci proverò lo stesso

  6. Rieccomi, befana. Ho votato “accetta e la raggiunge”. Be’, a me sembra una chat tra due psicopatici, quindi piuttosto rappresentativa delle tipiche chat 🙂 🙂 , anche se almeno lui tiene paranoie e pensieri assurdi tra i propri pensieri.
    Il capitolo è ironico con una punta di amaro, un mix molto difficile.
    Ciao, ti auguro un’ottima Omonima e un debordante 2019

    • Ma come, ogni volta che a me sembra di essere stata leggera e giocosa, mi tiri sempre fuori la punta di amaro; comincio a chiedermi se io non sia involontariamente trista! 😉
      Le chat… ma come facevamo quando non esistevano tutte queste messaggerie istantanee?
      Ciao, caro, e attento alla sindrome del nido “un po’ meno pieno”.
      Buona festa della mia Omonima

    • Ah, no, pensavo che lo chiamasse in rinforzo, ma non all’appuntamento, tipo nello stesso pub ma a un tavolo, nascosto, solo come sicurezza in caso lei si rivelasse una pazza pericolosa. Non credo che, per quanto esitante, oserebbe presentarsi accompagnato a un appuntamento.
      Grazie, Louise, buon 2019 anche a te

  7. Ciao B.
    direi che, aprrensivo com’è, Alessio accetta ma chiede supporto all’amico 🙂
    Divertente episodio, sono curiosissima di conoscere meglio L’una e capire cosa ha intenzione di proporre al nuovo amico, magari un viaggio astrale o un incontro in O.B.E. sarebbe carino.
    Il tuo stile e la forma non deludono mai, i tuoi racconti sono tra i miei preferiti e spero di poter leggere presto il nuovo capitolo.
    Ti auguro un fantastico Anno Nuovo, alla prossima!

    • Ho tutte le intenzioni di far decidere voi sull’esperienza/avventura/roba in cui L’una coinvolgerà, o no, il nostro Alessio. Cerco di progettare il seguito il meno possibile proprio per non farmi influenzare e non influenzare con le opzioni.
      Però l’OBE ho dovuto googlarlo: non sapevo cosa fosse, sono tropo out!
      Un anno pieno di cose belle anche a te. Io cercherò di essere un po’ più rapida con le pubblicazioni, ora che feste e gozzovigli son passati.

  8. Accetta e la raggiunge. L’amico verrà a rompere le p…e 😛

    Questo capitolo l’ho trovato molto simpatico: i qui pro quo dati dalla scrittura ed un pizzico di mistero su questa ragazza danno un po’ di brio 🙂

    Ciao 🙂
    PS: magari facciamo prima o poi ricomparire anche il gatto 😛

  9. Buon Natale! Bello postare di Vigilia… ho votato la bellona, pochi l’hanno fatto. Voglio vedere se la situazione si ribalta. Il particolare del divano rimasto com’era, e ‘ secondo me, molto triste e “a zzeccato” e pure il rimpianto per il gattone. Ahi, il ricordo dell’amore..

  10. Ciao Befana.

    Ho scelto L’una e non avrei mai immaginato di trovarmi a fare un bagno nell’unanimità! Non la vedo come tipa da rispondere a uno con la foto “non contrattuale”, l’ho scelta come per dire “dai, diamo una mano alla fortuna e facciamo incontrare Alessio con una che gli può piacere”.

    Bene… l’abbiamo pensato tutti? Mah.

    Grazie e alla prossima.

  11. Ciao B.
    benissimo, procede bene. Anche se non c’è nulla di prestabilito riesci sempre a dare coerenza a quel che scrivi. Tutto va sempre al posto giusto e non si rischia di fare confusione. Siamo solo al principio, eppure so che mi piacerà quest’avventura in divenire.
    Non ho appunti da fare, solo complimenti 🙂
    Voto L’una, nome particolare, personaggio particolare, vediamo che combinano insieme… se mai si incontreranno!
    Alla prossima!

  12. Ben scritto davvero! Tanto che mi ha passato un po’ del suo stato d’animo.
    Ho votato per “altro” perchè nel suo caso vorrei fare qualcosa immediatamente, fosse anche solo uscire di casa a cercarsi a forza l’occasione di far qualcosa di diverso.

  13. Buongiorno Befana
    Scritto bene.
    Mi ha incuriosito la voce narrante o meglio, il modo in cui fotografa e commenta – con vere stilletate – le vicende amorose “Alessiane”.
    Mentre elabora un lutto sentimentale, in apparenza importante, Alessio intrattiene gli occhi e la mente con talk show, spassosi, catartici ecc… 🙂 Iscriversi a un sito/app di incontri mi sembra un’opzione coerente con il personaggio.

    • Ho immaginato Alessio come uno che non ha ancora digerito la cosa, difficile dire se il tradimento e l’abbandono o lo smacco sociale di essere mollato alle soglie del matrimonio. Che non occupasse già il tempo libero nello stesso modo anche prima non posso garantirlo, in ogni caos è chiaro che da mesi cerca di non pensare, non soffrire, fare il meno possibile. Ora vuole reagire, forse la app di incontri è il modo migliore?
      Ciao e grazie del passaggio

  14. Si iscrive a un sito/app per incontri, una nuova conoscenza può portare a una svolta avventurosa…
    Ciao B.
    bentornata, sono felicissima di ritrovarti così presto!
    Le osservazioni le ha già fatte Jaw, ottimo osservatore e, di certo, molto più esperto di me; io mi limito a farti i complimenti.
    Mi sono piaciuti l’incipit e la virata verso la catastrofe… per Alessio, ovviamente 🙂
    Che dire ancora? Aspetto il secondo e ti auguro un’ottima giornata.
    Alla prossima!

    • Ciao, K,
      sono contenta che ti sia piaciuto questo incipit, perché non ho altro, questa volta ho deciso di giocare davvero con il sito: decideranno i lettori cosa far succedere e verso che genere andare. Spero di avere qualche voto in più che mi dica cosa scrivere nel secondo capitolo!
      ciao

  15. Ciao B, incipit da impatto frontale, complimenti!
    Se da un lato mi incuriosisce sapere se esiste ancora del sentimento nei confronti di Serena, da un’altra angolazione vedo un Alessio che scappa via da un luogo che gli sta stretto e che l’opprime, io gli farei fare quel viaggio che tanto desiderava ma troppo a lungo rimandato.
    A presto e buon lavoro

  16. Direi che chiama il suo migliore amico.
    Bentornata, befana. Cavoli, sei un caterpillar, ma almeno quando dormi, smetti di scrivere? 😀
    Un incipit che sembrava abbastanza spensierato e divertente, tanto che mi ha ricordato un’altra storia in cui si citava l’ikea 🙂 , infatti sono andato a vedere se per caso non fosse nel genere Humor.
    Poi la tranvata. Poraccio, Alessio… be’, però lui mica sembrava così felice di diventare padre.
    Tre cosette noiose:
    – Ma come, una famigerata allitterazione??? Nel titolo??? 😀
    – “ha deciso di passarsi”, un riflessivo di troppo.
    – “gasato” mi sembra si riferisca più a persone che a bevande, quelle dovrebbero essere sempre “gassate”, ma potrei sbagliarmi.
    Cosettine, perché sul resto non ho proprio nulla da dire.
    Brava, bentornata e complimenti per l’irriducibile energia.
    Ciao, a presto

    • In realtà sto scrivendo proprio poco, in questo periodo, quasi nulla; ho un progetto, ma stavolta voglio fare le cose bene e sono più in riflessione che in scrittura.
      Questo inizio mi è venuto in mente in una delle tante mattine in cui mi sono svegliata troppo presto, cercando di ritrovare il sonno (insomma, in realtà scrivo solo quando dovrei dormire!); ma ho solo questo: un tizio che vegeta davanti alla tv e la pubblicità gli risveglia le sue miserie. Mi pareva un buon pezzo per giocare davvero secondo i crismi di TI: ogni volta 3 vere scelte e saranno i lettori a decidere cosa farne; può diventare humor, horror, SF, rosa… me ne lavo le mani! ^^
      Per rispondere ale tue obiezioni: “passarsi” il tempo temo sia un uso regionale, sono cresciuta usando il riflessivo e non mi sono posta il dubbio, ahiahai!
      Gasata è forse meno frequente ma sono abbastanza sicura che sia forma equivalente di gassata.
      Il titolo confesso di averlo deciso lèi per lì pubblicando, ma direi che l’allitterazione e anche l’assonanza sono volute: il titolo deve farsi ricordare, essere orecchiabile. No?
      Ma dici che è drammatico? Mi sembrava di averlo tenuto abbastanza spensierato, dici di no?
      Ora però devo trovare almeno un lettore in più, se no non so cosa far succedere nel 2 capitolo!
      Ciao

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