Crossroads – Le strade della vita

Dove eravamo rimasti?

Bibi ha trovato le chiavi di casa di Vittorio, Cosa farà ora? Con una scusa, Bibi saluta gli amici e va sotto casa di Vittorio per restituirgli le chiavi di persona (75%)

Dejavu

– Ragazzi, io vado! Ho avuto una settimana intensa. Ci sentiamo per domani sera? – Tolsi dalla sedia il mio scialle di Burberry e me ci avvolsi. – Vai già? –  Linda sgranò i suoi occhioni azzurri, schioccando la lingua, un po’ scocciata. – Dai, una volta che ci siamo tutti… – piagnucolò. Ci mancava solo che la mia migliore amica mi mettesse il broncio stasera. – Davvero, Linda…sono stanca -. Simulai uno sbadiglio. Per fortuna, le bottiglie di vino avevano reso il mio pubblico poco esigente e la mia recitazione venne premiata. Le chiavi nella mia pochette di Prada sembravano incandescenti. Mi sentivo una piccola ladruncola. Per un attimo, in fila alla cassa del J.J, pensai a quella remotissima possibilità che il mazzo fosse di un altro cliente. Le luci dei lampioni illuminavano il parcheggio con la stessa nitidezza con cui io avevo deciso la mossa successiva: sarei andata a casa di Vittorio. La mia 500 sfrecciò sulla circonvallazione e in 10 minuti raggiunsi il suo quartiere. Vittorio abitava in una delle zone residenziali più belle della città, Acque Felici: già il nome lasciava intendere che in tutte quelle maisonette di ultima generazione, dalla cancellata bianca e dal giardino all’inglese, si respirasse profumo di torta di mele e di incenso per ambiente alla lavanda. Accostai all’inizio della via. Qualcosa aveva zittito la mia parte più razionale. Il suo Range Rover bianco era parcheggiato proprio davanti al cancello di ingresso. Le luci di casa erano spente. Mi chiesi se abitava ancora con la sua compagna e suo figlio. Non potevo certo suonare il campanello di casa all’una di notte. Magari, le avrei messe nella buca delle lettere. D’un tratto vidi la lucina del display del cellulare illuminarsi all’interno del Range Rover e udii il suono metallico tipico del finestrino che si abbassa. – Vittorio? – sussurrai sporgendomi verso l’interno. Incrociai i suoi occhi. Stoppai i ricordi e gli dondolai davanti al viso il mazzo di chiavi – Credo che queste siano tue. Le hai scordate al J.J.-. Lui sorrise, visibilmente imbarazzato. –Grazie. Le stavo cercando in auto -. Ricambiai il sorriso. – Dovresti ringraziarmi o avresti passato la notte qui, al gelo- . In effetti la temperatura si era abbassata o forse l’effetto di tepore del vino stava lasciando il mio corpo. – Vuoi salire un attimo? –mi domandò lui e, immaginando già la mia risposta, sbloccò l’altra portiera. Feci il giro dal davanti e salii. Ebbi come un dejavu. Io e lui, un anno e mezzo prima, mentre nevicava, in un parcheggio accanto al Circolo che lui frequentava. Un bacio. Il primo bacio. Il suo imbarazzo, la mia risata nervosa. Ricacciai i ricordi al loro posto. – Allora, come stai?- . Lui rise – E’ la seconda volta che me lo chiedi in meno di un’ora -. Era puntiglioso. Mi piaceva quando era così. – Non hai la camicia bianca. Non hai imparato proprio niente da me eh? – Cambiai argomento, con la destrezza di chi sta camminando bendato in una cristalleria. –Ti sbagli, ho la camicia. Ma è blu!– Mi mostrò i polsini tirandosi su le manche della giacca. – Allora?- . Stavo maneggiando cristalli al buio. – Sto bene – . Mi stava dando il contentino. – Non direi. Hai gli occhi tristi, Vitto. E lo sai che a me non hai mai ingannato – . Mi ero raggomitolata sul sedile, rivolta verso di lui. – Hai gli occhi di chi sta ancora lottando contro i suoi fantasmi e…– Ero brava con le parole ed ero anche particolarmente ispirata in quel momento. Lui teneva gli occhi bassi. – Senti Vitto, è un anno, anzi è esattamente un anno e 45 giorni che non ci vediamo. Perdi le chiavi nel mio locale, mio perché lì io sono di casa, lo sai, e le ritrovo io. Qualcosa vorrà dire, no? – . Mi resi conto che era il vino che mi stava trasformando in una sorta di drammaturgo da spettacolo per la bocciofila del paese. Vittorio alzò gli occhi verso di me, sospirando rumorosamente.  – Cosa vuoi da me? – . Mi sentii mancare l’aria. Mi aveva rivolto quella frase decine di volte, in passato. – Ancora con questa frase? – La mia voce si fece stridula. Mi tirai su. – Forse adesso mi puoi rispondere? – . Io gli presi una mano, decisa, senza pensarci, ricordando una remota lezione di comunicazione efficace accompagnata dal contatto fisico con l’interlocutore. Era gelida. – Mani fredde, cuore caldo – . Lui non aveva ritratto la sua mano. La stava lasciando intrecciata nella mia. – E’ meglio che vai, ora. – sussurrò. – Va bene. – gli risposi.  Mi avvicinai, d’impulso, verso di lui. – Buonanotte, camicia bianca – . Gli diedi un bacio sulla guancia. Casto, innocente, ma mi sentivo le labbra bruciare. Scesi dalla sua auto e, senza voltarmi, mi incamminai verso la mia. Cosa mi era saltato in mente? Mentre aspettavo che i vetri della mia 500, un cubetto di ghiaccio in confronto al tepore del suo macchinone, si spannassero, aprii Whatsapp. Andai in chat archiviate, selezionai l’ultima conversazione con Vittorio e si materializzò il famoso “sta scrivendo” in caratteri verdi: Vittorio mi stava mandando un messaggio.

Che messaggio starà scrivendo Vittorio a Bibi?

  • “HAI RAGIONE, NON SONO FELICE. GRAZIE DELLE CHIAVI, TI DEVO UN FAVORE.” (0%)
    0
  • “IO HO LASCIATO LE CHIAVI AL J.J. MA TU HAI APPENA DIMENTICATO LE TUE SUL SEDILE DELLA MIA AUTO. CHI E’ IL PIU’ RIMBAMBITO STASERA?” (0%)
    0
  • “PERCHE’ TI STA A CUORE LA MIA FELICITA’? PS: GRAZIE DELLE CHIAVI” (100%)
    100

Voti totali: 1

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5 Commenti

  1. Ciao sonobella
    La tua storia potrebbe piacermi, siamo ancora agli inizi ma ci siamo. Per il genere, magari mi sbaglio, avrei pensato più a un rosa che a un humor vedendo il tuo stile di scrittura. Ad ogni modo un buon Incipit, continua così.
    Ti sego, passa a trovarmi se ti va 😉

  2. Ed io invece sonobrutto, anzi bruttissimo…
    Scherzo.
    Benvenuta su The Incipit
    Devo ammettere che leggere i racconti Humor sono abbastanza titubante, seppur io stesso sto provando ad scriverne uno.
    Questo perchè sono coscio che cercar di descrivere situations e gag divertenti o comiche è davvero molto difficile.
    Oggi come oggi, visto che siamo immersi totalmente nel mondo dei video, corti, lunghi, amatoriali, professionali, privati, pubblici ecc…
    Per cui ci nutriamo di immagini dalla mattina alla sera… e pensare di immaginarsi delle scene senza poterle veder, è davvero un’impresa difficile e complicato per tutti quanti… belli e brutti, bravi e meno bravi.. 🙂
    Pertanto in bocca al lupo per la tua storia.
    Ho appena letto il primo capitolo: mi è piaciuto.
    Penso anche che sei bravissima… nonostante il tuo tentativo di camuffare il tuo stile.
    Cercherò di seguirti.
    Voto per: Bibi manda un sms a Vittorio per dirgli che ha trovato le sue chiavi e spera così che lui torni al J.J.
    Ciao

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