Crossroads – Le strade della vita

Chiavi in mano

– Taglia 42, grazie! –  cinguettai alla commessa indicando una gonna di pailettes azzurra in vetrina. Ormai quelle parole erano diventate il mio biglietto da visita nei miei momenti di shopping, per rivendicare al mondo che non ero più la simpatica ragazza grassottella sempre sorridente, ma ero arrivata a vestire la taglia dei miei sogni. Pagai e uscii, sorridendo alla mia città che quel mattino, di metà gennaio, stava lasciandosi alle spalle i festeggiamenti del Natale. Addetti del Comune stavano smontando le luminarie proprio sopra alla mia testa. Tra 2 settimane ci sarebbe stato il lancio del mio progetto editoriale, un redazionale moda. Un sogno nel cassetto che si realizzava. Mi sedetti a un caffè e d’un tratto guardai il mio acquisto. Una gonna azzurra. Era un anno, ormai, che non mi vestivo più di quel colore. L’avevo fatto sparire dal mio armadio. Inevitabilmente pensai a Vittorio. Guardai il mio cellulare. Il mio messaggio di auguri di Capodanno era stato visualizzato, ma non aveva ricevuto risposto. Idem quelli di Natale e per il suo compleanno. Sospirai. Mi sentivo una stupida in quel momento a pensarci. Eppure, avevo scelto una gonna del colore che associavo a lui. Pensai di andarla a cambiare ma squillò il telefono. – Bibi, stasera al J.J. festeggiamo Gabry e la sua nuova tabaccheria. Ti ricordi vero? –  La voce squillante della mia migliore amica, Linda, mi riportò al caffè che avevo appena ordinato. – Certo – le risposi, fingendo entusiasmo.  Il venerdì sera i locali della piazza principale si riempiono di tintinnii di calici e risate. Entrai al J.J. indossando la gonna presa al mattino e raggiunsi i miei amici, già radunati al bancone. – Puntuale mai, eh? –  mi rimproverò Dani, passandomi un calice. – Non trovavo parcheggio! – mentii spud0ratamente, facendo gli onori al festeggiato, con il primo di una lunga serie di brindisi. A metà serata, decisi di andare a prendere una boccata d’aria. Non ero abituata a mangiare così tanto per cena, da quando avevo perso 32 kg stavo sempre attenta. Uscii dal J.J. e mi accesi una sigaretta. Ed ecco, lo vidi. Vittorio era lì, appoggiato a uno dei tavolini esterni del J.J. Iniziai a tremare e non perché fossi poco vestita. Avevo aspettato tanto che quel momento accadesse e mi accorsi, che pur avendo fantasticato innumerevoli volte, non ero pronta. Gettai la sigaretta a terra e afferrai un bicchiere vuoto da un tavolino, per avere in mano qualcosa. Un mix di emozioni contrastanti mi si stava aggrovigliando nello stomaco. Avrei voluto chiedergli come stava suo figlio, se stava ancora con lei, se frequentava ancora il Circolo dove ci eravamo conosciuti, perché non mi aveva più risposto ma aveva visto ogni mio stato di Whatsup. Ero a un metro da lui. – Ciao, camicia bianca! – Esordii, salutandolo col nomignolo con cui scherzavamo una volta. Ero bravissima a fingere che non fossero passati tutti quei mesi di silenzio tra noi. Vittorio alzò gli occhi dal display del cellulare e mi guardò. – Beh, non mi riconosci? –  mi avvicinai. Avrei voluto abbracciarlo, come si fa con un vecchio amico. – Ciao, Bibi. Come stai? – mi salutò. Lo guardai negli occhi, come a voler cercare risposte alle mie domande in quel paio di occhi chiari che avevo cercato spesso tra la folla nell’ultimo anno. – Sto bene, grazie! Cosa ci fai qui? E’ un posto da giovani, non da 40enni come te! – Continuai col mio are scherzoso, ostentando una sicurezza che stonava con il subbuglio emotivo che sentivo dentro. – In effetti, è un posto da giovani come te. Stavo aspettando un mio collega che è andato a prendere da bere, ma si è fatta una certa ed è meglio che vada – . Posai il bicchiere preso in prestito e gli sorrisi. – Dai, beviamo qualcosa… – Mi uscì una voce da gallina. Lui scosse la testa – No, ti ringrazio ma non mi sembra il caso. Adesso vado a cercare Andrea e poi vado a letto, lascio la piazza a voi giovani – . Deglutii. – Ciao, allora – gli dissi. Il mio momento di gloria era finito in meno di 2 minuti. Sospirai. Iniziò a girarmi la testa. Quanti calici avevo bevuto? Mi guardai riflessa nella vetrina al lato del J.J. . Avevo il trucco colato, non avevo messo il primer e il fondotinta mi aveva lasciato delle chiazze. Rientrai nel locale e lui mi passò accanto, mentre si aggiustava il bavero della giacca. Mi fece un cenno di saluto abbozzando un sorriso, prima di chiudersi la porta alle spalle. Scomparve subito dalla mia vista, sostituito da una comitiva in vena di far festa. Fui travolta da schiamazzi e giacconi pesanti che sapevano di fumo. Avevo rivisto Vittorio dopo un anno e non ero riuscita a dirgli nulla. Mi sedetti sulla poltroncina all’ingresso e fu allora che vidi  un paio di chiavi di casa. Riconobbi il logo dell’azienda sul portachiavi. Non poteva essere una coincidenza. Mi guardai intorno. Suvvia, quanti clienti del J.J potevano lavorare nella stessa azienda di Vittorio? Non ero mai stata brava a calcolare le probabilità, ma dentro di me sapevo che quelle chiavi erano sue. 

Bibi ha trovato le chiavi di casa di Vittorio, Cosa farà ora?

  • Vittorio torna nel locale e Bibi, nascondendo le chiavi in borsa, finge di dargli una mano a cercarle (0%)
    0
  • Con una scusa, Bibi saluta gli amici e va sotto casa di Vittorio per restituirgli le chiavi di persona (75%)
    75
  • Bibi manda un sms a Vittorio per dirgli che ha trovato le sue chiavi e spera così che lui torni al J.J. (25%)
    25
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5 Commenti

  1. Ciao sonobella
    La tua storia potrebbe piacermi, siamo ancora agli inizi ma ci siamo. Per il genere, magari mi sbaglio, avrei pensato più a un rosa che a un humor vedendo il tuo stile di scrittura. Ad ogni modo un buon Incipit, continua così.
    Ti sego, passa a trovarmi se ti va 😉

  2. Ed io invece sonobrutto, anzi bruttissimo…
    Scherzo.
    Benvenuta su The Incipit
    Devo ammettere che leggere i racconti Humor sono abbastanza titubante, seppur io stesso sto provando ad scriverne uno.
    Questo perchè sono coscio che cercar di descrivere situations e gag divertenti o comiche è davvero molto difficile.
    Oggi come oggi, visto che siamo immersi totalmente nel mondo dei video, corti, lunghi, amatoriali, professionali, privati, pubblici ecc…
    Per cui ci nutriamo di immagini dalla mattina alla sera… e pensare di immaginarsi delle scene senza poterle veder, è davvero un’impresa difficile e complicato per tutti quanti… belli e brutti, bravi e meno bravi.. 🙂
    Pertanto in bocca al lupo per la tua storia.
    Ho appena letto il primo capitolo: mi è piaciuto.
    Penso anche che sei bravissima… nonostante il tuo tentativo di camuffare il tuo stile.
    Cercherò di seguirti.
    Voto per: Bibi manda un sms a Vittorio per dirgli che ha trovato le sue chiavi e spera così che lui torni al J.J.
    Ciao

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