Chi ha contato bene conti due volte

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede alla protagonista? Scatta verso le scale, raggiunge i binari, non sente più la voce ma vede qualcos'altro (57%)

Il numero perfetto

Scuoto con forza la testa e invio il primo impulso alle gambe. Si muovono.

Be’, cos’altro c’era da aspettarsi?

Con uno scatto raggiungo le scale alla mia destra, senza sentire null’altro che non siano i tonfi dei piedi sul cemento nudo. Mentre salgo i gradini a due a due mi convinco di aver immaginato tutto.

Questa scala sembra infinita.

Vedo il bagliore dei lampioni, fuori, alla stessa distanza da almeno tre falcate ormai.

Si riesce a scorgere il cielo notturno pieno di nuvole, che scorrono davanti alla luna come scie di fantasmi su una lampada coperta di polvere. Abbasso gli occhi sui faretti montati di fresco tra i gradini, resto per un attimo accecata dalla luce fredda, faccio per riprendere a salire, cercando di scacciare l’impressione che non tutto sia tornato al posto giusto. Guardando in alto mi accorgo che il baluginio dei lampioni lassù sembra essersi affievolito, ma forse sono solo i miei occhi impressionati dai fari.

Riprendo a salire con la sensazione di star scalando una parete che scorra sotto i miei piedi. Mi tocco la fronte, gelida, con dita altrettanto gelide, ho il capogiro. Faccio per accostarmi al muro alla mia sinistra, i lampioni fuori danno un guizzo. I faretti pure.

Buio.

Non è un buio normale questo. Se lo fosse vedrei comunque la luce della luna dietro le nuvole, invece c’è solo nero. Come se la realtà fosse stata cancellata.

Ho bisogno di inspirare forte per mandare giù il panico che vuole soffocarmi salendo dallo sterno, ma non posso. Fare. Rumore.

Mi sembra di non avere più occhi, o di vedere troppo.

Mi allungo alla cieca in direzione della parete a cui mi stavo accostando, mi stupisco di trovarla più vicina di quanto mi aspettassi. Mi accorgo che è bagnata, appiccicosa. Ritraggo la mano con disgusto, mentre dei minuscoli brividi cominciano a scuotermi, quando di colpo il faretto del gradino su cui mi trovo dà una scintilla, e si accende. Uno dopo l’altro, tutti i successivi lo seguono con degli schiocchi minacciosi. Un imperativo. Seguire. Solo loro esistono nel nulla.

Accecanti. Gli occhi sembrano scoppiarmi nelle orbite. Mentre faccio per schermarmi il viso con la mano, un rivolo della sostanza che ho toccato mi scorre giù per il polso, nella manica, fino al gomito.

E’ troppo.

Corro su a perdifiato seguendo le cattive luci dei faretti, e finalmente sono al binario.

Quello che dovrebbe essere il binario. Ma c’è solo buio pesto.

Le orecchie hanno ricominciato a rombare, mi manca il respiro, mi sembra che i pensieri non riescano più a fare presa sul cervello e scivolino indietro, inafferrabili.

E’ un attimo.

Si sente l’altoparlante gracchiare,

diversamente da quanto precedentemente annunciato,

e due fari compaiono all’orizzonte.

Un treno.

Non so che treno sia, ma va nella stessa direzione del mio, e ora come ora salirei su qualsiasi treno mi si parasse davanti. Voglio andare via da questo posto.

Arriva lentamente. Lentissimamente. Non riesco più a reggere l’angoscia, gli vado incontro alla cieca.

Vedo solo i finestrini illuminati che scorrono verso di me, sono sicura che sia vuoto a quest’ora ma chi se ne importa, c’è luce, e qualcuno lo deve pur guidare. Mi stupisco nello scorgere sagome di persone nei riquadri luminosi. Sembra addirittura stipato.

Senza pensarci su un attimo, mentre il calore riprende possesso del mio corpo, afferro la maniglia della prima porta che mi si ferma davanti, la spalanco con una violenza che non conosco e mi butto dentro.

Mi accascio contro il palo al centro del piccolo ambiente tra le carrozze, sfinita.

Come in un sogno, alzo lo sguardo per cercare le persone. Ho appena il tempo di girarmi e vedere la carrozza alla mia sinistra – completamente vuota –, quella alla mia destra – vuota -, poi si sente uno scatto. Riflesso sul vetro del finestrino di fronte a me vedo il portellone scorrere e chiudersi alle mie spalle, con un tonfo definitivo.

Mi si mozza il respiro.

Il treno parte cigolando.

Fisso la mia immagine nel vetro, sparuta, lo sguardo terrorizzato – sono veramente un topo in gabbia ora, e non fa più ridere.

Stringo le mani intorno al palo fino a farmi diventare le nocche bianche, le vedo di fronte a me riflesse nel loro spasmo.

Una, la destra, è stretta più in alto, all’altezza del mento, salda.

L’altra è più sotto, in corrispondenza dello stomaco, e di tanto in tanto si torce per sbarazzarsi della schifosa sostanza di cui è ancora sporca.

Bianca, informe.

La terza mano mi accarezza la guancia sinistra.

La voce e la mano...

  • ...sono due entità diverse in conflitto tra loro (20%)
    20
  • ...sono due entità diverse che collaborano (20%)
    20
  • ...sono la stessa entità (60%)
    60

Voti totali: 10

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40 Commenti

  1. Opto per la stessa entità.
    Finalmente ritrovo la ragazza che aveva dato dei bei scalcioni alle pozzanghere.
    Inquietante questo capitolo, descritto con un certo patos e denso di tensione.
    Poi il finale è davvero inquietante con quella terza mano che accarezza il viso.
    Complimenti per questo inizio di racconto.
    Scusami per questo ritardo…

  2. Ciao! Devo dire che il secondo capitolo mi è piaciuto molto di più rispetto al primo, sia per il modo in cui è stato scritto sia per i fatti narrati.
    Il finale a sorpresa mi ha fatto esclamare:’’ Oddio!’’. Quindi direi davvero ben fatto.
    Seguo la storia.

    • E ti dirò, Achillu, che pure a me non dispiace affatto quella opzione…può dare vita a strani risvolti e azioni combinate, chissà come si potrebbe gestire! Vediamo se resti in minoranza o qualcuno si accoda, e così giustamente mi complico la vita 😀
      Grazie di aver apprezzato l’episodio e di aver commentato,
      a presto qui o da te!

  3. Ciao Asiel.
    Un capitolo a dir poco da brividi.
    Brava, hai saputo rendere molto bene e dettagliatamente, le azioni in un ambiente totalmente horror.
    Il tuo racconto mi piace moltissimo. Spero di leggerti al più presto.
    Ciao buonanotte
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      grazie mille davvero, sono felicissima che la storia funzioni! La farò continuare con un po’ meno tempo di attesa tra un episodio e l’altro però, ho avuto una valanga di impegni inaspettati a dicembre ed ho perso il filo di tutte le storie…infatti adesso torno da Crash wolf prima di rimanere troppo indietro e non riuscire a votare nulla!
      Alla prossima! 🙂

  4. Ho votato per l’opzione più scontata, senza saperlo 🙂
    Vuoi dirci chi o che cos’è questa voce? È ansia! Ovviamente perché è ben scritta 😉
    Non riesco ancora a capire che tipo di horror sia, se è un horror di fantasmi o qualcosa di più psicologico. La terza ipotesi, una storia di strane creature, è in fondo alla lista. Chissà…
    Ci vediamo al terzo episodio, sperando di poterci capire qualcosa in più!

    • Ciao Sindaco,
      allora un po’ funziona questa storia, se solleva qualche domanda! Io ho un’idea di fondo su cosa sia, ma per quanto riguarda la vera natura di tutto questo e la strada per capirlo…lo scopro anche io di volta in volta! Non parliamo poi del finale. Il terzo episodio sarà un parto meno lungo però 😀
      A presto!
      P.S. Magari potessi dare degli incipoints pure al tuo commento, lo rileggo e ridacchio (ma meno istericamente della mia protagonista!)

  5. Ciao Asiel,
    ben tornata, felice di ritrovare l’atmosfera cupa e terrorizzante. Chiusura a effetto riuscitissima, mi piace molto, è un ottimo gancio per il prossimo capitolo che spero di leggere presto.
    Ho votato per la stessa entità e ho un’idea che mi frulla nella testa sui possibili scenari futuri… vedremo se ci ho azzeccato.
    Allora ti auguro un fantastico 2019 e aspetto il terzo capitolo.
    Alla prossima!

    • Grazie mille per questo commento! Ero un po’ timorosa di far partire l’azione, tentavo di programmare gli eventi troppo in là nel tempo e temevo di perdere l’aggancio con l’atmosfera. Allora vediamo dove mi porta questa votazione e se siamo in linea con gli scenari futuri! Partorirò il terzo capitolo più velocemente di questo, o perlomeno spero…
      Un fantastico 2019 a te, e soprattutto pieno di racconti!
      Alla prossima

  6. Buonasera ansiel-chi, ti appoggio l’atmosfera. Ho votato per vedere qualcosa, e mi aspetto che la simpatica stazioncina ci faccia battere i denti E rabbrividire in questo piovoso e buio autunno. Mi sembri molto versata nel genete horror inquietante che e’ il mio preferito. A presto!

    • Ciao Atchki,
      sono stata assente per un po’ e mi era sfuggito il tuo commento! Ti ringrazio per la critica, d’altronde è un primo tentativo e non posso pretendere il premio all’originalità…Vedrò come poter proseguire grazie ai commenti, o magari cambiare genere per il prossimo racconto 😀 Come suggeriresti di renderlo meno banale?
      Sicuramente passerò a leggerti,
      a presto

  7. Ciao
    Non prediligo l’horror ma non escludo a priori la lettura di una racconto con un incipit interessante.
    “pesto schizzo e scalcio… ecc…” e “stiracchiando il più possibile i minuti di calore da accumulare” sono solo due delle frasi che mi sono piaciute. L’atmosfera è squallida e gli spazi quasi claustrofobici, creano tensione di per sé.
    vede qualcos’altro.
    PS qui sul sito c’è un’altro autore di un racconto humour con un Nickname simile al tuo. Sei sempre tu?

  8. Ciao Asiel,
    non credo di aver mai letto qualcosa di tuo, ma mi quel che visto qui mi è piaciuto quindi credo che seguirò la storia.
    Ho notato una certa somiglianza con il mio modo di punteggiare e non è un complimento, perchè io non sono granchè brava con le virgole e compagnia bella 😉
    Tuttavia, ripeto: il capitolo mi è piaciuto e trovo che tu sia riuscita a creare una certa tensione. Da amante del genere non posso che votare per la vista di qualcos’altro e spero che sia qualcosa di terrificante!
    Ci si vede al secondo, alla prossima!

  9. Salve asiel_chi.
    Visto che poi in questo primo capitolo non succede niente di terrificante, mi sarei aspettato qualche particolare in più sulla protagonista, (descrizione fisica, lavoro, anni ecc)
    Cmq, l’idea dell ‘incipit mi pare ottima, mi sono piaciuti quei calcioni sulle pozzanghere.
    Ti faccio un imbocca al lupo per il tuo racconto
    e voto per: Prova a muoversi ma scopre di essere davvero immobilizzata

    • Ciao Alex,
      grazie per aver letto e commentato! Sì in effetti non c’è nulla di eclatante e purtroppo questo è un mio gusto, mi piace forse più l’atmosfera che altro…così come per la protagonista, che vorrei lasciare completamente anonima (ma non neutra) a livello personale, potrebbe essere chiunque insomma!
      E’ anche vero però che così potrei essermi infilata su per una strada rischiosa, portare avanti delle atmosfere per dieci capitoli è dura, vediamo come va e se il tuo augurio mi porta fortuna; intanto passo a leggerti!
      A presto

  10. Si muove e la voce parla di nuovo.
    Ciao, a voler essere pignoli, bisognerebbe farti notare la virgola di troppo nella prima frase. E forse l’eccesso di periodi senza frase principale nel primo paragrafo. Ma proprio a esser pignoli: incipit ben inquietante, ci si immedesima con il personaggio e l’attesa in stazione è quella che più o meno tutti hanno vissuto chissà quante volte, eccetto quel sussurro.
    Piaciuto molto, io dico che si muove e la voce sussurra ancora.
    Ho dovuto leggere una marea di racconti horror, ultimamente, e pensavo di essere in overdose, invece il tuo mi ha appassionato comunque, e tanto. Bello!

    • Ciao befana profana!
      Grazie di aver superato il timore dell’overdose e aver letto! Ti ringrazio soprattutto per il commento, che mi sarà utile per continuare la storia: anche se scrivo, sono arrugginita con i racconti, e soprattutto non ho mai approcciato questo genere, quindi mi servono consigli per aggiustare il tiro e capire come voglio muovermi. Ragionerò sulle frasi che mi hai segnalato, l’intento era principalmente quello visivo. Intanto mi fa piacere che tu abbia apprezzato, e passo a leggere Il fratello di Alberto…a presto!

  11. Ciao Asiel.
    Ho letto il tuo incipit e l’ho trovato interessante. Decido di seguire la storia anche perché l’hai scritto bene e la situazione della protagonista mi ha suscitato angoscia. In un horror è basilare l’atmosfera e tu l’hai descritta in un modo appropriato. Unico neo che ho notato è questo:
    “Mi guardo intorno con gli occhi”. Credo suoni meglio togliendo la frase “con gli occhi”. Anche perché è naturale guardarsi intorno (con gli occhi). Questo è un mio punto di vista ovviamente 😊.
    Ciao alla prossima
    Ilaria.

    • Ciao Ilaria,
      grazie di aver letto il mio primo tentativo! Effettivamente hai ragione, quel “con gli occhi” può essere una pignoleria ridondante; inizialmente non c’era, ma poi rileggendo ho pensato “ok ho appena detto che si è bloccata ed è immobile, guardarsi intorno può implicare un movimento che non deve esserci”, e così l’ho aggiunto. Probabilmente dovrei o eliminarlo passandoci sopra, o magari renderlo esplicito aggiungendo un “solo” con gli occhi, o qualcosa del genere…ci penserò!
      Grazie per il suggerimento, che ha colto proprio un mio tentennamento, e grazie di aver apprezzato; vado a leggermi le tue storie
      Alla prossima!

  12. Ciao! Interessante inizio, tetro e cupo, angosciante. Sono curioso di sentire la voce e in quale situazione si troverà la protagonista.
    Non sembra esserci anima viva in quella stazione e la richiesta di aiuto potrebbe non giungere a meta per la donna.
    Ti seguo anche al prossimo capitolo 😉

  13. Ciao asiel
    Un Incipit molto divertente, la protagonista mi piace, ma temo già che diventerà la vittima di qualche cosa di strano.
    Hai reso un clima silenziosamente inquietante, lasciandolo inizialmente solo come sfondo alla protagonista, poi, verso la fine, l’angoscia di quell’ ambientazione tetra e cupa è diventata quasi soffocante e primeggiava in assoluto.
    Ti seguo con piacere, passa a trovarmi

    • Ciao Feather,
      grazie di avermi letto! Mi fa davvero piacere che tu abbia avuto queste sensazioni, è la prima volta che mi cimento con una cosa del genere (anche se è un’idea che mi gira in testa da un po’) e volevo proprio provare a creare gradualmente l’effetto che tu dici. Spero di riuscire a mantenerlo, e soprattutto migliorarlo, intanto passo subito a leggerti!
      A presto

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