Amore in punta di piedi

Emily

Quando mi sveglia quella mattina, non erano ancora passate le 9:30. Ancora assonnata accessi il cellulare, lo spegnevo sempre durante la notte, e andai su WhatsApp, sperando di trovare un messaggio da parte di David, un ballerino allievo di mia madre. Si, mia mamma è un’insegnante di danza. La mia insegnate privata di danza. Dire che mi abbia imposto di frequentare dei corsi di danza sarebbe esagerato, anche se in un certo senso è così. Prima di sposarsi con mio padre, mia madre era una ballerina abbastanza famosa, che ha avuto l’onore di lavorare con i più grandi maestri di ballo. Quando sono nata io, tutto è cambiato. Diciamo che io sono nata nel momento meno opportuno, quando mia madre era stata scelta per una tournée in giro per il mondo. Delle volte, quando mi parla, sento nella voce un non so che di rammarico, come se volesse dirmi :”Se tu non fossi nata, io sarei famosa. E starei ancora con tuo padre”; perché si, i miei si sono lasciati quando io avevo appena 2 anni perché mia madre si era messa in fissa di farmi ballare, come per far di me quello che lei non è potuto diventare. Sono anni che non vedo mio padre.So che adesso ha una nuova famiglia, una compagna è una figlia di 1 anno che non ho mai incontrato. Si, ci sentiamo molto per telefono, ma non è lo stesso.

L’unico messaggio che trovai fu quello di mia madre: “Ricordati di passare in palestra”. Come avrei potuto dimenticarlo. Tra pochi mesi ci sarebbe state le selezioni per entrare nell’Accademia, e io mi ero messa in testa di entrare. In verità, le selezioni erano sorte a partire dai 18 anni, ma io, pur avendo 17 anni, avevo una madre con molti agganci nel settore.

Dopo essermi stiracchiata andai in cucina a mangiare uno yogurt, lavai i denti e la faccia, indossai una canotta e dei leggins dell’Adidas e uscii di casa. 

La palestra non distanziava molto da casa mia, circa 10 minuti a piedi a passo veloce.

Indossai le cuffie, feci partire una canzone e mi incamminai. 

A metà strada, il cellulare squillò. 

Quando lessi il nome spuntato sul display rimasi immobile per almeno 2 minuti, pensando a cosa fare.

Chi telefona ad Emily?

  • La nuova compagna di suo padre (100%)
    100
  • Suo padre (0%)
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  • David (0%)
    0
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6 Commenti

  1. Ciao Rossella.
    Dirà di essere andata da un’amica ovviamente, la classica scusa che salva sempre tutte.
    Ho recuperato i 3 capitoli e mi sono davvero piaciuti, la storia scorre, la protagonista mi piace e la situazione è particolare.
    Un solo appunto che penso ti avranno già fatto in molti: attenta agli spazi dopo la punteggiatura, sembra un errore da nulla ma infastidisce il lettore.
    A presto

    • Ciao Feather, grazie per aver letto la storia. A dirla tutta anche io trovo fastidioso non mettere lo spazio dopo la punteggiatura, ma purtroppo, dovendo scrivere non oltre un certo numero di battute, molte volte mi sono trovata costretta a eliminare gli spazi per poter inserire i caratteri necessari alla stesura del capitolo. Ti ringrazio per avermelo fatto notare, cercheró di prestare più attenzione.

  2. Ciao Rossella, io continuo a seguire la tua storia perché quando gli adolescenti hanno qualcosa da raccontare vanno ascoltati, parlo per esperienza perché ho due figlie!
    Per questo motivo scelgo l’opzione relativa all’invito del ragazzo, cosa che io sconsiglierei con tutta la mia forza alle mie due ragazze ma sono curioso di vedere come gestiresti tu questa esperienza.
    Ti vorrei dare lo stesso consiglio che mi è stato dato relativamente agli errori di forma, leggi molto e ceca di rubare tutto il buono che c’è, vedrai che ti tornerà utile.
    A presto

  3. Ciao Rossella, ho letto il tuo incipit e mi ha incuriosito!
    Per la scelta dell’opzione credo di orientarmi veso la nuova compagna del padre, restare a guardare il display per due minuti giustificherebbe la sua inaspettata meraviglia…
    Per gli errori di forma chi è che non ne ha mai fatti, sulla sostanza del racconto, invece, stupiscici!
    Buon viaggio e a presto!

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