more than I look

Dove eravamo rimasti?

chi è la sagoma? andrea (100%)

una serata da ricordare e dimenticare

Oddio era lui.

Che faccio ora? Mi sono chiesta.

Lo affronto o me ne vado consapevole che ogni possibilità di instaurare qualsiasi tipo di rapporto sarebbe rimasta lì con lui, quella sera.

Non ero ancora pronta ad abbandonare il desiderio di averlo nella mia vita.

Istintivamente abbassai il finestrino.

<<Scendi>> disse in modo autoritario.

<<Perchè dovrei?>> gli tenevo testa.

<<Mi sembra evidente che abbiamo bisogno di parlare>>.

Alzai il finestrino.

Rimasi immobile qualche istante e poi scesi.

<<Beh?>>.

<<Ti sbagli. Tutto quello che hai detto prima è sbagliato. E non sai quanto>>.

<<Non capisco>>.

<<Io, ho sempre pensato che a te non importasse di me. Dieci minuti fa però mi hai dimostrato il contrario>>.

<<Si. Me lo stai rinfacciando>>. Giocavo sempre sulla difensiva.

<<Tu vuoi proprio sentirtelo dire? eh>>

Feci un’espressione interrogativa.

<<Mi fai impazzire. Mi fai impazzire quando fai la dura. Mi fai impazzire quando mi tieni testa. E mi fa impazzire l’idea di un’altro ragazzo che ti guarda, ecco perché prima me ne sono andato>>.

Lui era un ragazzo che non si esponeva mai troppo. Quelle parole dette da lui mi avevano lasciato senza respiro.

<<Io sono così. Preferisco scappare alla sofferenza. Ho bisogno di certezze, che con te non ho mai avuto>>.

In quel momento non pensavo a nulla. Sentivo il cuore essermi scappato dal petto.

<<Allora?>>

<<Non so. Ho tanti dubbi. E Martina?>>.

<<Martina mi ha dato tante sicurezze ma non mi ha preso il cuore>> disse con uno sguardo malinconico.

<< E chi ti ha preso il cuore>> dissi appoggiandomi al suo petto.

<< Me lo ha preso una bellissima ragazza piuttosto stupida, di cui sono follemente interessato da tempo ormai. Una certa Nicole. Conosci?>> disse con il suo bellissimo sorriso a cui morivo dietro.

Mi prese il volto con le sue grandi mani che odoravano di fumo.

Mi bacio a stampo dolcemente.

<<Voglio che il primo bacio vero non sia in un freddo parcheggio>>.

Non feci in tempo a rispondere che a Max squillo il cellulare.

<<Rispondi. Se chiama a quest’ora deve essere importante>>.

<<Vado ma torno subito. Tu intanto entra. Aspettami di sopra>>.

Rientrai nel caldo appartamento.

<<Dove sei stata?>> senti una voce alle spalle.

<<Alice. Ero fuori a prendere una boccata d’aria>>.

<<Ho visto che ti sei data da fare con il più bello della festa>> Mi fece l’occhiolino.

<<Chi?>> ero confusa da tutto quello che stava capitando.

<<Andrè>> e fece cenno con la testa indicandolo.

<<Ma hai bevuto?>> cercavo di sviare l’argomento.

<<Un po’>>.

<<Un po’ troppo>>.

<<Alice vieniiii. Spegni le candeline>> gli dissero in coro le sue cugine.

Rimasi sola ad osservare come la mia metà avesse raggiunto la soglia dei 20, di come stava crescendo così in fretta, ricordando i tempi della scuola materna in cui io le allacciavo le scarpe perché non era capace. E di come mi ringraziava portandomi una caramella, la nostra preferita, al limone il giorno dopo.

Finì la festa, ma dell’ombra di Max neanche la traccia.

Di conseguenza affondai il mio dispiacere in tanti shottini di tequila.

A fine serata non ricordavo neanche il mio nome.

<<Dai vieni. Ti accompagno io.>>

Sdraiata sul divano di Alice feci cenno di no.

Andrea mi prese di peso e mi porto davanti alla mia city-car.

<<Le chiavi?>>.

Gli passai le chiavi di casa, dell’auto e della moto.

<<Scegli>> dissi in tono scherzoso.

<<Dai non scherzare>>.

Prese le chiavi e uscii dal parcheggio.

<<Allora? dove abiti?>>.

<<In una casa>>.

Lui sorrise.

<<Va bene, ho capito. Chiamo Lisa>>.

Ci fermammo all’autogrill.

Io mi rannicchiai in auto.

<<Tieni, ti ho portato un caffè così ti riprendi. Hai fame?>>

<<No va bene. Può bastare così. Grazie>>.

<<Mi hanno detto che abiti da sola. Non mi sento di lasciarti sola quindi starai da me>>.

Io in quel momento non connettevo. Mi avessero rapito non avrei opposto resistenza.

Mi fece entrare nella sua stanza. Mi sistemò il letto con lenzuola preferite, mi diede altri due cuscini per stare “più comoda”.

<<Io dormo di sotto. Se ti serve qualsiasi cosa non farti problemi>> mi disse chiudendo la porta.

Caddì in un sonno profondo.

Cosa succederà al momento del risveglio?

  • torna a casa senza nessuno sviluppo con nessuno dei due ragazzi (50%)
    50
  • trova tantissime chiamate perse da parte di Max che in seguito al procedimento della serata non ne vuole sapere più (50%)
    50
  • scatta un meccanismo di interesse verso la figura protettiva di Andrea e nasce il dubbio Max o Andrea (0%)
    0

Voti totali: 2

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4 Commenti

  1. Bel racconto Sara, se posso darti un consiglio, per me la storia sta correndo troppo, poche descrizioni e molti dialoghi approfondisci di più la situazione a volte si fa fatica a capire in che situazione si trovi la protagonista, ma la storia va avanti bene ed è coinvolgente!
    Ho votato”trova tantissime chiamate perse da parte di Max che in seguito al procedimento della serata non ne vuole sapere più”
    Passa a trovarmi se vuoi

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