more than I look

la scossa

“Eii”

“Ei” dissi scocciata.

“Quindi anche tu oggi qui?”

“Già”

“Che donna di poche parole”

Quasi imbarazzata sorrisi.

“Ora che fai?”

Avrei potuto raccontargli dei mille problemi, di come quest’anno sia stato un’anno maledettamente difficile.

“Mi rilasso, anno sabatico.” gli dissi con tanto di faccia compiaciuta.

“Anche io avrei voluto prendermi un anno di stop ma avevo paura di perdere i ritmi.”

Lo squadro come per dire “Lo stai dicendo per criticare?” e rispondo “Potrebbe succedere, oppure potrei godermi un gran bell’anno prima di affrontare l’inferno universitario”non volevo apparire affranta.

Ci fu un lungo sguardo, seguito da un silenzio di tensione.

Sento alle spalle una mano che mi sfiora lentamente il collo.

“Eii ti ho vista da lontano, volevo venire a presentarmi ma temo di interrompere qualcosa”

Io lo guardai a lungo. Era bello. Occhi color ghiaccio. Capelli neri tirati indietro con tanto tanto gel.

Ricordava tanto gli attori dei vecchi anni cinquanta.

“No non interrompi nulla” disse Max.

Silenzio totale.

“Beh, non eri qui per presentarti” dissi io con un sorriso a trentotto denti.

“Andrea” “tu?”

“Nicole”

Andrea lanciò uno sguardo interrogativo a Max, come se in quel momento esistesse un codice maschile per dire “ci stai provando tu o ho strada libera?”

Max prese e si allontanò.

Andrea cominciò a parlarmi del più e del meno, di come conosce la festeggiata e di come mi aveva notato fin da subito.

Tutte le sue parole mi scivolavano addosso dal momento che pensavo solamente a come Max non abbia battuto ciglio a lasciarmi sola con questo bellissimo ragazzo.

Annuivo ad ogni sua parola, finché mi disse: “Hai lo sguardo triste anche quando sorridi”.

“No, sono solo stanca”

“E invece tu secondo me sei molto più di quello che sembri”

Quelle parole mi pervasero il petto e mi risuonarono in testa per qualche minuto.

Lui aveva capito in due minuti tutta la mia essenza. E’ possibile? mi chiesi.

Mi sentivo attratta da lui. Dai suoi enormi occhi blu che mi hanno scavato l’anima.

Ho sempre cercato qualcuno che potesse capire come mi sentivo.

E in quel momento mi sentivo molto vicina a lui, più di chiunque altro.

In pochi istanti quella sensazione è diventata realtà, labbra contro labbra.

Quel bacio mi trasmise tutto quello di cui avevo bisogno, come una scossa.

Il tutto durò pochi secondi, dopo i quali mi alzai di scatto senza dare motivazioni o spiegazioni, senza saluti.

Mi catapultai alla ricerca di Max.

Era lì, in piedi che osservava un’altra ragazza, di cui non sapevo nulla.

Feci un respiro profondo. Mi. diressi verso di lui.

Occhi contro occhi.

<<Non posso crederci. Davvero>>

Non gli diedi il tempo di rispondere.

<<Tu, nonostante lui, te ne sei andato senza dire nulla. Valgo così poco per te?>> sospirai non potevo credere che le seguenti parole mi potessero mai uscire dalla bocca. <<E pensare che da un anno a questa parte mi piaci e non penso ad altro. Ma ora basta. >>

Con una velocità che neanche credevo di possedere raggiunsi il parcheggio.

Salì in auto.

Stavo ancora respirando e riprendendomi da quanto accaduto, quando dal vetro appannato notai una sagoma.

chi è la sagoma?

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4 Commenti

  1. Bel racconto Sara, se posso darti un consiglio, per me la storia sta correndo troppo, poche descrizioni e molti dialoghi approfondisci di più la situazione a volte si fa fatica a capire in che situazione si trovi la protagonista, ma la storia va avanti bene ed è coinvolgente!
    Ho votato”trova tantissime chiamate perse da parte di Max che in seguito al procedimento della serata non ne vuole sapere più”
    Passa a trovarmi se vuoi

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