L’ALBERGO DEI DESIDERI

Dove eravamo rimasti?

ALLA CENA, LEA AVRÀ MODO DI RIVEDERE STEFAN, E CON LUI: BALLERÀ (58%)

WHAT A DIFFERENCE A DAY MAKES?

Il passerotto rimane fermo sul davanzale, muove la piccola testa, con scatti morbidi che gli illuminano gli occhi. Allungo la mano, con il palmo rivolto verso l’alto, e l’avvicino all’animale. Immagino che fuggirà e invece salta su. Sento la lieve pressione del suo peso sulla pelle e il movimento alternato delle zampe che cercano un maggiore equilibrio. Mi muovo lentamente e chiudo la finestra, mi fermo solo un istante a osservare la luce che scorre sul manto di neve cremisi.

La stanza si è raffreddata e un brivido mi scuote dal profondo, tremo per un istante e la mia mano non può che seguire l’onda concentrica che ne deriva. L’uccellino non si muove, quasi fosse finto. Ma non è finto perché quando accosto la mano alla toeletta lui si libera dal calore della mia mano e va a posarsi sul punto più alto della cornice che adorna lo specchio e rimane lì, la testolina in movimento, prima a destra poi a sinistra, con un atteggiamento che attribuisco alla curiosità. Chissà se davvero è interessato o è solo un modo per mettere a fuoco immagini e suoni a lui alieni o, magari, è che può sentire altro, qualcosa che a noi non è dato vedere o sentire.

Il freddo non vuole saperne di abbandonarmi, decido di fare un bagno caldo. Penso all’invito, alla cena, alla faccia raggiante di Greta, a lui: Stefan. Mi torna ora in mente il modo in cui si è scostato dal bancone, appena prima che la luce potesse lambirlo. Il suo sguardo nel mio, mentre Greta lo richiamava, quel gesto piccolo di toccarsi la fronte, un gesto che mi fa pensare a una galanteria estinta e che mi dà una sensazione di leggerezza allo stomaco e alla testa. Cerco di cacciare la sua immagine dalla mente, entro in bagno e apro l’acqua della vasca. Mi spoglio davanti al piccolo specchio e guardo i miei occhi al di là della coltre di vapore che inizia ad appannarlo. Dietro di me l’acqua gorgoglia, sono davvero io? Mi chiedo. Davvero sto per farmi un bagno caldo in attesa che arrivi la cena a cui, fino a pochi istanti fa, non avrei partecipato. Davvero sto ancora pensando a lui? Metto un piede nell’acqua bollente, un brivido mi ghiaccia la pelle, non so distinguere più il freddo dal caldo. 

Sono dentro la vasca, gli avambracci poggiati sui bordi candidi e madidi di condensa. Chiudo gli occhi e mi lascio scivolare giù. L’acqua ora mi arriva a filo delle labbra, poi sfiora il naso e lo sommerge, avverto i capelli fluttuare intorno al mio viso e quando apro gli occhi, così sott’acqua, vedo solo oscurità.

Tutto si è acquietato sotto il mare,

i pensieri son diventati sale

e le lacrime sassi neri e lisci.

La luce è sparita,

sotto una coperta d’alghe stropicciata.

Tutto si è acquietato sotto il mare,

ma è così buio qui

che non vedo più la vita.

–Carla… 

Non pensavo a questa poesia da anni, chi l’ha recitata? Era la tua voce o la mia, l’ho solo pensata?

Spalanco gli occhi, la luce tremula oltre il pelo dell’acqua è quella del bagno dell’albergo. 

Quando torno nella stanza un refolo ghiacciato mi sfiora i polpacci nudi, alzo gli occhi: la finestra è aperta e del passerotto non v’è traccia. 

***

La luce si è definitivamente ritirata, è ora di prepararsi per la cena. Fuori mi pare tutto sommerso dal buio, quando guardo dalla finestra, il mio fiato disegna una nuvoletta sul vetro ghiacciato. 

Mi stringo nelle spalle e scendo per la cena. In giardino, una lunga fila di lanterne accese forma un sentiero verso la quercia. Mi avvicino, il rumore della ghiaia sotto i miei piedi avvisa gli altri del mio arrivo. Si voltano a guardarmi, gli occhi illuminati dalle mille lucine che addobbano l’albero.

Stefan, lo cerco con lo sguardo. Eccolo, laggiù, accanto alla donna con lo chignon.

Il ragazzo mi saluta con un sorriso. Ha gli occhi che brillano sotto le lunghe ciglia. 

Al tavolo siedono già Greta, Remo e l’uomo coi baffi. Sorridono anche loro, e mi fanno cenno di sedermi. La donna con lo chignon si siede a capo tavola, all’altro capo c’è Stefan e le pietanze sono già disposte di fronte ad ognuno di noi.

Il tempo scorre in modo strano, si dilata e si contrae a intervalli che non appartengono al mio mondo. 

Da chissà dove arriva una sinfonia d’archi e fiati, tra i quali s’insinua un pianoforte. È un brano che non conosco, ma che mi ricorda qualcosa.

Mi ritrovo in piedi, accanto alla quercia, a guardare la tavola a cui ancora stanno seduti tutti, tutti tranne Stefan. Quando mi guardo intorno lo vedo avanzare dal fondo del sentiero illuminato. 

–Bella serata – mi dice.

–Già.

–È bello qui  lo dice con una vena di malinconia nella voce.

–Sì.

–Sì? – mi domanda e mi prende una mano.

Una sensazione di vuoto mi colpisce lo stomaco. Non dico nulla, non ci riesco. 

La musica cambia e questa volta riconosco il brano.

Stefan si porta la mia mano contro la spalla e mi cinge i fianchi. Non posso crederci, non posso essere io, io non posso ballare, non posso, non posso… vorrei piangere. Ma ora sono musica, con la guancia appoggiata alla sua. Sono luce, con le sue mani sui fianchi. Sono vita, ora, mentre balla con me.

LA SERATA CONTINUA, COME?

  • CON UNA SORPRESA (13%)
    13
  • CON UN IMPREVISTO (50%)
    50
  • CON LA FUGA DI LEA (38%)
    38
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132 Commenti

  1. Ciao Allegra, il blues di John Mayer rende bene il capitolo.
    A proposito della donna con lo chignon, l’ho vista quasi come una psicoterapeuta, lo dico solo perché con Tulip mi hai abituato ai colpi di scena, è questa tua capacità a tenermi incollato al tuo racconto quindi mi aspetto dai capitoli sempre qualcosa di inaspettato. Detto questo credo che la nuova compagna di viaggio di Lea abbia intuito la risposta.
    A presto e buon weekend

    • Ciao Alexander,
      sei l’unico che commenta anche i pezzi, te ne sono grata, perchè metto impegno anche per cercare quelli e mi fa piacere che qualcuno li ascolti 🙂
      La psicoterapeuta era già presente in Tulip Tilton… non posso metterne un’altra qua, anche se ha i capelli dello stesso colore… 🙂
      Ti ringrazio davvero tantissimo per l’attenzione che poni ai miei scritti, ti auguro un’ottima domenica e alla prossima!

  2. Buongiorno Allegra
    Leggendoti, ho la sensazione che il tuo desiderio di poesia sia stretto dentro la prosa. Forse per questo motivo quando cerchi di espandere sensazioni, sentimenti ed emozioni che, per natura, starebbero alla grande nel linguaggio sintetico della poesia, a volte ti perdi in larghi giri di parole 🙂
    Lea mantiene il riserbo e non risponde (non ora).

    • Ciao Maria,
      ho cercato di espandere le sensazioni per dare maggiore enfasi e corpo al momento del ballo, che Lea vive con molta intensità, anche in virtù del fatto che nell’episodio precedente mi hai fatto notare che gli ho dedicato solo cinque righe. 🙂
      Ci ho provato a racchiudere le mie immagini e il mio desiderio di poesia in un piccolo brano, che non mi azzardo a definire poesia, ma nessuno, a parte Jaw, pare averlo notato. 🙂
      Ciò detto, grazie mille per il commento franco e per il voto.
      Ti auguro una bella domenica e alla prossima!

  3. “Abbasso la testa ma non rispondo”: LA DONNA CON LO CHIGNON INTUISCE LA RISPOSTA!

    Ciao! Se devo essere sincero c’è un punto del capitolo che non ho capito e cioè quando lei si è trovata improvvisamente nel buio e qualcuno l’ha tirata fuori. Che è successo esattamente? Mentre nel primo pezzo le similitudini aiutavano la comprensione, qui mi hanno fatto perdere del tutto la strada…

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      otima osservazione, diciamo che la domanda potrebbe essere riproposta… la fretta è cattiva consigliera, sempre. 😉
      Per la confusione nella seconda parte, be’ un po’ è voluto, visto che è Lea a raccontare in prima persona e visto che lei si è sentita confusa, ha trasmesso un po’ del suo smarrimento anche al lettore, in questo caso: tu.
      Ti ringrazio molto per essere passato e aver letto con attenzione.
      Alla prossima!

  4. Non so, mi pare che ci starebbe bene una fuga.
    Mi era sfuggito il nuovo capitolo.
    Non ho ancora inquadrato bene l’albergo e gli ospiti, penso mi stia sfuggendo qualcosa di importante, ma le atmosfere sono molto suggestive. Molto ben resa la scena del passerotto, che tra l’altro dimostra, riallacciandoci al titolo del capitolo, che perfino un solo secondo può fare un’enorme differenza. Bella e triste la poesia. Peccato che bello e triste coincidano troppo spesso 🙂
    Insomma, un bel capitolo, ma questa non è una novità 🙂
    Ciao, brava, a presto

    • Ciao Jaw,
      sapevo che avresti notato la poesia, ti ringrazio, poni sempre molta attenzione a quel che leggi e ti sono grata per essere gentile e per le osservazioni, sempre precise anche quando si debbono solo intendere.
      Spero di riuscire a confezionare un capitolo meno triste e ti prometto che, entro la fine, spiegherò tutto… 🙂
      Alla prossima e davvero molte grazie.

  5. Salve Allegra, mah.
    Allora il precedente capitolo si chiudeva con una tentativo di suicidio, poi arriva il passerotto,
    Salva la tua protagonista (si era capito dalla opzioni visto che andava a ballare.
    Poi passerotto non andare via …. ( però è scappato) 🙂
    Pensavo alla parole di una mia amica, Editor, mi ripeteva sempre che il lettore va “rispettato” e renderlo consapevole di ciò che stai scrivendo, con la dovuta chiarezza.
    Le tue idee se vuoi che gli altri le capiscano devi renderle chiare. Il lettore non può entrare nella tua testa per tentare di capire cosa stai scrivendo. Nessuno si sforzerà di farlo. Nessuno avrà voglia di farlo.
    Detto questo ti saluto e voto un imprevisto.

    • Ciao Alex,
      il passerotto vola via per un perchè… mi è perso un buon espediente per impedire la morte di una persona, almeno in un racconto come questo. Nella vita reale, come mi è stato spiegato da un’amica psicologa, basta una piccola distrazione per far desistere una persona dall’uccidersi.
      Mi spiace non essere stata abbastanza chiara, mi capita spesso. Prometto che, quando deciderò di pubblicare qualcosa di più impegnativo, mi rivolgerò a un editor competente 😉
      Alla prossima!

  6. Buongiorno Allegra
    L’atmosfera intimista è resa bene, l’interazione con l’uccellino pure.
    Forse un po’ troppo marcati i contrasti – caldo/freddo, bollente/ghiacciato. Spesso le persone depresse hanno brividi che provengono da stimoli interni e soggettivi, mi piacerebbe vedere la protagonista rabbrividire per un’emozione forte, suscitata da un sentimento positivo riferito a qualcosa o qualcuno del presente, non dal passato. Perché no il ballo?
    Pensavo a qualcosa di più rispetto alle cinque righe che gli hai dedicato; è saputo di quasi… niente 🙂
    avanti con un imprevisto

    • Ciao Maria,
      grazie per le osservazioni, preziosissime.
      Il contrasto tra caldo e freddo, buio e luce, è voluto. Nella mia intenzione c’è il voler evidenziare il contrasto tra un’anima persa che anela la morte e una che, invece, vuole vivere. Forse l’ho rimarcato troppo, però… 🙂
      Mi spiace che ti sia tornato poco dalle cinque righe dedicate al ballo, mi era parso di poter condensare una sensazione forte, di rinascita e ritorno a un sentimento strettamente vitale, con poche parole… ho detto che avrebbe ballato, non per quanto o come lo avrebbe fatto 😉
      Spero di coinvolgerti maggiormente con il nuovo e ti auguro una bellissima giornata.
      Alla prossima!

  7. Ciao Allegra.
    Con questo capitolo, sei riuscita a colorare le scene di misticismo e romanticismo. La tenerezza del passerotto è tangibile e l’ho provata anch’io quando si è appoggiato sul palmo di Lea.
    È tutto perfetto ma ho trovato che questa frase:
    “Spalanco gli occhi, la luce tremula oltre il pelo dell’acqua è quella del bagno dell’albergo” abbia in qualche modo spezzato la magia del momento… È una mia sensazione, ovviamente, ma ho voluto comunque esternartela.
    Ho scelto serata con imprevisto.
    Buonanotte 😀
    Ilaria

  8. Anche questo capitolo è abbastanza onirico. Siamo sicuri che Lea non sia ancora in vasca da bagno? 😉 😛

    Questo capitolo dà un senso di pace, ma la storia non si ferma qui, quindi serve un imprevisto od una sorpresa… ‘spetta che tiro… imprevisto!

    Ciao 🙂

  9. Bel capitolo Allegra, mi ha rapito infondendomi una sorta di calma interiore.
    Come recita bene la Dinah, un giorno può fare la differenza e quello che sta vivendo Lea lo dimostra, a tal proposito io continuerei con la sorpresa, bella ovviamente, di cose brutte la nostra protagonista ne ha già passate tante e credo che le scopriremo presto!
    Alla prossima, dunque!
    Ciao

  10. Ciao A,
    la seconda parte mi è piaciuta più della prima. Ti confesso che il passaggio della luce e del ragazzo che la schiva non mi è molto chiaro, ho anche trovato un po’ faticose alcune frasi di quel passaggio. Ma può essere benissimo che son tonta io, non lo escludo 😄
    La donna con lo chignon e la magnolia sono molto intriganti. Vediamo se sarà la curiosità o la tenerezza per l’uccellino a ritardare i progetti suicidi.

  11. Salve Allegra, mi parlavi di un esperimento..
    Mi sembra ben riuscito e ben condito da una buona maestria.
    L’impostazione mi sembra quella di un racconto intimo, con una cadenza molto poetica, di una donna che si apparta con la sua intimità e con la natura che la circonda
    Una donna che dopo mesi, rivede l’intensità dei suoi occhi chiari. Di una donna che pare aver passato un brutto momento, che torna dall’aldilà, o che vorrebbe tornarci come pare in questo 5 capitolo.
    Una descrizione di un travaglio interiore, sofferto e drammatico…
    Che dire…
    Complimenti

    Ps.- ballerà

  12. Ballerà, perché… perché non te lo dico, ma mi piace l’opzione 😀
    Mi ha intenerito il finale, l’uccellino al freddo, una persona che rinuncia a terminare la propria vita pur di aiutare un’altra minuscola vita. È bizzarro, sproporzionato, a ben vedere non sembra logico… eppure accade tutti i giorni, quante volte dettagli microscopici ci fanno prendere enormi decisioni?
    Bello, molto intimo il capitolo, non ho ancora inquadrato bene l’hotel e gli ospiti. Questo Stefan, poi, che pare sfuggire dalla luce… uhm, boh!
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      l’uccellino che riesce a distogliere Lea dal suo proposito suicidario mi è venuto in mente perchè una volta, parlando con un’amica psicologa, è venuto fuori che, spesso, alcuni aspiranti suicidi, desistono dal loro proposito in un istante a causa delle cose più banali: il suono del telefono o del campanello, mi ha spiegato che basta un attimo di distrazione, per fortuna.
      Lea deve andare alla cena, serviva un diversivo… ma è solo un diversivo? come dici tu: boh.
      Ti aspetto per il nuovo episodio e ti auguro una buona giornata.
      Alla prossima!

  13. Ciao Allegra
    Dense atmosfere, sogni e una realtà appiattita… Un grande capitolo. Come al solito sei riuscita a catalpultarmi fra le righe del tuo romanzo. Brava❤️
    Visto che Lea non avrebbe voluto andare alla cena e, in qualche modo, ci andrà per fare contenta Greta, ho deciso di darle un aiutino per farla fuggire. Ho scelto “lascerà la cena”.
    Ciao, alla prossima
    Ilaria

  14. Ciao Allegra
    questa ragazza è intrappolata in se stessa. Combattere è difficile, il suicidio sembrerebbe la via d’uscita più facile… L’uccellino è un richiamo alla vita e alla responsabilità.
    La luce fa da protagonista in questo capitolo ma confesso che mi ha un po’ confusa. La prima luce del mattino è bianco/grigia,si espande in modo quasi uniforme e non crea grosse ombre o contrasti. Il ragazzo si scosta quando arriva ai suoi piedi, vuoi dire che era puntato il sole?
    In ogni caso, il tutto è, a volte, incoerentemente coerente e crea l’atmosfera giusta.
    Ballerà, magari il tango.

    • Ciao Maria,
      Lea si trova a vivere un’esperienza certamente insolita, fuori dagli schemi. Il sole e già sotto, ma trova l’angolo più buio del locale, per stare sola con il suo dolore… poi arriva Stefan e la luce torna a lambirla, ma lui non può beneficiarne… non ho pensato al colore della luce, ma al movimento che la governa che ha poco a che fare con la logica.
      Ti ringrazio davvero molto per avermi fatto notare, insieme ad altri, che il passaggio della luce non è chiarissimo… porto rimedio sul file, dato che qui non si può tornare indietro😉
      Alla prossima!
      p.s. per il ballo pensavo a qualcosa di meno sensuale, ma vedremo. 😊

  15. Ciao Allegra, capitolo sospeso tra la vita e la morte? Forse sbaglio… ma quel piccolo uccellino infreddolito sembra che abbia salvato la vita di Lea. Ho avuto paura per l’eventuale scelta di nascondersi sott’acqua, come recita la melanconica Beth Hart.
    Una curiosità, ma l’inserimento musicale lo salvi con la frase funzionale al racconto?
    Dopo aver evitato i sonniferi io andrei a ballare, una sorta di adrenalina aiuterebbe la lucidità nel farsi avanti, confido in una scossa emozionale.
    Continui a tenermi incollato, brava!
    A presto

    • Ciao Alexander,
      eh sì, pare proprio che l’uccellino abbia salvato la vita di Lea, e lei ha salvato la sua, in un momento in cui della vita non le importa nulla, della sua almeno.
      L’inserimento lo salvo con la frase funzionale al racconto, almeno ci provo. L’idea è quella di far partire la musica per far vivere al lettore le sensazioni che io sto immaginando.
      Il ballo è l’ideale, ma il ballo che intendo io non so quanta adrenalina possa generare, oddio, magari con il batticuore…
      Alla prossima!

    • Ciao Vivi,
      come sempre ti tingrazio per il passaggio e per il voto. È mia intenzione mescolare un po’ le carte e lasciare un po’ andare i personaggi per i fatti loro: non so cosa scriverò nel prossimo capitolo, so come andrà a finire, ma non come ci arriveranno… spero di trovarti qui anche con i nuovi capitoli per saperlo 😉
      Alla prossima!

  16. Surreale, onirico. A questo punto ci sta che Lea balli in silenzio con Stefan.
    Comincio a credere che Lea abbia una visione distorta della realtà e che l’albergo non sia un albergo ma una casa di cura. D’altra parte con la narrazione in prima persona ci restituisci le “visioni” soggettive dell’io narrante. Le incongruenze spazio/tempo sono ancora più evidenti in questo episodio. Il sole allunga velocemente i suoi raggi nella sala, ma questo potrebbe avvenire al tramonto – e non nello spazio di pochi minuti – e invece Lea ci conferma che è mattina. Tutto ciò ha senso solo se… (ho già spoleirato troppo?)

    • Ciao Napo,
      tutto in questo racconto ha un che di strano. La casa di cura l’ho già usata per Tulip… qui si tratta di altro, ma non mi fare raccontare, altrimenti spoilero io…
      Direi che, per il genere del racconto e per come stanno andando le cose, Lea e Stefan dovrebbero diventare più intimi, e il ballo potrebbe aiutare parecchio. 🙂
      Ti ringrazio, Napo, per l’attenzione che poni a ogni capitolo e ti auguro una buona giornata.
      Alla prossima!

  17. Ciao Allegra.

    C’è un refuso “di disagio”.

    Poi: “Un orologio a pendolo che noto solo ora rintocca da qualche parte, non riesco a vedere da dove.” Come fa a sapere che è un orologio a pendolo se non lo riesce a vedere? Niente di che, io avrei scritto “sento” al posto di “noto” perché io personalmente associo “notare” alla vista, magari mi sbaglio.

    Direi che l’episodio gira bene, ricco di particolari che ho notato rileggendolo.

    Grazie e alla prossima.

    (parlare)

    • Ciao Asiel,
      grazie per essere passata, la mia punteggiatura ti ha incuriosito…
      Dal tuo commento non riesco a capire se la mia protagonista è troppo descrittiva oppure se le sue descrizioni ti risultano gradevoli 🙂
      Mi fa piacere che tu abbia voglia di leggere le storie concluse, sono tante però, se si conta anche l’altro nick 😉
      Alla prossima!

  18. Caspita che capitolo, poesie vaganti che lasciano il segno, mi sento piccolo piccolo difronte alla tua scrittura, brava!
    Ancora una volta mi hai rapito con la colonna sonora, molto intimo il pezzo e suggestive le immagini, ormai non ne posso fare a meno!
    Vediamo come descrivi la luce che raggiunge il bancone…
    A prestissimo!

    • Ciao Alexander,
      addirittura piccolo piccolo, ma figurati, sei bravissimo! Io ho solo il vizio di raccontare e raccontare e di farlo con tanti aggettivi da soffocare le pagine. A qualcuno piace, altri toglierebbero la corrente al Mac per impedirmi di continuare; tuttavia ti ringrazio per questo bellissimo complimento. Provo a fare del mio meglio e con questo nick lascio che il mio ego volteggi sulla pagina, aggettivi come frecce all’arco, pronto a piazzarne quenti più gli piace con buona pace di Keziarica che, dall’altra parte, tenta di non farsi scappare niente… una vitaccia! 😉
      Grazie davvero, sei gentilissimo!
      Alla prossima!

  19. Una giornata nei dintorni.
    La parte iniziale, diciamo fino a due terzi, dà l’impressione di tempo dilatato, rallentato dall’ipersensibilità della ragazza. Ti segnalo “riflesso incondizionato”: è molto diffuso, ma è un errore, perché la reazione di cui scrivi in letteratura scientifica viene definito “riflesso condizionato”.
    Il capitolo è piacevole e molto curato, come al solito, però ho avuto due inciampi: il biglietto annuncia una cena all’aperto, e quando la protagonista scende a mangiare mi aspetto che ceni, invece scopro che sta facendo colazione. Bella scoperta, mi dirai, è mattina. Non hai tutti i torti, ma mi ha un po’ disorientato 🙂
    La seconda cosa è l’incontro con il ragazzo: la scena mi è parsa molto simile all’incontro con Greta, anche come atteggiamenti reciproci: se non c’è un motivo particolare perché Lea incontri le persone in questo modo, forse sarebbe meglio variare un po’ le scene.
    Opinioni, naturalmente,

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      grazie per la puntualità con cui leggi e commenti i miei scritti.
      Ho riletto con cura prima di pubblicare ma non ho pensato al fatto che l’invito per la cena potesse far saltare a piè pari l’intera giornata, anzi, ho pensato di dover raccontare la colazione proprio per tener fede alla successione cronologica del racconto e non lasciar sfumare una giornata intera.
      Gli incontri, così come la dispisizione degli altri personaggi, ha un suo perchè e spero di renderlo al meglio con l’evolversi della storia.
      Ancora grazie infinite e alla prossima!

    • Ciao Maria,
      sì, diciamo che Lea non è proprio nella condizione mentale adatta a ricevere incursioni da estranei. La domanda in risposta all’invadenza dell’altro è qualcosa di inaspettato, però, e se gli ha risposto a dovere non lo ha fatto con intenzione, razionalmente, lei, si sarebbe espressa in modo decisamente diverso; di sicuro non proponendo la stessa domanda rivoltale dalla donna la sera prima, domanda a cui lei stessa ha reagito con meraviglia e per la quale ha concluso che la donna con lo cignon debba avere qualche rotella fuori posto. 😉
      Grazie ancora e alla prossima!

  20. Volevo votare che gli chiedeva il desiderio ma alla fine ho votato IL RAGAZZO SI ALLONTANA QUANDO LA LUCE RAGGIUNGE IL BANCONE. Perché? Beh, in realtà per lo stesso identico motivo detto da Napo qua sotto 😛

    Sempre evocative le descrizioni. Avanti così!

    Ciao 🙂

  21. Stando alla sinossi dovremmo votare per chiedere al ragazzo quale desiderio ha espresso, visto che dici che Lea imparerà a conoscere le aspirazioni altrui, invece io voto per il ragazzo che si allontana all’arrivo della luce perché dà un tocco di paranormale che so che a te piace e piace tanto anche a me (e mi stai facendo venire di nuovo voglia di scrivere un racconto sul paranormale, ma resisterò alla tentazione). Mi faresti contento se ci fosse una svolta verso il paranormale, perché per ora questo pathos che c’è negli ultimi due episodi mi pare ingiustificato, a meno che…
    Ci siamo intesi.

    • Ciao Napo,
      il fatto che il mio racconto ti faccia venire voglia si scrivere mi fa venire voglia di chiederti: perchè no? Perchè resistere? Sarei felicissima di leggere un tuo nuovo racconto con risvolti paranormali. Dai!
      Di pathos nei miei racconti ce n’è sempre troppo, mi piace creare atmosfere, perdere tempo a vagheggiare sugli stati d’animo, su quello che io vedo nei sentimenti dei miei personaggi, e spero di riuscire a trasmetterne una parte attraverso le parole. Sai che non è solo quel che sembra, non lo è mai.
      Detto questo, credo proprio che il ragazzo si allontanerà.
      Spero che i prossimi capitoli ti stuzzichino ancora un po’ e ti spingano alla scrittura 🙂
      Grazie Napo e alla prossima!

  22. Opsss ti ho portato in parità…
    Ciao Allegra.
    Ma sai… mi piacciono le atmosfere surreali non potevo che scegliere l’allontanamento del ragazzo con l’arrivo della luce. È un quadretto che mi piace particolarmente.
    Ma questa evocazione? “come l’urlo di una madre, appena dopo il parto. È nato un nuovo giorno e io non sono degna di parteciparvi”…. No vabbè…hai superato te stessa.
    Ciao!
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      sei troppo buona con me. La cosa strana è che a suscitare maggiore interesse sono le frasi che vengono fuori senza troppa fatica, quasi da sole; quelle per cui mi perdo, corrreggo, riscrivo, non suscitano granchè interesse… vai a capire perchè. 😉
      L’immagine del ragazzo che si allontana con la luce pare avere la meglio, per ora… vedremo.
      grazie e alla prossima!

  23. Riceverà un invito.
    “… nella notte che risplende di lavanda e lucciole”. Bella immagine, vado matto per le sinestesie 😀
    Eh, c’è molta Allegra, in questo capitolo, e non solo: il sogno, i colori, la potenza delle immagini e la nostalgia. Tutti ingredienti che fanno parte integrante della tua poetica e che in questo capitolo mescoli con sapienza regalandoci emozioni.
    Brava, Allegra.
    Ero così convinto di conoscere il significato della parola “strinato” che stavo per correggerti, poi l’h o cercato e ho scoperto che stavo sbagliando io 😀

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      hai fatto bene a cercare la parola “strinato”, se avessi scoperto che non esiste, avresti fatto bene a correggermi; a volte uso termini di uso comune nella mia vita e negli ambienti che frequento, senza pensare che in altre parti d’Italia potrebbe non essere così e che, magari, sono parole che neanche esistono.
      Mi piace che il mio stile, anche se un po’ tende alla melanconia, risulti riconoscibile; mi piace che ti piacciano le sinestesie, perchè piacciono tanto anche a me 🙂
      Alla prossima, Jaw e grazie!

  24. Buonasera Allegra. meglio tardi che mai, sono qui. Una doccia scozzese, prima calda e poi gelata, dove Il passaggio tra i due “stati”è un precipitare nell’angoscia via via che il ricordo della realtà si palesa alla coscienza della protagonista. Crudele e ben descritto. Ho votato per “l’oggetto”, una scelta che ha ispirato molti, a quanto vedo.Non voglio leggermi l’inizio di proposito, per godermi l’aspettativa di qualcosa di imprevedibile. A presto.

    • Ciao Cactus,
      grazie e benarrivata! Hai ragione, meglio tardi che mai, felicissima di averti qui.
      Ho sempre paura di esagerare con la fantasia, in questo racconto, però, ho deciso di andare un po’ a briglia sciolta e di vedere che cosa viene fuori.
      L’inizio non dice molto, qualcuno me lo ha fatto notare, ma se preferisci così per me va bene.
      Grazie ancora e alla prossima!

  25. Buongiorno Allegra
    Molto bella l’atmosfera onirica che hai descritto.
    Dico atmosfera onirica, e non sogno perché quello che hai descritto sembra più un sogno da sveglia, prodotto da uno stato di semincoscienza e/o rilassamento mentale. Infatti, molto difficilmente i sogni che facciamo da addormentati si ricordano in maniera così netta, strutturata e particolareggiata.
    Non so bene cosa votare. A caso, riceverà un invito.

    • Ciao Maria,
      bentornata!
      Be’ il sogno, se fatto in determinate circostanze, può essere anche ricordato nei dettagli, tuttavia il racconto è al presente, quindi Lea descrive ciò che vede e che sente nel momento in cui questo accade. Per questo motivo potrebbe anche starci un sogno vero e proprio, ma ognuno è libero di interpretare a suo modo, è il bello della scrittura e della lettura, ovviamente. Un’esperienza vissuta in fase di rilassamento profondo può produrre, con la giusta concentrazione, un risultato simile al sogno, li chiamano anche sogni lucidi, altri parlano di OBE, ma non è questo il caso.
      Grazie ancora per il passaggio e per il commento, sono felice di ritrovarti e spero di non perderti per strada. 😉
      Alla prossima!

  26. Ciao Allegra, capitolo illuminante!
    Sappi che io avrei avuto difficoltà nel descrivere un sogno come il tuo, brava!
    Comunque il bello di questo sito è la possibilità di imparare confrontandosi costantemente…
    A prescindere dal genere, poi, io da te mi aspetto di tutto, e questo mi piace, quindi un invito presuppone un interlocutore, conosciamolo!
    Aspetto la prossima colonna sonora, quella proposta in questo capitolo calzava perfettamente!
    Ci vediamo in Albergo, a presto!

    • Ciao Alexander,
      grazie, anche per aver notato e ascoltato la canzone, pareva molto calzante anche a me 🙂
      Fai bene ad aspettarti di tutto, sai che ho la tendenza a volare un po’ troppo con la fantasia e Allegra mi dà questa possibilità. Mi fa piacere leggere il tuo complimento e ancor più più piacere mi fa leggere a proposito del confronto, trovo anch’io che questo sito ne dia un’ottima opportunità. Leggere gli altri aiuta a leggere meglio anche se stessi, specialemente quando si ricevono segnalazioni, consigli e critiche costruttive che altro non fanno se non migliorarci.
      Cercherò di trovare un nuovo pezzo da inserire nel prossimo capitolo, alla prossima!

  27. Un invito.
    Credo di indovinare quali siano i progetti di Lea: vediamo come e se la locanda le farà cambiare idea.
    “Si stridono” credo sia sbagliato: stridere è intransitivo, la forma riflessiva non esiste. Gli pneumatici stridono.
    Ti faccio 2 suggerimenti, ma ne fai quel che vuoi:
    ” le mie nocche bianche, strette sul volante e poi il nero, in dissolvenza(, annuncia la fine del nastro e della sua vita).” Il passaggio tra parentesi lo eliminerei.
    “un’esplosione cremisi di petali minuscoli deflagra e si posa (scendendo) lentamente sul manto (candido) di neve.” Anche qui, toglierei le parole tra parentesi.
    In entrambi i casi, non tanto per romperti ancora le scatole coll’eccesso di immagini, aggettivi, eccetera: sei tu che scrivi, lo fai come ti piace. Più che altro, è che siccome le immagini sono forti e importanti, secondo me sarebbero ancora più d’effetto senza i rallentamenti di spiegazioni che non servono, capiamo da soli che dopo lo schianto finisce tutto, che i petali scendono per posarsi e che la neve è candida. Così si legge il susseguire dei dettagli dello schianto e poi tutto si spegne nel nero in dissolvenza. Vediamo i petali esplodere rossi e poi posarsi giù. Non so, mi sembrava più efficace ai fini del messaggio.
    Che rompiscatole: arrivo al 3 capitolo e rompo!
    Ma rosa vuol dire che le fai trovare l’amore o solo che è una storia di emozioni?
    Mi piace, anche se a me l’odore della lavanda non ha mai entusiasmato (e vivo in Provenza da quasi 2 decenni!)
    Ciao

    • Ciao B,
      accidenti accidentaccio, “si stridono” è bagliato sì! Ho tagliato e modificato molto in questo capitolo e la frase iniziale era “si strinano” ma lo avevo già scritto… così ho corretto senza eliminare la parte in eccesso. Grazie per la segnalazione.
      Hai ragione anche sui tagli che suggerisci, in effetti, se rileggo, pare più scorrevole anche a me.
      Per questo la lettura da parte di altri è impagabile, quando si rilegge un proprio lavoro si tende a non accorgersi del “troppo” o del “troppo poco” anche, grazie B, per il commento onoesto e le segnalazioni. A me l’odore di lavanda rilassa molto, forse perchè mi ricorda giornate speciali di quando ero bambina, mi spiace che a te non faccia lo stesso effetto (forse vivere a contatto con campi di questa pianta non ha giovato). Rosa vuol dire che spero di creare una bella storia d’amore e di sentimenti, vediamo se ci riesco 😉
      Grazie ancora B e alla prossima!

  28. Ciao Allegra,
    con questa atmosfera magica e sognante dovevo assolutamente scegliere il Sogno, staremo a vedere come si intreccera’ con la realtà.
    Come sempre le descrizioni sono vivide ed avvolgenti.
    Buona scrittura.

  29. Io scelgo una poesia, perché ne ho apprezzato qualcuna di tua 😉
    Ah, la neve, ha qualcosa di davvero magico, perché basta evocarla che tutto diventa più bello, leggero, sognante.
    Insomma, il capitolo mi è piaciuto 😀
    Credo che ti sia dimenticata un trattino davanti a “Parla dell’albero”
    Poi questa frase “Siamo sole, io, lei e il fuoco”, mi suona male, perché accostare il fuoco alle due donne equivale a “impersonificarlo”, ma così facendo non sono più sole 😀
    Insomma, mi suona meglio “Siamo solo io, lei e il fuoco”:
    Dettagli 🙂
    Ciao, a presto!

    • Ciao Jaw,
      come al solito hai ragione, il fuoco viene considerato elemento di compagnia, quindi determina che le due non sono sole, ma in sua compagnia. E manca pure il trattino… accidenti, la distrazione.
      Grazie infinite per i consigli, Intanto correggo il file :-), non è che poi mi mandi la parcella per la correzione di bozze? 😉
      Grazie anche per i complimenti che sono sempre graditi.
      Alla prossima!

  30. Ciao Allegra, stai preparando l’humus perfetto per dei nuovi germogli, seguirò la loro crescita incuriosito dai colori e dai profumi finali.
    Mi hai coinvolto con la scena del desiderio avvolto dalle cortecce, appena vedrò una magnolia seguirò l’esempio!
    A me piacciono i personaggi, quindi propongo un nuovo incontro.
    Buona notte e a presto!

    • Ciao Alexander,
      vai a dare un’occhiata alla risposta che ho dato a Louise, ci troverai il link per vedere la magnolia che mi ha ispirato il racconto. Non mi pare di aver visto pieghe, ma tu, se mai la incontrassi, prova ad accarezzarla e goditi la sensazione positiva che trasmette.
      Puoi proverci nanche con altre, magari funziona.
      Grazie infinite per i complimenti. 🙂
      Alla prossima!

    • Ciao Feather,
      be’ non so se in un rosa, per quanto atipico, possa starci bene un sogno di malaugurio, magari sì, se a sceneggiarlo fosse Tim Burton 😉
      Non lo so se sarà un sogno, o qualcos’altro, ma mi auguro di continuare a scrivere qualcosa che possa risultare interessante.
      Grazie mille per i complimenti, sei gentilissima.
      Alla prossima!

    • Ciao Napo,
      felicissima che ti sia piaciuto. Ho disattivato l’app che uso per scrivere il racconto, Omnwriter, che ti permette di scrivere ascoltando musiche, cambiando il tap della tastiera e di farlo su sfondi differenti.
      Molto suggestio, ma può portare un po’ troppo sulla via del flusso di pensieri, che poco si accorda con un racconto da proporre ad altri.
      Vedremo se sarà il sogno a spuntarla, per sapere di quale sogno potrebbe trattarsi dovrai aspettare il nuovo capitolo, sempre che l’opzione risulti la più votata.
      Alla prossima!
      p.s. sono anche felice che tu abbia letto il secondo, senza aspettare che arrivassi a tre 🙂

    • Ciao Red,
      grazie, un bellissimo commento e mi fa particolarmente piacere perchè, di solito, tu non ti sbilanci troppo con i complimenti.
      Io avevo pensato a un elefante o a un rinoceronte, per via del colore e della consistenza che può avere la loro pelle, ma il leone della savana è il re, quindi, ci sta benissimo.
      Grazie ancora e alla prossima!

  31. Ciao Allegra
    Al di là del genere scelto, al di là delle descrizioni dettagliate o meno o della “generosità” nell’uso degli aggettivi – una cosa è certa: la storia ha il “segno” di Allegra ed è giusto raccontarla al modo tuo.
    L’atmosfera è tridimensionale: ci sono profumi, colori, c’è l’io della protagonista, il non io fatto di altri, e il “mio” fatto del mondo soggettivo di ciascuno.
    Il paragone nella frase: “È liscia e rugosa insieme, pare la pelle spessa di un animale della Savana.”, non l’ho capito. A quale animale hai pensato?
    un nuovo incontro.

  32. Una nuova personaggia.

    Ciao Allegra.
    Giuro, il tuo incipit mi ha terrorizzato. Altro che viaggio di piacere, mi sembra di essere arrivato all’Overlook hotel! Queste persone che appaiono dal nulla e scompaiono sono inquietanti. E siamo pure in inverno. La narrazione in prima persona presente aumenta questo senso di inquietudine.

    Evidentemente non siamo in Italia, visto che il documento non è obbligatorio.

    Meno male che è un racconto rosa.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu,
      il tuo commento mi ha fatto sorridere, tutto immaginavo tranne l’Overlook Hotel… ci avessi pensato prima le avrei fatto dare la camera 237 😉
      Effettivamente può non ricordare l’albergo di un racconto rosa, lo so, ma il tutto ha un suo perchè, almeno nella mia testa. Spero di non combinare guai. Se lo avessi cominciato prima, avrei potuto mettere su un bel finale horror per Halloween, spaventando tutti come quei video stupidi che girano on line, ma ormai è tardi, come dice qualcuno.
      Grazie per essere anche qui e per il commento, spero che ti andrà di seguirmi, giusto per vedere che succede in questo strano albergo.
      Alla prossima!

  33. Ciao Allegra
    Spero che di “rosa” in questo tuo nuovo racconto non ce ne sia eccessivamente…. come ben sai è un genere che non amo seguire, ma per te questo e altro 😉
    Sono sicura che mi sorprenderai.
    Scelgo la donna con lo chignon.
    Anch’io ho notato dei piccoli refusi qua e là ma sicuramente te ne sarai già accorta!
    Il tuo punto di forza, lo ripeto, sono le evocazioni sugli ambienti che continuo a vedere e a sentire attraverso le tue descrizioni.
    Alla prossima.
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      bentornata! Sì, me ne sono accorta eccome. Sono felice che le mie descrizioni ti siano piaciute, e posso dirti in tutta tranquillità, che il rosa non sarà troppo invadente. Non perchè non mi piaccia il genere, se è ben scritto, ogni genere mi piace, ma perchè per il mio modo di scrivere risulterebbe finto.
      Grazie ancora per il passaggio.
      Alla prossima!

  34. Visto che non ti decidi a scrivere altri episodi, intanto ho letto il primo.
    C’è un eccesso di dettagli. Vorrei che fosse chiaro che non lo evidenzio solo per un mio gusto personale, ma se un qualunque editor leggesse questo tuo capitolo, eliminerebbe almeno il 50% dei dettagli. Ci sono troppi aggettivi. Un buon esercizio è editare il testo eliminando tutti gli aggettivi e gli avverbi non strettamente necessari. Per esempio, cosa pensi che aggiunga alla storia il fatto che il vassoio sia piccolo e tondo? Stai solo costringendo il lettore a vedere quello che vedi tu. Riflettici.

    • Ciao Napo,
      sono sicura che un buon editor eliminerebbe molto altro, fortunatamente questa è una piattaforma per scrittori dilettanti e non la redazione di una grande casa editrice. 🙂 Tuttavia aprrezzo ila tua osservazione e il tuo consiglio, lo so perfettamente che i dettagli sono molti, ma ho creato la scena così come la vedevo nella mia testa e sì, volevo che il ettore lo vedesse tondo il vassoio, perchè io l’ho immaginato così. Un conto è l’info dump, un conto è esagerare con gli aggettivi.
      Non è che non mi decido a scrivere il secondo capitlo è che i miei tempi di pubblicazione sono più o meno sempre gli stessi, uno a settimana; così come gli impegni giornalieri mi consentono.
      Stai comunque certo che sarà mia cura rivolgerni a un editor capace, nel caso decidessi di pubblicare qualcosa che vada oltre il mero piacere di raccontare una storia.
      Non taglierò dettagli nel prossimo capitolo, non volermene, questa storia la volgio scrivere così. I dettagli, le descrizioni e le metafore, li ho già tagliati nell’altro racconto. Lasciami la possibilità di raccontare a mio modo questa nuova storia 😉
      Grazie per essere passato a leggere, per il consiglio (che apprezzo, non mi fraintendere) e per essere stato diretto e franco, come sempre.
      Alla prossima!

  35. Ciao Allegra,
    ci sono delle piccole imprecisioni qua è la, soprattutto nella punteggiatura dei dialoghi, invece di “seduto a un divanetto” sarebbe meglio usare “seduto su un divanetto” suona meglio 🙂 a parte queste cosette, mi piace l’atmosfera che hai creato, è descritta con molta attenzione ed ha una grande qualità: mi fa pensare a qualcosa di “arioso” 🙂 voto per la donna con chignon, a presto!

    • Ciao Violatis,
      grazie per i complimenti, li apprezzo molto e apprezzo anche molto la tua osservazione sulla punteggiatura. A più ripreso ho dichiarato che io e questi simpatici segnetti interpuntivi non abbiamo mai avuto un gran feeling, Da tempo combatto una battaglia che pare non avere soluzione di continuità, con le virgole. Ti va di segnalarmi gli errori? Molti altri lettori lo hanno fatto e mi hanno aiutato a migliorare, te ne sarei davvero grata.
      Effettivamnte l’uomo dovrebbe stare seduto SUL divanetto e non Al divanetto… Grazie per avermelo fatto notare.
      Alla prossima!

      • Ri-ciao Allegra,
        ti scrivo un paio di cose in breve:
        1.Quando scrivi i dialoghi, la punteggiatura (trattino, virgolette che siano) va messa all’inizio e alla fine della battuta del personaggio:
        es.-Buongiorno! dovrebbe essere -Buongiorno!-
        2.Per quanto riguarda l’uso di virgole, punti e virgola e punti, mi verrebbe da dirti di provare a leggere il periodo ad alta voce replicando le pause che fa la tua voce naturalmente per dare senso al testo.
        VIRGOLE–>è meglio non staccare delle parti della proposizione che sono collegate tra di loro in maniera “più diretta” (per es. soggetto/predicato, predicato/complemento oggetto e nome/aggettivo) a meno che non ci sia un inciso, ma anche qui vai molto a senso:
        es1. è seduto a un divanetto dalla spalliera curva, con l’imbottitura punteggiata da borchie d’ottone
        -perché separare con la virgola la spalliera curva dalla sua descrizione? Sarebbe risultato più scorrevole scriverlo tutto di fila (la cosa si ripete nella descrizione della signora alta e magra con lo chignon);
        es2.Varcando la minuscola soglia, Immagino il colore intenso della lavanda, d’estate, il suo profumo nell’aria, unito a quello del finocchio selvatico.
        -io avrei scritto:
        Varcando la minuscola soglia immagino il colore intenso della lavanda d’estate, il suo profumo nell’aria unito a quello del finocchio selvatico.
        Il punto e virgola ed il punto sono meno problematici in genere. La punteggiatura, dal mio punto vista, può essere usata anche in maniera più soggettiva, decidi te cosa mettere in evidenza e cosa far passare in secondo piano, è uno strumento di comunicazione 🙂
        Spero di averti dato qualche spunto interessante, a presto 😀

  36. La donna con lo chignon.
    Ciao, Allegra, bentornata! Dal mio punto di vista, uno dei punti di forza dei tuoi incipit “Rosa” è che si discostano parecchio dall’idea che io ho di “Rosa” ed è uno dei motivi per cui mi piacciono. Mi piacciono le descrizioni dei paesaggi e degli ambienti, ci percepisco sempre un’atmosfera malinconica, o meglio, nostalgica.
    A questo proposito, mi intriga la ridondanza di “lavanda e finocchio selvatico”, all’inizio e alla fine del capitolo. Pensavo a un errore, ma poi, rileggendo, ho capito che la prima volta gli odori sono solo immaginati. Interessante, questa tizia immagina degli odori e poi se li ritrova in camera… uuhm, che sia un albergo particolare? 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      ben ritrovato! Eh, non ti scapa nulla … 😉 L’albergo qualcosa di particolare ce l’ha di sicuro e anche Lea 🙂
      I miei racconti, lo sai, non sono mai quello che sembrano. Non è un racconto rosa nel senso stretto del termine, anche se un risvolto romantico, ovviamente, lo avrà.
      Grazie ancora per essere anche qui e alla prossima!

  37. Ciao Allegra, il tuo incipit mi ha catturato! Mi ha incuriosito, però, la collocazione del tuo racconto nel genere rosa, ma tanto mi stupirai in seguito.
    E’ bello spaziare tra storie e generi diversi come fai tu con la tua alter ego, mi hai stimolato, lo sai?
    Forse è un bene che Lea non abbia tanti desideri da realizzare, l’albergo gliene regalerà tanti, attraverso le diverse conoscenze, come la donna con lo chignon…
    A presto e buona permanenza da tutto lo staff dell’albergo!

    • Ciao Alexander,
      in realtà il genere Rosa è una scelta forzata per quel che voglio raccontare, non avrei saputo in quale altra categoria piazzare il racconto. Come ho scritto a Livid, non sarà un Rosa nel senso stretto del termine, non rispetterò i canoni e soprattutto mi lascerò andare a descrizioni interminabili ricche di aggettivi… vabbè magari mi do una regolata 😉
      Mi piacciono i generi diversi. L’horror è il mio preferito, il giallo mi piace molto ma ho sempre paura di non riuscire a renderlo come si deve. Mi piacerebbe anche la Fantascienza, ma non ho molta dimestichezza con numeri e alta tecnologia, anche se un paio di idee ce le ho…
      Grazie per il benvenuto all’Albergo, non è che ti ritrovo nella sala comune a bere Cognac? 🙂
      Alla prossima!
      p.s. se ti viene in mente di scrivere un’altra storia con altro nick, fammelo sapere!

  38. Donna col Chignon.

    In genere non mi piace il Rosa, però sei riuscita ad attirare la mia attenzione. Sarà la descrizione del luogo (ben fatta), il fatto che ci sia un desiderio da esprimere, la receptionist che sembra che sappia più di quello che mostra o… non lo so.

    Per ora ti seguo e vediamo che succede 🙂

    Ciao 🙂

  39. Ciao Allegra,
    Incipit curioso, ho notato la tua voglia di creare suspance sin da subito, di lasciare i lettori nel totale caos di mille possibilità, ofuscadoli con questa fase super descrittiva, per altro molto ben scritta.
    Ti seguo

    • Ciao Feather,
      grazie per esserci.
      Nei miei racconti gli ambienti particolari la fanno da padrone, solitamente quel che si vede non è quello che è; la suspance, che spero vivamente di riuscire a creare, è uno degli elementi del mio modo si scrivere. Non sempre è bene accetto, soprattutto in generi come il Rosa, però mi auguro di non fare casini e di confezionare un racconto quantomeno interessante.
      Alla prossima!

  40. Ciao Allegra
    Incipit interessante. Non amo molto tanti particolari in un colpo solo ma capisco, correggimi se sbaglio, che hai voluto descrivere dettagliatamente la locanda e i suoi ospiti, per creare la giusta atmosfera per “il dopo”. La ragazza della reception è stata un tantino invadente e la protagonista ha reagito come se la domanda fosse una pallonata in faccia. È chiaro che il desiderio c’è 🙂
    Donna con chignon

  41. Ciao Allegra! È un piacere leggere un altro tuo incipit, il vedere il genere rosa mi ha particolarmente incuriosita. L’albero dei desideri mi è sembrato un ottimo punto da introdurre, anche se non so se effettivamente sarà un elemento “passeggero” o meno, in ogni caso i miei complimenti per averlo introdotto. Ti auguro buon viaggio con questa nuova storia. 🙂

    • Ciao LividSoul,
      felice di trovarti anche qui! L’albero dei Desideri doveva essere il titolo, poi ho cambiato con albergo, perchè ha più senso per quel che voglio raccontare. I miei racconti, di qualsiasi genere si tratti, sono sempre un po’ particolari, quindi non aspettarti un “rosa” canonico 🙂
      vedi IL VIAGGIO DI ELLA HENDERS.
      Ringrazio io te per essere passata e alla prossima!

  42. Salve Allegra, ammetto che il rosa non è il genere che amo leggere e che mi appassiona, ma oramai ho letto il tuo incipit.
    Devo esser sincero, la sensazione che ho avuto è quella che: in questa prima parte manca/mancasse la caratterizzazione di un/una protagonista. E’ come se si entrasse in una abitazione con la porta già sfondata.
    Poi probabilmente sarà anche per via di questa narrazione al presente che sa di sceneggiatura (che a me) da un pò fastidio.
    Va be opto per l’uomo baffuto
    ciao

    • Ciao Alex,
      apprezzo la franchezza e ti ringrazio per essere passto e aver letto l’incipit. Con il sorriso sulle labbra ti dico che non devi sentirti obbligato a leggere il racconto, ci mancherebbe. L’uso della prima persona è un esperimento, non l’ho mai provato in altri racconti, e il tempo presente ha un suo perchè; a mia discolpa, semmai ce ne fosse bisogno, posso solo dire che non viene usato solo nelle sceneggiature, sto appunto leggendo un libro che utilizza entrambi.
      Davvero, non sentirti in dovere di proseguire la lettura. Ho seguito racconti che non mi sono piaciuti, solo per non fare un torto, ma questo non mi ha permesso di muovere critiche costruttive e di apportare un contributo valido all’autore.
      Grazie comunque per il passaggio.
      Alla prossima!

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