L’ALBERGO DEI DESIDERI

LAVANDA

La prima cosa che incontro è il basso cancelletto, appena accostato, oltre cui si snodano le dolci curve di un vialetto di ghiaia, ai lati posso distinguere un bassorilievo di aiuole coperte di neve. Varcando la minuscola soglia, Immagino il colore intenso della lavanda, d’estate, il suo profumo nell’aria, unito a quello del finocchio selvatico. Vedo il tronco asciutto di una quercia e mi soffermo ad accarezzare con lo sguardo i suoi rami spogli, tesi al cielo bianco e silenzioso. M torna in mente la Quercia di Tolstoj, in Guerra e Pace e, per la prima volta, dopo mesi mi concedo un sorriso fuggevole. Quella quercia, con i suoi rami ritorti e il corpo bitorzoluto e grigio, rinascerà; da quegli stessi rami nasceranno germogli brillanti e la sua chioma di smeraldo si muoverà al vento di maggio profumando l’aria, di primavera.

L’albergo, che ho scelto per il mio proposito, si erge su tre piani, ne scorgo il tetto spiovente oltre un paio di alti abeti argentati. Cammino ancora e incontro la facciata dipinta di un tenue color menta, ricorda il verde dei confetti. È una campanella sulla porta ad annunciare il mio ingresso nella hall. Un uomo dai baffi scuri si volge appena e guarda nella mia direzione, è seduto a un divanetto dalla spalliera curva, con l’imbottitura punteggiata da borchie d’ottone; perde subito interesse e riporta la sua attenzione al libro che tiene tra le mani.

–Buongiorno!

la voce giunge trillando come la campanella di poco prima.

–Buongiorno – rispondo alla giovane donna che mi si para dinnanzi.

–Benvenuta alla Locanda dei Desideri, si troverà bene qui.

M’impegno per riuscire a restituirle un sorriso di circostanza, ma mi viene fuori un ghigno stirato a cui fortunatamente, la ragazza, pare non porre molta attenzione.

–Le abbiamo assegnato la stanza Lavender spero che la troverà di suo gradimento.

–Andrà benissimo.

–Se così non fosse, non ha che da dirlo e provvederò ad assegnargliene una diversa.

–Non ce ne sarà bisogno.

–Allora tutto bene, mi dia il bagaglio, Remo sarà felice di portarglielo su.

Affido la piccola valigia al ragazzo apparso dal nulla e torno a guardare la ragazza alla reception.

–Immagino le occorra il mio documento.

–Oh, no. Non mi occorre affatto. Stia tranquilla, la sua prenotazione è arrivata insieme al pagamento. Non ho bisogno d’altro.

In quel momento le porte di un piccolo ascensore si aprono, ne esce una donna alta e magra, con i capelli raccolti in un minuscolo chignon d’argento.

Con passo leggero va a sedersi a uno dei divanetti verde bottiglia e chiede qualcosa al cameriere che le si è materializzato di fronte .

L’uomo torna reggendo un vassoio di piccoli dimensioni e di forma tonda; sopra il vassoio c’è un Ballon pieno per due dita di un liquido ambrato attraverso cui, proprio in quell’istante, filtra la luce di una applique stile liberty affissa alla parete, la donna sorride e prende il bicchiere dal vassoio. Il cameriere sparisce così com’è apparso. Tutto in questa scena appare irreale: i colori, la direzione della luce i volti e i momenti dell’azione. È come se tutto fosse studiato per evocare le immagini di una sceneggiatura. Forse anch’io faccio parte di un copione, ma se così fosse, sono fuori fuoco, almeno dal mio punto di vista.

La voce della receptionist mi stacca dalle mie elucubrazioni:  –… un desiderio.

–Come dice? – domando

–Dicevo che è d’uso, in questo albergo, scrivere un proprio desiderio e riporlo nel grembo della magnolia qui fuori. È il nostro albero dei desideri, in molte parti del mondo è un’usanza comune…

–Non credo di avere desideri da esprimere in questo momento.

–Tutti hanno desideri da esprimere, forse…

–Non sono interessata, grazie. – ribatto dura.

La ragazza dietro il bancone accusa il colpo e abbassa gli occhi sul taccuino che tiene tra le mani. Mi pento della risposta brusca e sospirando tendo la mano sul ripiano lucido, con palmo rivolto in alto. –Avanti, – dico –mi dia il foglietto, cercherò di trovare qualcosa da scriverci.

Il viso della ragazza s’illumina, sfoglia il taccuino, dando vita a un ventaglio di colori pastello in rapida successione. –Quale colore preferisce? Il rosa forse? Il blu?

L’espressione dipinta sul mio volto blocca la mano della ragazza, che si ferma su un gruppo di pagine viola.

–Il viola è un bel colore – sentenzia, porgendomi il foglietto.

–Grazie, – le dico –posso avere -anche la chiave della camera? Il viaggio in aereo è stato lungo e movimentato, ho bisogno di dormire.

–Oh, certo, mi perdoni.

Con la chiave della stanza in mano e il foglietto viola nell’altra, raggiungo la mia stanza e mi ci chiudo dentro.

Le pareti sono dipinte di un viola tenue, alle due finestre, che danno sul giardino innevato, sono appese tende bianche con inserti di raso verde. Nella stanza aleggia un tenue profumo di lavanda sotto cui avverto una punta di finocchio selvatico. Mi piace e, per un istante, solo uno, mi chiedo se sono davvero disposta a fare quello per cui sono venuta.

NEL PROSSIMO EPISODIO LEA PARLERÀ CON QUALCUNO, CON CHI?

  • UNA RAGAZZA NON ANCORA INCONTRATA (15%)
    15
  • L'UOMO BAFFUTO (8%)
    8
  • LA DONNA CON LO CHIGNON (77%)
    77
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84 Commenti

  1. Caspita che capitolo, poesie vaganti che lasciano il segno, mi sento piccolo piccolo difronte alla tua scrittura, brava!
    Ancora una volta mi hai rapito con la colonna sonora, molto intimo il pezzo e suggestive le immagini, ormai non ne posso fare a meno!
    Vediamo come descrivi la luce che raggiunge il bancone…
    A prestissimo!

    • Ciao Alexander,
      addirittura piccolo piccolo, ma figurati, sei bravissimo! Io ho solo il vizio di raccontare e raccontare e di farlo con tanti aggettivi da soffocare le pagine. A qualcuno piace, altri toglierebbero la corrente al Mac per impedirmi di continuare; tuttavia ti ringrazio per questo bellissimo complimento. Provo a fare del mio meglio e con questo nick lascio che il mio ego volteggi sulla pagina, aggettivi come frecce all’arco, pronto a piazzarne quenti più gli piace con buona pace di Keziarica che, dall’altra parte, tenta di non farsi scappare niente… una vitaccia! 😉
      Grazie davvero, sei gentilissimo!
      Alla prossima!

  2. Una giornata nei dintorni.
    La parte iniziale, diciamo fino a due terzi, dà l’impressione di tempo dilatato, rallentato dall’ipersensibilità della ragazza. Ti segnalo “riflesso incondizionato”: è molto diffuso, ma è un errore, perché la reazione di cui scrivi in letteratura scientifica viene definito “riflesso condizionato”.
    Il capitolo è piacevole e molto curato, come al solito, però ho avuto due inciampi: il biglietto annuncia una cena all’aperto, e quando la protagonista scende a mangiare mi aspetto che ceni, invece scopro che sta facendo colazione. Bella scoperta, mi dirai, è mattina. Non hai tutti i torti, ma mi ha un po’ disorientato 🙂
    La seconda cosa è l’incontro con il ragazzo: la scena mi è parsa molto simile all’incontro con Greta, anche come atteggiamenti reciproci: se non c’è un motivo particolare perché Lea incontri le persone in questo modo, forse sarebbe meglio variare un po’ le scene.
    Opinioni, naturalmente,

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      grazie per la puntualità con cui leggi e commenti i miei scritti.
      Ho riletto con cura prima di pubblicare ma non ho pensato al fatto che l’invito per la cena potesse far saltare a piè pari l’intera giornata, anzi, ho pensato di dover raccontare la colazione proprio per tener fede alla successione cronologica del racconto e non lasciar sfumare una giornata intera.
      Gli incontri, così come la dispisizione degli altri personaggi, ha un suo perchè e spero di renderlo al meglio con l’evolversi della storia.
      Ancora grazie infinite e alla prossima!

    • Ciao Maria,
      sì, diciamo che Lea non è proprio nella condizione mentale adatta a ricevere incursioni da estranei. La domanda in risposta all’invadenza dell’altro è qualcosa di inaspettato, però, e se gli ha risposto a dovere non lo ha fatto con intenzione, razionalmente, lei, si sarebbe espressa in modo decisamente diverso; di sicuro non proponendo la stessa domanda rivoltale dalla donna la sera prima, domanda a cui lei stessa ha reagito con meraviglia e per la quale ha concluso che la donna con lo cignon debba avere qualche rotella fuori posto. 😉
      Grazie ancora e alla prossima!

  3. Volevo votare che gli chiedeva il desiderio ma alla fine ho votato IL RAGAZZO SI ALLONTANA QUANDO LA LUCE RAGGIUNGE IL BANCONE. Perché? Beh, in realtà per lo stesso identico motivo detto da Napo qua sotto 😛

    Sempre evocative le descrizioni. Avanti così!

    Ciao 🙂

  4. Stando alla sinossi dovremmo votare per chiedere al ragazzo quale desiderio ha espresso, visto che dici che Lea imparerà a conoscere le aspirazioni altrui, invece io voto per il ragazzo che si allontana all’arrivo della luce perché dà un tocco di paranormale che so che a te piace e piace tanto anche a me (e mi stai facendo venire di nuovo voglia di scrivere un racconto sul paranormale, ma resisterò alla tentazione). Mi faresti contento se ci fosse una svolta verso il paranormale, perché per ora questo pathos che c’è negli ultimi due episodi mi pare ingiustificato, a meno che…
    Ci siamo intesi.

    • Ciao Napo,
      il fatto che il mio racconto ti faccia venire voglia si scrivere mi fa venire voglia di chiederti: perchè no? Perchè resistere? Sarei felicissima di leggere un tuo nuovo racconto con risvolti paranormali. Dai!
      Di pathos nei miei racconti ce n’è sempre troppo, mi piace creare atmosfere, perdere tempo a vagheggiare sugli stati d’animo, su quello che io vedo nei sentimenti dei miei personaggi, e spero di riuscire a trasmetterne una parte attraverso le parole. Sai che non è solo quel che sembra, non lo è mai.
      Detto questo, credo proprio che il ragazzo si allontanerà.
      Spero che i prossimi capitoli ti stuzzichino ancora un po’ e ti spingano alla scrittura 🙂
      Grazie Napo e alla prossima!

  5. Opsss ti ho portato in parità…
    Ciao Allegra.
    Ma sai… mi piacciono le atmosfere surreali non potevo che scegliere l’allontanamento del ragazzo con l’arrivo della luce. È un quadretto che mi piace particolarmente.
    Ma questa evocazione? “come l’urlo di una madre, appena dopo il parto. È nato un nuovo giorno e io non sono degna di parteciparvi”…. No vabbè…hai superato te stessa.
    Ciao!
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      sei troppo buona con me. La cosa strana è che a suscitare maggiore interesse sono le frasi che vengono fuori senza troppa fatica, quasi da sole; quelle per cui mi perdo, corrreggo, riscrivo, non suscitano granchè interesse… vai a capire perchè. 😉
      L’immagine del ragazzo che si allontana con la luce pare avere la meglio, per ora… vedremo.
      grazie e alla prossima!

  6. Riceverà un invito.
    “… nella notte che risplende di lavanda e lucciole”. Bella immagine, vado matto per le sinestesie 😀
    Eh, c’è molta Allegra, in questo capitolo, e non solo: il sogno, i colori, la potenza delle immagini e la nostalgia. Tutti ingredienti che fanno parte integrante della tua poetica e che in questo capitolo mescoli con sapienza regalandoci emozioni.
    Brava, Allegra.
    Ero così convinto di conoscere il significato della parola “strinato” che stavo per correggerti, poi l’h o cercato e ho scoperto che stavo sbagliando io 😀

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      hai fatto bene a cercare la parola “strinato”, se avessi scoperto che non esiste, avresti fatto bene a correggermi; a volte uso termini di uso comune nella mia vita e negli ambienti che frequento, senza pensare che in altre parti d’Italia potrebbe non essere così e che, magari, sono parole che neanche esistono.
      Mi piace che il mio stile, anche se un po’ tende alla melanconia, risulti riconoscibile; mi piace che ti piacciano le sinestesie, perchè piacciono tanto anche a me 🙂
      Alla prossima, Jaw e grazie!

  7. Buonasera Allegra. meglio tardi che mai, sono qui. Una doccia scozzese, prima calda e poi gelata, dove Il passaggio tra i due “stati”è un precipitare nell’angoscia via via che il ricordo della realtà si palesa alla coscienza della protagonista. Crudele e ben descritto. Ho votato per “l’oggetto”, una scelta che ha ispirato molti, a quanto vedo.Non voglio leggermi l’inizio di proposito, per godermi l’aspettativa di qualcosa di imprevedibile. A presto.

    • Ciao Cactus,
      grazie e benarrivata! Hai ragione, meglio tardi che mai, felicissima di averti qui.
      Ho sempre paura di esagerare con la fantasia, in questo racconto, però, ho deciso di andare un po’ a briglia sciolta e di vedere che cosa viene fuori.
      L’inizio non dice molto, qualcuno me lo ha fatto notare, ma se preferisci così per me va bene.
      Grazie ancora e alla prossima!

  8. Buongiorno Allegra
    Molto bella l’atmosfera onirica che hai descritto.
    Dico atmosfera onirica, e non sogno perché quello che hai descritto sembra più un sogno da sveglia, prodotto da uno stato di semincoscienza e/o rilassamento mentale. Infatti, molto difficilmente i sogni che facciamo da addormentati si ricordano in maniera così netta, strutturata e particolareggiata.
    Non so bene cosa votare. A caso, riceverà un invito.

    • Ciao Maria,
      bentornata!
      Be’ il sogno, se fatto in determinate circostanze, può essere anche ricordato nei dettagli, tuttavia il racconto è al presente, quindi Lea descrive ciò che vede e che sente nel momento in cui questo accade. Per questo motivo potrebbe anche starci un sogno vero e proprio, ma ognuno è libero di interpretare a suo modo, è il bello della scrittura e della lettura, ovviamente. Un’esperienza vissuta in fase di rilassamento profondo può produrre, con la giusta concentrazione, un risultato simile al sogno, li chiamano anche sogni lucidi, altri parlano di OBE, ma non è questo il caso.
      Grazie ancora per il passaggio e per il commento, sono felice di ritrovarti e spero di non perderti per strada. 😉
      Alla prossima!

  9. Ciao Allegra, capitolo illuminante!
    Sappi che io avrei avuto difficoltà nel descrivere un sogno come il tuo, brava!
    Comunque il bello di questo sito è la possibilità di imparare confrontandosi costantemente…
    A prescindere dal genere, poi, io da te mi aspetto di tutto, e questo mi piace, quindi un invito presuppone un interlocutore, conosciamolo!
    Aspetto la prossima colonna sonora, quella proposta in questo capitolo calzava perfettamente!
    Ci vediamo in Albergo, a presto!

    • Ciao Alexander,
      grazie, anche per aver notato e ascoltato la canzone, pareva molto calzante anche a me 🙂
      Fai bene ad aspettarti di tutto, sai che ho la tendenza a volare un po’ troppo con la fantasia e Allegra mi dà questa possibilità. Mi fa piacere leggere il tuo complimento e ancor più più piacere mi fa leggere a proposito del confronto, trovo anch’io che questo sito ne dia un’ottima opportunità. Leggere gli altri aiuta a leggere meglio anche se stessi, specialemente quando si ricevono segnalazioni, consigli e critiche costruttive che altro non fanno se non migliorarci.
      Cercherò di trovare un nuovo pezzo da inserire nel prossimo capitolo, alla prossima!

  10. Un invito.
    Credo di indovinare quali siano i progetti di Lea: vediamo come e se la locanda le farà cambiare idea.
    “Si stridono” credo sia sbagliato: stridere è intransitivo, la forma riflessiva non esiste. Gli pneumatici stridono.
    Ti faccio 2 suggerimenti, ma ne fai quel che vuoi:
    ” le mie nocche bianche, strette sul volante e poi il nero, in dissolvenza(, annuncia la fine del nastro e della sua vita).” Il passaggio tra parentesi lo eliminerei.
    “un’esplosione cremisi di petali minuscoli deflagra e si posa (scendendo) lentamente sul manto (candido) di neve.” Anche qui, toglierei le parole tra parentesi.
    In entrambi i casi, non tanto per romperti ancora le scatole coll’eccesso di immagini, aggettivi, eccetera: sei tu che scrivi, lo fai come ti piace. Più che altro, è che siccome le immagini sono forti e importanti, secondo me sarebbero ancora più d’effetto senza i rallentamenti di spiegazioni che non servono, capiamo da soli che dopo lo schianto finisce tutto, che i petali scendono per posarsi e che la neve è candida. Così si legge il susseguire dei dettagli dello schianto e poi tutto si spegne nel nero in dissolvenza. Vediamo i petali esplodere rossi e poi posarsi giù. Non so, mi sembrava più efficace ai fini del messaggio.
    Che rompiscatole: arrivo al 3 capitolo e rompo!
    Ma rosa vuol dire che le fai trovare l’amore o solo che è una storia di emozioni?
    Mi piace, anche se a me l’odore della lavanda non ha mai entusiasmato (e vivo in Provenza da quasi 2 decenni!)
    Ciao

    • Ciao B,
      accidenti accidentaccio, “si stridono” è bagliato sì! Ho tagliato e modificato molto in questo capitolo e la frase iniziale era “si strinano” ma lo avevo già scritto… così ho corretto senza eliminare la parte in eccesso. Grazie per la segnalazione.
      Hai ragione anche sui tagli che suggerisci, in effetti, se rileggo, pare più scorrevole anche a me.
      Per questo la lettura da parte di altri è impagabile, quando si rilegge un proprio lavoro si tende a non accorgersi del “troppo” o del “troppo poco” anche, grazie B, per il commento onoesto e le segnalazioni. A me l’odore di lavanda rilassa molto, forse perchè mi ricorda giornate speciali di quando ero bambina, mi spiace che a te non faccia lo stesso effetto (forse vivere a contatto con campi di questa pianta non ha giovato). Rosa vuol dire che spero di creare una bella storia d’amore e di sentimenti, vediamo se ci riesco 😉
      Grazie ancora B e alla prossima!

  11. Ciao Allegra,
    con questa atmosfera magica e sognante dovevo assolutamente scegliere il Sogno, staremo a vedere come si intreccera’ con la realtà.
    Come sempre le descrizioni sono vivide ed avvolgenti.
    Buona scrittura.

  12. Io scelgo una poesia, perché ne ho apprezzato qualcuna di tua 😉
    Ah, la neve, ha qualcosa di davvero magico, perché basta evocarla che tutto diventa più bello, leggero, sognante.
    Insomma, il capitolo mi è piaciuto 😀
    Credo che ti sia dimenticata un trattino davanti a “Parla dell’albero”
    Poi questa frase “Siamo sole, io, lei e il fuoco”, mi suona male, perché accostare il fuoco alle due donne equivale a “impersonificarlo”, ma così facendo non sono più sole 😀
    Insomma, mi suona meglio “Siamo solo io, lei e il fuoco”:
    Dettagli 🙂
    Ciao, a presto!

    • Ciao Jaw,
      come al solito hai ragione, il fuoco viene considerato elemento di compagnia, quindi determina che le due non sono sole, ma in sua compagnia. E manca pure il trattino… accidenti, la distrazione.
      Grazie infinite per i consigli, Intanto correggo il file :-), non è che poi mi mandi la parcella per la correzione di bozze? 😉
      Grazie anche per i complimenti che sono sempre graditi.
      Alla prossima!

  13. Ciao Allegra, stai preparando l’humus perfetto per dei nuovi germogli, seguirò la loro crescita incuriosito dai colori e dai profumi finali.
    Mi hai coinvolto con la scena del desiderio avvolto dalle cortecce, appena vedrò una magnolia seguirò l’esempio!
    A me piacciono i personaggi, quindi propongo un nuovo incontro.
    Buona notte e a presto!

    • Ciao Alexander,
      vai a dare un’occhiata alla risposta che ho dato a Louise, ci troverai il link per vedere la magnolia che mi ha ispirato il racconto. Non mi pare di aver visto pieghe, ma tu, se mai la incontrassi, prova ad accarezzarla e goditi la sensazione positiva che trasmette.
      Puoi proverci nanche con altre, magari funziona.
      Grazie infinite per i complimenti. 🙂
      Alla prossima!

    • Ciao Feather,
      be’ non so se in un rosa, per quanto atipico, possa starci bene un sogno di malaugurio, magari sì, se a sceneggiarlo fosse Tim Burton 😉
      Non lo so se sarà un sogno, o qualcos’altro, ma mi auguro di continuare a scrivere qualcosa che possa risultare interessante.
      Grazie mille per i complimenti, sei gentilissima.
      Alla prossima!

    • Ciao Napo,
      felicissima che ti sia piaciuto. Ho disattivato l’app che uso per scrivere il racconto, Omnwriter, che ti permette di scrivere ascoltando musiche, cambiando il tap della tastiera e di farlo su sfondi differenti.
      Molto suggestio, ma può portare un po’ troppo sulla via del flusso di pensieri, che poco si accorda con un racconto da proporre ad altri.
      Vedremo se sarà il sogno a spuntarla, per sapere di quale sogno potrebbe trattarsi dovrai aspettare il nuovo capitolo, sempre che l’opzione risulti la più votata.
      Alla prossima!
      p.s. sono anche felice che tu abbia letto il secondo, senza aspettare che arrivassi a tre 🙂

    • Ciao Red,
      grazie, un bellissimo commento e mi fa particolarmente piacere perchè, di solito, tu non ti sbilanci troppo con i complimenti.
      Io avevo pensato a un elefante o a un rinoceronte, per via del colore e della consistenza che può avere la loro pelle, ma il leone della savana è il re, quindi, ci sta benissimo.
      Grazie ancora e alla prossima!

  14. Ciao Allegra
    Al di là del genere scelto, al di là delle descrizioni dettagliate o meno o della “generosità” nell’uso degli aggettivi – una cosa è certa: la storia ha il “segno” di Allegra ed è giusto raccontarla al modo tuo.
    L’atmosfera è tridimensionale: ci sono profumi, colori, c’è l’io della protagonista, il non io fatto di altri, e il “mio” fatto del mondo soggettivo di ciascuno.
    Il paragone nella frase: “È liscia e rugosa insieme, pare la pelle spessa di un animale della Savana.”, non l’ho capito. A quale animale hai pensato?
    un nuovo incontro.

  15. Una nuova personaggia.

    Ciao Allegra.
    Giuro, il tuo incipit mi ha terrorizzato. Altro che viaggio di piacere, mi sembra di essere arrivato all’Overlook hotel! Queste persone che appaiono dal nulla e scompaiono sono inquietanti. E siamo pure in inverno. La narrazione in prima persona presente aumenta questo senso di inquietudine.

    Evidentemente non siamo in Italia, visto che il documento non è obbligatorio.

    Meno male che è un racconto rosa.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu,
      il tuo commento mi ha fatto sorridere, tutto immaginavo tranne l’Overlook Hotel… ci avessi pensato prima le avrei fatto dare la camera 237 😉
      Effettivamente può non ricordare l’albergo di un racconto rosa, lo so, ma il tutto ha un suo perchè, almeno nella mia testa. Spero di non combinare guai. Se lo avessi cominciato prima, avrei potuto mettere su un bel finale horror per Halloween, spaventando tutti come quei video stupidi che girano on line, ma ormai è tardi, come dice qualcuno.
      Grazie per essere anche qui e per il commento, spero che ti andrà di seguirmi, giusto per vedere che succede in questo strano albergo.
      Alla prossima!

  16. Ciao Allegra
    Spero che di “rosa” in questo tuo nuovo racconto non ce ne sia eccessivamente…. come ben sai è un genere che non amo seguire, ma per te questo e altro 😉
    Sono sicura che mi sorprenderai.
    Scelgo la donna con lo chignon.
    Anch’io ho notato dei piccoli refusi qua e là ma sicuramente te ne sarai già accorta!
    Il tuo punto di forza, lo ripeto, sono le evocazioni sugli ambienti che continuo a vedere e a sentire attraverso le tue descrizioni.
    Alla prossima.
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      bentornata! Sì, me ne sono accorta eccome. Sono felice che le mie descrizioni ti siano piaciute, e posso dirti in tutta tranquillità, che il rosa non sarà troppo invadente. Non perchè non mi piaccia il genere, se è ben scritto, ogni genere mi piace, ma perchè per il mio modo di scrivere risulterebbe finto.
      Grazie ancora per il passaggio.
      Alla prossima!

  17. Visto che non ti decidi a scrivere altri episodi, intanto ho letto il primo.
    C’è un eccesso di dettagli. Vorrei che fosse chiaro che non lo evidenzio solo per un mio gusto personale, ma se un qualunque editor leggesse questo tuo capitolo, eliminerebbe almeno il 50% dei dettagli. Ci sono troppi aggettivi. Un buon esercizio è editare il testo eliminando tutti gli aggettivi e gli avverbi non strettamente necessari. Per esempio, cosa pensi che aggiunga alla storia il fatto che il vassoio sia piccolo e tondo? Stai solo costringendo il lettore a vedere quello che vedi tu. Riflettici.

    • Ciao Napo,
      sono sicura che un buon editor eliminerebbe molto altro, fortunatamente questa è una piattaforma per scrittori dilettanti e non la redazione di una grande casa editrice. 🙂 Tuttavia aprrezzo ila tua osservazione e il tuo consiglio, lo so perfettamente che i dettagli sono molti, ma ho creato la scena così come la vedevo nella mia testa e sì, volevo che il ettore lo vedesse tondo il vassoio, perchè io l’ho immaginato così. Un conto è l’info dump, un conto è esagerare con gli aggettivi.
      Non è che non mi decido a scrivere il secondo capitlo è che i miei tempi di pubblicazione sono più o meno sempre gli stessi, uno a settimana; così come gli impegni giornalieri mi consentono.
      Stai comunque certo che sarà mia cura rivolgerni a un editor capace, nel caso decidessi di pubblicare qualcosa che vada oltre il mero piacere di raccontare una storia.
      Non taglierò dettagli nel prossimo capitolo, non volermene, questa storia la volgio scrivere così. I dettagli, le descrizioni e le metafore, li ho già tagliati nell’altro racconto. Lasciami la possibilità di raccontare a mio modo questa nuova storia 😉
      Grazie per essere passato a leggere, per il consiglio (che apprezzo, non mi fraintendere) e per essere stato diretto e franco, come sempre.
      Alla prossima!

  18. Ciao Allegra,
    ci sono delle piccole imprecisioni qua è la, soprattutto nella punteggiatura dei dialoghi, invece di “seduto a un divanetto” sarebbe meglio usare “seduto su un divanetto” suona meglio 🙂 a parte queste cosette, mi piace l’atmosfera che hai creato, è descritta con molta attenzione ed ha una grande qualità: mi fa pensare a qualcosa di “arioso” 🙂 voto per la donna con chignon, a presto!

    • Ciao Violatis,
      grazie per i complimenti, li apprezzo molto e apprezzo anche molto la tua osservazione sulla punteggiatura. A più ripreso ho dichiarato che io e questi simpatici segnetti interpuntivi non abbiamo mai avuto un gran feeling, Da tempo combatto una battaglia che pare non avere soluzione di continuità, con le virgole. Ti va di segnalarmi gli errori? Molti altri lettori lo hanno fatto e mi hanno aiutato a migliorare, te ne sarei davvero grata.
      Effettivamnte l’uomo dovrebbe stare seduto SUL divanetto e non Al divanetto… Grazie per avermelo fatto notare.
      Alla prossima!

      • Ri-ciao Allegra,
        ti scrivo un paio di cose in breve:
        1.Quando scrivi i dialoghi, la punteggiatura (trattino, virgolette che siano) va messa all’inizio e alla fine della battuta del personaggio:
        es.-Buongiorno! dovrebbe essere -Buongiorno!-
        2.Per quanto riguarda l’uso di virgole, punti e virgola e punti, mi verrebbe da dirti di provare a leggere il periodo ad alta voce replicando le pause che fa la tua voce naturalmente per dare senso al testo.
        VIRGOLE–>è meglio non staccare delle parti della proposizione che sono collegate tra di loro in maniera “più diretta” (per es. soggetto/predicato, predicato/complemento oggetto e nome/aggettivo) a meno che non ci sia un inciso, ma anche qui vai molto a senso:
        es1. è seduto a un divanetto dalla spalliera curva, con l’imbottitura punteggiata da borchie d’ottone
        -perché separare con la virgola la spalliera curva dalla sua descrizione? Sarebbe risultato più scorrevole scriverlo tutto di fila (la cosa si ripete nella descrizione della signora alta e magra con lo chignon);
        es2.Varcando la minuscola soglia, Immagino il colore intenso della lavanda, d’estate, il suo profumo nell’aria, unito a quello del finocchio selvatico.
        -io avrei scritto:
        Varcando la minuscola soglia immagino il colore intenso della lavanda d’estate, il suo profumo nell’aria unito a quello del finocchio selvatico.
        Il punto e virgola ed il punto sono meno problematici in genere. La punteggiatura, dal mio punto vista, può essere usata anche in maniera più soggettiva, decidi te cosa mettere in evidenza e cosa far passare in secondo piano, è uno strumento di comunicazione 🙂
        Spero di averti dato qualche spunto interessante, a presto 😀

  19. La donna con lo chignon.
    Ciao, Allegra, bentornata! Dal mio punto di vista, uno dei punti di forza dei tuoi incipit “Rosa” è che si discostano parecchio dall’idea che io ho di “Rosa” ed è uno dei motivi per cui mi piacciono. Mi piacciono le descrizioni dei paesaggi e degli ambienti, ci percepisco sempre un’atmosfera malinconica, o meglio, nostalgica.
    A questo proposito, mi intriga la ridondanza di “lavanda e finocchio selvatico”, all’inizio e alla fine del capitolo. Pensavo a un errore, ma poi, rileggendo, ho capito che la prima volta gli odori sono solo immaginati. Interessante, questa tizia immagina degli odori e poi se li ritrova in camera… uuhm, che sia un albergo particolare? 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      ben ritrovato! Eh, non ti scapa nulla … 😉 L’albergo qualcosa di particolare ce l’ha di sicuro e anche Lea 🙂
      I miei racconti, lo sai, non sono mai quello che sembrano. Non è un racconto rosa nel senso stretto del termine, anche se un risvolto romantico, ovviamente, lo avrà.
      Grazie ancora per essere anche qui e alla prossima!

  20. Ciao Allegra, il tuo incipit mi ha catturato! Mi ha incuriosito, però, la collocazione del tuo racconto nel genere rosa, ma tanto mi stupirai in seguito.
    E’ bello spaziare tra storie e generi diversi come fai tu con la tua alter ego, mi hai stimolato, lo sai?
    Forse è un bene che Lea non abbia tanti desideri da realizzare, l’albergo gliene regalerà tanti, attraverso le diverse conoscenze, come la donna con lo chignon…
    A presto e buona permanenza da tutto lo staff dell’albergo!

    • Ciao Alexander,
      in realtà il genere Rosa è una scelta forzata per quel che voglio raccontare, non avrei saputo in quale altra categoria piazzare il racconto. Come ho scritto a Livid, non sarà un Rosa nel senso stretto del termine, non rispetterò i canoni e soprattutto mi lascerò andare a descrizioni interminabili ricche di aggettivi… vabbè magari mi do una regolata 😉
      Mi piacciono i generi diversi. L’horror è il mio preferito, il giallo mi piace molto ma ho sempre paura di non riuscire a renderlo come si deve. Mi piacerebbe anche la Fantascienza, ma non ho molta dimestichezza con numeri e alta tecnologia, anche se un paio di idee ce le ho…
      Grazie per il benvenuto all’Albergo, non è che ti ritrovo nella sala comune a bere Cognac? 🙂
      Alla prossima!
      p.s. se ti viene in mente di scrivere un’altra storia con altro nick, fammelo sapere!

  21. Donna col Chignon.

    In genere non mi piace il Rosa, però sei riuscita ad attirare la mia attenzione. Sarà la descrizione del luogo (ben fatta), il fatto che ci sia un desiderio da esprimere, la receptionist che sembra che sappia più di quello che mostra o… non lo so.

    Per ora ti seguo e vediamo che succede 🙂

    Ciao 🙂

  22. Ciao Allegra,
    Incipit curioso, ho notato la tua voglia di creare suspance sin da subito, di lasciare i lettori nel totale caos di mille possibilità, ofuscadoli con questa fase super descrittiva, per altro molto ben scritta.
    Ti seguo

    • Ciao Feather,
      grazie per esserci.
      Nei miei racconti gli ambienti particolari la fanno da padrone, solitamente quel che si vede non è quello che è; la suspance, che spero vivamente di riuscire a creare, è uno degli elementi del mio modo si scrivere. Non sempre è bene accetto, soprattutto in generi come il Rosa, però mi auguro di non fare casini e di confezionare un racconto quantomeno interessante.
      Alla prossima!

  23. Ciao Allegra
    Incipit interessante. Non amo molto tanti particolari in un colpo solo ma capisco, correggimi se sbaglio, che hai voluto descrivere dettagliatamente la locanda e i suoi ospiti, per creare la giusta atmosfera per “il dopo”. La ragazza della reception è stata un tantino invadente e la protagonista ha reagito come se la domanda fosse una pallonata in faccia. È chiaro che il desiderio c’è 🙂
    Donna con chignon

  24. Ciao Allegra! È un piacere leggere un altro tuo incipit, il vedere il genere rosa mi ha particolarmente incuriosita. L’albero dei desideri mi è sembrato un ottimo punto da introdurre, anche se non so se effettivamente sarà un elemento “passeggero” o meno, in ogni caso i miei complimenti per averlo introdotto. Ti auguro buon viaggio con questa nuova storia. 🙂

    • Ciao LividSoul,
      felice di trovarti anche qui! L’albero dei Desideri doveva essere il titolo, poi ho cambiato con albergo, perchè ha più senso per quel che voglio raccontare. I miei racconti, di qualsiasi genere si tratti, sono sempre un po’ particolari, quindi non aspettarti un “rosa” canonico 🙂
      vedi IL VIAGGIO DI ELLA HENDERS.
      Ringrazio io te per essere passata e alla prossima!

  25. Salve Allegra, ammetto che il rosa non è il genere che amo leggere e che mi appassiona, ma oramai ho letto il tuo incipit.
    Devo esser sincero, la sensazione che ho avuto è quella che: in questa prima parte manca/mancasse la caratterizzazione di un/una protagonista. E’ come se si entrasse in una abitazione con la porta già sfondata.
    Poi probabilmente sarà anche per via di questa narrazione al presente che sa di sceneggiatura (che a me) da un pò fastidio.
    Va be opto per l’uomo baffuto
    ciao

    • Ciao Alex,
      apprezzo la franchezza e ti ringrazio per essere passto e aver letto l’incipit. Con il sorriso sulle labbra ti dico che non devi sentirti obbligato a leggere il racconto, ci mancherebbe. L’uso della prima persona è un esperimento, non l’ho mai provato in altri racconti, e il tempo presente ha un suo perchè; a mia discolpa, semmai ce ne fosse bisogno, posso solo dire che non viene usato solo nelle sceneggiature, sto appunto leggendo un libro che utilizza entrambi.
      Davvero, non sentirti in dovere di proseguire la lettura. Ho seguito racconti che non mi sono piaciuti, solo per non fare un torto, ma questo non mi ha permesso di muovere critiche costruttive e di apportare un contributo valido all’autore.
      Grazie comunque per il passaggio.
      Alla prossima!

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