Un legame nel cielo

Dove eravamo rimasti?

Il nostro scienziato pazzo dirà la verità al professor Barium? In parte... Una mezza bugia? (67%)

Shedir e Trevor in cerca di Deneb

Ero pervasa da un insieme di emozioni contrastanti: mi sentivo euforica e terrorizzata allo stesso tempo… Non sapevo cosa fosse prevalente nel mio cuore, ma sentivo come mai prima il bisogno di abbracciare mio fratello e dirgli quanto gli volevo bene. Avrei voluto rivivere quegli anni, ma viverli al suo fianco: vederlo crescere, diventare un uomo… 

Era a migliaia di chilometri di distanza, quella dannata distanza che ci aveva sempre separati. Ora, però, era diverso: sapevo dove si trovava, ed era in pericolo; non avevo più scuse.

Strinsi il nostro ciondolo tra le mani e lo aprii ancora una volta: quella fotografia sapeva darmi la determinazione di cui avevo bisogno, perché rappresentava il mio passato, le mie radici, la mia famiglia. Una lacrima scivolò veloce sulla mia guancia, mentre le parole mi uscirono di getto:

“Quando parte il prossimo volo per Buenos Aires?”

Sapevo che era assurdo: come avrei potuto trovarlo in una città immensa, con soltanto un nome e una foto? Ma non mi importava, avrei fatto di tutto per salvarlo. Tirai fuori il cellulare e trovai un volo che sarebbe partito dopo due ore. 

“Trevor, non voglio coinvolgerti in questa pazzia, ma io devo andare…”

Alzai lo sguardo, persa nella foga del momento lo avevo totalmente ignorato, e pensai a quanto stupida ero stata nel dare per scontato che sarebbe venuto anche lui. Quando incontrai i suoi occhi neri, però, capii che era determinato quanto me ad andare avanti in quella follia. 

“Da che aeroporto partiamo?”

Lo abbracciai piena di gioia, ringraziandolo dal profondo del mio cuore. Lo guidai nel traffico della capitale, controllando continuamente l’orario e gli aggiornamenti riguardo a Deneb sul display… Non lo avevano ancora trovato e la mia speranza continuava a crescere.

Il tragitto fu più lungo del previsto; parcheggiammo in fretta ed entrammo in aeroporto, facendo lo slalom tra un vortice intricato di turisti. L’aereo sarebbe partito mezz’ora dopo, e il prezzo dei biglietti era esorbitante; tirai fuori la mia carta di credito, pronta a pagare qualunque cifra. Mi sembrava di essere in uno di quei film surreali carichi di adrenalina…

“Non pensi di avvisare i tuoi?”

Mi bloccai confusa, guardai Trevor con un misto di colpevolezza e paura. In effetti non ci avevo pensato: avevo creduto che tenere mamma all’oscuro fosse la scelta migliore; non avevo voluto darle false speranze… Ma ora? Avrei dovuto coinvolgerla? O almeno dirle come stavano le cose?

Per lei era stato così difficile: dal momento in cui avevano portato via Deneb non avevo più visto la stessa luce nei suoi occhi. Nostro padre aveva cercato in ogni modo di risollevarla, e l’aveva resa nuovamente felice, ma non aveva saputo riempire completamente quel vuoto. Lei aveva sempre sognato una famiglia numerosa, e soprattutto aveva amato così tanto quel piccolo fagotto; si erano infranti troppi sogni quel terribile giorno… Papà era stato meraviglioso, aveva sofferto moltissimo, ma era stato la nostra roccia: aveva riportato l’allegria in casa, aiutandomi a vivere la mia infanzia, nonostante tutto. Quelle ferite, però, erano rimaste aperte, anno dopo anno, e ancora adesso ognuno di noi ne portava addosso le cicatrici indelebili. 

“Credo che per ora sia meglio non illuderli, non sappiamo come andrà a finire… Non vorrei dare loro un altro dolore.”

Mi guardò negli occhi: non aveva vissuto il mio passato, ma nel suo sguardo comprensivo potevo vedere riflessa ogni mia sofferenza. 

“Okay, cosa stai aspettando allora?”

Presi tremando i biglietti dalle mani della hostess e iniziai a correre verso i controlli, il nostro volo era tra quelli in partenza; quanto avrei voluto volare e saltare le cose infinite!  Alla fine arrivammo al gate, appena in tempo per gli ultimi imbarchi.

Giunta in cabina, mi lasciai cadere senza forze sul sedile, cercando di riprendermi dal vortice di emozioni che provavo.

Trevor mi guardò pensieroso:

“Abbiamo un piano?”

Non ci avevo minimamente pensato… 

“Arriviamo a Buenos Aires e iniziamo a cercarlo?”

“Okay, ma da dove pensi di cominciare le ricerche?”

“L’hanno avvistato l’ultima volta in aeroporto, giusto? Quindi direi di cominciare da lì…”

Effettivamente avevo semplificato un po’ troppo la questione, ma al momento ero senza idee.

Una volta atterrati iniziammo a capire la portata della fuga di Deneb: la polizia aveva perlustrato l’intero aeroporto, senza trascurare nessuna traccia. Secondo le ultime notizie erano state trovate nei bagni dell’aeroporto le tute con cui erano vestiti, quindi potevano essere usciti nascondendosi tra la folla, e potevano trovarsi in qualsiasi luogo… Tutta la città era piena di posti di blocco, gli aerei e i treni in partenza controllati attentamente e il traffico diventava sempre più infernale per tutte le persone che, attirate dalla ricompensa, cercavano in tutti i modi di prendere parte a quell’incubo. Avremmo potuto fingere di essere spinti dalle stesse motivazioni nelle nostre ricerche, ma cos’altro potevamo fare, se non sperare in un miracolo?

Ora torniamo dal nostro vecchio Stear alle prese con il professor Barium... Poi?

  • Un capitolo dal punto di vista del padre di Shedir e Deneb. (50%)
    50
  • Un capitolo dal punto di vista della madre di Shedir e Deneb. (33%)
    33
  • L’idea geniale di Trevor, continuiamo con le prospettive alternate dei protagonisti. (17%)
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26 Commenti

  1. Rieccomi, Naomi. Ho votato per il problema imprevisto.
    Ah ah, tra sperare nella bontà del collega e intortarlo con promesse di lauti guadagni il professore ha scelto la seconda strada… chissà perché? 😀
    Bel capitolo, ben strutturato, scorrevole. C’è qualche refuso (la declinazione va al femminile se usi il “lei”, “menomale” scritto attaccato, non ero del tutto sicuro che non fosse accettato, ma non l’ho trovato nei dizionari… almeno quelli online 😜
    Piccolezze, comunque.
    Brava!
    Ciao, ti auguro una settimana piena di… progetti fruttuosi 😀

  2. Ciao, Naomi.
    Mi stupisco sempre dei tuoi dialoghi fluidi e precisi. Come fai? 🙂
    La cosa si fa interessante! Da ambedue le parti le cose si complicano. I due destini dei fratelli continuano a sfiorarsi, sebbene siano ancora lungi dall’unirsi.
    Stear si unisce alla ricerca con inaspettato entusiasmo, vedremo che cosa si inventerà per aiutare i due ragazzi. 😛
    Entrano in atto le nuove tecnologie? Diamo una sbirciata al futuro? Non vedo l’ora! 😀
    Continua così, continua a imprimermi immagini e colori nella testa, continua a farmi sognare. 🙂
    Ciao, Naomi! Buona serata!

  3. Ciao Naomi
    sarà più complicato del previsto è l’opzione che ho scelto, così come sarà più complicato del previsto seguire la tua storia visto i tempi lunghi di pubblicazione 🙂 si perde il filo…
    Un dettaglio “ci salteremo fuori.”, forse volevi dire ne verremo fuori?

  4. Ciao Nao eccomi arrivata!
    Capitolo molto bello come sempre, pur essendo un momento in cui è difficile stare nei caratteri per tutti gli avvenimenti che devi tenere sotto controllo, ci riesci sempre e aggiungi il tuo tocco personale con le descrizioni.
    Cosa votare? Capitolo dal punto di vista della madre! Sono curiosa 😉
    A presto con il prossimo capitolo🌹

  5. Rieccomi, Naomi! Ho votato per il punto di vista del padre, ma devo confessarti che l’ho fatto soprattutto per evitarti il pareggio che avrei causato votando “prospettive alternate”. In ogni caso, sarà molto istruttivo per te e interessante per noi vederti alle prese con un terzo punto di vista 🙂
    Dunque Shedir si avvicina al fratello, finalmente. È buono l’escamotage che usi per farci scoprire qualcosa di più sulla sua famiglia, la domanda di Trevor serve per introdurre in modo naturale alcune le informazioni che approfondiscono la descrizione dei protagonisti.
    Non ti sei facilitata la vita scegliendo protagonisti giovanissimi, perché non sono del tutto autonomi, è più difficile per loro prendere decisioni, spostarsi (appunto, Shedir dovrebbe avvisare la mamma 🙂 ). Per Deneb e Audrey hai potuto mostrarci la fuga, è stato più facile. Uno dei motivi per cui la letteratura per ragazzi pullula di orfani è appunto la necessità di farli muovere in autonomia, senza troppe figure autoritarie intorno che decidono per loro, ci avevi mai pensato?
    Il capitolo è accurato, molto pulito, si vede che c’è tanto lavoro dietro, quindi brava!
    Ciao, ti auguro un weekend un sacco divertente, con un divertimento grande così! Lo vedi? No? No, certo, che non lo vedi! Allora te lo descrivo: è grande e colorato quanto Buenos Aires 😀 😀

    • Buongiorno Erri,
      inizio con lo scusarmi con te per non aver commentato il tuo penultimo capitolo, lo avevo letto giorni e giorni fa, senza trovare il tempo di scriverti per dirti quanto mi aveva coinvolto; la lettura era stata davvero meravigliosa… Arriverò il prima possibile a recuperare l’ultimo episodio pubblicato, e spero di sdebitarmi in qualche modo! 😅
      Grazie per il tuo commento costruttivo, mi fa piacere sapere che trovi i collegamenti tra le varie parti logici e naturali. In realtà introdurre l’argomento “genitori” con la domanda di Trevor è solamente un escamotage per collegarmi al possibile capitolo dal punto di vista di uno dei due… Shedir, stando ai miei conti (aveva otto anni quando hanno portato via Deneb, che ora ne ha diciotto), dovrebbe avere ventisei anni, e si è da poco trasferita a vivere da sola (tutte cose che si deducono dai primi capitoli, che anche io ricordo non perfettamente). In teoria quindi poteva anche non sentirsi in dovere di riferire ogni suo spostamento ai genitori, ma, avendo un legame stretto con loro, sicuramente qualche senso di colpa è più che lecito…
      La tua riflessione sul perché di così tanti orfani nella narrativa per ragazzi mi ha aperto un mondo: avevo sempre pensato che questa scelta fosse unicamente dovuta al desiderio di aiutare e far sentire più compresi i bambini senza uno o entrambi i genitori…
      Grazie di tutto, a presto Erri!

  6. Ciao, Naomi.
    Rieccomi!
    La verità è che solo adesso mi accorgo della tua nuova storia, spero potrai perdonare la mia sbadataggine! 😛
    Ripartiamo con la favolosa avventura di Daneb e Shedir, fratelli decisi più che mai rincontrarsi! Questo inizio mi è piaciuto, il tuo stile è semplice e scorrevole, ma le descrizioni romantiche non mancano mai. 😉 Ottimo lavoro!
    Spero di leggere presto il tuo nuovo capitolo, ora che mi hai fatto ritornare la voglia di sapere come va a finire questo racconto incredibile!
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata! 🙂

    • Cara Fior, che bello ritrovare i tuoi meravigliosi commenti! Mi sono mancati… Già alla prima parola ti avevo perdonata!😆😝
      Sono contenta la storia continui a piacerti, spero di non annoiarti e di non deluderti in futuro… Grazie davvero per tutto quello che mi dici, mi incoraggi sempre moltissimo!
      Buona giornata! ☺️

  7. Ciao Naomi
    mi ha sorpreso la tua risposta al mio commento precedente. E’ passato un bel po’ di tempo e pensavo avessi “abandonato” il racconto.
    Il capitolo scorre bene. Una curiosità: da quale aeroporto sono partiti, che sono riusciti ad imbarcarsi per un volo oltre oceano last minute, senza bagagli ? 🙂
    ho votato il p.o.v. del padre.
    Ps se ti piaciono le fiabe, ti aspetto.

    • Ciao Louise, innanzi tutto complimenti per la copertina e il successo raggiunto! Ho iniziato a leggere la tua fiaba (credo di essere arrivata al sesto capitolo, se non sbaglio) e ho apprezzato il tuo stile fresco e scorrevole, semplice e molto adatto al genere. Mi dispiace soltanto di aver intrapreso la lettura ora che la storia si è già conclusa, ma terminerò sicuramente gli ultimi capitoli, perché voglio scoprire come va a finire. 😆
      Tornando al tuo commento, non abbandonerei mai una mia storia, ma purtroppo ho pochissimo tempo da dedicare alla scrittura, e così procedo piuttosto a rilento… (sotterra la testa sotto la sabbia e diventa rosso peperone)😬
      Sono terribile in quanto a tempismo, e sto peggiorando sempre di più… Quindi grazie per non aver abbandonato la lettura, nonostante tutto.
      Per il dubbio sull’aeroporto, ho controllato prima di scrivere il capitolo e ce ne sono ben cinque a New York, quindi non so quale sia stata la loro scelta… Però penso che, se uno è disposto a spendere qualunque cifra, due posti liberi si trovino sempre… Forse è una scena da film e in effetti dovrei cercare di essere più realistica… In effetti ho sempre pensato di entrare in un aeroporto, andare da una hostess e chiedere un biglietto per il primo aereo in partenza, è uno dei miei sogni mai realizzati e irrealizzabili, ma in cui mi perdo con la fantasia😊

      • Curiosa l’idea della partenza last minute, all’avventura (più di una volta l’ho avuta anch’io ma con qualche treno di lunga percorrenza) 🙂
        Riguardo alla mia storia, grazie per la lettura e per i complimenti.
        Alla fine, se ti va, mi farebbe sapere la tua opinione globale.

    • Sono contenta ti continui a piacere la prospettiva alternata, in realtà ero molto indecisa sulla domanda di fine capitolo… Non sapevo se un cambiamento ulteriore di narratore avrebbe messo solo più confusione, ma poi ho pensato che essendo ancora al secondo capitolo avrei potuto tentare l’esperimento, così ho lasciato a voi la scelta 😉
      Spero di migliorare nelle pause, ma ormai non dico più niente visto che poi ogni volta mi smentisco 😬
      Grazie di tutto, alla prossima!

  8. Ciao Naomi
    Non ho letto la prima parte ma, immagino, che l’avventura prosegua da sé.
    Un suggerimento da lettrice, la frase:
    “Spostai lo sguardo su Audrey: era elettrizzata, un abbozzo di sorriso mostrava il suo entusiasmo, mitigato da un po’ di insicurezza; cercava di nasconderla, ma la vedevo riflessa nella presa stretta delle sue mani sulla portiera, come a cercare un appoggio per quel vortice intricato di emozioni.”

    forse potrebbe scorrere meglio così:
    “Spostai lo sguardo su Audrey: era elettrizzata. Un abbozzo di sorriso mostrava il suo entusiasmo, mitigato da un po’ di insicurezza. Non riusciva a nasconderla, perché le sue mani stringevano stretto la portiera, come a cercare un appoggio per quel vortice intricato di emozioni.”
    dice la verità, non è capace di mentire.

    • Ciao Louise, è meraviglioso avere una nuova lettrice così attenta ai dettagli, e scusami per il ritardo terribile con cui rispondo ai tuoi preziosi consigli!
      Spero la seconda parte della storia potrà risultare comprensibile anche per chi non ha letto la prima, ma ti prego di avvisarmi se qualcosa ti sembrerà poco chiaro, così potrò farti recuperare qualche punto fondamentale senza farti perdere troppo tempo!
      Grazie per il tuo consiglio, davvero apprezzatissimo! Ne farò tesoro in futuro, cercando di essere meno confusionaria nei miei periodi, hai proprio ragione! Grazie per esserti presa il tempo di riflettere sulla frase e di renderla più chiara, ti sono infinitamente grata…

      P.S. Se decidessi di leggere il secondo capitolo fammi un fischio che ti spiego un piccolo dettaglio sul ciondolo che tira fuori Shedir, visto che è collegato alla prima parte… 🙂

  9. Eccomi qui, Naomi! Ho votato per la mezza bugia, è l’opzione che mi diverte di più.
    Sono arrivato qui leggendo la tua risposta al mio ultimo commento alla prima parte della storia. Risposta che mi ero perso del tutto perché gli amministratori del sito non sono mai riusciti ad abilitarmi le notifiche 🙁
    Intanto, grazie per la tua risposta, spendi parole bellissime che mi fanno davvero piacere.
    Poi, parliamo di questo incipit. Mi piace, lo trovo veramente ben fatto e scorrevole. È pulito e ben strutturato, direi che hai fatto un ottimo lavoro.
    Insomma, brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima serata e ti faccio i migliori auguri per questa nuova avventura 😉

    • Erri, scusami ancora una volta!! Ma che dico? ormai non ho più scuse…
      Grazie per il tuo commento bellissimo, mi ha reso felicissima! Sono contentissima l’incipit ti sia sembrato più coeso e scorrevole, era il mio obiettivo… Spero di non essermi smentita con il capitolo appena pubblicato, e di poter continuare a migliorare in futuro, grazie alle tue perle di saggezza!
      Arrivo da te al più presto, non immagi il mio entusiasmo quando mi è arrivata la mail della pubblicazione del tuo incipit! Non vedo l’ora di assaporarne la lettura, grazie per non aver smesso di scrivere! 😀

    • Ciao Beatrice, wow! Ho dovuto rileggere i libri tuo commento perché mi sembrava impossibile: non avrei mai creduto che qualche lettore si prendesse il tempo di leggere tutta la prima parte, e questo mi rende davvero felicissima, perché evidentemente questo primo capitolo ti ha incuriosita!
      Un grazie speciale e sincero, anche se in tremendo ritardo… E complimenti per la tua foto, è meravigliosa! 😀

    • Ciao Patty, sono davvero felicissima di avere una nuova lettrice come te, positiva e incoraggiante!
      Grazie per il tuo commento e per il tuo augurio, scusami per il mio imperdonabile ritardo… Ormai sono un caso perso, non riesco a pubblicare con regolarità e mi dimentico di rispondere…
      Grazie per la pazienza, spero potrai continuare la lettura, nonostante tutto, anche se non me lo merito… Buona domenica! 🙂

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