TUTTA LA VITA DAVANTI

L’inizio del viaggio

Tutti abbiamo pensato almeno una volta, ma anche più, al momento in cui avremmo scoperto che la nostra vita stava volgendo al termine. Come avremmo reagito? Prima di uno schianto in auto, prima che l’acqua invadesse i polmoni, prima di esalare l’ultimo respiro… Cosa avremmo pensato? Avremmo avuto il tempo di comprendere che cosa stava per accadere? Ci sarebbe passata tutta la vita davanti, in un millesimo di secondo, velandoci gli occhi prima di chiuderli per sempre? Avremmo visto la “grande luce” farsi più vicina, più grande e confortevole? Avremmo sentito il tocco del Divino, l’anima staccarsi, il coro degli angeli?

Non lo so. C’è gente che sta bene e un attimo dopo è morta; bisognerebbe chiederlo a loro. Io sono una di quelle che stava bene e un attimo dopo ha scoperto che sarebbe morta. Tra 6 mesi, hanno detto.

E quello che ho provato in quel momento è stato un brivido corrermi lungo la schiena, paralizzandomi nel corpo e nella mente per un tempo indefinito. Come ho reagito?

Non così male.

Nel buio della mia camera da letto, rimango a fissare il vuoto; Con le braccia incrociate, mi stringo forte. Sto per morire. E tutto quello che riesco a pensare è: cosa ne sarà di Matteo? Matteo, mio marito, l’uomo che dorme accanto a me, che non sa cucinarsi una pasta all’olio, che russa come un facocero perchè è allergico a tutto, persino all’aria. Sbuffo una risata. Dopo 20 anni di matrimonio, tra 6 mesi riuscirò a farmi una bella dormita. Lunga. Infinita.

Era ora.

Matteo ancora non lo sa, non gliel’ho detto. Non l’ho detto a nessuno perchè non sono pronta ad ascoltare frasi di circostanza finto-positive dietro a sguardi compassionevoli di gente a disagio all’idea di parlare con uno zombie.

Sono una donna con le palle, io. Sono giovane, ma ho una lunga strada dietro di me.

Ecco, secondo me quando qualcuno scopre di essere quasi al capolinea, una volta digerita la notizia pensa subito ad una biografia. Come se a qualcun altro potesse davvero interessare leggere l’intera vita di un nessuno.

Ed ecco cosa farò di sicuro da domani; non scriverò un libro su di me. Perchè della vita che ho dietro non so che farmene; mi interessa di quella che ho ancora davanti. Che è breve e fuggiasca, ma è tutto il tempo che mi è rimasto.

Da domani ho sei mesi di tempo per insegnare a Matteo a farsi una cazzo di pasta, perchè non è possibile che a 46 anni ancora non sai che mettere  il coperchio su una pentola piena di acqua, contiene il calore e aiuterà quest’ultima a bollire prima.

O forse Matteo imparerà a farsi da mangiare da solo, perchè quando ‘l’acqua tocca il culo, è lì che si impara a nuotare’. E quando avrà fame e inciamperà in un pacco di spaghetti e del sale grosso, sarà lì che Matteo diverrà uomo.

Mi volto verso di lui e gli poso una mano sulla testa, piano.

Scusa, amore, ma da domani ho 6 mesi di tempo per fare qualcosa per me.

Guardo l’ora; son le 3 del mattino. Non ho sonno e non ho tempo da perdere, mi alzo, mi vesto ed esco.

Dove vado?

  • In centro, a piedi. (40%)
    40
  • A trovare una persona, con la macchina. (60%)
    60
  • All'aeroporto, col taxi. (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

69 Commenti

  1. Ciao, Flow.
    La tua scelta mi lascia sinceramente perplesso. Penso che sia perché io, quando comincio a scrivere, non ho mai un’idea davvero precisa di come riempirò i dieci capitoli. Qualche volta ho il dubbio di riuscire a scrivere solo così, infatti qualsiasi mio tentativo di scrittura che non abbia il movente di qualcuno che legge e mi dà un feedback immediato fallisce miseramente.
    Però è anche giusto, se non ti piace più la tua storia, tanto vale chiuderla.
    Spero che ritroverai presto la tua musa, qui o altrove.
    Ciao, a rileggerti

    • Anche a me, ma piuttosto che tornare tra un anno o tra 10, meglio così. Comunque Monica sta bene, non preoccuparti 😉

      Ho tanti racconti da recuperare e ho intenzione di riprenderli tutti, quindi ci vediamo tra i commenti del tuo Freaks a breve! Ciao Achillu

  2. Dalla montagna, per un salto nel vuoto…

    Salve Flow, ero curioso di leggerti e così son passato.- Ed ho fatto bene.
    Ho trovato il 1 capitolo di grande intensità emotiva.
    Un tema molto sensibile che al solo pensiero vengono i brividi….
    “La donna con le palle” è una donna coraggiosa che merita tanta attenzione.
    Notevoli e non banali i dialoghi con l’amica Valentina nel 2 capitolo…
    Una protagonista che non si piange addosso, paradossalmente più viva che mai, rende molto interessante la lettura.
    Per cui, complimenti.
    Cercherò di seguirti.
    Ciao

  3. Insomma… non è che la tematica del tuo racconto sia proprio in linea con il mio umore nelle ultime settimane… però è interessante il modo in cui stai trattando un argomento così ostico.
    Non riesco a capire dalle opzioni se stai pensando, per il prossimo capitolo, a un flashback o se la narrazione continua nel presente.
    Un’audizione è, in ogni caso, la mia opzione preferita.

  4. Ciao Flow
    Il tuo racconto mi sta catturando, mi ha fatto stringere il cuore più volte, e riflettere.
    Ho votato per la montagna, adoro quell’ambiente, è tutto ciò che di bello ci è rimasto, incontaminato e verde, tutto intorno il vuoto e il cielo.
    Seguo
    Passa a trovarmi!

    • Ciao Feather,
      piacere di conoscerti! Bello il modo in cui vedi la montagna; potrei prendere spunto nel prossimo capitolo, visto che l’opzione montagna è in testa.

      Ho un po’ di racconti in lista da leggere, ma passerò di certo a dare un occhio al tuo, appena ne avrò il tempo. 😉
      Alla prossima!

    • Ciao JAW,
      sono contenta che ti piaccia ciò che hai letto fino ad ora e nello stesso tempo mi chiedo per quale motivo nessuno mi stia dicendo qualcosa di negativo, nel senso… Sono solo io quella a cui questo racconto non sta piacendo per niente? Perchè è così; non mi ci riesco a legare!

      Spero di farlo più mio nei prossimi capitoli, altrimenti prima o poi rimarrò con le mani in mano senza sapere che altro scrivere e la protagonista se ne andrà prima del decimo capitolo! Oddio, speriamo di no, speriamo arrivi all’undicesimo, povera cara.
      Alla prossima JAW,grazie di essere passato:)

      • Mi stai chiedendo un processo alle intenzioni: non so come lo vorrai continuare, quindi non ho idea di quanto il racconto mi piacerà una volta concluso. Premesso che sono in grado di esprimere esclusivamente il mio opinabilissimo punto di vista, vuoi una critica negativa? Non credo che il racconto possa proseguire per dieci capitoli con il registro da “diario personale” che hai utilizzato in questi tre capitoli. O meglio, non credo che mi piacerebbe se continuasse così… ma i miei gusti non sono certo quelli della maggioranza, quindi direi che puoi stare tranquilla. Comunque quello che mi manca fino a questo momento è l’azione: non intendo che la tua protagonista debba dare un senso alla sua vita terminale divenendo la paladina della giustizia che stermina a colpi di aikido i boss di una spietata organizzazione criminale. Intendo che fino ad ora si è limitata a parlare, a riflettere, a dire cosa farà. Bene, che lo faccia, il tempo che le rimane non è molto. Poi, perché questo racconto non stia prendendo te che ne sei l’autrice francamente non lo so, ma non è detto che sia una cosa controproducente. Alle volte si scrive per vedere l’effetto che fa, qualcuno riesce a scrivere anche robe che non gli piacciono. Io più di una volta ho pensato di farlo, ma non ci riesco, o meglio, solo l’idea di farlo mi schianta e non comincio neppure.
        Ecco, questo è il massimo di critica negativa che ti posso fare, spero ti possa essere utile:
        Ciao, a presto

        • Ciao JAW,
          sono più contenta ora, nel senso che trovo questo tuo commento molto più soddisfacente dell’altro. Sono d’accordo; questa sorta di caro diario può diventare diffcile, specialmente quando si avvicinerà il momento della fine e quindi il male, la stanchezza, la paura ecc… Volevo buttarmici a capofitto, ma ho scoperto che di certe cose non si può parlarne tanto facilmente, specialmente se non si è mai toccato neanche da lontano un avvenimento simile. Credo che trasformerò quella che era la mia idea di riflessioni, pensieri, parole ecc in un’avventura semi-comica di inno alla vita, in cui questa tizia farà davvero qualcosa di memorabile, tipo diventare paladina della giustizia o quasi 😀 Grazie Jaw, a presto.

  5. Concordo con gli altri: partiamo dalla montagna… ché poi questa cosa che se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto io l’ho sempre trovata una fesseria colossale, ché se non muovi il popò col cavolo che la montagna viene da te… ed è tempo per la nostra protagonista di alzarsi da quel divano, versare il vino rimasto in un vaso e piantarla di aspettare l’arrivo di qualcosa che non arriverà mai…
    Molto bello anche questo terzo. Proprio brava.

    • Ciao Lou!
      Ma quanto è vero. IO ho passato l’estate sul divano a lamentarmi che mi mancava il mare e ti assicuro che il mare non è venuto da me e io sono ancora color mozzarella e ormai siamo a Natale!

      (Il vino non lo darei alle piante, comunque!)

      Grazie di aver letto e di aver commentato; non sono molto soddisfatta in realtà di ciò che ho scritto fino ad ora, sarà che non ho tempo di mettermici troppo di impegno e tutto, ma questo mio incipit lo sto vivendo in modo un po’ distaccato; non lo sento mio e del prossimo capitolo ne so quanto voi! Spero di riuscire a farci stare ciò che avevo in mente all’inizio altrimenti mah, vedremo che cosa ne verrà fuori.
      Alla prossima!

  6. Ciao Flow,
    sei riuscita a rendere bene il flusso di pensieri e riflessioni che accompagnano la nostra protagonista.
    Molto carina l’idea del ricettario per il marito, che, come sappiamo, non sa farsi da mangiare.
    Amo la montagna e ho amato fare bungee jumping, trovandola un’esperienza molto coinvolgente anche a livello mentale… Perciò vada per il salto nel vuoto 🙂
    Buona giornata, alla prossima!

    • Ciao Encio,
      io non ho mai fatto Bungee Jumping e non lo farò mai! 😀 ma ho una grande stima per chi ha avuto il coraggio di farlo, almeno una volta nella vita. Il mio ragazzo la ricorda come un’esperienza grandiosa, qualcosa di incredibile, non solo per l’adrenalina pazzesca che ha provato, ma anche per ciò che ha pensato prima,durante e dopo il salto.
      Un po’ vi invidio, ma io soffrendo di vertigini probabilmente provo le stesse sensazioni ogni volta che salgo in piedi su uno sgabello! O forse no:)

      Grazie di essere passato, a presto!

  7. Ciao Flow,
    spero non ti dispiaccia avere a che fare con l’altra me 😉
    Interessante, toccante e a tratti leggero questo capitolo. Chissà come si reagisce a una notizia del genere, quando è una condanna a morte. Mi è capitato di ricevere una diagnosi sbagliata e di seguire un iter che avrei potuto evitare, per qualche mese ho pensato che magari non sarei rimasta troppo a lungo; ho pensato che se tutto si fosse risolto avrei fatto cose pazze, ma non è andata così. Tutto si è risolto, per fortuna, ma non sono cambiata di una virgola. L’unica cosa che ricordo era il desiderio di essere gentile e generosa nei confronti degli altri, in maniera più marcata del solito.
    Io amo la montagna, la Valle d’Aosta è una delle mie mete preferite, quindi voto per il salto nel vuoto e aspetto di vedere cosa succederà nel prossimo episodio.
    Alla prossima!

    • Ciao Achillu,
      quando ti ho risposto al precedente commento ero gasatissima, ho pensato: “Oh là, questa si che è una risposta come si deve, geniale, brava Elena!”. Poi quando l’ho riletta il giorno dopo, da lucida, ho pensato: “Si, beh, forse potevo anche stare più tranquilla che a nessuno frega niente di chi è il figlio di chi.” 🙂 Tutto bene, insomma!

      Vediamo dove vi porterò nel prossimo capitolo; non lo so nemmeno io, sinceramente!

  8. Flow,
    devo correggerti subito: con il formaggio si beve il vino rosso! Soprattutto per una che sogna Parigi 😆
    A parte gli scherzi, non ho appunti da farti: il flusso di pensieri, rimpianti e domande l’ho trovato un po’ lungo, ma chi può sapere come si reagisce in casi come questo? Probabilmente hai ragione tu.
    Il pacchetto regalo con lo scottex è geniale, rende tutto molto reale, quotidiano, spontaneo. Vivo.
    Io andrei in montagna, forse perché le escursioni in montagna fanno sempre sentire molto vivi.

    • Ciao B,
      ma nooooo, come si può mangiare il formaggio con il vino rosso?! Addenti un pezzetto di grana padano e rovini il gusto con un Merlot? E una bistecca al sangue con cosa l’abbini, con la Coca Cola? Scherzi a parte, io e il vino rosso non andiamo troppo d’accordo, al contrario vado molto, troppo, d’accordo con il bianco e lo abbinerei anche a un piatto colmo di niente!:) Quindi De gustibus, l’importante è bere vino:) hahah! Ciao!

  9. Ciao Flow, sai cosa penso? Per rimettere in gioco la propria vita non c’è bisogno necessariamente di una condanna a morte, cerchiamo di fare quello che ci fa stare bene anche quando stiamo bene in salute. Io, per esempio, andrei a Roma per un’audizione, sicuramente utile per nuove opportunità che favorirebbero una sorta di serenità.
    Ci si trova al prossimo capitolo, buona notte!

    • Ciao Alex, si sono d’accordo, bisognerebbe pensarci prima che sia troppo tardi a renderla speciale, questa cosa meravigliosa che è la vita, ma purtroppo sembra che l’essere umano faccia una fatica incredibile a godersi il tempo che ha a disposizione; si stressa, si arrabbia, si mette a dieta e il tempo scorre e finisce senza che sia stato consumato a pieno.
      Non credo che Roma vincerà, però se tu andresti a fare questa audizione…perchè non ci vai davvero? Chi lo sa cosa potrebbe succedere; magari piaci un sacco e diventi un attore 🙂
      A presto!

  10. Ciao Flow.
    Beh, argomento bello tosto… ci vuole coraggio anche soltanto ad immaginarla una situazione cosi.
    È il tuo primo racconto che leggo perciò non conosco il tuo stile, ti dico però che il ritmo che sei riuscita ad imprimere alla narrazione è funzionale al tipo di storia che, presumo, tu abbia intenzione di raccontare, con la protagonista che alla notizia di avere i giorni contati piuttosto che deprimersi decide di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, spezzando la routine della quotidianità e riprendendo in mano la propria vita, a cominciare da quelle cose che ha rimandato per troppo tempo a un domani che adesso scopre che non ci sarà.
    Ti seguo con grande interesse e curiosità.

    • Ciao Lou!
      Non avevo visto il tuo commento, mi fa piacere trovarti qui anche se devo ammettere di essermi un po’ incasinata con questo racconto, dal momento che mi sono accorta di non avere nè un’idea precisa su cosa raccontare nè il tempo di elabolarla, questa idea! Ma ci proverò; spero di continuare ad averti tra i miei;)
      A presto!

  11. Ciao Flow.

    Speravo che guidasse un po’ di più, povera Vale.

    C’è solo un punto debole nella trama: se le ha fregato il fidanzato e Vale si è incazzata, non capisco il senso di confidarle la gravidanza e il fatto che non sia andata a buon fine. Boh, mi manca un appiglio, ma è una quisquilia. Lo prendo come dato di fatto, anche se non l’ho capito.

    Noto che siamo ancora in fase di rifiuto, quindi vai col monologo depressivo.

    Alla prossima.

    • Ciao Achillu!
      In questo caso so come rispondere al tuo commento:)
      Le favole di solito sono chiare e precise, quello che è scritto è quello che è, quello che il lettore legge è quello che deve immaginare. Ma la vita reale non è mai così matematica, 1+1 non fa sempre due, non esistono solo nero e bianco, ma infinite sfumature di grigio (e no, non mi sto riferendo a Mr Gray e ai suoi bizzarri passatempi). In una favola, le principesse nascono da un re e da una regina che son sposati e convivono a palazzo, ma nella vita reale non funziona davvero così. Nessuno ha detto che il padre del bambino fosse Matteo, anzi, se Valentina è stata informata probabilmente le due erano ancora amiche all’epoca, il che mi farebbe pensare che a quel tempo non avessero ancora chiuso i rapporti a causa di un furto d’amore. Per di più, se Monica stesse ricordando le notizie condivise con l’amica in ordine cronologico, la gravidanza sarebbe avvenuta addirittura prima della laurea, il che potrebbe far pensare che Monica fosse allora parecchio giovane, anche se nemmeno in questo caso è un dato di fatto, visto che nel mondo reale c’è chi si laurea anche a 60 anni;) Spero di averti risposto in modo esaustivo; grazie di avermi esposto il tuo dubbio. Alla prossima!

  12. Ciao Flow,
    voto per il monologo ironico-depressivo: dinanzi a una notizia di tale portata è giusto e comprensibile reagire con paura e depressione, anche se l’ironia può diventare un ottimo meccanismo di difesa per se stessi.
    Mi stai già coinvolgendo alla grande, brava 🙂
    Buona serata, alla prossima!

    • Ciao Encio,
      mi fa piacere che il racconto ti stia già coinvolgendo! Devo confessare che credevo di avere già una trama in mente e invece non so cosa succederà nel prossimo capitolo e in tutti gli 8 mancanti! Spero di non perdermi per strada;) Grazie del tuo voto e del commento. A presto!;)

  13. Monologo positivo.
    E niente, mi sta piacendo 🙂
    Questa frase:
    Mantiene le distanze come se fossi uno spettro, ma so che non è che sto per morire la causa della sua diffidenza.
    l’ho trovata un po’ contorta, un [il fatto] tra non è e il “che” sarebbe stato opportuno. Subito dopo, il secondo “so che…” in così breve spazio disturba un po’.
    Così, giusto per non limitarmi ai complimenti 😉
    Brava!
    Ciao, a presto

    • Ma sai che, giurin giurello, quando ho letto e riletto quella frase non riuscivo proprio a farmela piacere? L’ho lasciata lì perchè ho pensato che qualcuno mi avrebbe dato un’idea su come scriverla meglio.

      Ciao JAW,
      sono proprio contenta che fino ad ora ti piaccia quello cho ho scritto, grazie di essere passato 🙂

  14. Ciao Flow,
    bentornata, stavo per perdermi il tuo racconto. Fortunatamente ho letto un tuo commento e il titolo del tuo nuovo lavoro. Molto interessante. L’approccio con la notizia della morte è diverso per tutti, immagino. Il tuo incipit mi ricorda un po’ un bel film, divertente, con Queen Latifah. Spero che poi Monica ci racconti anche cosa c’è dopo, sono curiosa di sapere che cosa vedono gli altri nell’ignoto.
    Ovviamente i capitoli sono scritti con cura, scorrevoli, leggeri anche se trattano un tema particolare. Come sempre, brava, ottimo lavoro.
    Aspetto il nuovo e ti seguo.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra!
      E’ bello rivederti! Mi perdonerai di non aver seguito Tulip; sai che adoro il tuo modo di scrivere, ma i fantasy proprio non riesco a leggerli, non so perchè son così tarata 😉

      Non lo so ancora, ma non credo che vedremo il ‘seguito’ dal punto di vista di Monica; la seguiremo fino a che sarà in vita, una volta partita per il suo viaggio, nulla, rimarrà per noi soltanto l’ignoto.
      Grazie di essere passata!

  15. ” Vale ” la pena averla come amica!
    Sarà pure retorica ma l’amicizia si misura soprattutto nei momenti più bui della vita, aiuta a ritrovare la luce e seguendola si può anche uscire dal tunnel depressivo.
    Per questo voto ironico-positivo!
    Dialoghi molto reali, denotano sensibilità o profondità, in buona sostanza un animo puro.
    Ciao Flow, a presto!

    • Ciao Alex,
      sono d’accordo. Certi rapporti possono superare tutto e ci sono dei momenti nella vita in cui l’orgoglio e il risentimento non valgono più nulla e non solo di fronte alla morte; dovremmo tutti alzare bandiera bianca un po’ più spesso, per evitare di perdere persone con cui sarebbe stato meglio percorrere pezzi di vita, piuttosto che lasciarle nei ricordi.

      Grazie delle tue riflessioni;) a presto!

  16. Io andrei sul riflessivo (con tutte le i che vuoi!^^).
    Il capitolo mi è piaciuto molto, fin dall’idea di fondo: l’amica persa di vista (è capitato anche a me di ricercare amiche perse per strada, in momenti importanti della vita, senza nemmeno bisogno di essere in punto di morte, però). Molto carino anche il dialogo (ho un dubbio sulla cosa del panettiere: cominciano a lavorare alle 3/4 di mattina per impastare, magari apre dieci minuti prima solo per lei, ma è già lì in forno da ore. Però questa è una pignoleria mia, a Monica che le frega!).
    L’unica cosa che ho notato è una reiterazione frequente della formula “ma so che” o “non so”: magari puoi sfoltirla o sostituirne qualcuno con “sento che”, o “ma in realtà”. Nel caso, un giorno tu voglia reeditarlo, se no ignora pure la mia osservazione.
    A presto

    • Ciao Befana, bello vederti qui!
      Hai super ragione sui panettieri; è vero che si svegliano all’alba e lo avevo considerato, però mi serviva una battuta (scarsa) nell’immediato.

      Molto vero anche che ripeto “so” e “non so” troppo spesso e questo no, non lo avevo notato, quindi grazie mille; starò più attenta d’ora in avanti.
      A presto, e comunque si, essere una tua lettrice piace anche a me; mi rende riflessiva al massimo! 😀

    • Ciao Achillu,
      sono molto contenta di vedere anche te qua! Anche tu come Jaw lasci sempre in giro dei bei commenti strutturati che mi leggo sempre, quindi spero di continuare ad averti tra i miei lettori nei prossimi capitoli così che possa ricevere quanti più consigli/aiuti/giudizi ecc per migliorare.

      Mi fa piacere sentire che eri curioso di leggere un mio incipit; spero di non deluderti! Quanto a “fai la brava, Silvia” tienilo pure in lista, ma come ultimo punto perchè son certa che potrai leggere di meglio in questo sito!;)
      A presto

      E Ps- spero che il tuo prossimo racconto, che seguirò a meno che non sia un fantasy (;p), sia ambientato in Veneto, a casa mia 🙂 Ciao!

    • Ciao Jaw!
      Sono molto contenta di vederti qui; dai commenti costruttivi che lasci in giro per i vari incipit e che leggo (e condivido) sempre, so che puoi essere un critico pignolo e puntiglioso; proprio quello che serve ad una come me che spera di migliorare nella scrittura. Una volta ero finita nel tuo profilo; la tua descrizione mi aveva divertita parecchio;D poi non so perchè non mi ero fermata a leggere la tua storia, forse c’erano già troppi capitoli e io ho sempre poco tempo, forse era un fantasy? Non riesco a leggere i fantasy, ho la mentalità troppo chiusa! Insomma, grazie di esserci e di aver lasciato questo commento; passerò presto a ricambiare il favore 😉 Ciao!

  17. Ciao Flow
    mi è piaciuto il tuo incipit, credo che continuerò a leggerti.
    Mi hai spiazzato con le opzioni perché, come ha scritto qualcuno,”Alle tre del mattino è sempre troppo presto o troppo tardi per qualsiasi cosa tu voglia fare.”
    in ogni caso… prende la macchina e va a trovare una persona.
    al prossimo

    • Ciao Louise, grazie di essere passata a lasciare un commento! Molto veritiero quell’aforisma, però secondo me quando hai i minuti contati non esiste più un troppo presto/troppo tardi, non ne devi perdere nessuno. E io, se avessi poco tempo, non mi farei problemi a buttare giù qualcuno dal letto 🙂 Alla prossima; appena ho tempo passo a dare un’occhiata alla tua storia!

    • Ciao Alex, cavolo, brutta storia! Mi spiazza. Spero tu stia meglio,anzi se volessi farmi sapere come stai in privato potremmo scambiarci gli indirizzi email.

      Lieta invece di rivederti tra i miei lettori, decisamente non è il tuo momento di andartene!
      La storia è di fantasia, si, quindi spero di non risultare frivola se affronto un argomento così delicato che non mi ha toccata in prima persona; lo devo ad un amico e alle nostre chiacchierate.
      Ciao, stammi bene, mi raccomando.

    • Ciao Napo,
      è vero, è un argomento decisamente meno leggero del mio precedente racconto, ma insomma, so trattare diversi generi, non posso vivere all’ombra di Silvia e della sua storia comica. “Fai la brava, Silvia” era una barzelletta, ma questo racconto per me è un inno alla vita, alla positività, alla gioia di ciò che si ha avuto e alla speranza di trovare qualcosa d’altro, da quell’altra parte; può strappare anch’esso qualche sorriso. Speriamo
      Spero di non deluderti, ma se non ti piacerà potrai sempre provare a darmi fiducia al prossimo;) Ciao!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi