Quella sera al “The Music Always”…

Dove eravamo rimasti?

Se descrivo cripticamente come “zvklmbrtu” il Musicista preferito dagli Amici (Musicisti) di Andrea, secondo Voi di chi sto parlando? Robert Fripp (33%)

“Grazie alla Buona Musica, da Hobby a Business…”

Mentre l’assetto iniziale del nostro “The Music Always” verteva nei primi anni ’60, per quanto riguarda la Musica, sui Cori alpini cantati la sera tra un aperitivo e l’altro, quello rinnovatore portato avanti da Andrea, avvenne da fine anni di quel decennio a tutto il 2000, diventando in poco tempo un’amalgama di Musica live, suonata full time da giovani, innovativi e talentuosi Musicisti rock, meglio se poco conosciuti, accompagnata da una rinnovata gastronomia di tipo etnico-internazionale.

Forte di una straniante commistione tra blues, jazz, rock, progressive e musica elettronica, quel bel Gruppo, che da quella notte prese il nome The Glass Vampires, seppur composto da Musicisti alle prime esperienze, a breve sarebbe diventato, grazie ad Andrea, ed a quella sua iniziativa, protagonista di un’autentica rivoluzione stilistica, non tanto perché emula ma bensì “figlia”, artisticamente parlando, di tre eccellenti Chitarristi, seppur così distanti tra loro, come George Benson, Robert Fripp e Jimi Hendrix, che l’ex popolo dei Cori Alpini il pomeriggio prima aveva decretato come i migliori, accomodato per l’occasione sulle rosse poltroncine ivi allocate, in fila per otto con il resto di due…

Grazie a quell’entusiastica serata, quei Musicisti, oltre a mostrare uno straordinario talento, insolito per la loro giovine età, da subito convinsero, chi doveva essere convinto, e decidere sulle sorti di quel locale, che era giusto dedicare “The Music Always” al Rock suonato dal vivo, meglio se nuovo e ben suonato, piuttosto che lasciar l’iniziativa, ormai sempre più stanca, a degli ex Alpini con i loro cori di montagna.

A determinare quel cambio di rotta fu quella Platea, chiamata per esprimersi in merito alla Musica ivi suonata, che ritenne tra i primi tre George Benson, sponsorizzandolo come uno dei più grandi ed innovativi chitarristi Jazz e R&B, cantante di gran valore più volte premiato, ed interprete di un raffinato sound, fautore di collaborazioni importanti come quelle con Wes Montgomery, Stanley Turrentine e con il divino Miles Davis.

Poi, ugualmente apprezzato, fu anche Robert Fripp, che la stessa ne esaltò le qualità, quale leader e fondatore dei King Crimson, poichè “indiscusso mostro sacro del prog e non solo, maestro di stile e tecnica, colto e raffinato sperimentatore, virtuoso chitarrista, protagonista, attento ed ultraperfezionista, di un mix perfetto, tra sperimentazione e contaminazione, di tanti generi come musica classica, sinfonica, psichedelica, medioevale, jazz e sperimentale…”

Infine l’ultimo dei primi tre, amati con pari merito da quel parterre, fu Jimi Hendrix, che, avvalorandone il mito, lo ritenne il più avanti di Tutti, per il suo stile chitarristico così rivoluzionario, che, piu` che uno stile, era una dichiarazione di guerra al mondo musicale di allora, quale sperimentazione continua, ed innovazione oltre che apertura  tecnica ed artistica senza precedenti  del modo di suonare la chitarra, intesa come strumento principe della musica rock.

L’idea fu quella, direi coraggiosa, di avviare ex novo, nella sala degli aperitivi, un Palco-Vetrina di Rockers talentuosi, dedito a sonorità completamente nuove, analogo a quei piccoli Pub londinesi, protagonisti della storia della Swinging London, dove era possibile esplorare e rinverdire vecchie e nuove Musiche.

Con l’occasione fu anche rivoluzionato il Bar, e tutto intorno allo stesso, con il risultato che “The Music Always” diventò sempre più luogo d’incontro di appassionati musicofili, e che quell’idea, avviata quasi per scherzo, da hobby si trasformò in breve in un bel business.

Quel benessere, così inaspettato, portò inevitabilmente Andrea, e la sua giovane Famiglia, verso scelte e desideri insperati sinora, spesso difficili da percorrere a chi è appena entrato nell’ambito “mondo di sopra” come loro…

Dopo aver cambiato gli elettrodomestici di casa, e rinnovato l’abbigliamento, Andrea come investì la sua nuova ricchezza?

  • Acquistando una vecchia villa d’epoca arroccata sopra la Città, che avrebbe permesso a loro di allontanarsi dal suo frastuono (67%)
    67
  • Andando a vivere, in affitto, per tutta l’estate in uno spartano Rorbu in legno (antica casa di pescatori), con vista sul Mar di Norvegia (0%)
    0
  • Completando la propria raccolta di dischi, con l’aggiunta di più di 5.000 ristampe originali, tra cui il 45 giri di Space Oddity di D.Bowie (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

21 Commenti

  1. Ciao Jearry,
    questo capitolo doveva risolvere qualche questione, tipo: perchè sono finiti a fare i propri bisogni dalle finestre di una vecchia casa decrepita? Non doveva venirne fuori un locale o qualcosa del genere? Nn trovo collocazione a questo epidosio, il conte Vlad che si vaporizza ci sta, ma non hai raccontato motlo di lui nel capitolo precedente, quindi ha solo confuso la scena, almeno l’ha confusa a me.
    In questa frase: “scusate, ma è tutta colpa mia, ‘sta roba viene dallo stereo di sotto, ieri sera ho sentito “Bela Lugosi’s Dead”, primo singolo dei Bauhaus del 1979, si vede che quel CD ora inspiegabilmente ha ripreso a suonare…” dai al lettore una spiegazione riguardo al singolo appena suonato, sarebbe meglio evitare. Se il lettore vuole sapere di più sul signolo, lo cercherà e si informerà.
    Per quanto riguarda la frase che ti segnalato la volta scorsa, ora ho capito. Avresti risolto con un paio virgole che chiudessero l’inciso, ma io con le virgole sono pessima quindi dal mio pulpito dovrei solo tacere 😉
    Ci si vede al settimo, vediamo di capire se le sorti dei nostri amici verranno risollevate dalla nuova casa e dalla musica.
    Alla prossima!

  2. Ciao Allegra_Dubois,

    a parte i bisogni fatti dalla finestra dei nostri, costretti dal fatto di essere chiusi per la paura dei vecchi proprietari in una serie di stanze una dentro l’altra, che ho ripreso da una mia esperienza di ragazzo quando andavo di tanto in tanto in una casa isolatissima di mia zia,

    questa è una storia multitask, se riesco oggi aggiungo il prossimo capitolo, dove ritornerà come filo conduttore la musica,

    quando dico “I nostri ligi a quei cartelli”, mi riferisco al fatto che i nostri sono rispettosi dei cartelli che ricordano la notte di chiudere (una dentro l’altra) tutte le porte…

    niente di che per tutto il resto, non sei stata affatto scortese.

    ciaoooo ed uno smack (bacio) alla prossima…

    Jearry

  3. Ciao Jearry,
    devo dirti la verità, non ho capito il senso di questo capitolo. Insomma, siamo passati dal locale dove si suona musica dal vivo a una sorta di castello infestato, dove le persone espletano i propri bisogni corporali dalla finestra…
    Ci sono frasi che non capisco, per esmpio: “In attesa di migliorie a quello strano assetto interno, i nostri ligi a quei cartelli serrarono tutte le porte interne, pronti a dormire in fondo a quella lunga serie di stanze chiuse… ” I nostri ligi a quei cartelli, non capisco il senso della frase.
    Mi hanno spesso fatto notare che metto in campo troppi personaggi, ed è vero, ma trovo che in questo capitolo siano stati spinti dentro a forza. Perdonami, spero di non risultarti scortese. Il problema potrebbe nascere dal non accorgersi che ciò che si sta raccontando non è visibile agli altri come lo è nella propria testa. L’ho fatto anche io, per questo mi permetto di fartelo notare. Immaginavo qualcosa, nella mia testa era chiaro come il sole ma il lettore, e me lo faceva notare, non capiva dove volessi andare a parare.
    Tutto questo è un mio giudizio, naturalmente lascia il tempo che trova, fanne quel che ritieni più giusto.
    Aspetto il nuovo capitolo, chissà che non mi faccia ricredere.
    Alla prossima!

  4. Ciao Jearry, ho votato la villa. Non so cosa tu abbia in mente e questo mi piace molto, niente elfi né streghette da queste parti. Eppure il fantastico dovrà pure uscire fuori e ho pensato che la villa e le sue suggestioni potrebbero esserti utili. Di sicuro, non sarà banale.

  5. Ciao Jearry, come potevo non votare Benson? dai cori degli alpini al rock psichedelico. E con Benson di mezzo, il fantastico ci sta. Come gli altri ti dico: un po’ troppo breve. ma il fantastico non prevedibile mi piace molto e anche le contaminazioni tra generi. Ti seguo con molte aspettative. p.s. il grassetto è una scelta tipografica ben precisa o mi sbaglio?

  6. Fa suonare lo stereo… una mezza bestemmia, insomma 😀
    Ciao Jearry.
    L’incipit è carino e c’è qualcosa di particolare nel tuo stile, qualcosa che mi ricorda i monologhi radiofonici di Jack Folla. Peccato che sia così breve 🙁 A questo proposito ti consiglierei di sfruttare tutti i cinquemila caratteri, altrimenti potresti ritrovarti con poco spazio per sviluppare la storia come vorresti.
    Ciao, a presto

  7. Ciao Jearry,
    sono anche io un amante della musica e non potevo non commentare. L’incipit è un po’ corto, tuttavia ha già detto molto del locale. Certo che trovare tanta qualità in una quantità enorme è quasi impossibile. Gruppi che suonino dal vivo, a tutte le ore, con talento, non ce ne possono mica essere un’infinità… o sì?
    Il mio racconto precedente parlava di musica, di blues per l’esattezza, il tuo che genere tratterà?
    Aspetto il nuovo episodio, con qualche carattere in più magari. Alla prossima!

    • ciao Allegra_Dubois, il mio incipit è un po’ corto purtroppo, a causa del poco tempo a disposizione…, per quanto riguarda la mia Musica preferita, ho visto nascere il progressive, tanto che sono cresciuto a pane King Crimson, anche se dopo tanti anni, vista la mia irrequietezza musicale, questo oggi è molto più ampio, e va tra Randy Newman, Rickie Lee Jones, Little Feat, Lynyrd Skynyrd, e tanti altri… Ciao.

  8. Si converte allo stereo e trasformarma il locale in un anonino baretto come tanti.
    Sono curiosa di capire che ruolo abbia il fantastico in questa storia, perché al momento non mi è chiaro.

    Occhio alla punteggiatura, che non è ottimale, e alla sintassi. Ci sono diversi cambi di soggetto che rendono difficile seguire la narrazione.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi