Quella sera al “The Music Always”…

Dove eravamo rimasti?

Con quali canti gli abituè del Locale accompagnavano sino a notte fonda i mangiarini e bicchierini dei loro aperitivi? “scatenatissimi” cori alpini, a cui ogni sera si univa l’Officiante della vicina “Basilica del Sacro Calice” (100%)

“Magic Moments”, ed ora largo alla buona Musica...

Al “The Music Always”, se ritorniamo ai suoi inizi, non era ancora stata avviata  l’esperienza “live” dei concerti Rock, anche se qualcosa di musicale, da tempo, suonava già tutte le sere…

Tutto era nato da quelli che avevano fatto la naja negli Alpini, che, dopo aver già vantato altrove le loro qualità canore, una sera di anni fa, sospinti alcolemicamente, avevano portato con entusiasmo anche in quella sala degli aperitivi i loro cori da montagna.

Quello era ormai un istituzionale tran-tran, quando Andrea, aiuto barista ed appassionato rockettaro, oltre che chitarrista a tempo perso, pensò bene di cambiar verso a quella fastidiosa situazione, stufo di  assistere a quelle imprese canore, esposte tra un drink e l’altro, a cui partecipava anche il Parroco della vicina “Basilica del Sacro Calice”.

In sostituzione delle solite nenie alpine, chiamò “chi di dovere”, facendo gustare ai presenti, quasi per gioco, un’esplosiva jam session  suonata magnificamente da quei suoi Amici Musicisti, future eccellenze del psichedelic-rock blues, che dichiarandosi idealmente figli di “zvklmbrtu”,  si esibirono “a gratis” tutta la sera con grandissima energia…

Se descrivo cripticamente come “zvklmbrtu” il Musicista preferito dagli Amici (Musicisti) di Andrea, secondo Voi di chi sto parlando?

  • George Benson (33%)
    33
  • Jimi Hendrix (33%)
    33
  • Robert Fripp (33%)
    33
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21 Commenti

  1. Ciao Jearry,
    questo capitolo doveva risolvere qualche questione, tipo: perchè sono finiti a fare i propri bisogni dalle finestre di una vecchia casa decrepita? Non doveva venirne fuori un locale o qualcosa del genere? Nn trovo collocazione a questo epidosio, il conte Vlad che si vaporizza ci sta, ma non hai raccontato motlo di lui nel capitolo precedente, quindi ha solo confuso la scena, almeno l’ha confusa a me.
    In questa frase: “scusate, ma è tutta colpa mia, ‘sta roba viene dallo stereo di sotto, ieri sera ho sentito “Bela Lugosi’s Dead”, primo singolo dei Bauhaus del 1979, si vede che quel CD ora inspiegabilmente ha ripreso a suonare…” dai al lettore una spiegazione riguardo al singolo appena suonato, sarebbe meglio evitare. Se il lettore vuole sapere di più sul signolo, lo cercherà e si informerà.
    Per quanto riguarda la frase che ti segnalato la volta scorsa, ora ho capito. Avresti risolto con un paio virgole che chiudessero l’inciso, ma io con le virgole sono pessima quindi dal mio pulpito dovrei solo tacere 😉
    Ci si vede al settimo, vediamo di capire se le sorti dei nostri amici verranno risollevate dalla nuova casa e dalla musica.
    Alla prossima!

  2. Ciao Allegra_Dubois,

    a parte i bisogni fatti dalla finestra dei nostri, costretti dal fatto di essere chiusi per la paura dei vecchi proprietari in una serie di stanze una dentro l’altra, che ho ripreso da una mia esperienza di ragazzo quando andavo di tanto in tanto in una casa isolatissima di mia zia,

    questa è una storia multitask, se riesco oggi aggiungo il prossimo capitolo, dove ritornerà come filo conduttore la musica,

    quando dico “I nostri ligi a quei cartelli”, mi riferisco al fatto che i nostri sono rispettosi dei cartelli che ricordano la notte di chiudere (una dentro l’altra) tutte le porte…

    niente di che per tutto il resto, non sei stata affatto scortese.

    ciaoooo ed uno smack (bacio) alla prossima…

    Jearry

  3. Ciao Jearry,
    devo dirti la verità, non ho capito il senso di questo capitolo. Insomma, siamo passati dal locale dove si suona musica dal vivo a una sorta di castello infestato, dove le persone espletano i propri bisogni corporali dalla finestra…
    Ci sono frasi che non capisco, per esmpio: “In attesa di migliorie a quello strano assetto interno, i nostri ligi a quei cartelli serrarono tutte le porte interne, pronti a dormire in fondo a quella lunga serie di stanze chiuse… ” I nostri ligi a quei cartelli, non capisco il senso della frase.
    Mi hanno spesso fatto notare che metto in campo troppi personaggi, ed è vero, ma trovo che in questo capitolo siano stati spinti dentro a forza. Perdonami, spero di non risultarti scortese. Il problema potrebbe nascere dal non accorgersi che ciò che si sta raccontando non è visibile agli altri come lo è nella propria testa. L’ho fatto anche io, per questo mi permetto di fartelo notare. Immaginavo qualcosa, nella mia testa era chiaro come il sole ma il lettore, e me lo faceva notare, non capiva dove volessi andare a parare.
    Tutto questo è un mio giudizio, naturalmente lascia il tempo che trova, fanne quel che ritieni più giusto.
    Aspetto il nuovo capitolo, chissà che non mi faccia ricredere.
    Alla prossima!

  4. Ciao Jearry, ho votato la villa. Non so cosa tu abbia in mente e questo mi piace molto, niente elfi né streghette da queste parti. Eppure il fantastico dovrà pure uscire fuori e ho pensato che la villa e le sue suggestioni potrebbero esserti utili. Di sicuro, non sarà banale.

  5. Ciao Jearry, come potevo non votare Benson? dai cori degli alpini al rock psichedelico. E con Benson di mezzo, il fantastico ci sta. Come gli altri ti dico: un po’ troppo breve. ma il fantastico non prevedibile mi piace molto e anche le contaminazioni tra generi. Ti seguo con molte aspettative. p.s. il grassetto è una scelta tipografica ben precisa o mi sbaglio?

  6. Fa suonare lo stereo… una mezza bestemmia, insomma 😀
    Ciao Jearry.
    L’incipit è carino e c’è qualcosa di particolare nel tuo stile, qualcosa che mi ricorda i monologhi radiofonici di Jack Folla. Peccato che sia così breve 🙁 A questo proposito ti consiglierei di sfruttare tutti i cinquemila caratteri, altrimenti potresti ritrovarti con poco spazio per sviluppare la storia come vorresti.
    Ciao, a presto

  7. Ciao Jearry,
    sono anche io un amante della musica e non potevo non commentare. L’incipit è un po’ corto, tuttavia ha già detto molto del locale. Certo che trovare tanta qualità in una quantità enorme è quasi impossibile. Gruppi che suonino dal vivo, a tutte le ore, con talento, non ce ne possono mica essere un’infinità… o sì?
    Il mio racconto precedente parlava di musica, di blues per l’esattezza, il tuo che genere tratterà?
    Aspetto il nuovo episodio, con qualche carattere in più magari. Alla prossima!

    • ciao Allegra_Dubois, il mio incipit è un po’ corto purtroppo, a causa del poco tempo a disposizione…, per quanto riguarda la mia Musica preferita, ho visto nascere il progressive, tanto che sono cresciuto a pane King Crimson, anche se dopo tanti anni, vista la mia irrequietezza musicale, questo oggi è molto più ampio, e va tra Randy Newman, Rickie Lee Jones, Little Feat, Lynyrd Skynyrd, e tanti altri… Ciao.

  8. Si converte allo stereo e trasformarma il locale in un anonino baretto come tanti.
    Sono curiosa di capire che ruolo abbia il fantastico in questa storia, perché al momento non mi è chiaro.

    Occhio alla punteggiatura, che non è ottimale, e alla sintassi. Ci sono diversi cambi di soggetto che rendono difficile seguire la narrazione.

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