Quella sera al “The Music Always”…

Dove eravamo rimasti?

quale fu la decisione del Gestore del locale per contrastare il calo della qualità della Musica dal vivo, ed anche dei suoi Ascoltatori? fece suonare al posto della Musica dal vivo un impianto stereo (60%)

dall’appassionante Musica dal vivo, a quella fredda e digitale dello Stereo...

…, piuttosto che proseguire malamente, furono sostituite da uno stereo posto in pianta stabile sul palco, ciò al fine di evitare ingaggi scadenti, a cui i Gestori da tempo erano costretti a sopperire, per abbandono del palco, con abbondanti stuzzichini ed aperitivi al posto di artisti decenti.

Se torniamo però al momento zero di “The Music Always”, sarà più semplice comprenderne le evoluzioni, in quanto lo stesso agli inizi era solo una mera appendice al vicino casello autostradale, in quanto non aveva ancora sviluppato quella vocazione “live” che lo avrebbe reso poi famoso, dedito a sfornare ogni giorno a tutto il mondo circostante “a ciclo continuo”un’infinità di caffè, cappuccini e brioches,  e gastronomie varie, per poi concludere la sera con il sarabandesco rito degli aperitivi e dei grappini, suo momento forte anche se un po’ malinconico, grazie ai tanti abituè che stazionavano sino a tardi nell’ampia sala dietro al Bar, cantando…

Con quali canti gli abituè del Locale accompagnavano sino a notte fonda i mangiarini e bicchierini dei loro aperitivi?

  • di sicuro il loro brano preferito era “Finchè la barca va…”, poiché tra loro c’era un ex spasimante di Orietta Berti (0%)
    0
  • “scatenatissimi” cori alpini, a cui ogni sera si univa l’Officiante della vicina “Basilica del Sacro Calice” (100%)
    100
  • come esperti “sorcini”, ripercorrevano tutto il repertorio di Renato Zero, arricchendolo con sguaiati inserti caserecci da Caserma (0%)
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19 Commenti

  1. Ciao Allegra_Dubois,

    a parte i bisogni fatti dalla finestra dei nostri, costretti dal fatto di essere chiusi per la paura dei vecchi proprietari in una serie di stanze una dentro l’altra, che ho ripreso da una mia esperienza di ragazzo quando andavo di tanto in tanto in una casa isolatissima di mia zia,

    questa è una storia multitask, se riesco oggi aggiungo il prossimo capitolo, dove ritornerà come filo conduttore la musica,

    quando dico “I nostri ligi a quei cartelli”, mi riferisco al fatto che i nostri sono rispettosi dei cartelli che ricordano la notte di chiudere (una dentro l’altra) tutte le porte…

    niente di che per tutto il resto, non sei stata affatto scortese.

    ciaoooo ed uno smack (bacio) alla prossima…

    Jearry

  2. Ciao Jearry,
    devo dirti la verità, non ho capito il senso di questo capitolo. Insomma, siamo passati dal locale dove si suona musica dal vivo a una sorta di castello infestato, dove le persone espletano i propri bisogni corporali dalla finestra…
    Ci sono frasi che non capisco, per esmpio: “In attesa di migliorie a quello strano assetto interno, i nostri ligi a quei cartelli serrarono tutte le porte interne, pronti a dormire in fondo a quella lunga serie di stanze chiuse… ” I nostri ligi a quei cartelli, non capisco il senso della frase.
    Mi hanno spesso fatto notare che metto in campo troppi personaggi, ed è vero, ma trovo che in questo capitolo siano stati spinti dentro a forza. Perdonami, spero di non risultarti scortese. Il problema potrebbe nascere dal non accorgersi che ciò che si sta raccontando non è visibile agli altri come lo è nella propria testa. L’ho fatto anche io, per questo mi permetto di fartelo notare. Immaginavo qualcosa, nella mia testa era chiaro come il sole ma il lettore, e me lo faceva notare, non capiva dove volessi andare a parare.
    Tutto questo è un mio giudizio, naturalmente lascia il tempo che trova, fanne quel che ritieni più giusto.
    Aspetto il nuovo capitolo, chissà che non mi faccia ricredere.
    Alla prossima!

  3. Ciao Jearry, ho votato la villa. Non so cosa tu abbia in mente e questo mi piace molto, niente elfi né streghette da queste parti. Eppure il fantastico dovrà pure uscire fuori e ho pensato che la villa e le sue suggestioni potrebbero esserti utili. Di sicuro, non sarà banale.

  4. Ciao Jearry, come potevo non votare Benson? dai cori degli alpini al rock psichedelico. E con Benson di mezzo, il fantastico ci sta. Come gli altri ti dico: un po’ troppo breve. ma il fantastico non prevedibile mi piace molto e anche le contaminazioni tra generi. Ti seguo con molte aspettative. p.s. il grassetto è una scelta tipografica ben precisa o mi sbaglio?

  5. Fa suonare lo stereo… una mezza bestemmia, insomma 😀
    Ciao Jearry.
    L’incipit è carino e c’è qualcosa di particolare nel tuo stile, qualcosa che mi ricorda i monologhi radiofonici di Jack Folla. Peccato che sia così breve 🙁 A questo proposito ti consiglierei di sfruttare tutti i cinquemila caratteri, altrimenti potresti ritrovarti con poco spazio per sviluppare la storia come vorresti.
    Ciao, a presto

  6. Ciao Jearry,
    sono anche io un amante della musica e non potevo non commentare. L’incipit è un po’ corto, tuttavia ha già detto molto del locale. Certo che trovare tanta qualità in una quantità enorme è quasi impossibile. Gruppi che suonino dal vivo, a tutte le ore, con talento, non ce ne possono mica essere un’infinità… o sì?
    Il mio racconto precedente parlava di musica, di blues per l’esattezza, il tuo che genere tratterà?
    Aspetto il nuovo episodio, con qualche carattere in più magari. Alla prossima!

    • ciao Allegra_Dubois, il mio incipit è un po’ corto purtroppo, a causa del poco tempo a disposizione…, per quanto riguarda la mia Musica preferita, ho visto nascere il progressive, tanto che sono cresciuto a pane King Crimson, anche se dopo tanti anni, vista la mia irrequietezza musicale, questo oggi è molto più ampio, e va tra Randy Newman, Rickie Lee Jones, Little Feat, Lynyrd Skynyrd, e tanti altri… Ciao.

  7. Si converte allo stereo e trasformarma il locale in un anonino baretto come tanti.
    Sono curiosa di capire che ruolo abbia il fantastico in questa storia, perché al momento non mi è chiaro.

    Occhio alla punteggiatura, che non è ottimale, e alla sintassi. Ci sono diversi cambi di soggetto che rendono difficile seguire la narrazione.

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