Morte

Dove eravamo rimasti?

Chi é quella donna? Una Dea (100%)

Capitolo 2 - Parte 1

Dopo tredici anni le cicatrici sulla schiena di Kyros sembravano ancora fresche, a volte bruciavano. Non dimenticherà mai quella notte in cui il sacerdote lo frustò, ma adesso i suoi pensieri erano attenti solo sul far crescere del buon grano nel suo giardino per poi venderlo al miglior mendicante. Di prima mattina infatti Kyros afferrò la sua falce affilata e tagliò via le erbacce. – Già al lavoro?- Quella donna dagli occhi di ghiaccio e dai lunghi capelli neri sembrava non invecchiare mai. – Cosa vuoi? – esclamò Kyros.
 – Quanto sei diventato scontroso in questi ultimi anni…
 – Lasciami in pace –
La donna gli si avvicinò alle spalle e gli accarezzò la schiena nuda e pallida. Kyros urlò dal dolore. Le cicatrici bruciavano più del solito. – Così impari a mancarmi di rispetto! –
Kyros si alzò in piedi con fatica aiutandosi con la sua falce. – Perché sei qui?!
 – Devi fare una cosa per me
 – Ti ho già detto che ho smesso con queste cose!
 – Hai smesso? Davvero?! Pensavo ti piacesse rubare
 – Mi hai costretto ad uccidere delle persone l’ultima volta
 – Come se non ci provi gusto ad uccidere!
 – Erano degli innocenti!
 – Erano degli umani, spazzatura, esseri insignificanti –
Kyros evitò lo sguardo della donna. Sapeva che era meglio non contraddirla e accettò. – Almeno pagami bene questa volta – disse.
Quella notte Kyros entrò a casa di un fabbro per rubare una spada destinata all’imperatore. Era una spada a doppia lama con delle incisioni sopra e il manico in argento. – A cosa le serve una spada? – bisbigliò. Kyros era intento a rubare anche altri oggetti preziosi quando la voce di una bambina lo fermò. – Ciao – esclamò inseguita dall’eco di altre voci – Cosa fai?
– Ciao – Kyros notò la luce che emanava la bambina e si sentì più sicuro – Sto prendendo in prestito delle cose
– Tu stai rubando
– Si, va bene. Sto rubando. E allora?
– A mio padre serve quella spada –
Kyros guardò la bambina per qualche secondo. Quello che stava facendo era sbagliato. – Come sei morta?
– Ero malata, come mia mamma –
Kyros si sentì un nodo alla gola. Rubando quella spada quell’uomo avrebbe perso un ottimo guadagno e la fiducia dell’imperatore, inoltre aveva già perso la moglie e la figlia. – Uccidi anche lui – gli bisbigliò la donna facendogli prendere un colpo.
 – Ucciderlo? Perché?!
 – Tanto vale… Preferisci lasciarlo vivere con il cuore spezzato?
 – Preferisco lasciarlo vivere
 – Fai la scelta giusta, Kyros –
Rubò la spada. Kyros tornò a casa, su una collina vicino la città. – A cosa ti servono spade e gioielli?
 – È solo un passa tempo. – rispose lei mentre provava delle collane e Kyros la aiutò a indossarne una – Non ricordi il nostro patto? Niente domande
 – Ero un bambino
 – I patti sono patti –
Kyros abbassò lo sguardo mentre lei gli accarezzava il volto. La pelle era pallida, i capelli neri gli cadevano sulle spalle e gli nascondevano lo sguardo stanco di chi ne ha passate tante. – Devo dormire adesso. É meglio che tu vada –
Lei lo baciò ma Kyros non era per niente attratto da lei. – Davvero. Buona notte
Per questa volta lo lasciò andare ma a lei non piaceva essere rifiutata. – Stai attento, Kyros –
La mattina dopo Kyros finì di preparare i sacchi di grano e andò in città. Indossava solo dei pantaloni, stivali bucati e una maglia sporca. La gente lo evitava, a volte anche i mendicanti, ma lui a questo era abituato. Poi notò una scritta scolorita sul muro dove era posta una fontanella. Era uno dei suoi vecchi graffiti e la gente che la notava ricordava quel bambino macrabo che si aggirava in città. Poi passò una ragazza con dei lunghi capelli neri legati da una treccia che accompagnava una donna con addosso un mantello corto nero. – Madre –
Kyros seguì la donna e la spiò, sembrava triste, sola mentre camminava per la città fino ad arrivare a casa. Kyros notò la povertà in cui viveva la sua famiglia e anche il giorno dopo osservò sua madre e prese una decisione. Ogni mattina affilava la sua falce, lavorava i campi, raccoglieva dal suo orto nuovi frutti e sacchi di grano, poi li vendeva e le notti rubava.

Ogni notte, prima di derubare le case degli altri, portava un sacco di grano davanti casa della madre e gli conservava all’interno dei gioielli o borse colme di monete così da potersi permettere di meglio. Una notte lei lo vide di spalle mentre si allontanava – Buon uomo! – esclamò – È lei così caritatevole con noi? –
Lui non si voltò – Si, signora
 – Sa, io ho perso mio figlio e mio marito. La mia figlia più piccola si è sposata ed è andata fuori città. L’altra non trova un lavoro decente! Riusciamo solo a comprare del pane
– Mi dispiace. Sono lieto di aiutarvi
– Lei per caso conosce mio figlio? Era un bambino abbastanza strano. Ma era buono, buono come pochi
– Suo figlio é morto?
– Non lo so – rispose lei sorridendo – È scappato da piccolo
– Cosa é successo?
– É dura da raccontare. Magari un’altra volta. Mi piacerebbe offrirvi una cena
– Con piacere. Arrivederci
– Arrivederci – rispose lei rientrando, ma poi si voltò verso di lui insospettita.

Kyros...

  • La madre scopre grazie a dei mendicanti dove vive Kyros e va a trovarlo (0%)
    0
  • Incontra di nuovo la madre che lo riconosce (0%)
    0
  • Incontra di nuovo la madre ma non rivela la sua identità. (100%)
    100

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