Morte

Capitolo 1 - Parte 1

” É un luogo senza tempo quello in cui finiremo ” scriveva Kyros. Lui amava scrivere sulle mura della città frasi del genere. All’etá di dieci anni parlava solo di morte. Sua madre lo portò perfino ai templi per farlo benedire ma niente faceva cambiare l’ossessione che aveva verso l’aldilá. La madre inoltre era vedova da due anni, doveva badare alle sue figlie più piccole oltre alle follie di Kyros, come una mattina quando portò in casa un ratto morto urlando ” Mamma, l’ho mandato negli inferi! “. Le sue sorelle lo evitavano, tutti lo facevano. Kyros tentava di parlare agli altri bambini ma questi scappavano prendendolo per mostro così lui andava nel bosco vicino a delle rovine e parlava. Una bambina lo vide una sera mentre raccontava storie al nulla. – Con chi parli? Sei pazzo? – gli chiese.
 – Oh, ciao! No, non sono pazzo!
 – Allora perché parli da solo?
 – Non parlo da solo
La bambina si guardava intorno. Per un attimo pensava di essere lei la pazza. – Come ti chiami?
 – Kyros
 – Io Amelia
 – Cosa ci fai qui, Amelia?
 – Mia sorella grande viene sempre nel bosco per raccogliere delle erbe. Gli servono per curare le ferite ai malati
 – Tua sorella é una guaritrice?
 – Si, lavora al tempio
 – Sono stato lì, ma la gente non è simpatica
 – Perché?
 – No, niente –
Se diceva il motivo per cui sua madre lo portava al tempio Amelia sarebbe scappata. Non poteva farla scappare, era l’unica che non l’ha fatto subito.
  – Amelia! – urlò una ragazza da lontano.
 – È mia sorella, devo andare! Ciao!
 – Ciao! –
Kyros era sorridente dopo tanto tempo – Devo andare anch’io prima che faccia buio – si voltò verso un albero e salutò – Ci vediamo domani! –
Ciò che vedeva soltanto lui era il fantasma di un cervo che stava davanti l’albero.
Kyros arrivò a casa. Salutò i vicini che si girarono di spalle e poi baciò in fronte le sue sorelle e in fine sua madre. – Oggi ho fatto amicizia!
  – Un altro spirito? – chiese sua madre.
  – No. Era viva, credo!
  – Dai, racconta
  – Si chiama Amelia! Sua sorella lavora al tempio. Magari domani la rivedo!
  – Domani? Vai di nuovo nel bosco? Sai che non mi piace – disse sua madre servendo il pranzo.
  – Non ci sono pericoli
  – Da solo nel bosco non ci sono pericoli?
  – Non sono solo
  – Kyros…
  – Non lo sono mai!
  – Smettila!
  – C’e papà con me! Sempre! Anche adesso. É lì! – Kyros puntò il dito verso la sedia in cui suo padre sedeva in passato ma era vuota.
 – Ora basta! Niente pranzo! Vai in camera! – urlò sua madre.
Kyros era abituato a non essere creduto, ma perché? Lui non ha mai detto bugie. ” La gente crede solo a ciò che vede e vede solo ciò che crede ” scrisse accanto al letto. – Uff, papà? – bisbigliò – Perché la mamma non mi crede? Come faccio a fare in modo che lei ti veda? Così non mi manda più al tempio, non mi caccia più quando ci sono ospiti e ritornerà ad abbracciarmi! –
Mentre Kyros scarabocchiava sul muro con il suo gessetto la figura di un uomo gli si avvicinò alle spalle e si calò al suo fianco. – Figlio – esclamò – Non devi mai smettere di credere a ciò che senti nel cuore – La sua voce era come se veniva seguita dall’eco di altre voci.
 – Ma io ci credo! Ci credo! – diceva Kyros mentre sua madre fece irruzione nella stanza.
 – Kyros! Dobbiamo uscire –
Lui sapeva che le uniche volte che usciva con sua madre era per andare al tempio. Ormai era abituato: il sacerdote gli avrebbe fatto la solita preghiera e il solito rituale per poi avvertirlo che sarebbe andato a finire negli inferi. Quel giorno però Kyros non aveva voglia di stare zitto e calmo. – Sono sicuro che gli inferi sono più accoglienti di questo tempio – disse al sacerdote – Lì le persone sono più simpatiche anche di voi!
 – Come ti permetti?! – esclamò l’uomo.
 – Ahahah!
 – Portatelo fuori di qui!
 – Vi prego, aiutatelo a farlo ragionare! – diceva sua madre.
  – Figlio del demonio! Vai via dalla casa degli Dei! Non sei il benvenuto! –
Il sacerdote continuava a urlare offese verso Kyros che sembrava divertirsi mentre sua madre lo trascinava fuori.
 – Sono stanca, Kyros – disse sua madre – basta con questo parlare di morte e altre blasfemie
 – Papà ha detto che devo credere
  – Cosa? Papà é morto! Va bene? Papà non c’e più. Gli Dei adesso lo proteggono
 – No, lui non è con gli Dei. È sempre con me
 – Kyros!
 – Lui ti guarda sempre piangere, controlla sempre se stiamo bene
  – Devi smetterla! Basta! Non parlare più di tuo padre! Preferisci che io stia male?!
 – N-No
 – Allora promettimi che mi darai ascolto da ora in poi –
Kyros annuì. Da quel giorno smise di andare nel bosco e di parlare con suo padre. La città fece a meno delle sue scritte sui muri e i bambini iniziarono a giocare con lui. Ogni mattina andava al tempio per dare qualche offerta e pregava insieme gli altri. Ma non era felice. 

Kyros ...

  • Incontra una bambina come lui (0%)
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  • Darà ascolto alla madre ma gli spiriti lo perseguitano (0%)
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  • Ritornerà nel bosco a parlare agli spiriti degli animali (0%)
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