L’Ultimo Cacciatore

Giochi di Ombre

Avanzava correndo, uno spettro fulmineo tra il fitto fogliame, schivando rami spezzati e rocce nascoste sul percorso che, negli anni, aveva imparato a conoscere a memoria.
La lancia salda nella mano destra, la cui presenza all’inizio gli era sembrata una tortura, ora era solo una dolce sicurezza che bilanciava la sua corsa e lo sosteneva, uno scudo contro ogni terrore in agguato nel buio del sottobosco.
La bestia era veloce, furba, forte di un istinto impareggiabile tra tutte le creature del Verde Reame; incubo reincarnato per una persona comune, avversario da evitare per qualsiasi Cacciatore.
I nervi del giovane erano tesi, la concentrazione emanava da lui in ondate crescenti di tensione; un misto di emozioni tra le quali per sua somma vergogna svettava la paura, lo avevano guidato in una sorta di estasi mistica nella quale ogni respiro era votato al raggiungimento di un unico scopo, riscuotere una morte.
Improvvisamente, silenzio. Lei si era fermata.
In un istante i suoi passi si arrestarono, le orecchie tese e gli occhi immobili a cogliere ogni minimo cambiamento dell’ambiente circostante, i sensi affinati si posarono come un manto ovattato su tutto ciò che lo circondava, una tecnica imparata anni prima dall’ ‘Esiliato’, il più grande Cacciatore mai esistito.
Sentiva il ferino respiro di lei, ne percepiva lo sguardo furente e sfrontato che lo scrutava con un intensità tale che il solo rimanere immobile era per lui uno sforzo indicibile; ne percepiva i lineamenti, il ghigno terribile del muso, le orecchie reclinate e le zampe possenti.
I muscoli vibranti tradivano un irrequietezza particolare, preludio dell’attacco che, da li a momenti, avrebbe segnato l’inizio della lotta.
Sulla pelle sentiva il battito del suo cuore, un fascio di muscoli di una forza rara, l’ambìto premio al termine di un inseguimento che durava da ore.
L’aveva trovata vicina al suo nido e solamente dopo quasi una giornata di folle corsa aveva capito che non era lei ad essere la preda ma lui ad essere stato attirato fino a dove si trovavano; sapeva che le Ombre erano intelligenti, ma non immaginava fino a quel punto.
Lentamente, senza emettere alcun suono e tradire le sue intenzioni si abbassò poggiando un ginocchio a terra, la lancia immobile al suo fianco; calmò il respiro cercando l’armonia tra corpo e spirito ed espanse i sensi, lambendo con la propria coscienza i confini della tempestosa mente dell’animale.
Accadde in un istante, la belva scattò quasi turbata da questo tocco delicato ed il corpo del ragazzo reagì come mosso da fili invisibili, la lancia si conficcò nella gola dell’animale con un suono sordo ma il giovane venne travolto dal peso della sua ultima carica, travolto da un turbinio di zanne come spade che gli squarciarono la spalla e venendo scaraventato ad almeno dieci metri di distanza.

Perse i sensi in una nube di dolore che sfociò in sollievo, gravemente ferito ma ancora, inaspettatamente, vivo.

Si riebbe che le ombre erano più lunghe ed i grilli frinivano, le ore di inseguimento continuo avevano richiesto in pegno una quantità di energie che, se da un lato non si era reso conto di possedere, dall’ altro lo avevano provato come nulla fino ad allora.
La spalla pulsava ed il sangue si era rappreso sul terreno e sui vestiti laceri, sapeva che doveva far qualcosa per fermare l’emorragia e per recuperare le forze; servivano fuoco, cibo e medicamenti ma ora questo non era importante.
Fece per alzarsi e il suo sguardo si posò sulla colossale carcassa della bestia che lo fissava con un ghigno; gli sembrava si facesse beffe di lui e non poté nascondere un moto d’ira nei suoi confronti per essere caduto in pieno nella sua trappola.
Era un’enorme esemplare di Ombra; il muso felino era ancora illuminato da gialli occhi d’ambra, visibili nonostante l’oscurità densa come pece.
Il manto nero rifulgeva di un bagliore argentato, un paradosso cromatico che la rendeva unica tra le specie e le era costato l’appellativo di Regina della Foresta.
Le sorrise mestamente, un sentimento che non superò la soglia delle sue labbra, un flebile tentativo di minimizzare l’onta di cui avrebbe dovuto macchiarsi da li a poco.
Nel pieno rispetto della tradizione avrebbe dovuto rendere omaggio alla morte della fiera con uno Scambio di Sangue; lui avrebbe rinunciato a qualcosa in cambio della vita appena raccolta.
Si inginocchiò e sfilò la lancia dal corpo esanime della bestia e con enorme fatica tentò di farla rotolare per scoprirle il ventre; lottò per un tempo interminabile contro il fantastico peso del suo corpo ed alla fine, esausto, si sdraiò su di lei per riprendersi.
Percepiva ancora il suo calore, l’energia sconfinata che sgorgava da quell’essere creato dall’intreccio delle più selvagge fantasie che tessevano il creato.
Il pugnale scese repentino illuminato da un raggio lunare, un fugace riflesso di bellezza in quell’idillio di morte, aprendosi facilmente un varco tra pelle, ossa e tessuti.

Perchè rubare una vita se cosi facendo si viola un territorio sacro? Quali sono le forze in gioco? Quali le cause?

  • Questo non è che un antico rituale, che sconfina nella leggenda, alla fine del quale la vita del giovane non sarà più la stessa. (50%)
    50
  • L'Ombra si è presa un componente importante della vita del giovane e questi sacrifica la propria integrità uccidendola. (50%)
    50
  • Il giovane vuole solo testare i confini della propria abilità decidendo volutamente di infrangere il codice dei Cacciatori. (0%)
    0

Voti totali: 4

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

2 Commenti

  1. Ciao An_Dre, bell’incipit, come il buon Fantasy insegna…
    L’inseguimento e lo scontro mortale li ho vissuti entrambi come fossi stato presente, rapito sia dalla tensione che dalla crudeltà, complimenti!
    Ho scelto l’opzione del componente sottratto al giovane, ci porterebbe a capire cosa sia potuto succedere in un tempo non tanto remoto.
    Mi meraviglio come il tuo incipit non abbia stuzzicato gli amanti del genere, ma se tu dovessi continuare la tua avventura sappi che io ti seguirò!
    A presto e buon viaggio!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi