Le Terre Maledette

Il portale per Rogardyl

Nell’anno 728 della terza epoca, il regno di Rogardyl venne attaccato dalle Ombre. Il sovrano Enantur seriamente preoccupato chiese aiuto al vicino regno di Hanor; il messaggio d’aiuto pervenne così ad Untar,il sovrano, che decise di accettare per impedire che le Ombre si espandessero verso il suo regno. Per 10 lunghi anni i due regni diedero battaglia alle Ombre, perdendo solo uomini e risorse; per ogni Ombra sconfitta perivano decine di uomini. Quando tutto sembrava giunto al termine e le speranze perdute, alcuni soldati trovarono in una strana grotta uno strano artefatto. Circondati improvvisamente dalle Ombre si prepararono a combattere ma quando le Ombre videro l’artefatto, scomparvero. Ricevuta la notizia, il re Enantur decise di guidare un’altra volta i soldati contro le Ombre; Untar provò a dissuaderlo poiché percepiva un pericolo nell’artefatto. Enantur, determinato a liberare il suo regno e a vendicare la scomparsa della sua amata e di uno dei suoi figli, rifiutò. In un’ultima disperata battaglia, il re affrontò le Ombre con l’ausilio dell’oggetto. Mentre la battaglia infuriava, Enantur usò l’artefatto, che creando una gigantesca onda d’urto, fece dissolvere le Ombre nell’aria. Sfortunatamente il suo utilizzo portò sventure ben peggiori delle Ombre. Il cielo si oscurò e cominciò a piovere, la terra inaridì e fu ricoperta da tentacoli mostruosi,i boschi marcirono all’istante e gli animali perirono. Infine l’oggetto sparì, tramutando tutti coloro che si trovarono nel raggio dell’onda in cenere, compreso Enantur. Untar e i pochi soldati rimasti decisero di ritirarsi, mentre gli effetti dell’artefatto si diffondevano come una inesorabile piaga che inghiotte tutto ciò che trova. Al confine il re e i soldati furono attaccati da mostri deformi, strisciati fuori dalle tenebre; ferito in battaglia e rimasto da solo, il re decise di scappare attraversando la gola che separava i due regni. Dopo essersi salvato, Untar notò che le creature non potevano varcare il confine. E così egli ordinò di costruire un’enorme portale con lo scopo di precludere l’unica via d’accesso a Rogardyl, ormai in balia del caos. Sono passati 200 anni e ormai tutti conoscono Rogardyl col nome di “ terre maledette”. Nel corso del tempo molti intrepidi e valorosi avventurieri hanno varcato il portale in cerca di tesori, senza fare più ritorno… Nax fu uno di questi. Proveniente dal nord e allevato da una tribù di guerrieri, Nax decise di affrontare questo viaggio non per gloria o fortuna ma per avere risposte. Tormentato da strane visione e da una voce che gli diceva “ Dirigiti a sud, a Rogardyl. Trova l’artefatto e salva il tuo popolo”, Nax decise così di partire. Era un impavido guerriero ma la consapevolezza che la sua tribù fosse in pericolo lo turbava. Dopo aver camminato per giorni, finalmente giunse nella capitale di Hanor e qui si fermò in una locanda per bere. Tutti lo fissavano il suo aspetto: capelli lunghi, vestito di pelliccia e con alcune cicatrici sul viso. Il locandiere mente gli versava da bere gli chiese : “ Da dove vieni straniero?”

“Dalla regione di Anzul, a nord”

“Cosa ti porta qui? Di solito non giunge nessuno qui da così lontano”

“Sono diretto a Rogardyl. Sai come ci si arriva?”.

Il leggero brusio della locanda si trasformò in silenzio al risonar di tali parole. Tutti si voltarono verso di lui e alcuni bisbigliavano: “ Ma è pazzo? Non conosce la storia di quel luogo?” e “ Non sarebbe dovuto venire qui. Morirà come gli altri”.

Il locandiere rispose: “Quel posto è maledetto e..” 

“Conosco bene cosa si dice su quel posto. Durante il mio viaggio, tutti coloro a cui lo chiesto mi hanno detto la stessa cosa: quel posto è maledetto e mai nessuno è tornato per raccontare cosa si cela in quelle terre” disse contrariato Nax, interrompendo il locandiere. Quest’ultimo, capendo che non sarebbe riuscito a dissuaderlo, gli indicò il sentiero da seguire fino al portale. Prima di  partire Nax decise di restare  una notte alla locanda per riposarsi e prepararsi al meglio per ciò che lo avrebbe atteso. Il mattino seguente, di buon ora, Nax si diresse verso il bosco e dopo qualche ora di cammino sul sentiero, giunse al portale. Questo, ben chiuso come sempre, era alto quanto le cime degli alberi, decorato da simboli magici e sulle porte era inciso un avvertimento: ” Se alla vita tenete, questa soglia non varcate. Se aprir le porte volete , il vostro sangue versate.” Nax si avvicinò e lo lesse ad altra voce; alle sue spalle spunto un altare magico, sul quale era posato un piccolo calice. Nax rimuginò su ciò che aveva letto e poi

esclamò : “Vediamo se così funziona”. Nax afferrò il pugnale che portava con sé e si incise in profondità il palmo del mano, dal quale cominciò a sgorgare sangue; riempì il calice fino all’orlo. Il Portale si aprì davanti a lui, mostrando la cupa gola dietro di esso. Con la mano ancora sanguinante, Nax ripose il pugnale e attraversò il portale che subito si richiuse alle sue spalle. 

In che cosa si imbatterà Nax dopo aver attraversato la gola?

  • Un altro avventuriero smarrito e disorientato (25%)
    25
  • Un'imboscata da parte di mostri deformi (50%)
    50
  • Una foresta piena di rampicanti e piante carnivore infestata dagli spiriti (25%)
    25
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8 Commenti

  1. D’avvero un racconto intrigante! spero veramente che presto verrà pubblicato il proseguo perché sono veramente ansioso di scopriere cosa troverà Nax oltre il portale!
    ps: spero tanto che non faccia la fine di tutti gli altri!

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