Il sacrificio

“Ciao,sono Teddy”

“Hanna vieni, ci sono la zia Charlotte e John che ti hanno portato un regalo”

“Arrivo mamma”

Hanna si precipita fuori dalla stanza e corre in salotto, dove ad attenderla trova la zia e il cuginetto con un pacco regalo enorme. Prima ancora di salutare gli ospiti inizia a scartare il pacco e dentro trova un orso di pelouche gigante con un bel papillon rosso al colloe una targhetta con scritto “ciao, sono Teddy”. Hanna appoggia l’orsetto sul divano e corre ad abbracciare la zia e John. Poi afferra il cuginetto per una mano e con l’altra prende il regalo e corre in camera sua.

“John grazie per il regalo, è bellissimo”

“L’ho scelto io. Mi ricordavo che volevi un osetto gigante e quello era il più grande che avevano”

Hanna lo abbraccia, poi corde verso la libreria, prende un libro sul terzo scaffale, lo apre e al suo interno si trova una chiave, l’afferra e con l’aiuto di John corre a spostare la scrivania. Dietro di essa si trova una porticina, Hanna impugna la chiava e la apre. “Avanti entra, è da quando sei partito che non ci entro”

John entra nel tunnel seguito da Hanna e sbucano in una stanzina piena di polvere e ragnatele. I due bambini si danno da fare per pulirla con una scopa e una spugna. Poi si siedono sul vecchi materasso che la mamma gli aveva dato per giocare e iniziano a chiacchierare. ” lo sai che la mamma mi ha detto che ci da il vecchio divano del nonno così saremo più comodi!”

“Davvero!?!che bello, tua mamma ha detto che posso fermarmi a casa tua per una settimana e mia mamma mi ha detto si e domani mi porterà la valigia”

“Oddio che bello, aspetta un attimo John”

Hanna si dirige velocemente fuori dalla botola e dopo pochi secondi ritorna con l’orsacchiotto che gli è stato regalato.

“Ho deciso che lo lascerò qui nella nostra stanza, così la decoriamo un po’”

” bel idea, lo sai che parla? Basta che gli premi la mano destra”

“Davvero, proviamo” Hanna preme la mano destra dell’ orsacchiotto. “Ciao, sono Teddy, tu come ti chiami?”

“Wow John, sembra la vice di una persona e non di un robot” 

“E sai che se gli fai una domanda ti risponde?”

“Davvero!?! Proviamo. Teddy, quanti anni hai?”

“Sono nato nel 1857 tu?”

“Io sono del 2010, ho 8 anni, e dove abitavi prima di venire qui?”

“Sono nato a Amsterdam e poi ho girato molti stati finché sono arrivato qui”

“Wow, da Amsterdam fino a San Francisco!”

“Hanna, io dovrei andare in bagno” 

“Si, ti accompagno”

“Grazie”

Hanna e John escono dalla botola e si dirigono verso il bagno, finché non sentino uno strano rumore.

“Cosa è stato Hanna?”

“Non lo so ma ho paura, forse i sono i ladri” 

Hanna e John si precipitano in salotto dai  loro genitori e non trovano nessuno. 

“Mamma, zia Charlotte dove siete??!!!”

“Sono in ucina tesoro, cosa c’è?la zia e tornata a casa per preparare la valigia di John”

Hanna e John allora si precipitano in cucina e trovando la mamma di Hanna si tranquillizzarono.

“Siete pallidi, è successo qualcosa bambini”

“No, tutto bene zia Sarah” risponde John vedendo che la cugina era troppo agitata per rispondere.

“Volete fare merenda?,vi o reparato il gelato alla fragola”

“Siiii” urlano in coro i ragazzi.

Dopo la merenda Hanna e John tornano nel loro rifugio segreto e iniziano a giocare con un trenino in legno. Dopo qualche istante sentono una voce familiare,

“cosa fate?”

“Cosa è stato John?”

“Non lo so, ma ho tanta paura”

Poi ad un tratto sentono dei movimenti alle loro spalle, si voltano ma trovano solamente Teddy. Dopo qualche istante di sguardi preoccupati i bambini raccolgono Teddy e il trenino in legno,  escono dalla stanza e ricominciano a giocare in camera.

Dopo cena Hanna e John tornano in camera e i infilano nel letto.

“John, sei sveglio?”

“Si, non ho sonno”

“Ti a se ci raccontiamo qualche storia horror?”

“Si,io  ne conosco una bellissima e fa un sacco di paura”

“Dai racconta”

John inizia a raccontare una leggenda di due ragazzi che vengono aggrediti da un orsetto che possedeva un cuore umano.

Quando John finì il racconto Hanna stava già dormendo e in uel momento si aprì la porta della stanza. John si spaventó, ma poi si accorse che era solo sua zia Sarah.

“Mi hai spaventato zia”

“Scusa piccolo, volevo controllare se dormivate ma a quanto pare tu sei ancora sveglio, hai intenzione di passare la notte in bianco?”

“No zia, ora dormo subito”

“Bravo piccolo, buona notte”

“Notte zia”

La mattina seguente Hanna si sveglia presto e si dirige in cucina per bere un bicchiere d’acqua e mentre passa per il salotto trova Teddy seduto sul divano.

Presa dalla paura corre  in cucina e mentre pensa a quello che ha appena visto le viene in mente che forse la sera prima aveva portato lei Teddy sul divano del salotto.

Ad un tratto sente dei passi che vengono verso di lei, presa dal panico decide di nascondersi sotto il tavolo. 

I passi si avvicinano e....

  • Vede sbucare la lama di un coltello che poi cade a terra e sente dei passi allontanarsi. (0%)
    0
  • Si trova davanti il padre (Gregor) che era appena tornato dal lavoro (20%)
    20
  • Da dietro la soglia della porta sbuca John. (80%)
    80

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3 Commenti

  1. Allora, peccato un po’ per eventuali errori di ortografia e alcuni di punteggiatura, ma a mio parere nulla che non puoi correggere in autonomia.

    Il concept del racconto mi piace, bambini, orsetti demoniaci (forse) e simili mi ha sempre attratto.

    Seguo fedele, quack!

  2. Ciao Bookmania,
    come ha già specificato Allegra_Dubois ci sono diversi errori da correggere, nulla che non si possa fare con un po’ d’attenzione e qualche controllo prima di pubblicare! L’incipit in sè per ora va bene, anche se l’idea dell’orsacchiotto o di un oggetto inanimato non è originale puoi rendere il tutto molto interessante grazie appunto alle scelte che ti verranno date, di conseguenza ti auguro di fare il meglio! 🙂
    P.s: ti consiglio anche di riguardare la punteggiatura, assieme all’intero testo generale.
    Alla prossima!

  3. Ciao Bookmania,
    mi piacciono gli horror e quindi sono passata a leggere il tuo incipit. L’idea del giocattolo che prende vita e terrorizza tutti non è originalissima, sta cmq all’autore renderla interessante.
    C’è qualche refuso, qualche discordanza nei tempi verbali e trovo che, da buona lettrice di libri, dovresti applicarti un po’ di più nella descrizione degli ambienti e dei personaggi, caratterizzarli un po’ di più insomma. 🙂
    L’orsacchiotto Teddy, tuttavia, con i suoi 161 anni ne avrà di cose in serbo per noi lettori… Aspetto il nuovo episodio.
    Alla prossima!
    p.s. Teddy che chiede alla bimba come si chiama, mi ricorda un mio vecchio personaggio; nel primo racconto scritto su questa piattaforma, un horror ovviamente.

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