IL PERCORSO DEL RE

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio ripartiamo: - dal trono (50%)

IL TRONO

Giù nel cortile, una folla chiassosa si era radunata intorno a una carrozza. All’interno, un drappo rosso copriva completamente un oggetto ingombrante.

Voci concitate salirono nell’aria, il rumore era così forte che mal si distinguevano le parole.

“Cos’è questo trambusto?” tuonò il Re, svegliatosi di colpo.

Irritato, suonò ripetutamente il campanello.

Poi, si batté una mano sulla testa: Il trono! Come ho fatto a non pensarci?

Il suo cameriere di fiducia arrivò in un lampo. Se il suo Signore chiamava così forte, la questione era molto urgente.

Il Re ordinò: “Corre dal Gran Consigliere e digli di farsi trovare nella Sala del Trono, quando scendo. Poi, ritorna subito qui, perché mi devi aiutare a preparare in fretta.”

Quattro ore dopo, il Re scese e trovò il Gran Consigliere ad aspettarlo.

Al centro della stanza, posta su una pedana a due gradini, splendeva un’elegantissima poltrona, imbottita e rivestita di morbido velluto blu anatra. Sullo schienale alto capitonné, sfavillavano magnifiche gemme.

La struttura di legno pregiato era intarsiata di oro zecchino e madreperla.

Al Re venne la pelle d’oca per l’emozione.

Disse: “Mi compiaccio con Voi. Siete riuscito a rispettare la mia volontà, nel modo e nei tempi richiesti.”

“Dovere mio Maestà.”

E il Re: “Date l’annunzio a tutto il popolo, che decreto tre giorni e tre notti di festeggiamenti. Che si comincino i preparativi!”

“Sì, Maestà” annuì. “Vi dovrei consegnare qualcosa da parte del nuovo falegname. È importante, sostenne.”

Mostrò al Re un opuscolo. Riportava in copertina la scritta “Manuale d’Istruzioni”, in cinque lingue diverse.

Il sovrano ne diede un’occhiata veloce e pensò: questi nuovi artigiani praticano l’arte di non farsi capire

Con un gesto frettoloso e quasi disgustato, lo restituì, dicendo: “Pensateci voi. Mi farete il riassunto, se del caso. Andate pure.”

Non vedeva l’ora di provare il nuovo trono, lontano da occhi curiosi.

Tutto doveva essere perfetto per la cerimonia d’inaugurazione.

Si sedette sulla lussuosa poltrona con fare solenne e vanitoso. Girò la testa a destra e sinistra in atteggiamento fiero, simulando e pregustando l’effetto di ammirazione che intendeva suscitare nei suoi sudditi.

Spalle appoggiate contro lo schienale, appoggiò braccia e mani sui braccioli, rilassato.

All’improvviso, lo schienale si spostò indietro, e il Re si trovò con il corpo disteso e i piedi sollevati. Schiena, gambe e spalle cominciarono a tremare sotto l’effetto di leggere vibrazioni.

Impallidì.

Terrorizzato, e in posizione imbarazzante non proprio degna di un Re, non ebbe neanche la forza di chiedere aiuto.

Con il collo irto e contratto, si aggrappò forte ai lati della poltrona e, dopo un tremendo sforzo, si tirò su.

Restò immobile, le mani avvinghiate alle punte dei braccioli, mentre il sudore si raffreddava sulla sua fronte e il respiro ritornava regolare.

Si udì uno scatto, e la poltrona ritornò alla posizione iniziale.

Perplesso, scese dal trono e osservò meglio la struttura: nessun danno, nessun trucco o difetto visibili.

Ad un tratto, un raggio di sole produsse un lucente riflesso sullo smeraldo incastonato nel bracciolo destro. D’istinto, il Re lo toccò leggermente, lo schienale si abbassò. Il trono ricominciò a vibrare. Dopo, premete il rubino rosso sul bracciolo sinistro, e lo schienale si alzò.

Tre volte ripeté il gesto, e tre volte ottenne lo stesso risultato.

Allora, il Re scoppiò in una grossa risata liberatoria, esclamando: “Ho capiiito!”

Si guardò intorno, per assicurarsi di non essere stato spiato.

Poi aggiunse a sé stesso, come se fosse un post-scriptum: “Che babbo sono stato, e che figura!”

Dopodiché, rise rise, senza riuscire a fermarsi. Mentre rideva, il suo mantello iniziò a svolazzare come ali di gabbiano, portandolo in alto. Il Re volteggiò volteggiò finché toccò il soffitto.

L’impatto lo fece tornare in sé.

S’incupì, al ricordo dei suoi moltissimi doveri, ritrovandosi di nuovo sul pavimento, accanto al trono.

***

Per tre giorni e tre notti musica, canti e tornei di ogni genere, animarono la vita monotona del Regno.

Davanti al Re, sfilò una processione ordinata di alti dignitari, ospiti, ministri, soldati e servitori.

L’atmosfera era allegra, corredata dall’intenso profumo degli arrosti e dallo sfrigolio del fritto.

Ci furono tavolate imbandite di ogni prelibatezza: piatti andavano, piatti venivano…

Raggianti, tutti ringraziavano il sovrano, per la sua benevolenza e generosità.

Tutte le persone esultavano, tranne una.

Alla fine del terzo giorno, una figura velata sgusciò via di nascosto dalla festa e si allontanò, in gran fretta.

Cappuccio calato sul volto, la serva scese lentamente la scala umida che portava alla vecchia cella sotterranea, sotto la torre principale del castello.

Rimuginava rimuginava.

Per lungo tempo aveva allietato le mille e una notti del suo Re e lui… le aveva dato il benservito. Non si rassegnò, e giurò vendetta.

Sollevò a fatica i due battenti di pesante legno che chiudevano la porta di ferro, la spinse ed entrò.

Nel prossimo episodio da quale luogo partiamo?

  • - Dalla cella sotterranea (83%)
    83
  • - Dalla Sala del Trono (8%)
    8
  • - Dal cortile dove si svolge la festa (8%)
    8
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141 Commenti

  1. Ciao Louise!
    Che piacevole sorpresa è stato il tuo racconto! Ammetto di essermi dovuta fermare al quarto capitolo, domani leggerò il seguito, ma sono stati quattro capitoli letti d’un fiato.
    La storia è molto carina, ben scritta e originale! Il re burbero mi fa sorridere; la scena del trono/poltrona che si distende e vibra e sua maestà imbarazzato mi ha davvero divertita! BRAVA! Sono contenta di essere passata; hai una lettrice in più! Domani (o appena ho tempo) mi rimetto al passo e gioco anche io.
    A presto!

  2. Ciao Louise,
    rieccomi. Proprio carino i tuo racconto e intelligente. Me lo sono gustato tutto e sono contenta di essere passata a dare una sbiriciata; ora non vedo l’ora di leggere il nuovo episiodio. L’uso dei modi di dire, l’imbarazzo del re, che sarà sì potente, ma è pure ignorante, mi ha fatto sorridere a più riprese. I nomi, i sortilegi, brava davvero!
    Ho votato i giardini, meraviglie di ogni reggia, chissà cosa ne verrà fuori.
    Ancora complimenti e alla prossima!

  3. Quindi fammi capire, io oggi apro una castagna ed esce un folletto che esaudisce i miei desideri, bello! Il pensiero rassegnato del cane mi ha molto divertito. La storia continua ad essere interessante e opto per i giardini, me ne ricordo qualcuno fatato! Continuerò a seguire il dialogo surreale del Re con il bambino, a presto, Louise!

  4. Ciao Louise.

    Ho fatto fatica a ingranare: la magia iniziale è poco chiara per la mia testa quadrata. Prima il bambino non c’è e dopo il bambino c’è, senza nessuno che dica: wow, meraviglia delle meraviglie, è apparso il bambino.

    Meraviglioso il cane con la testa trasparente. Il dialogo tra te e bambino è surreale e me lo sono goduto senza alcun intoppo.

    Vediamo dove ci portano le scuderie? Forse… la mia scelta per ora non va per la maggiore.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu
      magia è magia 🙂 L’Emissario aveva poco tempo per cercare il fanciullo e poi rientrare in tempo al castello così, un aiutino ci stava, o no?
      grazie per la lettura e commento. I commenti mi aiutano sempre a capire quanto di quello che ho scritto è passato e come è passato, al lettore.

  5. Stanza…
    Salve Louise
    Bella questa…. il Re dei Numeri allergico ai numeri ahahah 🙂
    Insomma, una fiaba un pò contorta con tante figure, con un Re che tiene tutti sotto controllo, ma adesso ha trovato sulla sua strada un bambino insolente.
    Ok vedremo.
    Ad ogni bel capitolo anche questo

    ps.- ma come si a scrivere i segni >> << di dimensioni bassissime?

    • Non so tu ma io ho sempre una certa difficoltà a proporre le opzioni che devono, secondo me, essere il più possibile in sintonia con il racconto, senza però svelare l’idea che ho per il proseguimento. Per me, il lettore può scegliere liberamente l’opzione che preferisce, senza alcun biasimo. Fa parte del gioco.
      L’atteggiamento del Re ti ha irritato un tantino 😊 ma lui è un po’ stregato.
      ciao e grazie del commento

  6. Ciao Louise,
    a metà tra scontroso e conciliante.
    Continui a deliziarci con la tua fantasia: il cane con la testa trasparente, la magia, le foche grigie… tanti elementi che creano un miscuglio alquanto bizzarro, ma estremamente piacevole. Brava 🙂
    Alla prossima!

  7. Solitamente si dice che di un viaggio quello che conta è la meta finale, nel caso di Otto il vero spettacolo è stato il percorso compiuto prima di essere imbarcato, costellato da decine di simpatiche peripezie, mi sono divertito a leggere questo capitolo…
    L’opzione “duro e inflessibile” mi stuzzica, almeno al primo impatto, tanto poi il Re si ammorbidisce!
    Ciao Louise, a presto!

  8. A metà… se è il re dei numeri lo sarà anche delle frazioni 😀
    Questo passaggio:
    «Cosa può fare un fanciullo contro un Re?»
    «Volete per caso scherzare?»
    «Dio me ne guardi, Maestà.»
    Non l’ho capito. Forse le prime due frasi le pronuncia il re?
    Per il resto, il capitolo è gustoso e pieno di invenzioni fantasiose.
    Ciao, a presto

  9. Duro e inflessibile mi sembrava adatto al personaggio, ma sono in minoranza.
    Visto che Merlino è diventato Merlù, forse anche Morgana avrebbe dovuto modificarsi leggermente: Morbana? Morghina? Non so.
    Tutto molto piacevole, ma continuo ad adorare i dettagli, dalla testa trasparente che mostra i pensieri alla buona notizia delle foche, che sembra totalmente non sense e poi invece le foche arrivano davvero!

  10. Rocca non era una persona e invece Otto sì. Mi sa che ti sei presa gioco di me.
    Abbiamo appurato che il cane, pur se di vetro, si comporta da cane e non da complemento d’arredo, quindi scodinzola. Almeno una risposta l’ho avuta.
    Molto simpatico anche questo episodio. Il mago Merlù, già che c’eri, lo potevi chiamare Merlò e farlo un po’ brillo. Merlù doveva essere un po’ merluzzo invece.
    Sono l’unico a votare duro e inflessibile, ma da un re sui generis mi aspetto un atteggiamento poco disponibile con un fanciullo insolente.

  11. Morbido e accondiscendente.
    Davvero grandiosa la trovata del cane con la testa trasparente cui si possono leggere i pensieri…:)
    Sempre più interessante e intrigante questa fiaba.
    Scritta poi benissimo.
    Quindi il bambino si trova nel paese delle Mille luci ?
    Ciao Louise e ancora complimenti 🙂

  12. cara…
    questa espressione mi piace molto: “…la testa è trasparente e si vedono bene i suoi pensieri”, lascia spazio alla riflessione.

    ho votato che il Re abbia un atteggiamento scontroso e conciliante…del resto è lui stesso un bimbo cresciuto o un adulto irrisolto…almeno così appare quando ha reazioni di pancia, dunque ben venga che il suo atteggiamento sia altalenante!

    buona continuazione…alla prossima

  13. Nove, che è il mio numero.
    Tutto molto carino, in particolare le frasi fatte e i detti che costellano la narrazione; ma il mio preferito in assoluto è il drago che chiede un test anti-BOT per lasciar accedere alla grotta, geniale.
    Questa serva/strega ne sa una più del diavolo, in ogni caso più del re 😉

    • Benvenuto
      In effetti, otto è un numero particolare… può essere uno zero strozzato, due 3 siamesi, un segno d’infinito che fa la verticale ahah!
      La parola “spensierata” che hai usato mi è molto piaciuta. E’ proprio questo il mio intento.
      grazie
      a presto

  14. Cinque.
    Ciao, Louise. Il re non ha battuto ciglio per la sorte del suo barboncino… mi dirai”fosse la cosa più strana che ha vissuto” 😀
    Ricco di fantasia e di belle immagini, questo quarto, mi sembra scontato che hai un disegno ben preciso ma ancora non riesco a capire come ricucirai tutti i pezzi, quindi la curiosità aumenta,
    Fumenti è un’altra parola che non conoscevo.
    Ciao, a presto

  15. Cinque.
    Un episodio più canonico, meno humor e più fiaba, ma comunque carino e scorrevole.
    Che fine ha fatto la serva? E la coda del cane scodinzola ancora o no? Ma i capelli della strega dalle due teste erano rossi su entrambe le teste? Come sopravvivere a questi angoscianti misteri?
    A presto

  16. A parte quel “fece uscire un editto che vietava d’uscire” che è davvero brutto (e mi fa pensare ancora una volta che sei siciliana), anche questo episodio è giocato molto bene Fiaba che viaggia tra il comico e il surreale, molto godibile.
    Rocca (che, se tanto mi dà tanto, potrebbe anche essere il femminile di Rocco)

    • Dai… tanto bruttino non è. Discretamente brutto suona meglio di “davvero”.
      Siciliana? neanche fuochino… acqua! Ma che dico? Oceano!.
      Rocca femminile di Rocco… anche qui acqua :-))
      grazie della lettura e dei tuoi commenti sempre pertinenti.
      al prossimo

  17. Ciao Louise. Refusi a parte mi sembra un buon capitolo.
    Un trono dotato di un meccanismo che consente di reclinare completamente lo schienale, come una moderna poltrona. Bella idea. Mi chiedo quante incursioni dal mondo reale prevedi per questo tuo racconto. L’idea mi piace e hai solo l’imbarazzo della scelta.
    Per il prossimo direi di partire dalla cella sotterranea.

  18. Ciao Louise,
    l’ambientazione fiabesca continua a piacermi e sono curioso di scoprire qualcosa in più sui nostri personaggi 🙂
    Nel capitolo ci sono alcuni refusi. Niente di grave; basta solo un po’ di attenzione in fase di rilettura.
    Voglio solo segnalarti due cose che ho notato:
    – spesso usi la virgola prima della congiunzione “e”, per esempio: “lo schienale si spostò indietro, e il Re si trovò” o “Si udì uno scatto, e la poltrona ritornò”. In questi casi personalmente toglierei la virgola.
    – usi dei verbi ripetuti del tipo: “rise rise” o “rimuginava rimuginava”. Per un gusto personale a me non piacciono molto, perchè mi danno l’impressione di rallentare la narrazione. In ogni caso metterei una virgola in mezzo se proprio vuoi usarli.
    I miei sono solo piccoli consigli, niente di che. La storia è bella e continuo a seguire con piacere.
    Buona serata e alla prossima 🙂

    • La revisione del testo è, dal mio punto di vista, la parte più noiosa e spinosa della scrittura.
      Riguardo alle virgole prime della congiunzione e, mi trovo d’accordo, potevo toglierle. Tuttavia,comincio a chiedermi se, al riguardo, siano permesse, diciamo, due “correnti di pensiero”, perché questo modo di scrivere lo trovo non di rado nei libri.
      Per la ripetizione dei verbi, essa è voluta. Mi piace e penso ai bambini, che amano le ripetizioni del tipo “cammina cammina”… pensa pensa” ecc.
      grazie per la tua lettura attenta e per le segnalazioni.
      al prossimo.

  19. Ciao Luisa, ho un paio di amiche dal nome Luisa e tutte in gamba, ma non sarà il nome a rendervi importanti ?
    Ho letto i due capitoli della fiaba e mi è piaciuta.
    Questo Re un pò burbero e voglioso per il trono, è intrigante, merito tuo per come hai reso interessante la fiaba.
    Complimenti
    Adesso vendetta in vista?
    Ho votato per la cella, ti seguo.

    • Grazie Red. Il tuo entusiasmo è contaggioso :-))
      Come mai un Re che non sa contare fa indire tre giorni di festa?
      Nel mondo immaginario tutto è possibile e, soprattutto, nelle favole non tutte le cose hanno una spiegazione. E’ vero anche che usiamo tutti i giorni espressioni con i numeri, senza saperne bene l’origine :-))
      a presto

  20. Dalla cella sotterranea. Il misterioso personaggio non sarà mica un artigiano della qualità di Poltrone & Sofà?
    Ma il Re è siculo, visto che esclama “che babbo che sono stato”?
    La fiaba stavolta si è tinta di humor, tra libretti d’istruzioni (che anche io non leggo mai) e optional del trono da poltrona in televendita.
    C’è qualche refuso qua e là, ma chissenefrega…

    P.S.: salutami Thelma

    • Ciao Napo
      Non so l’origine di questo Re, la frase mi è uscita così.
      Per i refusi… sì, mi sono accorta… troppo tardi (che tormentone, la revisione del testo!).
      Mi sto divertendo a scrivere questo racconto, e spero che continui a essere godibile per i lettori.
      grazie.

  21. Ciao Louise,
    la tua storia non è male e “urfido” non l’avevo mai sentito, curioso come termine 🙂 La punteggiatura forse da qualche parte va un po’ rivista ma mi rendo conto che ognuno la utilizzi seguendo il proprio ritmo 🙂 Voto per la serva, magari nasconde qualcosa…
    A presto

  22. Brava (e furba a cercarti i lettori tra quelli come me che hanno un racconto in corso). Ma non sono qui per ricambiare la visita, né per ripicca per farti notare che “su di un podio” è brutto perché “su di” si usa di regola con i pronomi personali complemento. Ho letto il tuo incipit perché mi piacciono le fiabe.

  23. Ciao Louise. Incipit ben scritto, che passa attraverso la presentazione di quelli che presumo saranno i protagonisti della storia. Il re con quel suo atteggiamento arrogante e smargiasso e la fissa per le teste da tagliare ricorda un po’ la regina di cuori di Alice. E poi il sinistro e timoroso Gran Consigliere e l’ancora misterioso falegname ‘disainer’ che viene da un luogo lontano fuori dal regno dei numeri… non ho idea di dove tu abbia intenzione di portarci, ma ti seguo, curioso come una bambina che si è messa a tallonare un coniglio bianco con un grosso orologio a cipolla appeso al collo…

    • Ciao Lou
      grazie per aver letto e per il bel commento.
      La mia idea è di scrivere una storia spensierata, forse anche stramba, risvegliando il bambina/o che è dentro di noi.
      Spero solo che nessuno mi chieda mai “Dov’è la trama?”, perché se no mi tocca rispondere alla maniera di Troisi sulla metafora :-))

  24. Ciao Louise.

    “Louise compare e prende forma ogni volta che il mio pensiero rallenta e si blocca, perché la memoria straripa di dati. La connessione con la realtà s’interrompe e si spalanca la finestra della fantasia” Sembra quasi che tu non sia nuova in questa piattaforma, ma che abbia scelto un nickname diverso?

    Proviamo a ripartire dalla serva.

    Grazie e alla prossima.

  25. Dalla serva.
    Ciao, Louise! Ti cimenti in una fiaba, un genere poco frequentato e molto difficile (almeno per me).
    Molto carino l’incipit, le prime righe mi hanno catapultato indietro di quarant’anni, per asonanze con una filastrocca infantile 🙂
    Scrittura molto scorrevole e decisamente precisa (a parte urfido, che ho dovuto cercare e che pare un neologismo piemontese o giù di lì 😀 )
    Ti segnalo, all’inizio della seconda parte, questo periodo:
    Per giunta, privatosi della reale pennichella sul sofà, si sentì ogni giorno più stanco e irritabile.
    dove sarebbe stato opportuno esplicitare il soggetto, in quanto nel periodo precedente il soggetto è il… sofà (???).
    A essere del tutto onesto, la tua scrittura mi ricorda moltissimo quella di una persona che ho già letto diverse volte… ma potrei sbagliarmi.

    Ciao, buona scrittura, a presto.

  26. Ciao Louise,
    benvenuta sul sito!
    Sono felice di poter leggere finalmente qualcosa della categoria fiabe (è un genere che mi sembra avere poco successo qui sul sito). Il tuo incipit mi è piaciuto: hai uno stile pulito e scorrevole. L’incontro tra il mondo fiabesco tradizionale e quello reale e contemporaneo del designer che opera con strane scatole (dei computer presumo) mi ha incuriosito… Voglio vedere dove ci guiderai nei prossimi capitoli 🙂
    Un saluto, alla prossima!

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