COLOR DI CAN FUGGENTE

Dove eravamo rimasti?

Scegliete una lettera per il prossimo capitolo: A, B o C? Che? Non va bene? D'accordo, allora scegliete dove si svolge il prossimo capitolo. Sul sagrato di una chiesa. (54%)

Mogano

I punti me li hanno tolti, è rimasta una cicatrice che la ricrescita dei capelli ha già in gran parte coperto. La mia ferita, insomma, si è rimarginata. Il dolore di Carmen, invece, è ancora una piaga aperta. Se non altro, oggi potrà seppellire il marito, forse solo da oggi comincerà la sua lenta guarigione.
Sono dovuto uscire dalla chiesa, troppo incenso, troppa gente. Sto guardando le case riflesse sul vetro brunito del carro funebre parcheggiato sul sagrato, quando una voce alle mie spalle mi interpella: «Maresciallo Trudu!».
Mi volto e accenno un sorriso al collega: anche lui in divisa, tiene stretta tra baffi e pizzetto una sigaretta accesa. Un motivo di più per starmi sulle palle.
«Oh, maresciallo Marongiu! Buongiorno. Come vanno le indagini, in quel di Dolianova?», gli domando, nella speranza di ottenere qualcosa di utile da un incontro così spiacevole.
Sputa il fumo nella mia direzione, dovrei incazzarmi, invece ne aspiro avidamente l’aroma.
«Sa che sarebbe poco professionale parlarne», mi risponde ammiccando.
«Ha ragione, maresciallo», concordo, «So anche con quanta dedizione vi state spendendo e sono certo che presto risolverete il caso. Comunque, se aveste bisogno di aiuto, la mia offerta è sempre valida».
Lui stringe gli occhi a fessura: «A proposito di professionalità, sa cos’hanno trovato i RIS sul luogo del delitto?».
«Dove?».
«Nello spiazzo sterrato, Trudu!».
So che, se fosse dipeso da te, non ci sarebbe stato nessun luogo del delitto. E  comunque mi hai appena confermato che il sangue sotto la carcassa è quello di Mario, imbecille.
Lui prosegue: «Il suo DNA. Lo sapeva?».
«Be’, Marongiu, le contaminazioni accidentali capitano, per questo consegniamo campioni del nostro sangue. Forse a lei non l’hanno chiesto?», testa di cazzo che non ti muovi neanche a calci in culo dalla tua merdosa scrivania.
«Sì, sì», risponde, «ma vede, è strano l’oggetto su cui l’hanno trovato: una minuscola vite». Mi guarda con disprezzo. «Come la spiega?».
Medito di colpirlo con un diretto al volto e scippargli la sigaretta.
«La ferita mi sanguinava ancora».
«Ah, sì, la ferita. Che si è procurato contaminando la prima scena del crimine. Sì.», fa lui, «Quindi… vediamo… una goccia del suo sangue è caduta a terra e la sfortuna ha voluto che centrasse…», avvicina indice a pollice, «una vite di un paio di millimetri».
«Ha qualche altra idea?», gli domando, nel momento stesso in cui capisco al di là di ogni dubbio da dove proviene la vite e perché è sporca del mio sangue. Spero che non legga la vergogna nei miei occhi.
«Io penso», dice lui, «che lei abbia raccolto la vite da terra con le mani sporche, Trudu. Che il sangue provenga dalla ferita lo dice lei, chissà se è vero». Lo lascio parlare, mi merito la gogna, anche se non da uno come lui: «Poi, non ritenendola importante, l’ha buttata via».
Fa una smorfia: «E così ha distrutto una prova».
«Cazzate», rispondo, non gli dirò mai cosa è successo.
Mi godo il suo sguardo sconcertato: «Co… me?», balbetta.
«Mi offra una sigaretta».
Un applauso dall’interno della chiesa suggerisce che la messa sta terminando.
Prendo la sigaretta che mi porge, me la faccio accendere e lo ignoro fino a che non si dilegua.
Diego esce tra i primi, mi raggiunge, indica la morte che mi fuma in bocca: «Marescia’, e la regola del “dopo le ventuno”?».
«Oggi no, Diego».
Aggrotta la fronte, si limita a mettersi accanto a me senza aggiungere una sillaba.
Qualche minuto dopo, la bara esce portata da quattro giovani, la salutiamo sull’attenti fino a che la cassa in mogano scivola dentro il carro funebre.
Carmen ha seguito il feretro, ha suo figlio in braccio. Avrà due anni, si abbracciano l’un l’altra, in un certo senso lui la protegge dall’orda di estranei che preme per manifestare condoglianze il cui unico scopo è mostrarle al resto di una comunità a sua volta impegnata a mostrarsi dolente.
Carmen ci vede, si avvicina a noi. Ha gli occhi lucidi, ma non piange.
Negli occhi spalancati del bimbo leggo più curiosità che paura. Sono bellissimi: alla luce tersa del giorno, risplendono di verde brillante e pagliuzze dorate. Incantevoli.
Carmen armeggia per tenerlo con un solo braccio, riesce a liberare la mano sinistra e me la porge. Io le stringo le dita dentro il mio pugno.
«Grazie di tutto», mi dice. Gliela leggo in faccia, la riconoscenza, e capisco che mi ha perdonato, tutto è passato, non sono più il bambino orribile che ha conosciuto e lei sa che è grazie a me se forse suo marito potrà avere giustizia. In quel momento le lacrime mi confondono la vista. E lei, per fortuna ignara del fatto che sto piangendo perché conscio di averle fatto l’ennesimo torto, lei mi posa la mano sulla guancia.
«Grazie», ripete. Stringe la mano anche a Diego e si allontana.
Diego la segue con lo sguardo, io gli do una pacca sul braccio.
«Maresciallo…», dice.
«Andiamo, Pistis. Torniamo in caserma. Ti spiego perché, a causa mia, un assassino potrebbe rimanere impunito».
Lui non si volta neanche: «Maresciallo», ripete come fosse in trance, «anch’io devo dirle una cosa».

Nel prossimo capitolo Diego e il maresciallo ragioneranno insieme ed avranno due intuizioni che li porteranno a un passo dalla verità.

  • Diego e il maresciallo avranno ciascuno un'ottima intuizione. (91%)
    91
  • Due intuizioni giuste su due arriveranno da Diego. (9%)
    9
  • Due intuizioni giuste su due arriveranno dal maresciallo. (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

236 Commenti

  1. Buonasera jaw, vada per il bluff. Impeccabile come sempre il capitolo e appetitosa la pasta coi ricci. Quanto alla vitina, niente paura e’ chiaro che in un delitto d’impeto il suo ritrovamento nell’occhio e’ imprevisto e casuale. Aspetto il finale e spero in un prossimo racconto

  2. Ciao Jaw. Siamo alla resa dei conti alla fine. Uno cerca e ricerca, ma i testi che scrivi sono spettacolari. Nulla da dire. Tra l’altro, ora ho scoperto il significato del titolo: non sapevo esistesse un simile modo di dire. Beh, non vedo l’ora di leggere il finale per capire cosa sia successo. Alla prossima 🙂

  3. Ma che tecnica elaborata di assassinio: una micro vite da occhiali inserita nel globo oculare a recidere l’arteria, qui la cosa sembrerebbe premeditatissima.
    Questo morto non ha vie di mezzo: o è una brava persona altruista che sacrifica il tempo libero a a occuparsi di ragazzi in un centro d’accoglienza, o è un viscido pervertito che frequentava il suddetto centro per sedurre una ragazza dal grave ritardo mentale. Aspettiamo di sapere quale delle due. E ancora mi chiedo se i collaboratori di giustizia fossero un depistaggio o servissero a qualcosa nell’economia del racconto.
    Io dico bluff: le trappole fanno tanto Hercule Poirot e non mi pare che il maresciallo abbia il baffo d’ordinanza 🙂

    • Oh!
      Mi hai spaventato.
      Per una volta, però, non sono sicuro che il problema sia mio: non ho mai fatto sospettare ai protagonisti che la microvite fosse l’arma del delitto.
      Il maresciallo ha detto questo:
      Penso che si sia staccata dall’arma del delitto
      Anche se forse ti ha sviato questo:
      Gli hanno infilato qualcosa nell’occhio, un oggetto abbastanza sottile e duro da recidergli l’arteria oftalmica.
      Però poi si parla di un cacciavite, e forse anche questo ti ha sviato, ma quando il maresciallo chiede “cosa c’entra con la vite?” si riferisce al fatto che un cacciavite non ha parti tenute insieme da viti (a parte i cercafase, che tra l’altro erano presenti in una versione del capitolo poi cassata 😀 ).
      Okay, in effetti dovevo essere più chiaro.
      In ogni caso, te lo scrivo in assoluta sincerità, mi fa gelare il sangue il fatto che tu abbia davvero potuto credere che stessi scrivendo che qualcuno, in un delitto che Diego immagina d’impeto, abbia staccato a Mario una microvite da un qualche accessorio che l’assassino e la vittima avevano addosso e l’abbia *conficcata* (una vitina?) nell’occhio nella speranza di ucciderlo.
      Sul serio, va bene che ti ho scritto che mi piace Colombo, ma forse l’hai interpretato in maniera un po’ larga, non è che perché a qualcuno piace un certo tipo di indagini e deduzioni improbabili debba per forza ragionare per assurdità del tutto ridicole 😀
      Sui collaboratori, nei limiti dei cinquemila caratteri, scopriremo tutto quanto c’è da sapere o dedurre.
      Ciao, grazie di tutto, a presto

      • Non pensavo affatto a Colombo e non trovavo la cosa ridicola, quello me l’hai messo in bocca tu, solo molto elaborata. Qualunque sia la sottile arma del delitto, mi sembra particolare per un delitto “d’impeto” infilare una lama (o altro) in un occhio. Forse ho capito male io anche questo, ma mi pare di aver letto: “non aveva altre lesioni”. In un attacco d’ira, o in un impeto di difesa, immagino si diano dei colpi, delle botte a ripetizione, ma infilare una cosa sottile in un occhio… a me continua a far pensare a una cosa premeditata, non alla confusione dell’ira. Ma sarò io che leggo di traverso e immagino cose.
        Ciao

    • Non so se a te sarebbe sembrata ridicola ,o meglio, adesso so che non ti pareva tale. So che a me sarebbe sembrata ridicola e piuttosto assurda un’ipotesi simile. Per il resto, ci mancherebbe che tu non possa pensare a un omicidio premeditato, scherzi? Diego non è del tuo parere e il maresciallo è d’accordo con lui, ma potrebbero sbagliarsi. L’importante è che sia totalmente chiaro che nessuno ha mai parlato di, scritto di – o pensato a – una microscopica vite come arma del delitto 😉
      Ciao, a presto

      • Ho capito, ma il punto non è la microvite, quello su cui mi soffermavo è come sola lesione la recisione dell’arteria oftalmica. E continuo a non vedere come possa essere casuale in un gesto di rabbia/colluttazione/raptus o quel che vuoi. Ma devo essere tonta io ed è invece chiarissimo e lo scoprirò nel finale.

        • Veramente per me il punto è esattamente, assolutamente ed esclusivamente la microvite: se hai capito che i due la ritenessero l’arma del delitto è per me un grosso problema e mi pone dei dubbi sul fatto di non essere stato sufficientemente chiaro.
          Il resto che dici è un’opinione su cui non sono d’accordo, c’è almeno un triste esempio di cronaca in cui un’ombrellata sfortunata ha causato la morte di una tizia.
          Ti chiedo scusa, non ho mai pensato che fossi “tonta” o altro, né pretendo che ciò che scrivo sia chiarissimo.
          Confesso però che ho pensato, questo sì, e mi ri-scuso, che magari non avessi letto con particolare attenzione 😀
          Ma mettiti nei miei panni, è una sorta di autodifesa, per negare a me stesso che quello che scrivo è incomprensibile e che tutti mi vogliono male 😀 😀

  4. Ciao Jaw.

    Direi che non ci sono margini per convincere gli altri, per nove capitoli hai lasciato il maresciallo isolato contro tutti e non vedo come possa convincerli nel giro di un episodio finale.

    Ma sai che mi son reso conto che siamo arrivati al nono episodio senza che me ne accorgessi? Hai scritto un racconto davvero avvincente, così come gli ultimi due episodi.

    Grazie e al gran finale.

    • Ciao, Achillu. Il tuo ragionamento non fa una grinza, ho voluto comunque dare una possibilità ai lettori di scegliere una sfumatura (neanche tanto sfumatura) del finale, anche perché non avevo idea di cosa chiedere 😀
      Grazie per il bellissimo complimento, sono davvero contento che ti stia piacendo.
      Ciao, a presto

  5. Ciao Jaw,
    io ci provo a trovare qualcosa che non va, ma il racconto fila perfettamente, con un’ottima resa, ancora una volta, dei dialoghi e delle scene. È piacevole seguire il flusso di pensieri dei due personaggi, accompagnandoli nelle loro intuizioni, alcune corrette e altre meno. Finalmente scopro anche il significato del titolo… Un’espressione che non avevo in effetti mai sentito. Non si smette mai di imparare 🙂
    Attendo il finale con entusiasmo, optando per un bluff.
    Buona giornata, alla prossima!

    • Ciao, encio. Grazie anche a te, sono contento sia che i miei lettori cerchino la critica costruttiva (il sito serve soprattutto a questo, no?) sia che non ne trovino, soprattutto perché sono molto buoni 😀 😀
      Grazie di tutto, dei complimenti e dell’entusiasmo 🙂
      Ciao, a presto

  6. Qualche arzigogolo di troppo, ma ci sta: cortine fumogene prima dello svelamento finale. Io personalmente eviterei il bluff anche se fa molto letteratura gialla e propenderei per la testardaggine sarda dei due e nella loro capacità di convincere gli altri a tendere una trappola al colpevole (sia ben chiaro, detto in chiave positiva).
    Anche nel dialetto napoletano esiste l’espressione “color cane che fuje”, usata peraltro anche in italiano per indicare un colore indefinibile.

  7. Ciao Jaw,
    nonostante sia di origini sarde, devo confessare che non avevo mai sentito l’estpressione di “can fuggendo” e ,fin da principio, mi sono chiesta cosa diamine volesse dire il titolo 😉
    Tutto chiaro… uhm… chissà, qualche idea me la sono fatta. Certo che, per uno che va a braccio, ne hai di logica; dimmi che almeno tu sapevi già chi era l’assassino fin da principio.
    Ora non rimane che seguire il finale e scoprire la verità. La vite nella ferita drivante dalla spranga che è stata contaminata dall’arma del delitto infilata nell’occhio del morto… un po’ intricato come ragionamento, ma i ragionamenti a briglia sciolta sono un po’ così. Ora sono un po’ più confusa, mi tocca aspettare il finale per dipanare le nebbie, non farci attendere troppo!
    Buona giornata, Jaw, e alla prossima!

    • No, no, probabilmente mi sono espresso male: non vado a braccio e sapevo chi era l’assassino, assolutamente. Nelle mie risposte precedenti intendevo dire solo che non ho approfondito in particolare la struttura del giallo, ho solo adeguato il mio modo di scrivere a una storia di questo tipo.
      Il ragionamento della vite è indubbiamente intricato, in parte perché avrei voluto che il maresciallo facesse due considerazioni su questa “coincidenza” che avrebbe dovuto portare a una riflessione più grande. Se ci riesco, la accennerò appena 😀
      Che la vite fosse nell’occhio è per il maresciallo la cosa più probabile: un oggetto sporco del suo sangue viene trovato in un posto dove lui crede di aver lanciato un’innocua crosta o del brecciolino o chissà cosa. È naturale associare le cose. Poi viene il ragionamento, le ipotesi.
      Trudu sa che aveva quella roba sopra o dentro la ferita e ora scopre che era una vite. Però la ferita è stata pulita e coperta quasi subito, da Diego, quindi se non se ne è accorto non doveva essere troppo in superficie, doveva essere più in profondità. Ipotesi rafforzata dal fatto che neppure la dottoressa se ne è accorta. Non può escludere che la vitina sia finita dentro la ferita per un errore della dottoressa, certo. In questo caso non sarebbe una prova e sarebbe inutile parlarne. Il maresciallo preferisce considerare l’ipotesi peggiore per lui, ossia che la vite significhi qualcosa.
      E se gli si è infilata dentro la pelle nel luogo del delitto, può davvero significare qualcosa.
      Questo, più o meno, avrei potuto scrivere se non mi fossi dovuto preoccupare del poco spazio 😀
      Grazie di tutto, Allegra!
      Sì, non penso che vi farò attendere troppo 😉
      Ciao, a presto

  8. Ciao Jaw
    In effetti il riferimento al colore indefinito (cane fuggente) funziona molto meglio dell’inespressivo “Verdi e celesti con striature gialle” che può essere riferito a un qualsiasi oggetto.
    Il capitolo è quasi completo, ci dai pure una ricetta, che vogliamo di più?
    Avanti con la trappola, che può essere pure un bluff 🙂

  9. Mi piace l’idea del bluff! 🙂

    A parte che chi gli ha medicato la ferita, senza accorgersi della vite, non è stato propriamente bravo, in questo capitolo si inizia ad avere il quadro della storia… anche se ancora non riesco a capire chi è il colpevole.
    Abbiamo scoperto anche di che colore è il “can fuggente”: che vuoi di più dalla vita? 😛

    Ciao 🙂

    • Povera dottoressa, la ferita era nel cuoio capelluto, anche se rasi la chioma non è difficile confondere una vite così minuscola con il bulbo di un capello. E poi il sangue, il gonfiore, la tintura di iodio… io le darei le attenuanti generiche 😀 😀
      Grazie di tutto, Red!
      Ciao, a presto

  10. Inscenato un mezzo bluff che avrà successo.
    Grande capitolo, ricco di svolte interessanti sulle ipotesi di movente. gli occhiali!! Cavoli potrebbero essere davvero una pista valida!
    Siamo al gran finale, mi aspetto di tutto!
    Complimenti

  11. Scelgo il: Il maresciallo e Diego inscenano un mezzo bluff che avrà successo.

    Ma nel mio precedente commento ti avevo spoilerato il capitolo.. hahaha
    va be sorry 🙂
    Intenso questo capitolo, dialoghi azzeccatissimi, bravo Max , mi molto piaciuto.
    Il movente ancora non mi è del tutto chiaro,- qui sta la tua bravura- che ci svelerai nel capitolo finale.
    Ma non ti montare la testa, però. ejhh 🙂

    • Ma non ti devi scusare, io speravo che qualcuno avanzasse ipotesi; tu l’hai fatto e a me ha fatto piacere, te lo garantisco. Del resto, se hai indovinato vorrà anche un po’ dire che ciò che ha scritto ti ha dato i suggerimenti giusti 😀
      Grazie di tutto, cercherò di non montarmi la testa 🙂
      Ciao, a presto

  12. Ork! Alla disperata ricerca di caratteri, nell’editing ho tagliato “di mare” dopo le parole “polpa di ricci” 🙁
    Per chi ne avesse lecitamente dubitato: no, non hanno cucinato ragù di porcospino 😀
    Sarebbe stato ben poco opportuno, visti i capitoli precedenti

  13. Stavolta un po’ di commenti li ho letti e ti dico che a me non sorprende affatto che uno che scrive dell’ottima fantascienza riesca così bene anche nel giallo.
    Prima di te l’hanno fatto Bradbury e Asimov, entrambi con risultati eccellenti.
    Ma veniamo a noi e al capitolo.
    Alternare al diretto i pensieri del nostro l’ho trovata una scelta giusta anche se avresti potuto osare qualcosina in dialetto.
    Anche qui hai lavorato di semina, ora direi che sia arrivato il momento di cominciare a raccogliere dei frutti.
    Anche se voluto quel doppio ‘oggi’ nelle battute iniziali stona un po’. Per il resto benissimo, direi.

    • Ciao, Lou!
      Ti ringrazio della lettura attentissima e delle osservazioni preziose. Sì, il doppio oggi è voluto, mi sono domandato a lungo se fosse opportuno, alla fine ho deciso di lasciarlo… tu mi confermi il dubbio e mi fai pensare che ho probabilmente fatto la scelta sbagliata 😀
      Il dialetto, il dialetto… devo fare una precisazione imbarazzante: la prima è che non parlo il dialetto a parte parolacce, espressioni triviali e qualche modo di dire. Lo capisco perfettamente (almeno il campidanese), saprei parlarlo, ma lo evito finché posso, vale a dire in tutti i casi in cui il mio interlocutore è in grado di comprendere l’italiano, cioè quasi sempre… mi parlano in sardo, rispondo in italiano, che loffio 😀 😀
      Quindi non trovo naturale far parlare il maresciallo in un modo che per me non lo è. Un po’ triste, eh? Però devi e dovete tener conto che non sono affatto un’eccezione: in tutta l’area metropolitana si parla prettamente italiano. E che io sappia, in nessuna parte dell’Isola si confonde mai il dialetto con l’italiano: o si parla in dialetto, o si parla in italiano, non esiste, come in molte altre regioni, parlare un italiano imbastardito da termini in dialetto. Cioè, si fa, lo faccio anch’io, ma nessuno oserebbe mai dire che sta parlando in dialetto sardo perché usa un “ajò” e un “eja” ogni tanto (che poi, è quello che fa Diego 😀 ).
      Basta, chiudo questa lunga digressione etnica prima di diventare troppo retorico, rivelandoti che, ancor prima di leggere la tua osservazione, avevo già scritto una battuta in sardo per Trudu! Te lo giuro! 😀 😀
      Nei prossimi capitoli proverò a farvi raccogliere ciò che ho provato a seminare, nella speranza che il raccolto vi convinca 😀
      Grazie dei bellissimi complimenti, delle osservazioni utilissime, di tutto insomma
      Ciao, a presto

  14. Sono in equilibrio dall’inizio, i due segugi, lasciamoli in equilibrio: ognuno un’ottima intuizione.
    “è rimasta una cicatrice che la ricrescita dei capelli ha già in gran parte coperto. Il dolore di Carmen, invece, è ancora una piaga aperta.” “La mia ferita, insomma, si è rimarginata” mi sembra una ripetizione, al limite se proprio ti piace per la contrapposizione con la piaga di Carmen, puoi metterlo all’inizio, al posto di “mi hanno tolto i punti”. Lo trovo un po’ ridondante, il paragrafo, con tutte le frasi. (Scusa, sono in piena fase commenti/votazioni sul WD e sono ancora nel mood, ora smetto!)
    Mi sono piaciuti molto i dettagli: lui che inspira il fumo, Carmen che fraintende le lacrime di vergogna/sollievo…
    Ma quindi la vitina dovrebbe rivelarci tutto? Mi sento molto tarda 🙁
    Ciao

    • Capisco ciò che scrivi, ma non mi convince neppure la tua soluzione. Intendiamoci, hai perfettamente ragione: è ridondante, certo, ma ti confesso che, almeno in questo caso, ne ero cosciente.
      È un passaggio ridondante in un racconto didascalico e barocco, direi che è coerente col resto 😀
      Più che altro ho voluto premere – anche eccessivamente – su quella immagine, perché fosse chiarissima, addirittura pleonastica. So che può non piacere, anzi, in genere non piace neanche a me. Ma trovo che ci stia, in questo racconto, perché è una cosa che ho fatto altre volte, in ogni capitolo o quasi, per coprire cose che mi interessava fossero chiarissime mischiandole a cose trattate allo stesso modo di cui non mi interessava nulla. È questo il modo in cui ho provato a scrivere un giallo. Se poi non è un giallo, lo potrò sempre chiamare jawlo 😀
      La vitina ci rivelerà tutto? Non lo so, ma ti anticipo che, in una certa misura, me lo dovranno dire i lettori rispondendo all’ultima domanda.
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  15. Allora Max, non ti trovavo perchè sbadatamente non avevo cliccato sulla: storia da seguire..
    Rimediato.
    Ok, veniamo al tuo giallo, ho votato per: Diego e il maresciallo avranno ciascuno un’ottima intuizione.
    Bel capitolo, mi è piaciuto, ho visto che hai piazzato anche i pensieri del tuo protagonista, insomma…
    Certo che non stonerebbe se a questo punto del racconto, il maresciallo risolvesse il giallo grazie agli occhi del bambino di Carmen. 🙂
    Ciao

    • Ah ah, in un giallo che ha nel titolo la parola “color” e in cui ogni capitolo ha il nome di un colore, certo non stonerebbe ciò che scrivi. Al nono capitolo probabilmente si scoprirà se è così o no. Ci sto lavorando veramente troppo, lo limo, lo cambio, lo riscrivo… penso che lo pubblicherò presto, più per liberarmene che altro 😀
      Grazie del commento e dei complimenti.

      Ciao, a presto

  16. Ciao Jaw
    Credo che l’intuizione l’avranno tutti e due.
    Un altro ottimo capitolo, scorrevole, descritto in maniera chiara e schietta.
    Un capitolo piacevole da leggere.
    P.s da ex fumatrice capisco perfettamente il gesto dell’aspirare l’aroma di sigaretta….. Sapessi quante volte mi è capitato!
    Anche a distanza di anni a volte mi succede…. chissà perché 🙄😅
    Ciao Jaw a presto
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria! Grazie mille dei complimenti, mi fanno molto piacere.
      Da non fumatore, io ti confesso che qualche volta, di mattina, trovo gradevole l’odore del fumo di sigaretta… eppure non ne fumerei una neppure se mi pagassero… boh, siamo strani noi umani 😀
      Grazie di esserci e di tutto

      Ciao, a presto

  17. Buongiorno Jaw, stavolta votare e’ stato facile,una per ciascuno. Il senso di giustizia e’una cosa innata, come dimostrano, nel loro piccolo, perfino queste votazioni. Capitolo sempre ottimo, ben bilanciato tra aspettative e nuove ansie
    Ci sono anche il gioco dei sentimenti e la commedia umana tutti ben rapprrsentati e mai invadenti.

    • Ciao, cactus!
      Ma sai che non ci avevo pensato, al fatto che fosse ingiusto dare tutti i meriti solo a uno dei due?
      Però devi aver ragione, perché “entrambi” e in larghissimo vantaggio.
      Io in realtà volevo dare la possibilità a Diego di essere la vera mente del duo… sai com’è, non sono molto per gli investigatori geniali, e in qualche occasione il maresciallo gli ha dato la paga.
      Però è più giusto così, altrimenti sarebbe il maresciallo a rischiare di fare la figura di quello “lento” 😀
      Grazie di tutto!

      Ciao, a presto

  18. Ciao Jaw, capitolo utile per riflettere! Attraverso le opzioni proposte cerco di trovare anch’io la mia intuizione, poi però mi arrendo e lascio che a stupirmi sia tu!
    Sul sagrato ho visto alternare tanti sentimenti ma un unico obiettivo, giustizia!
    Quella mano sulla guancia…però…chissà…
    Ci vediamo in caserma…
    A presto!

    • Ma io ci spero, che pensiate alle possibili “intuizioni”, vorrebbe dire che la storia vi sta coinvolgendo.
      Sarà giustizia, alla fine? Non lo so, però so che avremo nero su bianco il nome de/l/lla/i/lle colpevol/e/i 😀 😀
      Grazie di tutto!

      Ciao, a presto

  19. Buongiorno Jaw
    Una intuizione Diego e una il maresciallo!
    Che situazione! Sono riuscita a immaginarmi la faccia del maresciallo sbiancare e sprofondare all’idea del misfatto!
    Ormai siamo quasi alla fine! Peccato, mi iniziavo ad affezionare.
    A presto

  20. Ciao Jaw,
    complimenti, questo capitolo è davvero un piccolo gioiello. Per riuscire a scrivere un giallo almeno accettabile, ho letto qualche manualino, articoli e consigi vari da parte di scrittori professionisti e non, mi sono ripromessa di seguire una scaletta, di seguire determinati schemi e poi ho disatteso ogni promessa fatta a me stessa, scrivendo racconti confusionari e poco chiari. Non so se tu lo faccia con intenzione o meno, ma hai messo in campo tutti gli elementi utili a creare un giallo perfetto. Gli indizi sono sparsi qua e là lungo la trama, i personaggi ben delineati, l’assassino, ne sono certa è già stato presentato e hai anche fornito qualche indizio, solo che non ne scorgo ancora l’identità. In più hai questa capacità di raccontare le piccole cose delle persone, le sensazioni comuni (come il prurito ai punti e la necessità di aspirare il fumo altrui, quando impossibilitati a fumare), in un modo che subito ti fa rivivere quella sensazione. So che la fantascienza è il tuo genere ma, fidati, anche col giallo vai fortissimo.
    Detto questo, ho votato un’ottima intuizione per entrambi.
    Aspetto di sapere cosa deve dire Diego e ti auguro una buonissima settimana, alla prossima!

    • Grazie, keziarica, sono molto contento che questo racconto fin qui ti sia piaciuto 🙂
      In base a ciò che scrivi prima, interpreto il tuo dubbio (Non so se lo faccia con intenzione o meno), come una domanda su quanto io abbia “studiato” la scaletta, la struttura eccetera.
      In realtà non ho studiato niente di specifico al genere, a dirti la verità ho voluto provare il giallo perché mi sembrava che come struttura fosse simile al modo in cui concepivo le storie di fantascienza.
      Che poi abbia fatto un buon lavoro o meno, francamente non so, non conosco i gialli e ho il sospetto che il mio sia troppo influenzato dai gialli televisivi 😀
      Nel dubbio, mi accontento del fatto che a qualche lettore piaccia 😀
      Grazie, davvero, di tutto
      Ciao, a presto

  21. Non me ne volere ma ho poco da farti notate.
    Se proprio devo trovarne una, forse io non avrei esplicitato in apertura le perplessità sul comportamento di Yossou, ma solo perché nell’episodio precedente avevi efficacemente messo in scena la contraddizione.
    Forse lo hai fatto perché è un dettaglio importante che temevi potesse essere sfuggito ai lettori, ma, a mio parere, è superfluo.
    Sul resto niente da dire.
    La battuta di Diego sulle ‘canne vere’ benché preparata è pessima, ed è una straordinaria pennellata di autenticità.
    Le persone fanno pessime battute di continuo, e, spesso, quanto più sono meditate tanto peggio riescono.

    • Grazie, Lou, apprezzo tantissimo tutti i tuoi commenti, quelli in cui trovi poco da dire, poi, sono un grande “massaggio dell’ego” 😀 In ogni caso, mi fai riflettere sull’opportunità di insistere sull’atteggiamento di Youssou. Consentimi la ridicolaggine di non confermare o smentire la tua ipotesi, fino all’ultimo capitolo cercherò di far credere che tutti gli eventuali errori sono in realtà un modo per intorbidire le acque intorno agli indizi importanti 😀 Ovvio che non sia così, alcuni sono errori puri e semplici, ma non posso ancora ammetterlo. Al decimo capitolo, confesserò volentieri le mie colpe 😀
      Una cosa però la posso ammettere subito: la freddura di Diego è tossica 😀 e vorrei averla scritta per renderlo più vero. In realtà è il frutto di una mezza paranoia, perché, rileggendo, mi è venuto il dubbio che qualcuno, potesse davvero fraintendere, pensando che magari il carabiniere trovasse per strada tracce di sigarette “spiritose”. Però, cavoli, erba e canne c’erano, quindi non potevo rinunciare a quelle due parole… ambigue 😀
      Grazie di tutto,

      Ciao, a presto

  22. Ciao Jaw. La trama si infittisce, mi piace. Ci sono molteplici moventi e possibili colpevoli. Il prete sicuramente nasconde qualcosa, per come ha dipinto gli ospiti della sua struttura, per come ha reagito il ragazzo e le donne. Però se non è stato investito forse Mario si è fermato a parlare con il suo assassino. E se lo conosceva potrebbe essere proprio il parroco. Però è strano che non ne abbia mai parlato con la moglie. A meno che fra Mario e il don non ci fosse qualcosa.
    Alla caserma penso che le cose si evolveranno, in un modo o nell’altro.
    Ottimo lavoro.
    Alla prossima

    • Bello, mi piace che tu abbia voluto condividere i tuoi ragionamenti e sospetti, anche perché tutto ciò che scrivi è del tutto coerente col quadro che volevo rappresentare. Ovviamente non posso dirti se c’è qualcosa di giusto, ma per fortuna manca poco alla fine 😀
      Grazie infinite del commento e dei complimenti!
      Ciao, a presto

  23. Buonasera Jaw.
    Sono nuova, mi ero ripromessa di leggere il tuo racconto appena possibile, ed eccomi qui.
    Devo dire, anche se forse non è necessario, che scrivi in modo impeccabile! Sempre Scorrevole, incalzante, dialoghi molto verosimili, scene descritte da riuscire a immaginarmi ogni capitolo come se avessi la scena davanti.
    Ho votato per la casa di Carmen, anche se una parte di me insisteva per il sagrato, ma preferisco non scegliere l’opzione più votata.
    Seguo

  24. A me sembrerebbe il momento di andare in caserma a fare un po’ il punto, contattare i superiori e cominciare a stendere rapporti, ma forse sono troppo banale e poco avventurosa.
    Non ti dirò che il dettaglio del porcospino morto e dell’occhio di falco del maresciallo che riesce a riconoscere il punto in cui era steso prima mi sembra un po’ tirato per gli aculei, alla tenente Colombo, ma che ti piace Colombo me l’hai già detto. E poi è un racconto, che diamine!
    Continuo a pensare a quella storia dei pentiti. E ora anche al corpo estraneo uscito dalla ferita. Non sarà mica un altro aculeo? ^^
    Il disfattismo catastrofico del tuo maresciallo (ora mi cazziano e mi tolgono l’indagine, tutto va per il peggio…) lo rende molto realistico, quasi familiare.
    Ciao

    • Quello del maresciallo non è disfattismo, è una semplice constatazione: già non ha la titolarità dell’indagine, l’ha persa per competenza territoriale e per il fatto che non aveva alcuna voglia di fare rilievi stradali bagnato, sporco e con un *trinco* sanguinolento in testa. Il suo collega non avrà molta voglia di lavorare ma è superbo e orgoglioso: ha tutti i diritti di far valere la sua giurisdizione e mandare via i curiosi che rischiano di inquinare l’indagine. Tanto più che può dire che un indizio così palese come una carcassa di porcospino spostata sopra un’estesa macchia di sangue l’avrebbe vista chiunque 😉
      E chissà poi cosa succede se si accorgono che ha davvero inquinato la scena del delitto.
      Grazie di tutto, befana.

      Ciao, a presto

  25. Buona domenica, Jaw. Da lettrice di gialli, classici e non, ti confermo, anche se non occorre, che sei bravo. Se questa è la tua prima prova nel genere, sei ancora meglio. Bella l’idea del porcospino. le ombre sul prete ci sono, perciò ho votatoper il sagrato, come la maggioranza. Sono certa però che tu ci spiazzi.

  26. Ciao Jaw,
    a uno dei miei primi commenti, hai risposto che il giallo era un esperimento e che non sapevi se sarebbe stato proprio un giallo gialloi… è giallo, Jaw, e anche molto buono.
    Quella del porcospino morto è una trovata fantastica, ci vuole una bella mente per escogitare un indizio così, bravo. La descrizione dei prurito sui punti, che ho provato un paio di volte, mi ha fatto venir voglia di grattarmi. L’umanità è ben resa, nel finale, con la leggerezza di liberarsi del grumo, lanciandolo proprio sulla scena del crimine, Speriamo non crei troppi problemi.
    Alla prossima!
    p.s. Io scelgo C come Caserma 😉

    • Grazie, Allegra, sono contento che trovi interessante la storia, questo “JAWlo” nato da una frustrazione creativa fantascientifica 😀
      Sul porcospino (felice ti sia piaciuto! 😀 ): per il momento non vorrei approfondire la genesi dell’idea, ma se ce ne sarà occasione mi piacerebbe fare due precisazioni 🙂
      Grazie di cuore di tutto!
      Ciao, a presto

  27. Ciao Jaw, capitolo insidioso, hai lasciato intendere tante cose, tutte verosimili, ma il giallo vuole questo!
    Povero porcospino!
    Sul sagrato di una chiesa potrebbero essere chiarite alcune cose, o addirittura complicarle, mi piace come opzione…
    Continua a tenerci incollati e spero di leggerti presto!
    Buona notte

  28. Ciao Jaw,
    il capitolo, a mio parere, scorre con grande naturalezza, sia nel dialogo con Diego che nella parte finale dominata dal prurito alla testa. E’ come se riuscissi a rappresentarci la scena davanti agli occhi. Ho solo dovuto rileggere una seconda volta la parte relativa alle fotografie e al riccio, perchè la prima volta mi sono un po’ perso, ma credo che la colpa sia mia, visto che rileggendo, mi è sembrata sufficientemente chiara. In tutto ciò, devo ancora farmi un’idea sul presunto assassino … sono curioso 🙂
    Nellla domanda finale hai voluto lanciarci una frecciatina, dopo che non avevamo apprezzato le opzioni del capitolo precedente? XD
    Questa volta in effetti sono più interessanti, no? Direi caserma, comunque.
    Buona serata, alla prossima!

    • Grazie, encio, sei gentilissimo!
      La domanda finale è uno scherzo, o un modo maldestro per farvi capire che so molto bene che avevate ragione per l’opzione precedente 😀
      Sono contento che il racconto ti stia piacendo, ti ringrazio delle belle parole e di tutto!
      Ciao, a presto

  29. Ciao Jaw,
    sono andata a cercare il racconto per vedere se c’era un nuovo capitolo, e l’ho trovato. Insomma, ero convinta di aver cliccato SEGUI, ma il bottoncino era sempre arancione. Mah…
    Comunque, immagino che la giovane Nahla abbia un motivo per esere apparsa, in un giallo, soprattutto se stringato, ogni cosa, luogo o persona, ha un ruolo, specilmente se appare così, all’improvviso, e cattura la scena per qualche riga. Almeno penso.
    Non sono in grado di individuare un possibile colpevole, anche se gli indizi li hai seminati per bene.
    Spero di non erdermi altri episodi e voto per il porcospino, simpatico animaletto.
    Alla prossima, Jaw e perdona il ritardo!
    p.s. Non sono riuscita a trovare l’insetto omonimo… qual’è?

    • Ciao, Allegra. Ah ah, non preoccuparti, è capitato anche a me, ma non dovresti neppure giustificarti se non seguissi la storia, ci mancherebbe!
      Nahla… boh, non so, c’è anche da considerare l’impostazione “barocca” o didascalica che ho dato al racconto per nascondere i dettagli importanti 😉 In ogni caso, siamo quasi alla fine, quindi questo incredibile mistero sarà presto svelato! 😀 😀
      L’insetto non l’hai trovato perché non c’è: in natura e nella mia testa era l’insetto *stecco*, poi il cervello mi è andato in tilt per l’assonanza con “secco” e ne è venuto fuori un “insetto secco” che potrebbe riferirsi a quei grilli arrosto che oggigiorno vanno tanto di moda anche in Occidente 😀
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  30. Ciao Jaw, arrivo un po’ in ritardo e me ne scuso.
    Porcospino, solo per non alterare il risultato, non mi sembrerebbe giusto, magari hai già cominciato a scrivere il nuovo capitolo e non mi va di ribaltare o mandare in pareggio il sondaggio costringendoti a ricominciare.
    Insetto stecco, non secco, anche se così funziona meno.
    Personalmente avrei caratterizzato in maniera un po’ più netta la parlata di Yossou.
    Per il resto benissimo. Il prete sembra saperne più di quanto non dica e non solo sugli ‘altri’ ospiti della struttura.
    Bravo.

    • Ciao, Lou. Allora, come spiegavo anche a Napo, la storia dell’insetto stecco ha stupito me per primo, perché si è originato da un meccanismo che non capisco: mi immagino il ragazzo secco… Secco come? Come un insetto stecco… però mica posso scrivere “secco come un insetto stecco”, perché l’assonanza non mi piace. Però mi piace l’effetto divertente, come lo concilio? Faccio in modo che l’assonanza la immagini il lettore, gliela suggerisco. La cosa incredibile è che dal momento in cui ho pensato la frase-suggerimento (sbagliato!), non mi sono reso conto che stavo sostituendo una parola con un’altra simile, e questo nonostante l’abbia riletto tante, troppe volte 😀
      Boh, immagino che significhi che i correttori di bozze sono indispensabili. Grazie davvero per osservazioni, consigli e complimenti!
      Ciao, a presto

  31. Ciao Jaw, essendo appassionato di gialli, ho letto di fila tutti i sei capitoli e devo farti i complimenti per la tua capacità di coinvolgere il lettore attraverso una scrittura piacevolmente scorrevole.
    Mi è piaciuta l’idea di dare un colore ad ogni capitolo, permettendo così, molta personalizzazione.
    Voto il porcospino per la similitudine con il tuo racconto, d’ora in poi ci sarà da pungersi!
    Buona notte e a presto!

    • Ciao, alexander, scusa il ritardo con cui ti rispondo.
      Grazie infinite, sei molto gentile e sono contento che la storia fin qui ti stia piacendo.
      I titoli “colorati” vogliono anche un po’ sdrammatizzare il genere del racconto, che vorrebbe essere “giallo” ma è un po’ di tutti i colori 😀
      Grazie ancora,

      Ciao, a presto

  32. Un porcospino.
    Che dire il prete non mi dispiace affatto, so che c’è qualcosa che non va, ho come l’impressione che pur nascondendo qualcosa c’entri poco con il caso. Ma forse sbaglio.
    Il resto non lo commento perchè la trama fila e i personaggi si sono, se tu avessi qualche carattere in più sarebbe anche meglio, ma so che qua è così.
    Bravo alla prossima!

  33. Ciao Jaw
    Dico e non dico…”Sa che non posso risponderle”… iMica gli stanno chiedendo di rivelare il segreto di una confessione.
    Per le opzioni, nessuno dei tre animali mi dice qualcosa ma, siccome il Don è un volpone e i due polizziotti dei segugi, vado per la volpe 🙂

    • Ciao, Louise. Ah ah, bella la scelta della volpe, non ci avevo pensato 😀
      Riguardo al segreto: non è un segreto di confessione, è un segreto di ufficio: il prete è tenuto alla riservatezza nei riguardi di ospiti particolari che sono lì sotto falso nome e protetti dallo stato. Lo può rivelare all’autorità solo se viene autorizzato. Sfortunatamente, il maresciallo non è neppure titolare dell’indagine, quindi non può proprio insistere.

      Ciao, a presto

  34. Ciao Jaw,
    complimenti come sempre per la buona resa di personaggi e scene. Il capitolo si fa leggere con piacere e favorisce la curiosità del lettore, anche perchè è chiaro che il prete ci stia nascondendo qualcosa.
    Voto per porcospino, ricollegandomi però a quanto detto da Alex: le tre scelte non sono delle più interessanti, cioè danno a noi lettori davvero poco l’impressione di poter manipolare concretamente le sorti del racconto. Detto ciò, riconosco che spesso sia difficile creare delle opzioni valide e che gli autori (me compreso) finiscano per lasciare poco spazio di scelta ai lettori.
    Buona giornata, alla prossima!

    • Ciao, encio.
      Felice che ti sia piaciuto il capitolo. Sì, il prete sembrerebbe nascondere qualcosa… staremo a vedere, del resto lo spazio per riannodare tutti i fili comincia a diminuire 😀
      Sulle opzioni, potrei dirti che a seconda dell’animale che scegliete cambierà il nome dell’assassino finale. Potrei dirtelo, ma non è così 😀 Semplicemente questa volta non ho trovato di meglio.
      Però attenzione: non è detto che quella che appare come una scelta in grado di cambiare sostanzialmente il racconto lo sia poi davvero… basta scriverle nel modo giusto 😉
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  35. Miao! 😉

    Ci sono diversi dubbi che mi assalgono sul prete: anche se non è detto che sia invischiato col caso, mi sa che ha qualche “scheletro nell’armadio”. Basta che non mi fai il cliché del falso prete che ho visto in altri romanzi 😉

    Ciao 🙂

  36. Gatto (ma opzioni da ridere)
    Ciao max, mi è molto piaciuta la scena tra la ragazza e Diego che si guardano attraverso le fessure- ben descritta.
    Per il resto, mi pare che ci stai indicando il prete come una possibile risolutore o come esca???
    Vedremo.

    Ps.- Insomma sulle opzioni, meglio lasciar perdere, ormai sanno di antico, su questi generi di racconti a puntate sono anacronistici… se poi scelti dall’autore .. buonanotte.
    Ci vorrebbe un software che scegliesse in automatico 3 opzioni in base ad alcune parole chiavi presenti nel capitolo.. E allora si che forse ci divertiremo.
    Il discorso ovviamente vale per tutti gli autori.
    Salutiamo 🙂

    • Ciao, Alex.
      Hai ragione, le opzioni spesso non servono a nulla, dovrebbero essere i lettori a proporle, sarebbe molto più sfidante. Probabilmente però, in quel caso, mi guarderei bene dal scegliere il genere Giallo 😀
      Grazie di esserci e di tutto.

      Ciao, a presto

    • Ah ah, non ci posso credere: quello di “secco” è proprio un errore, è un doppio errore, perché sapevo che l’insetto di chiama stecco, ma pur rileggendo miliardi di volte non mi sono accorto di aver dimenticato una consonante 😀 😀
      La frase “pensata” era “secco come un insetto stecco”, piuttosto maldestra, con un’sonanza disturbante. Grazie per avermelo fatto notare, anche se mi rode parecchio aver fatto un errore simile. Grazie anche per i complimenti, sono contento che il capitolo ti sia piaciuto.
      Ciao, a presto

  37. Ciao Jaw. Beh, iniziamo subito con i depistaggi. Il prete mi sembra nasconda qualcosa, magari conosce cosa è successo e non vuole casini nella sua comunità. Il ragazzo spaccaocchiali potrebbe voler dire qualcosa di più agli investigatori, sopratutto se è incazzato con il parroco.
    Alla prossima 🙂

  38. La segretaria mi sembrava la persona più adatta per sapere a che ora fosse partito.
    Anche io mi facevo la stessa domanda dei tuoi carabinieri: perché questo non diceva alla moglie che e dove faceva volontariato? La moglie vota Casapound? Può darsi, ma non ci aiuterebbe molto nelle indagini.
    A costo di farmi dare della cagaca**o (tanto non sarebbe la prima volta che lo pensi 😉 ) “domanda con un tono che non lascia trasparire altro che un’innocua curiosità”: questa didascalia non ho capito a cosa serva. A dirci che Diego è un fine attore e recita l’indifferenza mentre fiuta la pista? O a dirci che non ha capito il nesso? Insomma, questa mi ha lasciato perplessa; in ogni caso è il solo “difetto”, chiamiamolo così, che trovo al capitolo: le didascalie sono tantissime. Forse con qualcuna in meno, il dialogo risulterebbe ancora più serrato e vivo. Però è solo un’opinione, eh? Non un’asserzione alla ipse dixit.
    hasta la lectura

    • Ciao, befana!
      Sì, questo racconto è un po’ barocco ed è solo in parte una scelta. È molto strano che il ciclista non abbia detto nulla, in effetti. Riguardo alla considerazione che citi, volevo proprio che fosse ambigua.
      Cioè, Diego è bravo a dissimulare una domanda da detective, oppure semplicemente è curioso? Non lo so neanche io 😀
      Le didascalie, lo ripeto, sono molte, hai ragione. Qualcuna serve, tutte le altre no. Ma se lasciassi solo quelle che servono, giocherei a carte scoperte 🙂
      E no, non penso a te nei termini rozzi che usi 😀
      Abbiamo un confronto dialettico, lo sai, ma la mia speranza è che dal confronto e dalla contaminazione entrambi riusciamo a crescere 😀 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

    • Ciao, Celestebarbara.
      Fai un’osservazione molto giusta sull’autista, anche se io lo immaginavo un po’ più “promiscuo”, uno di quelli che guidano i furgoncini, per intenderci: non l’azzimato e discreto coiffeur personale ma il caciarone nervoso alla guida che non vede l’ora di scambiare quattro chiacchiere con i suoi numerosi passeggeri 😀
      Grazie dei complimenti e di esserci!
      Ciao, a presto

  39. Ciao Jaw, eddai, il ragazzo della pallonata. però anche la segretaria… magari tutti e due. Con vivo piacere seguo le avventure di carabinieri e prete, a parte il morto, l’atmosfera è quella di una bella comunità eppure se il morto c’è, qualcosa non torna. Faccio mio una delle osservazioni. i ragazzi devono fare qualche battuta di dialogo. Una cosa difficile, gestire molti personaggi in scena ma tu ci riuscirai. A presto

    • Difficile gestire molti personaggi, infatti tendo a evitarlo il più possibile 😀
      Vero, c’è stato un po’ di “effetto acquario”, con questa torma di ragazzi messa lì a non dire nulla.
      In realtà, per come ho immaginato la scena, non avrebbero comunque potuto dire molto, sia per difficoltà con la lingua, sia perché non mi interessava far “fluire informazioni” da loro, non adesso, almeno. Quindi ho provato ad attribuire loro un generico “vociare” che però non può essere sufficiente. Ma, lo sai anche tu, lo spazio e poco e qualche volta devi scegliere quello che ti sembra il male minore.
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  40. Vado con la maggioranza: il ragazzo della pallonata.
    Bello. Molto ben reso Don Carlo, personaggio che emerge dalle pagine vero e credibile. Davvero un ottimo lavoro.
    Nella prima parte io avrei concesso una battuta a uno dei ragazzi che soccorrono Don Carlo.
    Da come li racconti sembra più di essere in un istituto per sordomuti che in un centro per migranti…
    Per il resto niente da dire.
    Diventa sempre più difficile trovare cose che non funzionano nei tuoi episodi.
    Sempre più bravo.

    • Hai ragione da vendere, Lou, il gruppetto doveva dire qualcosa. Però alla fine si è trattato di scegliere tra il sacrosanto realismo della scena, che ho cercato di salvare facendoli genericamente “vociare” e la sacrosanta necessità di sviluppare alcune cose. Dannati cinquemila! 😀 😀
      Ti ringrazio e accetto con imbarazzo i tuoi generosissimi complimenti 🙂
      Ciao, a presto

  41. Ciao Jaw,
    non posso credere di esermi persa un capitolo, tra l’atro anche questo l’ho visto per caso sulla home del sito… ho avuto qualche probelma con la nuova linea fissa, un piao di gg senza, forse dipende da lì, non so, l’importante è aver ripreso la lettura.
    Io me li vedo davanti i personaggi che racconti, la donna formosa, il prete, le donne che cantano sotto i limoni… mi riportano immagini antiche alla mente, immagini che vengono dai miei ricordi. I modi di dire e i luoghi descritti.
    Bello, complimenti. Ora dovrei trovare la strada per scrivere un giallo ambientato a Genova, come mi ha consigliato Napo, magari con qualche pennellata sarda…
    Alla prossima!

    • Ah ah, il giallo Genovese/sardo lo potresti ambientare a… Carloforte, sai che lì c’è l’enclave genovese 😀
      Non preoccuparti di ritardi, l’importante, come dici anche tu, è che trovi piacevole leggermi, per me è una grandissima soddisfazione. Grazie delle belle parole, sono felice se questo strano esperimento ti sta piacendo 😀
      Ciao, a presto

  42. Vediamo se dalla pallonata viene fuori qualcosa d’interessante.
    Buona la scrittura, buona la costruzione del pezzo. Un po’ lunga e dettagliata, in confronto al resto dell’episodio, la scena degli occhiali: andrebbe bene in un contesto più ampio perché descrive anche il carattere di don Carlo.

    • Grazie, Napo. Sì, in effetti indugio un po’ troppo sugli occhiali, un po’ inesperienza nel genere, un po’ il desiderio ingenuo di emulare un tipo di scrittura che mi pare efficace ma che non mi riesce come vorrei 🙁
      Grazie di tutto,

      Ciao, a presto

  43. Calcio
    Ciao Max…
    Insomma se devo dire la verità, con questo capitolo mi hai fatto rimpiangere i vecchi tempi, quelli di Moneta.
    Irriconoscibili e stile completamente differenti…
    Ad ogni, forse il genere giallo… non ti si addice o forse sono abituato a leggerti diversamente da come stai scrivendo questo racconto.
    Cmq, la seconda parte del capitolo sicuramente meglio della prima.
    Probabilmente più spazio alla didascalia avrebbe reso il tutto più chiaro.
    Ciao

  44. Ciao Jaw,
    vada per il calcio.
    Sicuramente anche questa volta hai fatto un buon lavoro, però, se devo essere sincero, questo episodio mi è risultato meno facile da seguire e meno scorrevole rispetto ai precedenti. Forse questo è dovuto in parte, come dice befana, al proliferare di dettagli che vanno a rallentare un po’ la narrazione.
    Alla prossima!

    • Ciao, encio. Sì, è vero, ci sono molti dettagli, forse troppi. Come dicevo a befana li ho fatti proliferare per nascondere meglio quelli importanti, ma questo non sarebbe dovuto andare a discapito della scorrevolezza del testo. Cercherò di aggiustare la mira nei successivi.
      Grazie del commento, dell’osservazione costruttiva e di tutto 😀
      Ciao, a presto

  45. Ciao Jaw.

    Mi annovero nel numero dei lettori distratti, secondo la definizione data da Lou 😀 A parte questo piccolo incidente di lettura, devo dire che la matrona sarda mi è piaciuta.

    Ora sono curioso di vedere se te la caverai con la corsa (anche se, al momento, è l’ultima votata tra le tre opzioni).

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao, Achillu.
      La corsa ha solo un voto! Naturalmente spero che recuperi, soprattutto perché significherebbe che molte persone leggeranno e voteranno, ma la vedo un po’ improbabile, purtroppo 😀
      Peccato, perché era un’ottima opzione ed ero abbastanza “preparato”, forse più che per le altre.
      Grazie dei complimenti e del commento,

      Ciao, a presto

  46. Calcio, non tanto perché siamo già in argomento, ma soprattutto perché è l’attività universale quando si hanno un gruppo di ragazzi da occupare e pochi mezzi. A maggior ragione nelle comunità, di qualsivoglia tipo.
    Prendi le mie parole con pochi benefici e molti dubbi, ma ho trovato il capitolo un po’ farraginoso, sovraccarico di dettagli e con frasi un po’ troppo esplicitate fino a esserne contorte (mi riferisco in particolare al passaggio su “l’ho letto” e la riflessione su deduzioni/possibilità non considerate); insomma non facile da leggere e seguire. L’introduzione della testimone è molto ricca, forse troppo, come quella della lambretta, un po’ ci si perde già all’inizio. (E spero che il tuo carabiniere tenga solo per sé le sue considerazioni o rischia di farsi attaccare per body shaming XD).
    È la mia impressione a caldo, prendila come vuoi.
    Ciao

    • Ciao, befana.
      Grazie mille del feedback. Quando ho pubblicato, ero cosciente di aver messo molti, forse troppi dettagli e penso che anche il precedente capitolo non ne avesse molti di meno. L’idea sarebbe rendere il punto di vista di una persona che cerca di stare molto attenta a ciò che ha intorno, di modo da permettermi di affogare tra mille quisquilie del tutto inutili qualcosa che invece serve a capire come sono andate le cose. Non ci sono riuscito come avrei voluto e ti ringrazio per avermelo fatto notare.
      La frase che ti ha messo più dubbi è un po’ disgraziata, hai ragione. Mi piaceva mostrare quanto fosse difficile distinguere tra buone intuizioni e cantonate e far seguire al lettore lo stesso percorso.
      La frase mi suonava male dall’inizio, pensa che in origine era “ha detto: l’ho letto”! Forse riuscire a evitare questa ridicola assonanza (non del tutto, visto che dopo c’è un “Non ha detto”) mi ha convinto di poter osare 😀
      Grazie di tutto,

      Ciao, a presto

  47. Ciao jaw, ho votato per il ciclismo….per rimanere in tema. Che dire, ancora un altro bel capitolo! Complimenti, mi piacerebbe vedere il lato umano dei tuoi personaggi… o forse la vita li ha resi profondamente cinici? Se è voluto allora complimenti l’hai reso alla perfezione. Alla prossima:-)

    • Ciao, Celestebarbara.
      Be’, nella mia testa la signora è dominata da una curiosità malata, del tipo che ti spinge a voler scoprire il peggio nella vita degli altri, i segreti peggiori o imbarazzanti. Una curiosità che non ha alcun coinvolgimento empatico, quindi in questo senso è certamente cinica.
      Grazie mille di tutto, del commento e dei complimenti.

      Ciao, a presto

  48. Ciao Jaw
    il capitolo scorre.Forse la donna sulla lambretta è stata super descritta, con qualche giudizio di valore in poù, anche se “ben assestato”.
    Non ho capito bene il paragone nella frase: “un casco jet senza visiera, opaco e graffiato quanto una boccia da spiaggia.
    calcio

    • Ciao, Louise. Sì, l’aspetto della donna occupa gran parte del capitolo, probabilmente troppo. L’idea, che posso pure esplicitare perché in un modo o nell’altro sarà presente anche nei prossimi capitoli, è fornire qualche dettaglio inutile nel quale i dettagli utili possano nascondersi meglio, mi diverte pensare a un lettore che fa attenzione a ciascuna parola che scrivo chiedendosi se è importante o meno. Certo, probabilmente potrei riuscirci meglio 😀
      Mi chiedi del casco (“jet” è chiamato un casco senza mentoniera): volevo essenzialmente mostrare un casco degno di finire nella spazzatura, quindi graffiato e opaco quanto può esserlo una boccia. “Da spiaggia”, l’ho aggiunto perché l’oggetto fosse più familiare, visto che a me capita di vedere partite a bocce solo d’estate, sulla spiaggia.
      A proposito di dettagli, il casco potrebbe essere importante 😀
      Grazie di tutto,

      Ciao, a presot

  49. Sono più a mio agio col calcio…
    Ciao Jaw, stavolta cominciamo dal principio, ovvero da quel giallo itterico del titolo; prendila con il beneficio del dubbio (e verifica se hai modo), a me pare di ricordare che la forma corretta sia giallo ittero, questo perché indicherebbe (alle due di notte il condizionale è d’obbligo) una specifica tonalità di giallo; per la medesima ragione sarebbe perciò corretto l’utilizzo dell’aggettivo itterico riferito al colorito.
    A parte queste e poche altre inezie avrei ancora un appunto, se me lo consenti, a proposito della frase:
    * Ha usato l’espressione ‘l’ho letto’ ( meglio un ; del ! ) non ha detto di essere (stata) presente al (momento del) recupero (e a questo punto ci puoi mettere il ! ) *
    Intendiamoci, la scelta che hai fatto non è scorretta però l’espressione ‘l’ho letto’ la signora l’ha utilizzata un bel po’ di righe più su e non immediatamente prima e il lettore medio (mediamente distratto) è tentato, proprio da quel punto esclamativo (che chiude la frase), di andarsi a cercare l’espressione in questione per cercare di capire meglio a cosa si riferisca il narratore; la cosa, se ci fai caso, cambia un po’ se a quel punto esclamativo sostituisci un punto e virgola e cambia perché il lettore così è invogliato a continuare la lettura e la frase successiva chiarisce tutto (anche al lettore distratto).
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro (diversamente chiedi pure) e tengo a precisare che si tratta comunque di inezie.
    Per il resto bravissimo.

    • Ciao, Lou.
      Grazie un sacco per il commento articolato!
      Sul titolo, penso che tu abbia ragione, ho provato ad approfondire ma non ho trovato moltissimo, però vado ad analogie: verde acqua (e non verde acquoso), giallo canarino, blu oltremare. Ma ho anche un esempio in casa: il titolo precedente è “argento e oro”. Grazie per avermelo fatto notare.
      Il periodo che indichi l’ho un po’ sottovalutato, avrei dovuto costruirlo in modo più chiaro. Sul punto esclamativo ero anch’io indeciso, l’ho messo per dare enfasi alla vocina interna che insiste per aver ragione su un’ipotetica intuizione. Ma è vero, spezza il ragionamento, ostacola la comprensione.
      Grazie, una volta di più, per il commento prezioso.
      Ciao, a presto

  50. Ciao Jaw
    oggi è la nottata dei recuperi… per arrivare al quarto episodio ho dovuto leggere il primi tre 😂, spero di rimettermi in linea con tutti i racconti che sto seguendo!
    Comunque veniamo a noi. Ho scelto ciclismo perché sinceramente di calcio ne abbiamo già abbastanza! Cambiamo un po’!
    Ciao Jawww a presto
    Ilaria

  51. Calcio per via della pallonata o ciclismo per via della bici? Vada per il ciclismo (che mi piace di più :P).

    Camilleri sta alla Sicilia come tu stai alla Sardegna? In questo capitolo sei riuscito a descrivere il poche parole un’intero ambiente 🙂

    Ciao 🙂

  52. Un pestone maldestro…
    Appena ho letto il tuo commento al mio nuovo episodio sono venuto subito a controllare e indovina un po’?
    Nemmeno io avevo cliccato segui la storia… ho rimediato comunque. Arrivo un po’ tardi e concordo con molte delle cose osservate dai precedenti commentatori.
    Mi ha divertito molto lo scambio che hai avuto con più di qualcuno su quel riferimento a Jessica Rabbit; non è colpa tua, il problema è che nella memoria collettiva degli italiani la situazione già di per sé è da commedia sexy e citare l’avvenente consorte di Roger finisce per alimentare quella fantasia, anche perché se è vero che Jessica Rabbit aveva una voce molto sensuale è vero anche che uno la ricorda per altro…

  53. Ciao Max votato per la spinta, mi sembra più attinente.
    Mi è piaciuto moltissimo questo capitolo, chiarissimo e anche divertente nella scena tra la dottoressa e il protagonista.
    Invece ho qualche dubbio sulla camera d’aria della bici…. nel senso che, penso si possa montare anche senza smontare la ruota.
    Ciao e complimenti

    • Ciao, Alex. Addirittura moltissimo? Mi lusinghi, grazie!
      Ho letto la tua obiezione sulla camera e anche la tua correzione, devo però dirti che la verità sta nel mezzo: c’è almeno un caso in cui potresti sostituire la camera d’aria senza smontare la ruota; esiste infatti una forcella con un solo stelo (la fa Cannondale, si chiama Lefty, non è particolarmente diffusa ma ha un effetto estetico incredibile). In tutti gli altri casi però, e te lo dice uno che in bicicletta qualche chilometro l’ha fatto, è necessario sganciare la ruota. Se poi è quella posteriore, non stai attento quando la rimonti, non ti accorgi che la catena è messa male e provi a girare la ruota, ecco che è un attimo spaccare il cambio e rimanere appiedati 😀 😀 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  54. Ciao Jaw
    In effetti, il riferimento a Jessica Rabbit porta a pensare a una dott.ssa prosperosa, anche se tu specifichi “parlerebbe come lei”. Comunque, per me è un dettagliuccio, il capitolo è scritto bene e mi è piaciuto, le azioni e i pensieri sono mostrati altretanto bene.
    una pallonata

  55. Ciao jaw, completamente all’oscuro delle tue trame, ho votato la pallonata, un po’ come tutti, chissà poi perché.Anche il pestone però va forte. Son curiosa più del solito nei riguardi del prossimo racconto proprio per vedere cosa farai del suggerimento vincente. Anche a me la Rabbit non è piaciuta perchè mi è sembrata una immagine superflua e già un po’ abusata. Ma forse è il tuo personaggio che ha un debole per il vintage della sua giovinezza e allora va bene così.

    • Ciao, cactus.
      Mi sono messo appunto il problema se citare un personaggio della mia giovinezza (non infanzia, sigh!) fosse comprensibile ai più. Forse sarebbe stato meglio, se non l’aveste avuta presente, perché tu e altri avete immaginato una dottoressa somigliante alla rossa supersensuale. In realtà volevo solo paragonare la voce (moolto sensuale) della signora Rabbit a quella della dottoressa, ed è questo che pensa il maresciallo. Però non è venuta come avrei voluto. Prendo nota che in fase di revisione dovrei sostituire Jessica Rabbit con Sade, o Adele, o magari Giorgia.
      Grazie, di tutto, anche dell’appunto, mi ha fatto capire una volta di più quanto è importante scegliere le immagini giuste.
      Ciao, a presto

  56. Ciao Jaw.

    Il pestone maldestro mi ispira.

    Mi piace il barista che annuisce, un po’ meno la Jessica Rabbit campidanese. Come direbbero gli EelST: sto diventando forse Riccione? Entrambi sono stereotipi, però sull’infermiera prosperosa hai calcato la mano. Quindi lei è uno stereotipo e me l’hai sbattuto in faccia come tale, mentre lui appare in modo più modesto e mi tira fuor volentierii un sorriso.

    Io giuro che l’ho capito subito che la signora in scooter è la persona della villa rurale, senza chiedertelo e prima di andare a sbirciare i commenti che hai fatto agli altri 😀

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao, Achillu.
      In realtà l’infermiera è una dottoressa e non la immagino particolarmente prosperosa. La frase in cui cito Jessica Rabbit vorrebbe suggerire che la voce della dottoressa è particolarmente sensuale, con un marcato accento campidanese a caratterizzarla. Potevo esprimere meglio il concetto.
      Grazie di tutto,

      Ciao, a presto

    • Grazie, MrsRiso 🙂
      Scusa, vedo adesso che non ho mai risposto al tuo commento precedente, penso si sia sovrapposto alla scrittura del capitolo e mi è sfuggito. Grazie anche per quello 🙂
      La “furbata” non è premeditata e mi imbarazza un po’, non mi sono reso conto di quanto fosse corta una corda di cinquemila caratteri e mi sono impiccato 😀
      Sì, la donna in scooter abita lì vicino 😀
      So che non è sufficiente, ma prometto di farla parlare all’inizio del prossimo.
      Grazie di tutto
      Ciao, a presto

  57. Ciao Jaw,
    fermo fermo… mi pare di sentirglielo dire, alla dottoressa.
    Bel capitolo, immagino che l’abitante della casa rurale sia la donna in motorino… vediamo cosa avrà da dire. Il collega, pari grado, pare non avere grande voglia di indagare, metterà i bastoni tra le ruote (della mountain bike) o si adeguerà alla pista del collega? Lo scopriremo leggendo.
    Non ho trovato nulla da farti notare, come al solito 😉
    Aspetto il nuovo e voto per la spinta.
    Alla prossima!

  58. Pallonata!

    Se devo essere sincero, non capisco come il capitolo si riallaccia alle votazioni. Invece mi è piaciuta la dottoressa ed il nostro protagonista che capisce l’errore osservando il pendaglio 🙂
    La parte sulla ruota l’ho dovuta leggere due volte perché non conosco i termini: per me la bici c’ha la ruota e la camera d’aria. Non so neanche cosa sono le forcelle (in realtà sapevo, visto che sono andato a cercarmele) 😉

    Ciao 🙂
    PS: la parte sulla ruota non prenderla come critica: hai fatto più che bene!

    • Ah ah, in effetti, come spiegavo anche a encio (e come dovrò spiegare ad altri pazienti lettori) ho sopravvalutato i caratteri a disposizione, ho impostato il capitolo in un certo modo e lo spazio per il personaggio da voi scelto di è ridotto all’entrata in scena. Vi chiedo scusa e prometto che nel prossimo la farò anche parlare, questa donna in scooter.
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  59. Ciao Jaw,
    mi aspettavo di leggere qualcosa sulla persona della villa rurale.. però quello che ho letto mi è piaciuto molto anche questa volta.
    Non so come dire, ma il modo in cui descrivi le situazioni, i personaggi e anche i dettagli mi fa calare completamente nella storia, come se fossi lì. Questo terzo episodio è quello che mi è piaciuto più di tutti per ora: interessante la riflessione iniziale, così come la descrizione del pendente da cui si origina l’illuminazione del protagonista riguardo il cerchione della bici. Anche l’idea di attribuire un colore come titolo di ogni episodio mi piace molto.
    Complimenti!
    Le tre opzioni non mi attirano troppo.. Vada per la pallonata
    Alla prossima 🙂

    • Ciao, encio. Grazie mille per i complimenti, sono felice che il capitolo ti sia piaciuto. Mi spiace di non aver saputo neppure cominciare a farvi conoscere il primo “testimone/sospetto”, ho sopravvalutato lo spazio a disposizione e non volevo rinunciare a ciò che ho scritto. Per la cronaca, so che non è sufficiente, ma è appunto la donna sullo scooter 😀
      Chiedo scusa, onorerò il debito un po’ in ritardo 🙂
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  60. Ciao Max è arrivato anche il tuo turno. 🙂
    Un giallo degno di un giallo, i presupposti per ci sono tutti.
    Un appunto sull’inizio del primo capitolo, quella ricerca dell’eclissi lunare mi è parsa un pò troppo macchinosa.
    “”in direzione del baluginio di un televisore immenso che filtra da una finestra aperta””.
    Insomma, l’avrei evitata visto che poi citi che : Tra me e l’eclissi del secolo c’è una palazzina troppo alta, pare.
    Ok detto questo voto per l’operaio.

    • Ciao, Alex, benvenuto in questo maldestro esperimento 😀
      Ti dico cosa sapevo io della scena: volevo che il maresciallo fosse all’esterno della caserma quando arriva Carmen. E infatti lui è uscito perché ha una voglia matta di fumare, altrimenti se ne starebbe al fresco dei condizionatori, ma ha fatto finta di convincersi che esce per vedere uno spettacolo imperdibile. Constata subito che c’è la palazzina, ma a quel punto non finge più con se stesso e, piuttosto che fare due passi per godersi lo spettacolo, appena termina la sigaretta è pronto a tornare al fresco. Ho provato a mostrare questo atteggiamento, forse non ci sono riuscito perfettamente 😉
      Grazie di tutto,
      Ciao, a presto!

  61. Per me è una persona in una villa rurale. Potrebbe essere chiunque.
    Ciao Jaw. Bel capitolo. Molto più scorrevole del precedente, ho capito tutto quello che stava succedendo e sono molto curioso di sapere come proseguono le indagini. Se proprio devo fare un appunto a volte usi termini un po’ fuori dal comune. Ad esempio:
    “guardare in tralice”. Un “guardare di traverso”, per quanto abusato, sarebbe stato più leggibile.
    Oppure “sicumera”, che per un lettore di Topolino quale sono avrò letto mille volte detto da Paperone, ma magari una semplice “arroganza” avrebbe chiarito comunque il concetto.
    Per il resto davvero, è bello leggerti. Sei molto fluido e hai descritto benissimo la scena del ritrovamento.
    Alla prossima Jaw 😉

    • Grazie mille, Yaniv, sia dei complimenti che delle osservazioni, e scusa se ti rispondo con questo ritardo. Sulle parole ricercate non hai torto, di certo non guadagno in leggibilità, ma voglio convincermi che sia un rischio calcolato: perdo magari immediatezza ma ottengo una narrazione meno piatta, più riconoscibile. Cioè, questo è l’intento, una mera speranza, ed è vero che ci sono mille modi per ottenere lo stesso risultato. Diciamo che ci provo 😉
      Grazie di nuovo, ciao, a presto

    • Ciao, Louise.
      La tua osservazione mi ha fatto riflettere. Non so, a essere onesto vorrei riuscire a scrivere in scioltezza, ma ogni riga è per me un tormento, insomma, non ho trovato più facile scrivere la seconda parte. Èvero che nella prima parte di questo capitolo la mia preoccupazione era mostrare decentemente una scena insolita, quindi può apparire più “legnosa” per questo motivo… A dirti la verità ho più di qualche dubbio di esserci riuscito come avrei voluto 😀
      Grazie di tutto

      Ciao, a presto

    • Ciao, cactus, grazie mille, sono contento che mi segua con piacere!
      Ma no, la promessa è una sciocchezza: dei tre personaggi possibili svilupperò solo quello vincente. Sai, capita spesso che l’autore proponga delle scelte che, se risultano perdenti, realizza comunque qualche capitolo dopo. Io prometto che non farò così.
      Grazie di esserci e di tutto

      Ciao, a presto

  62. Con il vigneto e i campi, propendo per l’agricoltore.
    Rileggendo, ho notato tutte le cose che mi erano sfuggite ieri, tutto chiaro. 🙂
    Ho un dubbio, e Il buon Treccani mi pare andare nel mio senso: “acconsento” secondo me non può essere usato qui. Significa “dire di sì a una richiesta”, non essere d’accordo con un’affermazione. Vedrei meglio “concordo, concedo, convengo…”. Poi, magari, sbaglio io. Era proprio per trovare qualcosa da dire! ^^

    • Ah ah, grazie, befana, sono sollevato 🙂
      Mi ripeto, non mi è facile capire quanto certe scene, che comunque sono un po’ inusuali, siano facili da immaginarsi per chi legge. In questo capitolo avevo un sacco di dubbi, anche il “tondino di ferro”, non sapevo e non so quanto questa denominazione sia conosciuta. Io la sento da sempre, ma forse è un po’ tecnica, anche se sulla Treccani c’è la giusta accezione 😀
      A proposito di Treccani, forse hai ragione. Ti dico in che senso ho usato “acconsentire”: il maresciallo fa di sì con la testa, ma io non volevo usare il solito “annuire”, quindi ho usato un sinonimo di “dire di sì” (con uso assoluto, è concesso). Sì, avrei di certo potuto trovare qualcosa di più calzante 😀
      Grazie mille dei complimenti, delle osservazioni… e di avermi voluto rassicurare 😀 😀
      Ciao, a presto

  63. Ciao Jaw.
    Anche su questo secondo avrei ben poco da osservare. Ma un impegno è un impegno e ti dirò, molto onestamente, cosa mi è piaciuto meno di un tutto che mi è piaciuto molto.
    – L’arcipelago di rozzi rattoppi avrebbe funzionato meglio come immagine senza il riferimento al cemento (anche perché i rattoppi si fanno, molto più semplicemente, con asfalto nuovo ed è il contrasto cromatico con il molto più chiaro asfalto vecchio a creare l’effetto arcipelago).
    – Anche viottolo mi piace poco, ma qui andiamo sul parere personalissimo
    – Quel leviamoci il dubbio e guardiamoci dentro, benché risponda alla necessità di mostrare con un linguaggio appropriato l’annoiato scrupolo che muove il nostro, ha un tono un po’ troppo confidenziale
    – Per la mandibola meglio un casca che un cade.
    – Se ne avessi la possibilità etc. è una premessa superflua, forse meglio descrivere subito ciò che accade: Faccio un passo incauto e scivolo dentro al pantano (con tutte le scarpe)
    – quel fuggendo al mio grido andrebbe tra le virgole, ma te ne sarai già accorto, te lo segnalo solo per darti prova della mia lettura attenta, critica e tutt’altro che superficiale.
    La seconda parte rasenta la perfezione e non mi è riuscito di trovare niente da segnalare, nemmeno in modalità Vaitra. 😉

    • Ciao, Lou.
      Non posso fare altro che ringraziarti, perché, credimi, trovo tutte le tue osservazioni interessantissime, mi hanno davvero fatto riflettere. Abbozzo una mezza difesa d’ufficio solo sull’arcipelago, perché nella prima stesura (o solo nella mia testa, non ricordo) chiarivo che i rattoppi in cemento erano opere estemporanee di chi su quella strada transitava di solito. Il fatto è che mi capita spesso di vedere situazioni del genere, qui intorno: gli agricoltori riparano le strade come possono, in modo creativo 😀
      Però è sacrosanto che sarebbe stato più universale e diretto ciò che scrivi, asfalto nuovo e vecchio, però… non ci ho proprio pensato! 😀 😀
      Grazie davvero, dei complimenti che accetto con imbarazzo e delle osservazioni che cercherò di tenere a mente 🙂
      Ciao, a presto
      P.S.: VaiTra è la negazione assoluta del commento costruttivo, ma a me faceva ridere un sacco 😀 😀

  64. Ciao Jaw,
    ottima continuazione direi. A mio modesto parere hai un lessico e una capacità descrittiva davvero notevoli, complimenti! Sono curioso di scoprire qualcosa di più su quello che al momento sembra tanto un semplice incidente.
    Votiamo per l’agricoltore… Il proprietario del vigneto magari?
    Buona giornata e alla prossima 🙂

  65. Ciao Jaw.

    Quindi non c’entra nulla il vestito della moglie? Ah… o boh… In realtà mi piace questa ricchezza di particolari, forse anche inutili. In un giallo tutto può essere utile, soprattutto se il giallo è pensato in stile “Agatha Christie”, ossia un racconto che coinvolga anche il lettore nella parte investigativa.

    Non ricordo cos’ho votato, so che non era l’operaio del caseificio 🙂

    Grazie e alla prossima.

    • Ma ti pare che uno che spera di scrivere un giallo decente possa rispondere alla tua domanda? L’abito della donna? In che modo dovrebbe entrare nelle indagini? Se hai un’ipotesi, scrivimela, magari in privato. Grazie di esserci e di avere votato… qualcosa 😀

      Ciao, a presto

  66. Asciutto, pulito ed efficace.
    Ciao Jaw,
    con poche, abili, pennellate, hai messo a posto ogni cosa, mostrando quel che c’era da vedere senza cadere in descrizioni e divagazioni inutili. Bravo!
    Parlerei con l’agricoltore che, con molta probabilità, ha conoscenza dei campi e dei luoghi e vediamo cosa salta fuori.
    Passa un buon fine settimana e alla prossima!

    • Grazie, Allegra. Onestamente ti dico che qualche pennellata in più, poter dare qualche dettaglio ulteriore, questa volta non mi sarebbe dispiaciuta. Però ho dato retta ai caratteri tiranni, e forse hanno avuto ragione loro 😀 perché tutto sommato sono soddisfatto del risultato.
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  67. Ciao, ho votato per l’agricoltore: magari il proprietario del vigneto che confina con la palude in cui è stato trovato il corpo.
    Vista così, la morte del ciclista sembra davvero frutto di un incidente, di una caduta casuale… ma immagino che le cose si riveleranno un po’ più complesse di così.
    Buon capitolo che getta le basi per quelli che saranno poi gli sviluppi della vicenda. Ho notato che hai inserito diversi dettagli che apparentemente sembrano un po’ fine a se stessi (per esempio la botta che il nostro protagonista si prende in testa)… mi chiedo se dobbiamo leggervi qualcosa o se, invece, servono solo a dare maggiore spessore ai personaggi.
    Alla prossima!

    • Ciao, Beatrice. Per rispondere alla tua domanda, direi un po’ è un po’; insomma, dei dettagli inseriti, qualcuno è utile a dare un po’ di “profondità” a scena e personaggi, su altri, prima o poi, qualcuno si farà domande 😀
      L’importante è che non sia subito troppo evidente quali sono di un tipo e quali dell’altro 😀
      Ti ringrazio del commento e dei complimenti!
      Ciao, a presto

  68. Ciao
    ho scritto un commento che è ancora in moderazione, forse perché riportavo una frase del testo in dialetto che non avevo compreso.
    Scrivi bene. L’inizio dell’incipit è quasi un prologo, poi i dialoghi sono scorrevoli.
    al prossimo.
    striscia nera

    • Ciao Louise, benvenuta.
      Nel frattempo è apparso anche il commento in moderazione.
      La frase che citi significa è un’apprezzamento, si può tradurre con “quanto è bella!”, “è bellissima”… anche se la traduzione letterale è un po’ più ruspante 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  69. Ciao Jaw. Sono passato a renderti la cortesia. Beh, le premesse per un buon giallo ci sono: un uomo scomparso, un detective (?) ingaggiato, e un giallo un po’ ai limiti del mistero. Sono curioso di sapere cosa è successo al marito di Carmen. Scrivi veramente molto bene, però, se devo fare un appunto, sei stato un po’ caotico. Forse sono io che non ho dimestichezza con i gialli, ma ho trovato un po’ difficile seguire gli eventi narrati.
    Beh, io ho votato per la striscia nera sull’asfalto. Potrebbe essere qualsiasi cosa.
    Alla prossima Jaw 🙂

    • Ciao, Yaniv.
      Grazie per i complimenti e grazie soprattutto per l’appunto che mi fai. Per l’autore non è sempre facile capire quanto sia “lineare” ciò che ha scritto, quindi ben vengano osservazioni come la tua che mi spingono a fare uno sforzo (o molti!) in più per riuscire a essere più chiaro.
      Grazie di tutto,

      Ciao, a presto

  70. La borraccia del ciclista.
    Ciao Yang (se non dovessi capirla, non è colpa tua: son sbilenca io e il mio umorismo), avevo letto il tuo incipit non appena ricevuta la notifica, ma in questo momento sono sempre in ritardo anche per l’ultimo tram e arrivo solo ora a votare e commentare. In realtà non commento nulla, mi è piaciuto tutto (mi hai anche evocato il recente ricordo del peregrinare in famiglia su una buia stradina della campagna olandese in cerca dell’eclissi di luna rossa, tra abbaiar di cani e frinir di grilli, disturbati dalla presenza umana).
    L’unico dubbio che ho è perché lei non possa andare a cercare il marito a causa del bambino, ma sia potuta venire in commissariato. Ma forse il pupo dorme nell’utilitaria.
    Alla prossima puntata.

    P.S. è una voglia che ho da un po’ di scrivere una storia con un protagonista positivo con passato da bullo ragazzino. Il fatto che tu mi abbia preceduto non me l’ha fatta passare 🙂

    • Ciao, Yin! Mi ritengo ufficialmente offeso, visto che metti in dubbio la mia capacità di cogliere riferimenti a battute da me stesso fatte! 😀
      Grazie per i complimenti, sono sicuro che tu sia troppo buona ma mi fanno molto piacere 😀
      Riguardo al bambino: sì, in una delle mille versioni Carmen faceva un cenno verso la macchina mentre diceva “non so a chi lasciare il bambino”, poi, vista la tirannia dei caratteri, ho deciso di lasciare un vuoto che il lettore riempisse autonomamente 😀
      Grazie di tutto,

      Ciao a presto

  71. Ciao Jaw, scrivi molto bene e il giallo è un colore che ti si addice. Ho molto apprezzato sia i dialoghi che l’ambientazione sarda. Non ti chiedo spiegazioni sulle espressioni linguistiche perchè mi sono già letta quelle che hai dato. Comunque, un isola (la Sardegna) è un mondo a parte, un’antico linguaggio, anche, e infine c’è l’ambiente ristretto di un commissariato di polizia e i segreti di un giovane maresciallo. Tutto ciò mi piace moltissimo. Ho votato il bagliore, che in una notte di eclissi mi è sembrato una metafora appropriata e un bell’inizio per quello che vorrai.

    • Ciao, Celestebarbara.
      Dal sapore retrò, dici? Come atmosfere? Uhm, non ci avevo pensato, in realtà la storia è pensata ai giorni nostri, come si capirà in seguito… anche se sono ancora in tempo per traslarlo temporalmente… forse ci penso 😀 Grazie del voto e di tutto,

      Ciao, a presto

  72. Una lunga striscia nera, ho votato questa opzione. Ho deciso di leggere questo incipit e credo di aver fatto bene, scrivi meravigliosamente! Mi fa davvero piacere che tu abbia anche introdotto il dialetto sardo (in quanto io stessa sono sarda), e infine sono curiosa. Attendo il prossimo capitolo con impazienza! 🙂

  73. Ciao Jaw,
    incipit curato e gradevole. Nonostante il quadro sia ancora molto generale sei riuscito a catturare sicuramente la mia attenzione. Ti darei consigli se ne avessi, ma la realtà è che il capitolo mi sembra davvero ben riuscito.
    Seguo e voto per la borraccia.
    Ma invece il detto finale che vuol dire? Pagu bona puru, per intenderci. Sono ritornato da poco da due settimane di vacanza in Sardegna, ma di dialetto sardo proprio non ne capisco nulla ^_^

    • Grazie, encio, sono felice che l’incipit ti sia piaciuto. I consigli e le critiche sono ben accette e incentivate, quindi non metterti scrupoli 😀
      La frase che citi ha una parola trasparente (quella in mezzo 😉 ) che speravo ne facesse intuire il senso, il quale è appunto “Quanto è… aggraziata”. Le altre due parole significano letteralmente “poco” e “pure“, quindi come vedi la traduzione letterale non avrebbe molto senso. In dialetto si usa la costruzione “pagu … puru” o “pagu … esti”, per svariate espressioni che attribuiscono a qualcuno/qualcosa il massimo grado di una determinata qualità/difetto 😀
      Alcuni esempi:
      “Pagu arta puru cussu ollastu”, (Quanto è alto quell’olivastro!)
      “Pagu scimpru esti, mancai siara studiau!” (Quanto è scemo, nonostante il suo elevato livello di istruzione!)
      Eccetera 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

    • Ciao, Barbagianni.
      Ah ah, sapevo che qualcuno avrebbe “colto” il titolo.
      Da bimbetto trapiantato dalla città nel paesello, la prima volta che l’ho sentito me ne hanno dovuto spiegare il senso. Ricordo ancora che lo avevo trovato geniale. Beh, lo so, esagero, però è uno dei pochi modi di dire che mi fa sorridere ogni volta (ultimamente poche) che lo sento.
      Grazie dei complimenti e di tutto

      Ciao, a presto

  74. Eh, però Diego porta un po’ sfiga! Al di là di questo, io ho votato il bagliore oltre il canneto, che mi intriga perché potrebbe essere di tutto e di più.

    Inizio molto ben scritto e coinvolgente. Mi piace il tuo stile, che rimane “leggero” pur essendo molto curato. Una delle cose che mi piace dei gialli “moderni” è la nota di folklore locale spesso inserita dagli autori: io la Sardegna la conosco solo per esserci stata in vacanza (in quelle zone, tra l’altro), ma i piccoli dettagli che hai inserito qui e là me l’hanno ricordata.

    Ti seguo, alla prossima!

    • Benvenuta, Beatrice.
      Grazie dei complimenti, sono felice che l’incipit ti sia piaciuto.
      Le note di folklore hanno questo fascino, non so bene perché, immagino che sia perché tendono a rendere automaticamente più “autentica” una scena. In ogni caso, mi divertiva l’idea di ambientare un Giallo nella mia isola. Insomma, se Camilleri ci ha rotto per anni i *cabasisi* con le sue storie siciliane, voglio dimostrare che *macari* la Sardegna può fare da sfondo a un Giallo 😀
      Ci riuscirò? Boh, secondo me Camilleri parte in vantaggio 😀
      Grazie di tutto

      Ciao, a presto

  75. Vediamo cos’è quel bagliore dietro al canneto.
    Jaw che si cimenta con un giallo non me lo posso proprio perdere. Quando l’ho scoperto credo di aver reagito più o meno come quando appresi la notizia che Francis Ford Coppola avrebbe girato un film sul Dracula di Stoker… wow e doppio wow e lo so che non si fa ma ci metto pure tre punti esclamativi, tiè !!! Incipit splendido, scritto benissimo, poche pennellate per introdurre protagonisti e scenario.
    Giusta la scelta di affiancare al Maresciallo un personaggio come Diego. Attendo di saperne di più del color del can…

    • Lou! Grazie, esagerato! Quando commenti imponiti lo stesso rigore critico che chiedi bonariamente a chi legge te! 😀
      Giallo? Lo spero, diciamo che è un esperimento nato mentre pensavo a tutt’altro.
      L’idea di dare un po’ di voce anche al mio dialetto mi divertiva, ma mi impegno a far sì che gli elementi in comune con… altri racconti di questo genere si limitino a questo 😉

      Ciao, a presto

  76. Una lunga striscia nera.

    Mo’ ciao! Bentornato! Questa volta proviamo a scrivere un Giallo? È per me un genere che non riesco a scrivere ma mi piace leggere. Vediamo come te la cavi. La pennallata iniziale è stata ottima, vediamo come prosegue 🙂

    Ciao 🙂

  77. Ciao Jaw!!!
    Tre punti esclamativi per manifestarti la gioia che mi dà rileggere il tuo nome tra gli autori. Un giallo, ambientato in Sardegna, che bello. A quanto pare la calura estiva non ha portato solo camicie sudate e sventolii di giornali. Mi piace molto questo incipit, mi piace la descrizione asciutta, ma efficace, del paesaggio, della donna e dei due poliziotti. L’incipit vero e proprio con le indicazioni per scovare la luna nascosta é impagabile.
    Qualcosa mi lascia perplessa, e cioè il fatto che lei abbia sentito la necessità dopo sole due ore dalla mancanza da casa, di precipitarsi dal maresciallo a denunciare la scomparsa del marito… Forse è un anziano con problemi di memoria? O é un possidente e lei pensa che possano averlo rapito? Non saprei, so che ci sarà un perché e lo svelerai nei capitoli a venire.
    Essendo di origini sarde so che troverò irresistibile il seguito.
    Alla prossima Jaw, sono davvero felice di poterti rileggere!
    p.s. la borraccia.

    • La gioia, cara Allegra, è tutta mia nel leggere il tuo commento. Grazie, contentissimo che ti piaccia. Uhm, dici che si capisce che è ambientato in Sardegna? 😀
      Be’, dai, è un esperimento, provo a far sentire la voce sui generis (e con molte “U” finali 😀 )di un investigatore sardo. Visto il mio richiamo reiterato ai colori, mi sembra onesto sottolineare che non sono sicuro che, alla fine, sarà proprio un “Giallo Giallo”. Però posso fin d’ora tranquillizzare i più: non sarà Fantascienza 😀
      Grazie di cuore di tutto,
      Ciao, a presto

    • Ciao, Achillu,
      Prendo nota che avrei dovuto scrivere “abitino estivo di quelli che si usano anche per stare comode in casa e che nonostante ciò ha comunque una generosa scollatura”, ma così non avrei potuto scrivere altro. In ogni caso, va bene anche come l’hai intesa tu: non so cosa dovesse fare la moglie quella sera, so che il marito doveva rientrare molto prima, quindi magari si è preparata nella speranza che il marito tornasse.
      Mi spiace che trovi già la trama ingarbugliata, in realtà la mia intenzione era appena appena pennellare lo sfondo.
      Grazie a te,

      Ciao, a presto

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi