“Buongiorno Capitano”…

“l’ufficio”...

Tutto era cominciato mentre ancora voleva piovere, era marzo inoltrato e – in teoria – avrebbe anche potuto già volgere al bello ma, no. Non volgeva al bello, sarebbe stata una lunga primavera di fiori alternati a foglie, tutti bagnati.

E dunque pioveva, e dopo smetteva e io pensavo che dietro a tutti quei numeri e quei prezzi, dietro a quelle dimensioni disegnate c’era solo il mio schermo nero a righe verdi che ricordava l’ora di uscita da quel delirante ufficio pieno di vuoto e di caffè del piano zero che puzzavano di muffa. E il ricordo del dolore era ancora il mio padrone.

E all’ora x andavo in bagno per l’ultima sistemata qui e la, controllavo la posta sul pc, davo un’organizzata ai miei pensieri per l’indomani, inviavo l’arresto del pc, toglievo finalmente gli occhiali che – più che consentirmi di vedere meglio il fuori mi mostravano più in dettaglio la tristezza del dentro – rimettevo rossetto, gomme, e occhiali – appunto – in borsa e mi incamminavo nel lungo corridoio che conduceva all’uscita. Mentre camminavo, sgrovigliavo il filo degli auricolari e ancora prima di aver detto l’ultimo ciao al mio amico usciere, avevo già sintonizzato al mio canale la radio… e finalmente ero nel mio mondo, benvenuta! …benvenuti tutti, e ora si suoni, si urli, si senta, si cammini, si sudi, si pianga, si pensi, si gioisca, si soffra, di tutto un po, volume più alto del rumore di fondo, più forte anche dei miei battiti accelerati, finché ce n’è. Finché sarà casa.

Si, a casa ci tornavo a piedi, anche con i tacchi alti, anche con i piedi che formicolavano da doverli svegliare sotto il getto dell’acqua in vasca, ma a piedi. In qualche modo, le endorfine di quella passeggiata per Roma, di quei chilometri a ritmo di musica e luci e traffico a gogò, mi stancavano e mi staccavano. Ed era un equilibrio oltre la paura della terapia, che come uno sfondo soffuso e languido sapevo mi attendeva al varco, nella domanda di qualche amico o parente o davanti allo specchio o in chiesa.

Avevo paura.                                                              

Chi non ne avrebbe avuta?

Il problema è che sentirsi nella emozione giusta non aiuta a non provarla. Cioè intendo, che nonostante sapessi che era legittimo temere la radioterapia, questo non mi aiutava ad avere meno paura, e non mi tratteneva, continuavo a sfuggire, a fuggire. Era la cosa che mi riusciva meglio.

(Pensieri sparsi…                                                              

…del resto da piccola ero famosa per le mie corse ogni volta che un ragazzino voleva darmi un bacio, e da più grande ero scappata davanti al prof che pronunciava il mio nome al primo esame all’università, e troppe sono le volte che sono scappata davanti ad una volante o un autovelox, che io sfugga è scontato. È restare la scommessa. Solo quello, restare.)

E poi a casa il silenzio copriva tutto, e scopriva la stanchezza e la voglia di essere in un attimo già a domani. Perché poi, chissà. Cosa c’era nei miei domani che aspettavo in ogni oggi oltre quei domani in terapia che tanto temevo? Non so, quel che ricordo è, che mi piaceva pensare che preparando un piatto caldo per cena e chattando con qualche amica e leggendo poche pagine del mio compagno libro, avrei abbreviato il buio e raggiunto la luce del mio domani. Il sole. 

L’ufficio in cui mi recavo ogni mattina era in centro, più in centro di dove abitassi, era in un palazzo antico di cinque piani alti, pulito e intonacato con tinte chiare, elegante. La mia era una stanza doppia, non particolarmente bella ma spaziosa, un luogo non particolarmente distinto ma fastoso per dimensioni e altezza, aveva volte alte, pochi mobili non di pregio, finestre alte e strette, tanta luce da doverne togliere un po per non restare troppo trasparenti.

Ero mattiniera, arrivavo presto davanti a quel palazzo, dopo aver cambiato due mezzi pubblici, attraversato una piazza piena di sanpietrini cattivissimi e uno stradone larghissimo con l’asfalto rovinato, ripassando gli odori e i rumori consueti, salivo una lunga scala che aveva due rampe in pietra con i gradini usurati e sporchi, ma sempre sontuosi,  come è Roma, una vecchia zia grassa e cadente ma sempre affascinante nella sua austerità. E io salivo, salivo e con me salivano i battiti e finiva la canzone, l’ultima prima di arrivare in cima e tuffarmi in numeri, linee, punti, riunioni e trasferte.

Arrivata! Via gli auricolari, entro, saluto l’usciere, badge, corridoio, caffè al piano zero, ed eccomi, benvenuta nel mio giorno nuovo, si lavora.

Ogni giorno cominciava così, aveva una specie di protocollo, simile, solo la temperatura e il colore del cielo erano diversi a volte. Si, potrei dire che il suo colore era diverso a seconda di come i miei occhi lo guardavano, ma no…scontato. Io al mattino ero sempre felice. Era nuovo, tutto. Il giorno davanti a me era il mio tutto.

Ma quella mattina, Roma era diversa…era forse primavera?

“Buongiorno”…mi dissero due occhi trasparenti…

Cosa serbava quella strana mattina? aria diversa, occhi diversi cui guardare altri occhi, o...?

  • Pensiero sparso complesso…’forse stava arrivando il coraggio per affrontare la radioterapia’ (0%)
    0
  • Pensiero sparso romantico…’forse erano arrivati due occhi trasparenti’ (50%)
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  • Pensiero sparso semplice…’forse era arrivata primavera’ (50%)
    50
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107 Commenti

    • Grazie Alex!
      …diciamo che mi sto lasciando prendere…
      si, fra qualche giorno, il tempo di riordinare suggestioni, i vostri input, e i punti insoluti nella mia penna….e comincio il secondo atto diciamo…

      grazie ancora, sorei felice se continuassi a darmi consigli e passassi di qua a leggermi…
      a presto!

  1. I miei complimenti davvero Ally!
    Ammiro molto la tua capacità di dire e non dire, di scegliere dove concentrare le parole e dove lasciarle più rarefatte. I sentimenti vividi che ho provato leggendo il tuo racconto mi hanno lasciato molto su cui riflettere.
    Se proseguirai il racconto lo seguirò con piacere.

    A presto, non farci aspettare troppo!

  2. Complimenti Ally!
    Una fine degna dell’inizio. Anzi, si è rafforzata la tensione iniziale. Hai un grande dono, sembrano vere le scene ritratte e riesci a descrivere le azioni come se si stessero svolgendo davanti a me che leggo. Continua!

  3. Ciao Ally
    diverse cose mi sono piaciute:
    – hai mostrato bene come quel tale, dopo che le ha dato “un cazzotto” quasi pretendeva le scuse, perché era lei “a mettere in ginocchio la gente”. Ci sono molte persone così, girano la frittata senza vergogna.
    – Mi feci cullare da quell’amore piccolo in centimetri ma dall’empatia smisurata.
    – E mi ero perdonata per aver frainteso, e scambiato un meschino imbroglione per un Capitano.
    La chiusa va bene così. Si può vivere senza un amore perduto, ma senza se stessi no.
    Spero di rileggerti ancora, chissà… magari in un altro genere.

    • Grazie Louise. Concordo. A volte per non farsi schiacciare bisogna farsi attraversare dal dolore.

      Detto questo…mi leggerai se avrai voglia…ma nello stesso genere credo.
      Nelle mie intenzioni sarebbe di proseguire il buongiorno capitano…concentrando il focus sui narcisi…forse farò questo. E chiudero alcuni punti che ho lasciato incompiuti…di questo racconto.

      Nuovamente grazie.

  4. Ciao Ally.

    Ascensore è maschile 😉 Per il resto non ho notato nulla, se non un salto forse troppo netto tra la fine dell’episodio 8 e l’inizio dell’episodio 9. Ma data l’enorme quantità di cose che hai messo in gioco in questo episodio dico che mi va bene così.

    Faccio parte della “nicchia” 🙂 Non hai mai sentito parlare di “romanzo di nicchia” o “racconto di nicchia”? O anche “prodotto di nicchia”, per uscire dall’ambito letterario ed entrare in quello industriale? Si tratta di un “qualcosa” che non fa “grandi numeri” (per esempio: un prodotto venduto solo in 1000 esemplari) ma può contare su un pubblico affezionato (quindi ci sono ottime possibilità che tutti i 1000 clienti comprino gli accessori per il prodotto di nicchia) che può dunque garantire un successo costante nel tempo.

    A me le tue “parentesi destabilizzanti” piacciono. 🙂

    Voto per il pensiero complesso e attendo il gran finale.

    Grazie e alla prossima.

    • hey! che commento impegnativo! non so se sono all’altezza delle aspettative sai?
      anzi…come detto in una risposta poco fa….credo di avere troppe cose sul fuoco ora…..continuerò il racconto. anche se questo non mi esime dal dover dare un finale degno di esser chiamato tale….

      quanto al discorso nicchia, ora ho capito. si ci sarei arrivata con un po di riflessione in effetti….

      che ignorante sono! ascensore è maschile, ok, perdon…

      grazie grazie grazie!

  5. Ciao Allly ho optato per il suo segreto.
    Non ho afferrato il discorso del cigno nero…
    Nel senso che il cigno nero è riferito al tipo di lavoro svolto???
    Però che cattivo questo Capitano che fa penare la nostra protagonista.
    Si prospetta un colpo di scena nel finale…..
    Complimenti per il racconto, che ho trovato molto interessante, specie nella parte dei pensieri sparsi, per come espresso nei capitoli precedenti.
    Ciaoo

    • Grazie Alex!
      Sai…credo di essere ad un punto difficile.
      Cigno nero. Capitano. I pensieri sparsi. Le azioni. Ho tutto in testa da tirar fuori e solo un capitolo per dare una chiusa al cerchio…credo che proseguirà la storia dunque. Pensavo nei giorni scorsi di continuare con una seconda parte tipo.
      Anche se intanto devo dar compimento a questa parte…

      Rifletto e raccolgo suggerimenti.

      Nuovamente grazie…
      Alla prossima

    • wow! …grazie ‘aiels’, il tuo commento tecnico mi lascia senza parole, il che capita poche volte.

      – parentesi destabilizzanti.
      – parti descrittive interessanti.
      – ricerca vocaboli forzata che toglie slancio.

      raccolgo. ho intenzione di proseguire il racconto oltre il primo ‘atto’…dunque i tuoi spunti di riflessione mi servono molto. oltretutto, il tuo racconto è di un genere che non oserei nemmeno pensare di saper scrivere in questa vita, dunque mi incuriosisce riuscire a diventare una lettura interessante per te.

      detto questo…cos’è una “nicchia”?

  6. Ciao Ally
    uno che urla scrivendo o scrive urlando (come preferisci), o ha paura di qualcosa oppure gioca di sponda e sta mandando un messaggio a qualcun’altro.
    Avrà un segreto? Boh!
    Chiederà scusa? Boh! (intanto ha già rotto le uova nel paniere)
    vado per le scuse, vediamo cosa s’inventa 🙂

  7. Ciao! Sono tornata da poco sulla piattaforma e ho subito letto il tuo racconto. Non sono il tipo da racconti rosa, ma questo mi sta davvero piacendo molto! I capitoli 4 e 5 sono i miei preferiti :3 scelgo la seconda opzione, il ragazzo non è del tutto limpido e voglio vederci chiaro!

  8. Ciao Ally,
    Woow che bello questo racconto, ho letto tutti gli 8 episodi in un solo colpo e non riuscivo a staccarmi, veramente bello e coinvolgente, poi ho sempre adorato i pensieri sparsi, anche se devo dire che all’inizio mi suonano sempre come periodi che mi fanno distrarre dal corso della storia, questi invece non distraggono per nulla dagli eventi anzi ne danno ancora di più significato.
    Bello bello, ho votato “Pensiero sparso complesso: …arrivò trafelato nella stanza come se avesse qualcosa da nascondere”, perché un uomo così affascinante ha sempre qualcosa da nascondere!
    Passa a trovarmi se vuoi!

    • Ciao Ely46!

      grazie di avermi letto! e in un colpo solo poi!
      Dare una buona impressione complessiva, credo sia importante e mi fa molto piacere.
      si, un uomo affascinante ha qualcosa da nascondere quasi sempre…e – forse – le cose nascoste rendono un uomo affascinante…chi lo sa.

      grazie anche per il voto…in realtà sono ad un punto in cui credo di dover svoltare proprio……vedremo.

      passerò certamente “ad un passo da noi”!
      alla prossima!

  9. Ciao Ally
    Che dire? La tua scrittura mi convince 🙂
    La storia d’amore scorre bene ma… Non dimentichiamo che la prospettiva maschile non è uguale a quella femminile. Forse il vissuto di lui le sfugge, innamorata com’è dell’amore 🙂
    Pensiero complesso e svolta?

    • ciao Achillu!
      Ti ringrazio, sia per avermi seguito sia per aver contribuito con i tuoi voti a guidare il percorso della storia. Ma, soprattutto, per esserti palesato stamani con questo commento…leggerne uno, è un po come esser portati per mano, fa sentire accompagnati, è bello. Pensiero complesso quindi…hai puntato sulla tristezza di lui. Vediamo…

      Alla prossima.

  10. Pensiero sparso romantico – mi incuriosisce la lontananza
    Ciao Ally, ti rinnovo i complimenti.
    Penso che la grandezza del tuo racconto stia nei “pensieri sparsi” come anche nei dialoghi molto veri.
    Ma nei “pensieri sparsi” riesci davvero a descrivere e fotografare stati d’animo ed emozioni in modo superlativo, tali da trascinare il lettore dentro la storia.
    Complimenti 🙂

  11. Ciao! Complimenti Ally. Descrivi le scene come se dipingessi ed è impossibile non immergersi.
    Leggerò volentieri come continua, ho votato per la collega che bussa e il loro innamoramento. Anche se credo che lui abbia un segreto.
    Perché “capitano”, verrà fuori?

  12. Ciao! Complimenti Ally, scrivi dipingendo le scene. È impossibile non calarsi dentro.
    Leggo con piacere.
    Voto per il pensiero romantico…anche se credo che lui ha dei segreti.
    Mi incuriosisce perché sia il capitano. Uscirà fuori?

  13. Ciao Ally
    Condivido il suggerimento di Alex, occorre dare tempo ai lettori di seguirti. Qui ci sono almeno trecento storie da leggere…
    La frase “In quel istante io avevo sempre chiuso gli occhi” contiene una contraddizione: in quel momento o sempre?
    Da quello che descrivi dopo, lei lo osservava eccome!
    Riguardo alle opzioni, meglio una sola domanda non tre, confonde.
    Bussava lui.

    • Ciao Luise!
      Accolgo tutti i consigli. Ho recepito si.
      Ho riletto…in effetti può essere interpretato come contraddittorio ‘in quell’istante’ seguito da ‘sempre’ nella stessa frase. Il significato era che, nel momento iniziale dell’amplesso…ogni volta che ne aveva vissuto uno, era stata ad ocvhi chiusi. Avrei dovuto rendere meglio il concetto. Farò più attenzione.
      Anche sulla domanda finale. Centrare e non spargere, capito.

      Grazie!

  14. Ciao Ally, mi sono intrufolato nel tuo racconto e penso di aver fatto bene.
    Sin dalle prime pagine sono entrato subito in sintonia con la tua protagonista, tra l’altro una donna malata. Cui hai descritto incredibilmente bene tutte le sue emozioni, paure, ansie.
    Molto bella la scena dell’ amplesso.
    Bella e significativa anche quella dei sanpietrini cattivissimi.
    A pro anche li piano zero descritto mi ricorda un edificio del mio vecchio ufficio.
    Davvero complimenti per la tua scrittura e per la tua storia…
    Voto per bussava lui per la confessione, e ti seguo.

    ps.- vai piano non correre 🙂

  15. Ciao Ally
    vai (bene) come un treno 🙂
    Il capitolo scorre bene, è fresco, leggero :-))
    Forse sarebbe da evitare la ripetizione di qualche termine (es. mi ritrassi).
    Confesso che non so cosa votare: nel testo, il dubbio sul bacio in fronte è già oggetto di riflessione. L’ultima frase mi suggerisce che lei “ha visto” qualcosa in quel preciso istante, che non sembra avere attinenza con le altre due opzioni.
    Dunque, per ora mi astengo.

  16. Si percepisce ancora un po’ di paura di lasciarsi andare da parte della protagonista, mi piace molto questa complessità di emozioni.
    Ovviamente scelgo il pensiero romantico, bisogna pur cominciare da qualche parte per far prendere una strada diversa alla vita, non ci si può tirare indietro 😀

  17. Ciao Ally,
    intanto complimenti anche a te per la copertina!
    Delicato questo capitolo, lei che annusa il volto di lui e non lo bacia… è come una bambina, alle prese con qualcosa di nuovo. In effetti, vista la malattia, sta rinascendo a nuova vita e tutto le apparirà nuovo, diverso…
    Bene, un buon capitolo. Ho votato per il pensiero sparso complesso, la sfiora, e basta.
    Alla prossima!

  18. Bello bello belloooooo!

    Allora, ho adorato quando hai paragonato la felicità alla matematica, lo trovo un accostamento perfetto hai reso no bene, di più le sensazioni.
    Belli pure i dialoghi, ma vabbè, si sa dal principio che sai crearli alla perfezione.
    Il capitolo poi mi è piaciuto perché inizia ad essere del movimento, della dinamicità nell’azione, perfettamente in contrasto con i capitoli precedenti!

    Brava!

  19. L’avrebbe sfiorata. Lo svolgimento mi è parso abbastanza lento, il che mi è piaciuto, credo tu lo abbia usato come mezzo per farci conoscere bene la protagonista che davvero mi fa tanta tenerezza! Sono davvero curiosa di vedere come procederà la loro relazione, e magari anche come affronteranno qualche piccolo intoppo. Ebbene, alla prossima, ti seguo!

  20. Buondì Ally,
    stamattina sto leggendo il tuo racconto con sottofondo i Big Red Machine e ci stanno benissimo devo dire 🙂 Oltre che dalla descrizione del tuo uomo (che immagino sia davvero esistito nella tua vita perché è un identikit, se lo incontrassi per strada potrei riconoscerlo ehehhe), sono colpita dal modo in cui i pensieri della protagonista siano realistici, le sue emozioni vengono così fuori dallo schermo del pc che è impossibile non “sentirla”. L’argomento è difficile da trattare, in bocca al lupo per il resto del racconto 😉 Voto per il pensiero sparso romantico, ci vuole qualcosa che la smuova un po’ 🙂

  21. Ciao Ally,
    Ho letto i tre episodi senza sforzo, nonostante trattino un tema spinoso e delicato. Ho scritto anch’io un racconto che parla di malattia, ma in una veste decisamente differente.
    Hai uno stile interessante, qua e là manca qualche accento, ma è del tutto trascurabile, vista la prosa.
    Ho votato per il pensiero complesso, sperando che vada a buon fine, ho problemi con la linea😔.
    Aspetto il quarto e ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

    • ciao Allegra_Dubois!
      ti ringrazio di avermi letta!
      e soprattutto di non far troppo caso agli errori…

      ho sbirciato qualche giorno fa il tuo racconto “la bottega delle farfalle”, lo leggerò presto…le farfalle hanno per me un significato particolare. leggerai…

      sto già scrivendo il quarto…terrò d’cchio gli accenti! buona giornata anche a te.
      a presto!

  22. Allora, bello bello bello bello.

    L’unico appunto che mi sento di farti è questo: all’inizio dei dialoghi usa la lettera maiuscola, sia che tu usi le normali grafe che i puntini come in questo caso (cosa che ho adorato come tipo di formattazione).

    Continua così!

  23. Questo capitolo mi ha preso più del precedente.

    I pensieri sparsi mi hanno colpito maggiormente, come la relazione che ha con la collega giovane, adoro il vezzeggiativo “cerbiatta”.

    Ho scelto che la protagonista farà il suo passo ma non subito.

    • Grazie! Sei gentile a leggere con attenzione le descrizioni…in effetti i dettagli dei luoghi aiutano spesso a descrivere più precisamente il “come” ci si sente in un certo momento, vero? Raccolgo il tuo suggerimento…a volte seppure con paura vanno affrontate le paure…anche di fronte alle malattie si può aver coraggio…lo dobbiamo a noi stessi. Vediamo cosa tiro fuori…a presto!

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