40 anni fa

Dove eravamo rimasti?

Vuoi salire, almeno finché non cala la nebbia? Ringraziai ma dissi che alle 3 del mattino era meglio tornare a casa ( vivevo con i genitori) (33%)

La storia d’amore inizia ... e finisce?

Complice la nebbia e la stanchezza accettai l’invito di buon grado.

Salimmo quindi al quarto piano del palazzo entrando in silenzio nell’appartamento della famiglia in cui Veronika lavorava come  ragazza alla pari. Mi meravigliai un po’ che dopo un solo mese che era in Italia le avessero già affidato le chiavi di casa, ma meglio così. Si offrì di farmi un caffè con la moka. Lo mandai giù sorridendo e ringraziando anche se era pessimo; ma si sa che i tedeschi già allora usavano un altro sistema per il loro caffè lungo.

Pur cadendo entrambi di sonno (si erano fatte più o meno le tre del mattino) ci mettemmo seduti su un divano a chiacchierare. La distanza fra di noi diminuì di minuto in minuto, finché mi ritrovai a gustare la morbidezza delle sue labbra mentre la sua lingua faceva a gara con la mia nell’ esplorare reciprocamente il cavo orale. Furono baci e furono sorrisi, per citare De André e la sua Canzone di Marinella.

E poi ci addormentammo  sul divano, l’uno vicino all’altra.

Verso le sei, quando il primo chiarore dell’alba fece capolino dalle finestre ci svegliammo e mangiammo qualche biscotto. E  venne il momento di tornare a casa (avevo comunque tranquillizzato mia madre con una telefonata notturna, gli sms e i Whatsapp erano ben lontani da venire…).

Ci scambiammo i numeri di telefono, naturalmente, e mi apprestai ad andarmene. Ma Veronika aveva una gradevole sorpresa finale per me, evidentemente voleva essere sicura che quel numero telefonico venisse usato. Quando ero già in ingresso e ci stavamo scambiando quello che credevo fosse l’ultimo bacio, almeno per quel giorno, sentii la sua mano sul mio inguine che cercava qualcosa. Avvertito che le dimensioni di questo qualcosa si stavano velocemente modificando grazie al suo tocco, mi slacciò la cintura e tirò giù la lampo dei miei pantaloni. Scoprii nei minuti successivi che gia a 20 anni era piuttoso esperta con le mani.

Finì lì, per quella volta,  ma il secondo appuntamento era assicurato!

Avrei dovuto farlo prima, ma una breve descrizione fisica della ragazza è necessaria. Molto alta, 1,74, capelli castano chiaro acconciati in un buffo caschetto, moda tedesca dell’epoca, occhi azzurri, un viso simpatico e sbarazzino, carina comunque.

Durante la settimana ci sentiamo un paio di volte per organizzare per il sabato successivo. Lei sarebbe stata di nuovo libera e con la casa a disposizione. Nonostante ciò fui così disgraziato da dirle che non avrei potuto arrivare prima di mezzanotte a causa di una cena in famiglia con amici. In realtà aveva fissato un appuntamento pomeridiano con una ragazza americana conosciuta nello stesso periodo…in pratica cercavo con pochissima eleganza di mantenere il piede in due staffe finché ne ero in grado.

L’uscita con l’americana non fu un granché e mentre la accompagnavo al college in cui studiava, già non vedevo l’ora di correre a Monterotondo da Veronika.

Le mie aspettative furono ripagate. Entro la prima ora dal mio arrivo eravamo entrambi nudi ed esploravamo con piacere i rispettivi corpi. Mi ero fermato al viso nella descrizione della ragazza. Ma il corpo era ancora meglio: gambe chilometriche muscolose al punto giusto, un bel seno florido con capezzoli rosa. Magari a voler trovare un difetto il lato B, che tanto piace a noi uomini, non era particolarmente tornito,  ma insomma, non si può avere tutto!

Nelle settimane successive “ci mettemmo insieme” come si usava dire allora, non perdendo occasione per fare l’amore ogni volta che avevamo una casa a disposizione, mia o sua, limitandoci ad altri tipi di effusioni in macchina.

Era Ottobre il giorno del primo incontro e presto venne Giugno e il suo ritorno in Germania. Nel frattempo aveva deciso di ritornare a Settembre e di studiare l’italiano, in modo da potersi iscrivere all’università nel nostro paese e rimanere con me.

Nei mesi estivi ci scrivemmo, in inglese e un po’ anche in italiano. Poi iniziarono i problemi…

Mentre Veronika era in Germania fui contattato da una ventitreenne americana con cui avevo avuto un breve ma intenso flirt un anno prima durante una sua visita a Roma. Si stava separando dal marito e mi invitava in Florida dove avrei anche potuto specializzarmi in un ottimo ospedale universitario.

La cosa mi mise addosso una gran voglia di partire per gli USA, tanto che quando Veronika tornò a Roma ero fortemente a disagio su come dirle che la storia non sarebbe continuata.

Lo feci portandola a Sperlonga per un week end e dopo che avevamo fatto nuovamente l’amore le dissi che c’erano problemi. Non la prese affatto bene, ovviamente. La prima cosa che fece fu di riprendere a fumare. Aveva smesso da un anno perché mi dava fastidio e giustamente volle farmi un dispetto.

Poi fece qualcos’altro e ciò cambiò il corso degli eventi.

Cosa fece VERONIKA?

Che cosa fece Veronika?

  • Mise in scena un impasticcamento con sonniferi e si fece portare in Pronto Soccorso del mio Ospedale. (0%)
    0
  • Cercò di riconquistarmi puntando su gelosia e trasgressione (come?) (100%)
    100
  • Tornò in Germania e non si fece viva in attesa che io la cercassi nuovamente. (0%)
    0

Voti totali: 2

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8 Commenti

  1. Salve! L’inizio di questa storia mi piace molto e non vedo l’ora di continuare a leggere. Ho votato per il rimanere a lungo perché ho immaginato che aveste parlato tanto per conoscervi ancora. Chissà, magari c’è stato il cosidetto colpo di fulmine che vi ha permesso di passare una serata migliore dopo la festa. Credo che non ci sia nulla di meglio che chiacchierare a lungo con la persona che si ama, la comunicazione è fondamentale. Ma lo saprò solo leggendo

  2. Ciao e benvenuto in The Incipit,
    è un piacere leggere nuovi autori anche molto validi come te. Davvero un bel incipit e una buona penna. Sarà perché abito vicino alla brutta fontana afflitta dal guaino? ahahah, comunque mi piace e ho votato che non resti ( vivi con i genitori) e torni a casa, ma sappiamo entrambi che almeno il numero di telefono fisso lo avrai preso, no? 😉
    al prossimo episodio.
    (e non ti scoraggiare, i lettori qui sono lenti ma arrivano.)

    • Grazie Aless(andra),
      Un commento già il primo giorno, mi fa piacere. Mi dispiace invece di non avere corretto alcuni refusi dovuti alla scrittura automatica, ne ho trovati almeno tre. Ma non si può più fare editing, ora, mi pare.
      Avrei dovuto e potuto scrivere più e meglio, ma è un inizio in un campo nuovo.
      Sai la cosa buffa é che parto da fatti di vita vissuta e magari può capitare nel sito di entrare nell’effetto sliding door: come sarebbe andato se….
      Vedremo. Intanto grazie per il commento e il voto.
      Ho letto i primi 4 capitoli del tuo Fort Island, domani completo la lettura, mi piace molto!

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