40 anni fa

La festa

L’incontro avvenne in un posto che meno romantico non avrebbe potuto essere: Piazzale degli Eroi, per i non romani una brutta piazza con al centro una brutta fontana imbrattato dal guano dei tantissimi uccelli che ancora oggi pullulano nel quartiere Prati. Piena di traffico e di auto che sfrecciano veloci lungo l’Olimpica, l’arteria che dal 1960 unisce il Salario con l’EUR.

Ma l’appuntamento per la festa che si sarebbe tenuta alla casa al mare del mio amico Roberto era lì. Io avevo 25 anni ed ero laureato in Medicina dall’anno precedente. Lei ne aveva 20 appena compiuti, tedesca di Berlino Ovest, in Italia come ragazza alla pari in una famiglia amica di uno dei partecipanti alla festa. 

Eravamo tutti fra i 18 e i 26 anni, più o meno maschi e femmine in egual numero.

Non molto c’è da dire della festa, ma al momento di andar via, dopo la mezzanotte, un coltre di nebbia da film giallo era calata su Roma e provincia.  Mi offrii di accompagnare Veronika, come la chiamerò in questo racconto, dopo averci flirtato per tutta la sera, approfittando del fatto che ero uno dei pochi fra i presenti che parlava inglese. Tedesco no, ma l’inglese fu sufficiente .

Da Roma a Monterotondo sulla via Salaria, la nebbia costringeva a non superare i 50 all’ora. Avevo timore ma non potevo dimostrarlo. Ci mettemmo un’ora abbondante per percorrere poco più di 20 chilometri .

Arrivati sotto casa mi ringraziò e mi informò che la famiglia con due bimbi piccoli in cui era da un mese come “au pair” era fuori per il fine settimana.

“Vuoi salire, almeno finché non cala la nebbia?” mi chiese in inglese? 

Vuoi salire, almeno finché non cala la nebbia?

  • Accettai di salire e rimasi a lungo (33%)
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  • Accettai di salire ma dopo un caffè fatto con la moka( una ciofeca), tornai a Roma. (33%)
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  • Ringraziai ma dissi che alle 3 del mattino era meglio tornare a casa ( vivevo con i genitori) (33%)
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8 Commenti

  1. Salve! L’inizio di questa storia mi piace molto e non vedo l’ora di continuare a leggere. Ho votato per il rimanere a lungo perché ho immaginato che aveste parlato tanto per conoscervi ancora. Chissà, magari c’è stato il cosidetto colpo di fulmine che vi ha permesso di passare una serata migliore dopo la festa. Credo che non ci sia nulla di meglio che chiacchierare a lungo con la persona che si ama, la comunicazione è fondamentale. Ma lo saprò solo leggendo

  2. Ciao e benvenuto in The Incipit,
    è un piacere leggere nuovi autori anche molto validi come te. Davvero un bel incipit e una buona penna. Sarà perché abito vicino alla brutta fontana afflitta dal guaino? ahahah, comunque mi piace e ho votato che non resti ( vivi con i genitori) e torni a casa, ma sappiamo entrambi che almeno il numero di telefono fisso lo avrai preso, no? 😉
    al prossimo episodio.
    (e non ti scoraggiare, i lettori qui sono lenti ma arrivano.)

    • Grazie Aless(andra),
      Un commento già il primo giorno, mi fa piacere. Mi dispiace invece di non avere corretto alcuni refusi dovuti alla scrittura automatica, ne ho trovati almeno tre. Ma non si può più fare editing, ora, mi pare.
      Avrei dovuto e potuto scrivere più e meglio, ma è un inizio in un campo nuovo.
      Sai la cosa buffa é che parto da fatti di vita vissuta e magari può capitare nel sito di entrare nell’effetto sliding door: come sarebbe andato se….
      Vedremo. Intanto grazie per il commento e il voto.
      Ho letto i primi 4 capitoli del tuo Fort Island, domani completo la lettura, mi piace molto!

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