Una vita (a tempo determinato)

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il mittente delle lettera? qualcuno che non si aspetta...o non conosce proprio! (100%)

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“  Non è per solitudine che ti scrivo, ne perché voglia farti pena,ma perché sento che questa è la cosa giusta da fare, tu hai il diritto di sapere: io sono tuo padre Anna Luce,o comunque sono colui che ti ha dato la vita,perché la parola padre non credo proprio di meritarla. Non ci sono mai stato per te, né quando hai iniziato a camminare, né quando hai iniziato a parlare,non ti ho accompagnata a scuola,non ti ho vista crescere,piangere o ridere … sono stato semplicemente un codardo che non ha voluto prendersi le sue responsabilità. Io amavo tua madre, ma amavo più la mia vita,i miei soldi e quello che avevo costruito. Non ce l’ho fatta a rinunciare al mio mondo,ma adesso quello stesso mondo si è distrutto. E in fondo credo di averlo meritato. Non c’è riscatto per me, a quasi settant’anni l’unica cosa che possa fare è chiedere perdono per i miei errori. E l’unica persona a cui devo chiedere scusa sei tu. Non credo che mi perdonerai mai,io stesso non  lo farei. Trenta anni fa,quando tua madre mi disse di essere incinta,io le chiesi di abortire. Ovviamente lei  non mi diede retta,sia ringraziato il cielo. Mi disse di sparire dalla sua vita, che non ci saremmo più rivisti e soprattutto che non mi sarei mai dovuto avvicinare a te. E così ho fatto. Ma qualche anno fa la mia coscienza ha iniziato a cedere,a pesare sempre più. E sai qual è la cosa buffa,se si può trovare qualcosa di buffo in questa storia? Più la mia società affondava,più mi sentivo leggero. Tutti quei soldi inseguiti per anni,preferiti a te,non ci sono più … eppure io adesso mi sento bene. Ovviamente mia moglie non è stata del mio stesso pensiero e mi ha lasciato. Lei non ha coscienza,insegue il potere e la ricchezza,e avendo ancora 55 anni credo non le sarà difficile trovare qualche altro riccone con cui accompagnarsi. Per me non è stato difficile lasciarla andare via,ma prima che sparisse le ho parlato di te, mi ha fissato per qualche secondo,poi è scoppiata a ridere e mi ha detto:’ Non ti perdonerà mai,sei finito,non hai più niente!’. E forse ha ragione,ma io non voglio nessun perdono,solamente non volevo più avere segreti. Mi dispiace per non esserci stato,per non averti voluta e per aver fatto soffrire tua madre. Non mi aspetto nulla da te ma, se potessi esprimere un desiderio,mi piacerebbe conoscerti. Non posso far tornare indietro il tempo,cambiare ciò che è stato e fare scelte diverse. E non voglio neanche pensare al futuro. Ma posso sfruttare meglio il presente,e scriverti è stata probabilmente una delle migliori cose che abbia fatto nella mia vita. Sii felice,perché l’uomo si salva solo in questo modo,essendo felice. E soprattutto abbi cura di te.                                                                                                                                     Filippo Forte.

I giorni a seguire furono i peggiori di tutta la mia vita. Non andai a lavoro,non potevo farcela. Me ne restai chiusa in camera,uscivo solo per aiutare la nonna.Per tranquillizzarla le dissi che stavo male,avevo un po’ di influenza,e lei fece finta di crederci. Mia madre continuava a telefonarmi ed io continuavo a non risponderle. Cosa avrei potuto dirle?

vuoi sapere perché ti sto evitando mamma? Ti ricordi quell’uomo che tu hai sempre odiato,quello sposato con cui tu hai avuto una storia,da cui poi sono nata io?ecco,tre giorni fa mi ha mandato una lettera,e ha espresso il desiderio di conoscermi!.Io non so se lo voglio conoscere mamma.Voglio conoscere chi voleva farti abortire?chi non ha mai voluto saperne di me,almeno fino a pochi giorni fa ? Lo voglio conoscere mio padre,mamma?! che poi la parola PADRE non riesco proprio a pronunciarla. Mi sento male,non riesco a piangere e vorrei tanto farlo. Allo stesso tempo sono incazzata,picchierei volentieri qualcuno,come ad esempio questo Filippo Forte venuto dal passato a destabilizzare la mia vita,a stravolgerla, a fare a pezzi quella  me che ho faticato tanto a creare.  Perché io sono sempre stata Anna Luce Ruggero,ho sempre portato il cognome di mia madre,perché non c’era un padre al momento della nascita da cui prendere il cognome. E invece adesso c’è,ha un nome,un cognome e una coscienza da ripulire. E quindi adesso io che dovrei fare?

Senza rifletterci scrissi su google nome e cognome di mio padre,andai su wikipedia e lessi ciò mi interessava:nasce a Roma nel febbraio del 1950;i genitori avevano un’azienda agricola che portarono avanti fino al 1980,e morirono 10 anni dopo;lasciarono a Filippo una somma di denaro cospicua,che lui utilizzò per studiare meccanica finanziaria all’ Università;dopo la laurea lavorò per qualche anno in una industria farmaceutica,per poi aprire una propria società, F&F group,che si occupava,fino a prima del fallimento,di alta tecnologia nel settore portuale ed eolico. Ha sempre vissuto a Roma,zona Parioli.In quel momento mi arrivò un sms e chiusi istintivamente il computer:era un messaggio del mio capo,Roberto Montani,che mi comunicava il turno per il giorno dopo:12/18. 

Cosa succederà a Luce?

  • non riuscirà ad andare a lavoro (0%)
    0
  • sarà graziata dal suo capo e otterrà qualche giorno di permesso (50%)
    50
  • non riuscendo a lavorare verrà licenziata (50%)
    50
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23 Commenti

  1. Ciao Luce, bel capitolo movimentato, ma era giusto così!
    Siamo alla fine e spero che tutto torni, quindi dalla denuncia si potrà arrivare ad un epilogo che possa dare equilibrio all’animo inquieto della nostra protagonista.
    Leggerò l’ultimo capitolo e spero di giocare con un’altra tua storia al più presto…

  2. È stata denunciata, molto probabilmente dalla ex moglie di Filippo, che in cerca di un colpevole per coprirsi ( forse) avrà suggerito alla polizia questa probabile pista.
    Capitolo ben strutturato, immagini nitide della scena.
    Ti sostengo sempre!

  3. Ciao Lu.ce
    La storia procede coerente e ci avviciniamo al finale.
    voto la denuncia, anche se hai solo un capitolo per chiudere la storia.
    Ancora un suggerimento per il futuro, gli elenchi puntati sono un modo inusuale di presentare i dialoghi. Si possono sostituire con il trattino – oppure con i caporali « », migliora la formattazione, salva spazio e sono esteticamente più gradevoli. 😊

    PS se vuoi, quando puoi, viene a trovarmi.

  4. Ciao Luce, come promesso ho letto la tua storia e mi è piaciuta…
    La vita spesso ci riserva delle sorprese e non sempre riusciamo ad affrontarle con serenità, Anna Luce però non è da sola.
    Io tifo per Roberto, ma credo che la nostra protagonista stia cominciando a credere più in se stessa, probabilmente l’amore aiuta.
    Aspetto il prossimo capitolo, buon lavoro e a presto!

  5. Buongiorno Lu.ce
    ho letto tutti i capitoli, la tua storia è carina.
    Agganciandomi alle parole di Feather, credo che la formattazione non ti habbia aiutato ad avere più lettori.
    Mi spiego. Quando si legge a video, il testo deve essere il più possibile scorrevole. I tuoi paragrafi sono densi, si può ovviare inserendo uno spazio dopo ogni punto e dopo ogni virgola e andare a capo più spesso, altrimenti la lettura diventa quasi ipnotica. Per i cambi di scena potresti usare *** epoi andare a capo.
    Spero tu non ti offenda per quanto scritto sopra.
    Intanto voto Roberto.

  6. A meno che non si trasformi in un fantasy deve essere Roberto!
    Wow, questo capitolo mi ha catturata e ti faccio I miei complimenti!
    Qualche ripetizione non necessaria da evitare e ci siamo!
    Sembrava un quadro surrealista la scena finale, non so perché, ma mi sono immaginata un opera di Matisse, la bella prigioniera.
    Non capisco come mai la tua storia sia così poco seguita.
    Purtroppo il rosa ha molti pregiudizi.

  7. Ciao Lu.Ce, ho votato per l’incontro. Sono talmente entrata nella storia che mi piace immaginare di essere anch’ io un’amica di Anna.. Il mio consiglio sarebbe quello di non rivelare la mia identita’ di “figlia”
    Non dovrebbe scordare che lui ha chiesto a sua madte di abortire . Non merita di essere padre. Vediamo come la pensa Anna!

  8. Ciao Lu.Ce, meno male che e’ un sogno e che si torna alla commedia , anzi alla ttagicommedia quotidiana molto diversa, grazie al cielo, dalle soap strappalacrme. Ridere piangendo o viceversa e’ una antica arte partenopea che apprezzo molto. A presto!

  9. Ciao LuCe, la faccenda si complica, a quanto leggo. Ho votato lo sconosciuto perche’ il tipo sembra piovere proprio dallo spazio. E poi c’e’ la coppia gay in arrivo e la famiglia in assetto di guerra. Dialoghi ottimi. Unico neo (per mr) qualche spiegazipne di troppo che toglie.naturalezza.

  10. Direi un vecchio compagno di scuola, le due alternative non mi sembrano molto sensate.
    Bello l’accento dialettale di nonna e nipote, ma consiglio di prestare maggiore attenzione alla forma del testo. Gli spazi che saltano sono piuttosto fastidiosi da leggere, così come il dialogo telefonico stile copione, che sì, fa risparmiare spazio, però è davvero bruttino da vedere.
    Occhio anche a un paio di tempi verbali sbagliati.

  11. Ciao Lu.Ce, sono contenta di averti votato per prima. Il tuo racconto mi è molto piaciuto. Fresco, scorrevole e con un bel tocco humor. Ho votato per il compagno di scuola perché mi è sembrato che la povera Luce, avesse già un bel da fare con i suoi familiari “terribili” (per non parlar del gatto). Vienimi a trovare. A presto.

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