Una vita (a tempo determinato)

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-Annalu’, so le sette e mezza, arizzate ,devi uscì, va dal medico, so finito le pasticche pe la pressione!

Ecco,diciamo che sono rilassata fino al momento in cui non sento la voce squillante di mia nonna Lea che mi riporta alla realtà della mia frenetica vita quotidiana. Facendo breve mente locale,mi alzo dal letto e penso  a cosa la giornata mi riserva:medico,farmacia,fornaio(perché ogni giorno si deve prendere il pane fresco,altrimenti chi la sente la nonna?),più l’alimentari perché ci sarà già una lista della spesa che mi aspetta giù in cucina.

–  Buongiorno nonna,come stai stamattina?

– Come ieri chicca ,ogni giorno è uguale! Annalu’, quer gatto è ‘na tragedia! S’è magnato mezza torta de mele che ha portato la vicina Simonetta! Non se doveva chiamà Silvestro,se doveva chiamà  Attila!

– Nonna,ancora co’ sta storia?la torta la dovevi nasconne! Silvestro non va da nessuna parte,capito?

– Io vorrei sapè che c’ha sto gatto de così speciale!invece de pensà a trovatte  n’omo, che si già tostarella Annalu’!e se io moro,tu che fai? Apri un gattile co’ Silvestro come presidente?

Volete sapere perché  sono tanto affezionata a Silvestro? Perché mi  ha salvato la vita! Sei mesi fa ero stata licenziata dall’edicola dove lavoravo,prima di iniziare un nuovo lavoro come cassiera;gli incassi erano bassi e il proprietario poteva farcela da solo,o almeno questa è stata la motivazione del mio licenziamento. Abbastanza affranta uscii in strada,aveva da poco smesso di piovere,stavo per attraversare,quando sentii miagolare:mi voltai e vidi vicino il cassonetto dell’immondizia questo gattino bianco e nero,solo, bagnato,che  miagolava spaventato. Sentii solo un gran rumore,vetri che si rompevano,lamiere che si accartocciavano … un tamponamento, probabilmente se avessi attraversato e non avessi avuto curiosità di voltarmi per vedere da dove provenisse quel miagolio,adesso non sarei qui,sarei finita in mezzo a quelle due macchine. Non ce l’ho fatta a  laQusciarlo ,lui aveva salvato me e io decisi di salvare lui. 

Ma torniamo a noi. Faccio colazione con la nonna,le do un bacio,una carezza a Silvestro(che credo sia andato in coma diabetico visto che non si muove minimamente) ed esco. Dopo circa un’ora e mezza,finite le varie commissioni,decido di tornare a casa a piedi:Maggio è il mese che preferisco,cominciano ad allungarsi sempre più le giornate,il clima è mite,i ciliegi sono in fiore … ’Happy,shalala,is to nice to be happy,shalala…!’(non sto cantando,è il mio cellulare che squilla)…

  • Pronto?!
  • Amoreee!!!sono la mamma! Come stai?che stai facendo di bello?
  • Ciao mamma,io sto tornando a casa,ho fatto delle commissioni per nonna..
  • Ci siamo appena sentite,dice che il tuo gatto,come si chiama … ah si,Silvestro,la fa disperare,che le ossa le fanno sempre più male e che ‘tu non c’hai voglia di trovati n’omo… quindi pare tutto come sempre,no?
  • Si mamma,tranquilla,tutto normale.
  • Vabbè ,ascolta,che giorno è oggi?
  • Oggi è … lunedì otto maggio ,è il compleanno di Dimitri per caso?( Dimitri è il compagno di mia madre)
  • No Luce,Dimitri è nato a novembre!te lo chiedevo perché volevo arrivare a dirti che tra un mese finiscono le lezioni,e quindi scenderò giù a Genzano,non sei contenta?                        

     Ecco,questa è la parte della conversazione che odio di più,perché non so mai cosa rispondere. Le opzioni sono due:

    “mamma,che bello,sono contentissima,non vedo l’ora!”

    oppure:

    “mamma,tutti gli anni lo stesso giochino,non abbiamo mai avuto questo grande rapporto,sei andata via che avevo dieci anni,considero più la nonna mia madre che te!ci vediamo a Giugno!”

    Ma quello che rispondo invece è :

    “mamma,sono contenta,adesso però devo proprio andare,ho dimenticato di fare una commissione per la nonna,perdonami!salutami Dimitri!”

    -ok tesoro,un bacio grande e a presto!

    L’amaro in bocca. Le conversazioni con mia madre mi lasciano sempre così,mi fanno sentire un vuoto dentro,una mancanza di quindici anni che mai nessuno potrà mai colmare. Lei ha inseguito i suoi sogni,non posso colpevolizzarla. Ma in tutto questo io? Che peso ho io? Che peso ho avuto? Io non la odio,mi ha cresciuta come ha potuto fino a quindici anni e poi mi ha permesso di continuare a studiare,cosa che la nonna,con la sua misera pensione,non avrebbe potuto fare. Ma non posso non pensare a come sarei diventata se invece di crescere sola ci fosse stata lei al mio fianco. Non voglio dire che la nonna non sia stata presente.ma lo ha fatto come una nonna,e non come una mamma. Non la odio,ma non posso neanche perdonarla per avermi lasciata,come forse io non posso perdonarmi di non averla seguita. Forse non le ho mai perdonato di avermi tenuto nascosto mio padre,un fantasma che pesa, e non poco, sul mio passato. O forse semplicemente non me la sono sentita di lasciare la nonna:lei non aveva più nessuno,mio nonno era morto da qualche anno ormai.  Ma basta pensare a questa storia,ho bisogno di rilassarmi,di non pensare. E cosa si fa in questi casi? Si chiamano gli amici!ed io,modestamente,ne ho uno speciale! 

               

Chi è l'amico di Anna Luce?

  • Dimitri,il compagno di sua madre (0%)
    0
  • un vecchio compagno di scuola (100%)
    100
  • un parente (0%)
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4 Commenti

  1. Ciao LuCe, la faccenda si complica, a quanto leggo. Ho votato lo sconosciuto perche’ il tipo sembra piovere proprio dallo spazio. E poi c’e’ la coppia gay in arrivo e la famiglia in assetto di guerra. Dialoghi ottimi. Unico neo (per mr) qualche spiegazipne di troppo che toglie.naturalezza.

  2. Direi un vecchio compagno di scuola, le due alternative non mi sembrano molto sensate.
    Bello l’accento dialettale di nonna e nipote, ma consiglio di prestare maggiore attenzione alla forma del testo. Gli spazi che saltano sono piuttosto fastidiosi da leggere, così come il dialogo telefonico stile copione, che sì, fa risparmiare spazio, però è davvero bruttino da vedere.
    Occhio anche a un paio di tempi verbali sbagliati.

  3. Ciao Lu.Ce, sono contenta di averti votato per prima. Il tuo racconto mi è molto piaciuto. Fresco, scorrevole e con un bel tocco humor. Ho votato per il compagno di scuola perché mi è sembrato che la povera Luce, avesse già un bel da fare con i suoi familiari “terribili” (per non parlar del gatto). Vienimi a trovare. A presto.