la ventiquattrore

La ventiquattrore. invidia.

Odio Fraboni. Finalmente l’ho detto. Abbasso gli indugi e le reticenze, i se e i ma e la vergogna, sissignori,  la vergogna di odiare qualcuno in tempi di veloci dimenticanze. Peggio ancora: lo invidio. Ancora peggio: invidio più specificamente il possesso del tal Fraboni di una valigia ventiquattrore. A questo punto, qualcuno dei miei annoiati lettori dirà: costui è pazzo da legare e per di più di una pazzia per nulla spassosa, una di quelle pazzie verbose e insulse dalle quali è bene stare alla larga. E invece no. Datemi ancora una manciata di battute e converrete con me che Fraboni merita l’odio e l’invidia e che la sua ventiquattrore non solo è parte integrante dei sentimenti suscitati dall’uomo anzi è la protagonista assoluta e come tale gli ruba la scena ogni momento.  Dirò subito di Fraboni : è alto e bello, porta i baffi e veste all’inglese. Nel ristretto mondo del nostro ufficio, sortisce l’effetto di un volatile esotico, vicino contingente di piccioni domestici avvezzi a briciole e ringhiere. E con ciò? diranno i lettori eventuali. Il mondo è pieno di queste contingenze. E allora passerò immediatamente a parlare della famigerata  ventiquattrore, il suggello sommo dell’eleganza di Fraboni, il segno inconfutabile della sua appartenenza ad una sfera superiore, inarrivabile per noi semplici impiegati e uomini mortali. Immaginatevi un oggetto di squisita fattura, di agile proporzione e di materiale nobile. Una valigetta in pelle color mogano con finiture in metallo brunito. Una creazione perfetta, opera di un artigiano che di questi affari ne sforna al massimo un paio all’anno.

Non l’ho ancora detto: Fraboni è ricco  e lavora per spasso, che niente l’obbliga. Le donne, manco a dirlo gli cascano addosso. Marilisa Bontade, dell’ufficio sinistri (sulla quale avevo fatto un certo disegno), non è guari che l’ho vista scomparire nella sua decappottabile. Immagine finale: il piedino di Marilisa che si stacca dal suolo e balza nella dannata coupè, la portiera si chiude, i sogni (miei) vanno in cocci. Fra noi sfigati circola un sentimento d’invidia color verde assenzio, che però non trova sfogo. Battute e malignerie non toccano minimamente Fraboni, la sua fronte non s’increspa, il suo sorriso resta smagliante. Dispetti? Sembra quasi gli faccia piacere trovare lo specchietto della coupè che ciondola o la poltroncina girevole macchiata d’inchiostro. In queste occasioni s’illumina di gioia segreta e sibila di soddisfazione sotto quei baffi curati. il collega Garavatti, l’altro giorno mi ha dato di gomito ” L’hai notato? la valigetta, il Fraboni non l’apre mai e mai la lascia incustodita. “. Ho alzato le spalle con indifferenza,  ma è vero. la ventiquattrore resta sempre chiusa mentre per le carte d’ufficio, il Fraboni ne usa un’altra, corrente, di pelle nera. “Scommessa!” mi ha provocato Garavatti “il primo di noi che riesce a vedere quello che c’è dentro vince un fine settimana in montagna.Hotel di prima, tutto pagato”. Non ci sono cascato, ho finto indifferenza, noia, altro per la testa. Garavatti è un infido. Capace di andarglielo a raccontare al Fraboni della scommessa. Però l’idea mi solletica e anzi, francamente mi ossessiona.

Cosa accadrà?

  • Lo scrivente potrebbe decidere di scoprire cosa contiene la ventiquattrore (50%)
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  • Un improvviso avvenimento potrebbe distrarre lo scrivente dalla sua ossessione (50%)
    50
  • Qualcuno potrebbe consigliare allo scrivente un medico bravo (0%)
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38 Commenti

  1. Ciao Cactus.

    Non amo molto lo stile di scrittura in cui il protagonista (personaggio fittizio) si rivolge direttamente ai lettori (persone reali), te lo dico sinceramente. Questo è un mio gusto personale e non è un giudizio né sul tuo racconto né su di te. Per fare una metafora: potrei dire che a me non piace il pesce ma tu lo cucini lo stesso e magari lo cucini pure bene.

    La trama è interessante. Ti sei focalizzata su pochi personaggi e questo mi piace (più del pesce). Il mondo che hai creato nei primi capitoli è inverosimile, qualcuno ha suggerito “alla Fantozzi” e direi che dà questa idea. La prima cosa davvero inquietante è lo scheletro: non solo nessuno ha sentito le urla ma nessuno ha nemmeno sentito l’odore; insomma è da qui che parte l’horror.

    Le pillole degli integratori di Fraboni sono l’altro elemento inquietante. Infine, il fatto che Arturo fosse l’unico a non essere considerato fa di lui l’elemento chiave per uscire dall’incubo. Sono curioso di scoprire dove porterai questo racconto.

    Grazie e alla prossima.

  2. Ma sì, Marilisa scompare.
    Ciao, cactus. Se il tuo intento era farci vivere il delirio di Arturo, direi che ci sei riuscito: i lunghi periodi, i pensieri nevrotici, interessante…
    Però devo ammettere che sono un po’ spiazzato, perché non ho realmente capito dove comincia il sogno, dove il delirio della febbre… mi sembra di intuire che la malattia fosse già presente nel capitolo precedente, da cui il sogno della discesa agli ipogei 😀 E ovviamente non sappiamo ancora nulla di certo su cosa abbia causato questa misteriosa malattia.
    In ogni caso, mi pare chiaro che tu abbia ricercato questa “confusione” o ambiguità del reale, quindi, bravo!
    Ciao, a presto

    • Ciao jaw, la discesa agli ipogei, per Arturo non e’ sogno. Nemmeno io so se il furto della valigetta sia o meno un sogno. La malattia e’ una polmonite virale di tipo acuto che si e’ manifestata di colpo dopo una incubazione di cui non so nulla… grazie. ancora per l’assidua lettura e l’accompagnamento nella discesa

  3. Ciao cactus. Per me Marilisa è centrale in questa storia. Per ciò deve scomparire 🙂
    Attento agli errori grammaticali e ortografici. Giusto per far qualche esempio “profferiva” va scritto “proferiva” . A volte cambi tempi come nella sequenza del sogno, o ti dimentichi i doppi punti per introdurre discorsi. Comunque hai fatto bene a togliere quel fastidioso “continua la tua storia.”
    Sono piccole cose a cui puoi rimediare facilmente.
    Alla prossima 🙂

    • Ciao Yaniv, grazie per avermi segnalato gli errori. Ho scoperto che “profferire” ha il significato di “donare” . Non lo sapevo! Il due punti-virgolette, e’ stato sostituito dalle sole virgolette o dal trattino e addirittura c’e’ chi non mette niente o delle semplici virgole, per prticolari esigenze di stile, comunque, grazie, e’ un argomento da studiare bene. A presto!

    • Ciao Allegra, non riesco piu’ a visualizzare Incipit sul computer e mi sono atrangiata cil telefonino. E’ un serio problema. Il racconto in origine era piu’ lungo e conteneva una svolta decisiva. Grazie per i complimenti, che stavolts non merito davvero. Come e’ buona lei! Chissa’ se ce la faro’ a continuare…

  4. Ciao! Ho votato per sorpresa, voglio vedere cosa combinerai nel prossimo episodio, sono davvero curiosa. Questo incipit mi pare abbastanza interessante, e davvero non ho idea di come possa effettivamente continuare, il che aumenta la mia curiosità! Alla prossima!

    • Ciao lividsoul, forse le atmosfere gotiche mi stanno coinvolgendo un po’ troppo e un alito di tomba spira sul mio computer che non si connette piu’ ad Incipit. Mi testa la misera ed esasperante tastierina del telefono. Fraboni, nin avrai il mio scalpo!

  5. Fraboni fa un regalo, un altro, lo vedo come una sorta di pusher dell’occulto che regala le prime dosi per poi chiedere il conto 😀
    Ciao, cactus.
    Molto suggestivo il sogno e molto ben raccontato il capitolo. Piuttosto, non so quale fosse la tua intenzione, ma cambiare il tempo verbale per descrivere il (secondo) potrebbe mettere la pulce nell’orecchio al lettore, ossia potrebbe fargli intuire immediatamente c(molto prima della porta per gli ipogei 😀 ) che Arturo non si è ancora svegliato. Be’, forse è proprio la tua intenzione e comunque, a prescindere dalle mie “dietrologie”, si legge con piacere.
    Ciao, a presto

    • Ciao jaw, grazie pr la lettura. Giusta osservazione la tua. Il cambio di verbo puo’ indicate sia il sogno che un ricordo. Tornato in ufficio, Arturo rievoca. La verita’ e’ che ho costruito un grasso, grosso garbuglio horror.Ma ne usciro’ fuori

    • Ciao celestebarbara, grazie! E’ inquietante si, e sempre più inquietante vorrei che fosse. Sono comunque arrivata a quel punto della storia in cui si deve iniziare a tirare le fila e tutto ciò che si è scritto fin qui deve avere una spiegazione. Molto, molto difficile per me resistere alla tentazione dello spiegone. D’altra parte questa è una palestra di scrittura e spero di imparare qualcosa. ogni consiglio è naturalmente bene accetto. A presto.

  6. Ciao Cactus,
    un racconto godibile, divertente e ben scritto. Mi piace il tuo stile, lo trovo … dinamico e colorato. I tuoi personaggi, vuoi per l’ambientazione e il non-cameratismo da ufficio, mi ricordano un po’ quelli di Fantozzi, anche per l’episodio del morto ritrovato dopo anni in un vecchio scantinato, tuttavia lo ricordano a me, non è detto che questo abbia a che fare con la tua idea.
    Ho votato per un regalo di Fraboni e speriamo che, questa volta, vada al povero Arturo.
    Alla prossima!
    p.s. la frase: “comincia a scrivere la tua storie…” alla fine dei capitoli è voluta?

    • Ciao Allegra e grazie anche a te. A pensarci bene, l’idea del Fantozzi horror mi piace. Vabbé, Arturo me lo immagino un po’ più carino, altrimenti le scene hard non mi vengono bene.Un regalo…se viene da Fraboni è un tantino inquietante. Ho messo in pentola così tanta roba che non so neppure io come me la caverò. Se conoscete trucchi per sbrogliare trame, questo è il momento buono per rivelarli alla sottoscritta. A presto.

  7. Ciao cactus. Sono passato per renderti la cortesia. Sinceramente ho notato un paio di errori nella scrittura. Alcune virgole saltate, maiuscole omesse, l’uso di alcune congiunzioni quando non serve. Cose da niente, però si possono risolvere facilmente rileggendo il tutto. Sinceramente l’idea è molto interessante. Hai uno stile molto particolare di scrittura, usi molti termini ricercati e artifici retorici. Però a volte può essere pesante leggere un intero capitolo così. Dovresti intervallare un po’. L’ossessione per la valigetta può essere un ottimo motore per la storia. Sono curioso di sapere cosa si cela al suo interno (se si cela qualcosa). Vai cactus, ti seguo.
    Alla prossima

    • Grazie, Yaniv ! Ho visto, ho visto tutti gli errori che hai notato e anche altre cose che cambierei volentieri. Lo stile magari no, è il mio tratto distintivo ed è strettamente legato al tipo di atmosfera in cui voglio immergere i miei coraggiosi lettori. Pochini, ma con un po’ di voglia di sperimentare .anche come scrittori, senza paura di perdere punti. Ciao a presto, ti seguo anch’io.

  8. A questo punto, voto per la strana esperienza. Non so se mi inquieta di più il protagonista con la sua strana ossessione per la valigetta di pelle, o il Fraboni, con i suoi orologi… Tra l’altro, mi chiedo se quest’ultimo non stia tentando di avvelenare l’ufficio.
    Bel capitolo, la storia continua a sembrarmi originale e imprevedibile, il che è sicuramente un bene.
    Alla prossima!

    • Ciao Beatrice, l’idea che il perfido Fraboni abbia in mente di avvelenare tutto l’Ufficio Sinistri è davvero divertente e ora che ci penso potrebbe servirmi nel caso non sapessi come venire a capo di questa storia che sto ingarbugliando sempre di più. La verità è che mi sto divertendo un sacco, grazie ad Incipit e alle vostre letture!

  9. Ciao jaw e grazie, mi sto lasciando prendere, la notte, prima di addormentarmi mi calo nel personaggio di Arturo Pradella e abbandono ogni residuo d’incredulità. Dormo male ma mi diverto. Anche tu, del resto, sei un frequentatore d’incubi un po’ come tutti gli altri da queste parti. mi piacerebbe molto vederti alle prese con un horror non convenzionale.

  10. Arturo vive una strana esperienza, o almeno, questo è ciò che credo di vedere 😀
    Mi è piaciuto molto questo terzo capitolo, nulla da dire. Quello che mi piace di più è il tono tra il sarcastico e il grottesco, ottimo humus per lo sbocciare – imminente – dell’orrore.
    Ciao, a presto

  11. Visto com’è andato l’appuntamento, il riacutizzarsi dell’ossessione per Fraboni è d’obbligo 😀
    Ciao, cactus.
    La tua storia è interessante, soprattutto per l’ambientazione e i toni che tutto farebbero presagire tranne che un Horror: siamo in un ufficio, popolato da la tipica fauna fantozziana (a proposito, è Fraboni o Carboni? 😀 😀 ), un ecosistema dove di norma il più feroce evita di offrire il caffè al collega 🙂
    Eppure, un horror…
    La scrittura è scorrevole e curata, nel primo capitolo sentivo un po’ l’effetto “diario segreto”, ma in questo secondo, complici sicuramente i dialoghi (tra l’altro resi in modo originale ma interessante) non lo avverto più.
    Vediamo in quali abissi di orrore vorrai portarci 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao jaw,grazie per il tuo commento e per l’attenta lettura. Gli uffici, come tutti i “piccoli mondi chiusi ” hanno, a mio parete, delle grandi potenzialita’ anche in capo horror. Dietro la mancata offerta di un caffe’, potrebbe celarsi un astio segreto, una invidia assordante
      L’Ufficio Sinistri, e’ un bicchier d’ acqua.dove si scatenano tempeste e dove si muore in modo assai strano…

  12. Ciao cactus! Prima di tutto complimenti per come hai scritto questi due capitoli. Mi piace molto come il narratore dialoghi con chi legge. Quasi fosse seduto al tavolo con noi per raccontarci la sua storia. L’ambiente grottesco dell’ufficio è quasi fantozziano:-) sono curiosa e voto per l’indagine sulla morte di Salimbeni! Aspetto il prossimo:-)

  13. Voto per l’ossessione per il Fraboni, che mi pare un elemento interessante e originale. L’Ufficio Sinistri ha un certo eco fantozziano, ma questa storia della ventiquattrore e degli orologi invece mi ricorda un po’ il buon Buzzati. Mi piace come scrivi (fatta eccezione per un paio di sviste ortografiche, più che altro maiuscole che saltano) e mi piace il soggetto della storia.
    Resto curiosa di leggere dell’altro.

    • Ciao Beatrice e grazie. Ollre alle sviste ortografiche (sono ciecatissima), ci sono parecchie cosucce che cambierei nella scrittura dei racconti e sarebbe bello parlarne con voi. Esempio: i dialoghi con Marilisa a tratti sono un po’ “finti”. A presto e fammi sapere che ne pensi.

    • Grazie lividsoul. Il tuo è il primo commento che ricevo e capirai, sono emozionata.Chissà come me la caverò, comunque me la sto spassando a immaginare una specie di percorso di guerra disseminato di trappole per lettori. spero di non finirci dentro io.

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