La differenza tra me e te

Una mattina diversa dalle altre

Una luce tiepida e avvolgente filtrava dalle persiane semichiuse della cameretta di Rob. Una leggera brezza gli sfiorava il viso accaldato per la movimentata notte appena passata. Il sonno era stato agitato e inquieto.

Appena sveglio sentì una sgradevole sensazione di pericolo abbandonarlo lentamente. I suoi incubi notturni erano tornati a ossessionarlo, ma non riusciva a ricordare quello che aveva sognato. Un inseguimento forse, e lui era l’inseguito che non faceva una bella fine.

Poco importava della notte precedente, ciò che più gli interessava era quella giornata appena cominciata. Una splendida giornata primaverile che nei migliori film che passavano in tv il sabato sera avrebbe fatto da sfondo a patetiche storie d’amore con Julia Roberts o a leggendarie avventure tra amici alla ricerca di un cadavere. Purtroppo lui non aveva né la ragazza né amici con i quali condividere giornate simili e forse proprio per questo quel giorno era molto speciale: il suo ultimo giorno di vita. Di lì a poche ore sarebbe morto, spazzato via dal mondo, cancellato per sempre, mai più Rob.

Il pensiero gli creava una certa tensione nello stomaco. Era affascinato dall’irreversibilità della sua morte ma ne era anche intimorito, anzi, a dirla tutta ne era proprio terrorizzato, in particolare dal dolore che avrebbe provato poco prima di morire. Quel pensiero lo assillava da giorni, quasi senza sosta, ma bastava pensare alle umiliazioni a cui lo sottoponeva la vita per smettere di avere paura.

Ciò che invece non lo preoccupava affatto era cosa avrebbe fatto la sua anima dopo. Lo sapeva già: niente di niente, proprio come adesso. Questa consapevolezza lo tranquillizzava. Doveva tenere a mente quel pensiero per portare avanti il piano della mattinata. La parola “piano” però non gli piaceva, gli ricordava troppo James Bond e lui i film con il figo di turno, bravo in tutto, li odiava parecchio. Preferiva usare la parola “sorpresa”, perché quando tutto si sarebbe compiuto ce ne sarebbe stata una bella tosta per chi lo conosceva anche solo di sfuggita. Finalmente non lo avrebbero più potuto ignorare. Rob il suicida. Un po’ inquietante sentirlo dire, ma andava bene lo stesso.

All’inizio aveva pensato di scappare di casa e non farsi più trovare, ma non sentendosi abbastanza sveglio per l’impresa, aveva scelto l’eliminazione definitiva. Doveva solo saltare sulle rotaie al momento giusto e il resto sarebbe venuto da sé. Morte veloce e sicura, ecco come sarebbe andata. Uscii di casa lanciando un veloce ciao alla madre in cucina, già impegnata ai fornelli, e al padre, che sulla sua solita poltrona, ormai sfondata, guardava le notizie del calcio come ogni mattina. 

Scott quel giorno sapeva che non sarebbe andato a scuola. Quando da sotto il cuscino la vibrazione del cellulare segnalò un nuovo messaggio, aveva anche già capito il perché.

Shotty e Dan si sarebbero incontrati al solito posto a fare le solite cose e ovviamente lui non poteva dare buca a un’iniziativa così allettante. Inoltre era giovedì, nelle prime due ore c’era educazione fisica, una materia che veniva spesso snobbata dalla maggior parte della classe, tranne che dagli sfigati.

Dopo aver fatto una scarsa colazione e essersi vestito, si accorse, come ogni mattina, di avere le mani fredde e sudate. Ormai da tempo aveva capito che non era l’agitazione della scuola a preoccuparlo, ma altro.

Il suo rendimento era perfetto, prendeva sempre voti alti senza passare interi pomeriggi sui libri. No, il problema non era lui, ma sua madre, che ormai da mesi passava il suo tempo a letto, invalida, dopo la brutta caduta sul lavoro.

Le cose da quel terribile incidente avevano preso una brutta piega. La loro situazione economica, mai stata rosea, era improvvisamente precipitata lasciandoli in balia di molti dubbi sul loro futuro.

Scott, che da sempre sognava di poter andare al college, vide le sue poche possibilità sfumare del tutto. Non sarebbe più bastato avere un ottimo curriculum scolastico e buone referenze. I soldi, che in tanti anni sua madre aveva messo da parte per lui, erano stati usati per operazioni e medicine.

Davanti la porta della piccola camera da letto materna tese l’orecchio per sentire se da dentro provenissero dei rumori. Nulla. Sua madre stava sicuramente dormendo sotto l’effetto di qualche antidolorifico. Aprì piano la porta ed entrò.

La donna, sistemata al centro del letto e contornata da grossi cuscini colorati e bitorzoluti, assomigliava a una di quelle principesse che gli eroi delle favole sposavano alla fine della storia. Avrebbe voluto baciarla o farle una carezza, ma si sarebbe potuta svegliare. Scott non poteva guardarla negli occhi e mentirle se lei gli avesse augurato una buona giornata a scuola. Non se la sentiva di ingannarla, non si meritava anche questo. Eppure decise lo stesso di vedersi con Shotty e Dan al solito posto. Aveva bisogno di svagarsi, di sentire le battute sconce di Shotty e di non pensare ai suoi problemi.

Inizia la mattinata che cambierà per sempre la vita dei due ragazzi. Come continua?

  • Rob incontra dei bulli (67%)
    67
  • Scott incontra Rob mentre va dai suoi amici e lo invita ad andare con lui (33%)
    33
  • Rob incontra la ragazza che ama, attuale fidanzata di Scott (0%)
    0

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2 Commenti

  1. Scott incontra Rob mentre va dai suoi amici e lo invita ad andare con lui, perché quando decidi di fare qualcosa, succede sempre un evento del tutto improbabile che ti scombina i piani 😀
    Ciao, Veronica.
    Incipit molto ben scritto, curato, scorrevole. Mi è piaciuto molto come hai introdotto gli intenti suicidi di Rob e come l’hai tratteggiato. Così come ho apprezzato l’immagine struggente della madre invalida e del figlio combattuto. In genere cerco di trovare qualche “pelo nell’uovo” in ciò che leggo, per avere e suggerire uno spunto di riflessione. In questo incipit non ho trovato nulla degno di nota. A parte una cosa, che però non riguarda te: quando stacchi da Rob a Scott non è immediatamente chiaro. Questo perché quando posti il capitolo, puoi mettere quanti “a capo” vuoi tra un paragrafo e il successivo che tanto, una volta pubblicato, ce ne sarà uno solo. Però così non si distingue uno stacco da un’interruzione tra paragrafi. Ti suggerisco, in questi casi, di intervallare con un simbolo qualunque. Io, ad esempio, uso l’asterisco formattato a centro pagina (preceduto e seguito da un “a capo“, altrimenti ti formatta al centro tutto il capitolo 😀 )

    Ciao, ti seguo, a presto

  2. Ciao Veronica e benvenuta sul sito 🙂
    Complimenti per l’incipit: personalmente trovo che sia stato scritto bene e che riesca a coinvolgere il lettore nelle vite e nei pensieri dei due ragazzi. Il suicidio è sempre una tematica delicata da trattare, ma se ben narrato può essere estremamente interessante. Molto azzeccata la concezione da parte di Rob del suicidio come “sorpresa” verso i suoi conoscenti: nel suicidio adolescenziale un aspetto saliente è proprio la volontà di lasciare sorpresi gli altri esercitando una sorta di vendetta nei loro confronti che “non l’hanno capito” (studiando psicologia dell’adolescente è una tematica che ho riscontrato moltissime volte).
    Per il prossimo episodio voto per incontrare dei bulli. Mi sembra, tra le tre, l’opzione più realistica, anche se forse la più dolorosa.
    Ti auguro buona giornata e alla prossima!!

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