Il destino.

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà nel prossimo episodio? Jane racconterà tutto alla madre del ragazzo, cercando collaborazione per scovare il poliziotto corrotto. (100%)

Corrotto.

Probabilmente non vuole nemmeno vedermi. Sarebbe meglio tornare a casa. 

Mi ripetevo queste parole continuamente, però le mie gambe continuavano a muoversi verso la modesta casa vicino alle altre simili, quasi uguali se non per il colore e qualche piccola modifica. Non volevo davvero andare, erano passati solo tre giorni. Non ero uscita da allora, non volevo rischiare di nuovo, trovavo un miracolo il fatto che non si fosse nemmeno avvicinato. Ed era davvero vergognoso il fatto che io continuavo a pensare a me stessa pur avendo ancora l’immagine vivida nella mia mente di quel mio probabile unico amico morto. Rabbrividii al pensiero, sentendo il respiro quasi fermarsi come arrivai sulla soglia del portone. Presi un respiro profondo quasi come se non respirassi da minuti, infine premetti dolcemente il pulsante del campanello. La porta si aprì quasi subito, e mi accolsero due occhi stanchi con delle occhiaie violacee. Sembrava non dormisse da giorni, ed era chiaramente distrutta, aveva uno sguardo d’agonia impresso nei suoi occhi verdi spenti. In quel momento volevo solo rimpicciolirmi e andarmene quanto più lontano possibile, sapendo che ero l’unica persona affianco al figlio prima della morte, e che probabilmente era colpa mia se lui era morto. Se non ne avessi parlato, forse sarebbe andata diversamente. La verità non giova spesso.

-S-salve signora… Il mio nome è Jane, Jane Connor. Sono venuta qua per parlarle, riguarda in parte suo figlio…- mormorai desolata, sperando non si ricordasse di me, nonostante le avessi fatto le condoglianze. Ero da una parte, in fondo alle panche della Chiesa, volevo almeno dare le condoglianze alla povera donna.

-Ne ho sentite abbastanza.- affermò duramente, preparandosi a chiudermi la porta in faccia. Volevo arrendermi e tornare indietro, probabilmente aspettavo ansiosamente il momento in cui mi avrebbe sbattuta fuori, solo per dire un “ci ho provato“. Ma non potevo. Dovevo assolutamente sapere.

-Aspetti! Io ero con suo figlio, quando…- mi si bloccò la voce, mi rimase nella gola, ma i miei occhi la guardavano disperatamente in cerca di aiuto. Lei spalancò gli occhi in breve stupore, ma presto tale venne superato. Arrivò l’odio.

-A maggior ragione, come osi venire nella mia casa!?- alzò la voce roca, guardandomi infuriata. O terribilmente addolorata. Mi pareva entrambi, ma davvero non sapevo distinguere.

-Mi ascolti, s-suo padre fu assassinato da un killer… e lo stesso uccise i miei genitori tanti anni fa, quella stessa notte. Stavamo solo cercando una soluzione, quanto successo è stato… davvero, non volevo metterlo in pericolo. Volevo solo cercare aiuto.- abbassai vergognosamente lo sguardo verso il pavimento, sentendo le lacrime agli occhi, capendo quanto fossi stata stupida. Arrivare là e chiedere aiuto alla persona che aveva perso il proprio figlio?

-Entra.- disse, aprendo velocemente la porta e quasi scaraventandomi dentro, richiudendola subito. La guardai stupita, e il suo sguardo mi indicava che mi avrebbe dato poco tempo.

-Sapevo che stava tramando qualcosa, quel ragazzo non ha mai smesso… sempre in cerca dell’assassino della sua felicità.- prese una lunga pausa di riflessione, prima di rivolgermi lo sguardo e riprendere parola. -Di cosa vuoi parlarmi?-

-Lui mi aveva mostrato un fascicolo, mi disse che dei poliziotti erano venuti a ritirare tutta la sua roba dallo studio, ma lo nascose prima che venisse sottratto… sosteneva che le prove degli omicidi di quel killer fossero state tutte appositamente eliminate, e che ci fosse un poliziotto corrotto nella loro unità. Il fascicolo è perso..- svuotai il sacco, guardando l’espressione impietrita della donna dinanzi a me. Eppure, non le sembrava poi nuovo l’argomento. 

-Quella notte vennero dei poliziotti a ritirare ogni singolo fascicolo. Consegnai tutto senza troppe storie, ma evidentemente, mio figlio ebbe la mia stessa idea.- sbottò, alzandosi e dirigendosi a passo lento verso un comodino, svelando un doppio fondo. Tolse alcuni fascicoli, per poi consegnarmeli. Mi stupii della confidenza che si prese e della fiducia di cui mi degnò nel momento in cui mi consegnò i fogli dentro i fascicoli, invitandomi a sfogliarli. 

Vi erano scene del crimine, le prove mancanti. Il marito aveva raccolto le foto delle scene subito dopo il delitto e dopo qualche giorno. Non mi quadrava affatto.

-Mio marito stava indagando su tutto questo, e anche se non parlava mai di cose di lavoro con me lo sapevo bene… stava indagando per scovare il colpevole, ecco perchè io credo che quella notte non sia stato quel killer a strappare la vita a mio marito, ma uno dei tre poliziotti che vennero quella sera.- disse, stringendo i pugni ai suoi fianchi. Le sue labbra cominciarono a tremare, e di tanto in tanto emetteva quasi dei tic dalla rabbia. Le presi la mano cautamente, non sapendo se potesse servirle o meno. 

Poi, pronunciò tre nomi.

Joseph Ellins.

Allan Wilkinson.

Connor Adrian.

Rimasi pietrificata al sentire l’ultimo nome pronunciato, quello di mio zio.

Cosa farà Jane?

  • tornerà nella sua vecchia casa prima di tornare in quella degli zii, troppo spaventata. (20%)
    20
  • ne parlerà quando lo zio sarà ubriaco ad una festa di dipartimento del mese, dove saranno presenti anche le famiglie, e quindi lei. (20%)
    20
  • cercherà indizi sui colleghi dello zio. (60%)
    60

Voti totali: 5

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37 Commenti

  1. Ciao Fenice,
    un po’ in ritardo, ma sono arrivato giusto giusto per rompere quello che era un triplo pareggio, a favore di nuovi indizi. Mi sembra comunque la mossa più intelligente tra le tre, anche se per una ragazzina trovare degli indizi su dei poliziotti non deve essere cosa facile.
    Lo zio sembra sempre più coinvolto … oppure ce lo stai facendo solo credere 😉 in ogni caso sono curioso.
    Avrei solo riformulato qualche frase per evitare delle ripetizioni di troppo: giusto per fare un esempio verso la fine mi sembra ci sia una sovrabbondanza di “fogli” e “fascicoli”.
    Buona serata, alla prossima!

  2. ….cercherà indizi sui colleghi dello zio.
    Salve feniceantica son passato a leggerti, seppur il genere Horror non è tra i miei preferiti.
    Mi sto ritrovando a seguire anche quello di Oca Loca. – bravissimo anche lui.
    Il tuo, con la tua protagonista Jane, mi sembra ben articolato da genere “giallo”, merito della tua scrittura.
    Con gli indizi la scritta sul biglietto verde.. le foto, lo zio oppressore e le prove scomparse.
    Insomma, complimenti un lavoro notevole e davvero ben articolato.
    Mi stavo chiedendo come mia Jane non avesse amiche, poi finalmente un amico, Riccardo.
    ps.- Mi è piaciuta molto la scena della bambina col pupazzo e la madre nel primo capitolo… una scena molto intensa ed emozionale.
    Complimenti
    ti seguo cmq

  3. Ciao Fenice,
    avevo già adocchiato la tua storia, ma ho recuperato solo ora i primi sei capitoli … meglio tardi che mai, dai 🙂
    La storia, personalmente, mi piace molto, così come il tuo modo di scrivere. La trama è proceduta magari un po’ a rilento, ma neanche troppo direi … nel senso che io comunque ho apprezzato ogni capitolo e mi è sembrato che ognuno di essi ci abbia rilevato sempre qualche piccola informazione in più. Seguo, curioso di scoprire di più su questo enigmatico killer.
    Ah ho votato per confidarsi con la mamma del ragazzo. Non so perchè ma non mi ispira troppa fiducia lo zio … e se poi fosse lui il poliziotto corrotto? O_o
    Buona serata e alla prossima!

    • Ciao Encio! Scusa per il ritardo della risposta, sono stata un bel po’ occupata. Ebbene, grazie mille per il feedback positivo! Adesso cercherò un bel po’ di velocizzare, o almeno voglio provarci. Andare troppo a rilento forse potrebbe andare a mio discapito. Grazie e alla prossima!

  4. Ciao Fenice. Non ti preoccupare, anche se la storia sta procedendo lentamente è comunque una bella storia. Ci sono alcuni piccoli errori ortografici, come l’usare la congiunzione “ed” seguita da una virgola, oppure quando scrivi “io vivevo nell’ombra del mio terrore, mentre lui ne parlò con una quasi conoscente”. Avresti dovuto scrivere “io vivevo […] mentre lui ne parlava” e così via.

    Se vuoi un consiglio, per evitare di sentire che la storia non sta andando da nessuna parte pianifica in anticipo il suo andamento. Mi spiego: hai a disposizione tre opzioni. Devi dare opzioni che cambino molto il come andrà la storia. Scrivi già una breve descrizione di cosa accadrebbe se venisse approvata ogni singola opzione. Poi rifallo, stavolta al secondo livello. Da ogni opzione ne nascono altre tre. Anche in questo caso descrivi cosa potrebbe succedere se i lettori scegliessero quella via e non altre. Ovviamente fermati qui, non puoi scrivere 200 e passa opzioni, ma ti aiuterà a tenere il passo della storia e capire come puoi gestirla.

    Dai Fenice, non ti abbattere, puoi farcela. Alla prossima 😉

    • Ciao Yaniv! Innanzitutto scusa per il ritardo della risposta, e in seguito grazie per le correzioni e per il consiglio. Ho tentato di fare una scaletta per la scelta designata, quindi spero che la mia strategia abbia funzionato abbinata all’idea che mi è venuta per continuare la storia. Grazie per il sostegno, alla prossima!

    • Ciao! Beh, ho appena aggiornato, e alla fine si è rivelato un capitolo che ha preceduto l’azione! Finalmente mi è venuto in mente un continuo che ritengo ottimo, quindi spero sarà piacevole e visto allo stesso modo. Alla prossima, e grazie come al solito del commento e della lettura!

  5. Salve! Innanzitutto, grazie se siete arrivati fino a qua e intendete lasciare un commento su questo capitolo (un altro, come me). Volevo solo comunicarvi che effettivamente mi sono un po’ ritrovata nel pallone negli ultimi capitoli a causa delle scarse idee e soprattutto di come poterle realizzare al fine di non annoiarvi, quindi spero di aver fatto un discreto lavoro. ^^

  6. Ciao fenice. Era da molto tempo che dovevo passare, ed eccomi qua. I primi capitoli sono molto ben caratterizzati. Si sente proprio l’emozione della protagonista nel dover assistere all’orrore che le si presenta davanti. Però quest’ultimo capitolo non è molto ordinato. Cioè, ho notato un po’ di confusione nell’ultima parte della storia. Sicuramente ora che sei arrivato a metà dei capitoli disponibili sono certo che darai un’accelerata al ritmo e sarà molto più intrigante.
    Ho votato per fare la conoscenza di qualcuno ma…
    Sicuramente potrà aprirti molte possibilità.
    In gamba fenice.
    Alla prossima 🙂

    • Ciao Yaniv! Ti ringrazio per il tuo commento, effettivamente negli ultimi capitoli sto riscontrando molte difficoltà, anche se sto cercando di non far risultare la storia banale agli occhi dei lettori. Grazie per la lettura e il commento, alla prossima!

  7. Be’, è evidente che qualcuno di molto cattivo vuole comunicare con lei, perciò verrà contattata su internet 😀
    Ciao, feniceantica.
    Un assassino spietato, una bambina e omicidi efferati. Ci sono tutti gli elementi per una storia spaventosa. Ho letto i tre capitoli insieme e devo confessarti che ho preferito i primi due capitoli a quest’ultimo, che mi pare manchi un po’ di organicità, nel senso che il filo narrativo è un po’ spezzato: quando ci racconti dello zio l’impressione è di procedere a balzelli: ci dici che è un investigatore e che è furbo, poi lasci spazio ai pensieri di Jane, quindi ritorni sullo zio e ci racconti qualcos’altro. Ecco, l’impressione è che il tutto si sarebbe potuto ordinare un po’ meglio.
    Tornando al primo capitolo, interessante l’incipit e la riflessione iniziale. Bello anche come rendi il panico e il terrore (anche se farcelo vivere dal punto di vista da una bimba di cinque anni è una scelta molto ardita). Avrei evitato il corsivo per il resto del capitolo, ma sono dettagli.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw 🙂 innanzitutto grazie della lettura e del commento, soprattutto su quest’ultimo. Effettivamente hai ragione, di conseguenza tenterò di migliorare al fine di evitare questa piccola mancanza! Per il resto, sono davvero contenta che il mio incipit ti abbia interessato. Alla prossima!

  8. Arrivati a questo punto, dubito che Jane parli: sarà qualcun altro a tirar fuori l’argomento contattandola su internet.
    I capitoli scritti fino ad ora mi sembrano interessanti, sono curiosa di scoprire perché hai inserito la storia in horror e non in thriller (o come si chiama) e di avere qualche informazione in più sull’assassino.
    Alla prossima!

  9. Ciao feniceantica, hai messo su una trama che promette molteplici svolte. Voto il messaggio, naturalmente anche se l’opzione di incontrare il killer senza riconoscerlo era interessante. Specialmente se si ipotizza che la ragazza non potesse farlo proprio a causa del suo trauma. Il punto di vista d’altronde è in prima persona e questo riconoscimento mancato era piuttosto difficile da rappresentare. Gioie e dolori della “prima persona”. Ti seguo con vivo interesse.

  10. Molto bene! Capitolo breve, ma d’effetto, si capisce che Jane è cresciuta, è diventata grande, è dolce, ma severa e timorosa, come deve essere una ragazza con un passato traumatico alle spalle.
    Voto anche io per il messaggio e vediamo come procede.
    Alla prossima!

  11. Scrivi davvero bene, personalmente non ho mai pensato di amare particolarmente gli horror, specie quelli troppo paranormali, qui si sente anche un po’ di crossover con il thriller, ma dalle ultime letture qui su The Incipit forse mi devo ricredere… Non so perché, ma anch’io concordo con la maggioranza, la protagonista riceve un messaggio dal killer, forse senza nemmeno che gli altri se ne rendano conto, ma lei sì!

    • Ciao Nahaman, innanzitutto grazie per la lettura ed il commento, mi ha lusingato parecchio. ^^ Gli horror sono un qualcosa di particolarmente difficile da scrivere, soprattutto da descrivere per quanto riguarda emozioni e aspetti psicologici a parer mio, ed effettivamente concordo anch’io riguardo al crossover ahah. Alla prossima!

  12. Ciao Fenice,
    che bell’inizio! Adoro gli horror, anche quelli che non trattano di spiriti, ma di cose più reali, come un assassino in carne ed ossa….
    Mi si è stretto il cuore mentre leggevo della voce rotta della mamma che tentava, sorridendo, di mettere in salvo la sua piccola… Cosa c’è di più forte del mondo dell’amore di un genitore? Nulla, neanche la follia di un pazzo omicida.

    Seguo! A presto;)

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