Il destino.

Dove eravamo rimasti?

Jane è terrorizzata, che cosa farà? Jane farà la conoscenza di qualcuno che ha subito una tragedia come lei, e prenderà in considerazione l'idea di aprirsi, ma... (67%)

Un altro, come me.

Lasciai stare tutto, mi limitai a bloccare il profilo e spensi il computer, rimanendo tutta la notte a fissare il soffitto. Il panico era continuamente presente, persino verso le sei del mattino quando sentii i miei zii alzarsi e capii di non essere più “sola” continuai a sentire quell’angoscia schiacciarmi. Aveva capito persino chi ero su una piattaforma come internet, come aveva fatto? Nessun mio dato, eppure mi aveva trovata. Si era preso gioco di me, era come se sapesse leggermi nella mente, come se sapesse che in realtà la mia era una maschera. E quindi, che lo ricordavo bene. 

Completai in fretta e furia la mia routine mattutina per poi uscire, diretta verso la biblioteca. Leggere era una delle mie altre passioni, nonchè migliori distrazioni. Avevo intenzione di prendere quanti più libri possibili pur di dimenticarmi anche solo per un istante della mia vita completamente incasinata. Nel mio profondo però, sapevo che il giorno in cui avrei dovuto affrontare tutto sarebbe arrivato, e forse presto. Presi dei libri, due sentimentali e due fantasy: non erano proprio i miei generi prediletti, però dalla trama parevano davvero interessanti, ed io avevo tanto tempo da usare. 

Mi sedetti su un tavolo, lasciando che quel tempo scorresse inesorabilmente, iniziando la mia lettura. Ogni rumore attorno a me sembrò affievolirsi, ero completamente concentrata sulla lettura. Dopo un po’ mi resi conto di essere già arrivata a metà libro di ben 400 pagine, ma non lo notai da sola: me lo fece notare una persona che si sedette dinanzi a me. Lo guardai stranita, e il ragazzo mi offrì un semplice sorriso amichevole, aggiungendo con un mormorio: “quel libro è davvero interessante, hai fatto un’ottima scelta. Ti disturbo?”.

Fu come svegliarsi da una breve trance, e nel giro di pochi secondi diventai rossa dalla mia stessa maleducazione. Scossi la testa, e così il ragazzo mi sorrise ulteriormente, quasi divertito. Normalmente mi sarei sentita quasi offesa dal suo sguardo divertito, però mi resi conto che se davvero volevo andare oltre al fine di stare un po’ meglio e tranquillizzarmi, un libro non sarebbe bastato. Sarebbe stata più efficace la comunicazione umana?

-Anche il tuo è interessante.- mormorai nervosamente. Mi offrì un semplice sorriso, prima di immergersi di nuovo nel suo libro. Mi sentii alquanto demoralizzata, di conseguenza decisi di leggere nuovamente, facendo passare ancora un po’ del mio tempo. Finii presto il libro, catturando lo sguardo incuriosito del ragazzo che aveva già finito il suo. 

-Sei davvero riuscita a divorarti un libro così in due sole ore?- domandò incuriosito. Mi affrettai a rispondere, non volendo che la discussione terminasse di nuovo. 

-Beh, sì, mi piace molto leggere.- dissi, alzandomi al suo stesso momento e ritirando gli altri libri che avevo preso con l’intenzione di leggere. Uscimmo dalla biblioteca, e i miei piani iniziarono ad andare per il meglio, per una delle rare volte nella mia vita. Poi, mi pentii di aver pensato positivo troppo presto. 

-Comunque, hai sentito di quella tragedia? Quell’uomo, pochi giorni fa…?- chiese accigliato, ed io mi pacai subito. Volevo davvero fingere di non saperne nulla, però non mi avrebbe affatto aiutato: mi sentivo di doverne parlare con qualcuno, almeno sul generale. 

-Sì. E’ una faccenda davvero tremenda, e il killer è ancora in circolazione…- mormorai, trovando di colpo il pavimento notevolmente interessante, tanto da fissarlo per svariati minuti. Provavo dolore, e odio. Se non fosse stato per quel bastardo, ai miei 17 anni avrei saputo come gestire le mie amicizie, come essere me stessa e come non avere affatto paura o preoccupazioni di questo tipo. Invece, mi ritrovavo a vivere nel terrore ogni secondo della mia sopravvivenza. 

-Già, ha colpito ancora.- disse con tono glaciale, facendomi quasi rianimare dal mio silenzio. “Ancora?” 

-Cosa intendi dire?- chiesi, sentendo il mio corpo fremere. Avevo forse trovato qualcuno come me, o che sapeva un qualcosa più di me?

-Quel killer colpì anche 12 anni fa, quando uccise un poliziotto in servizio durante una sua fuga da una scena del crimine simile a questa. Era mio padre.- sbottò, visibilmente a disagio. Potevo vedere dal suo sguardo la mia stessa paura e quella freddezza, ma c’era una differenza tra me e lui: io vivevo nell’ombra del mio terrore, mentre lui ne parlò con una quasi conoscente come se nulla fosse. Forse fu questo a darmi coraggio, a farmi parlare, ma ancora non del tutto.

-Quello stesso killer uccise i miei genitori, 12 anni fa… la casa da cui stava scappando era la mia.- sussurrai, facendolo fermare di colpo. Come biasimarlo? Tremavo anch’io al solo pensiero. Volevo distrarmi, e invece mi ritrovai ulteriormente seppellita nella mia angoscia. Però, forse c’era ancora una speranza. Potevamo ancora uscire da questo limbo, oppure semplicemente morire con una speranza che solo dopo sarebbe andata via. 

Cosa accadrà nel prossimo episodio?

  • Jane racconterà ogni cosa al ragazzo, e cercheranno di capire da dove il killer ha inviato quei messaggi a Jane. (40%)
    40
  • Scopriamo chi è questo misterioso ragazzo e che cosa sa. (40%)
    40
  • Prendiamo un punto di vista diverso, quello del killer. Scopriamo tutta la verità. (20%)
    20

Voti totali: 5

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28 Commenti

  1. Ciao Fenice. Non ti preoccupare, anche se la storia sta procedendo lentamente è comunque una bella storia. Ci sono alcuni piccoli errori ortografici, come l’usare la congiunzione “ed” seguita da una virgola, oppure quando scrivi “io vivevo nell’ombra del mio terrore, mentre lui ne parlò con una quasi conoscente”. Avresti dovuto scrivere “io vivevo […] mentre lui ne parlava” e così via.

    Se vuoi un consiglio, per evitare di sentire che la storia non sta andando da nessuna parte pianifica in anticipo il suo andamento. Mi spiego: hai a disposizione tre opzioni. Devi dare opzioni che cambino molto il come andrà la storia. Scrivi già una breve descrizione di cosa accadrebbe se venisse approvata ogni singola opzione. Poi rifallo, stavolta al secondo livello. Da ogni opzione ne nascono altre tre. Anche in questo caso descrivi cosa potrebbe succedere se i lettori scegliessero quella via e non altre. Ovviamente fermati qui, non puoi scrivere 200 e passa opzioni, ma ti aiuterà a tenere il passo della storia e capire come puoi gestirla.

    Dai Fenice, non ti abbattere, puoi farcela. Alla prossima 😉

  2. Salve! Innanzitutto, grazie se siete arrivati fino a qua e intendete lasciare un commento su questo capitolo (un altro, come me). Volevo solo comunicarvi che effettivamente mi sono un po’ ritrovata nel pallone negli ultimi capitoli a causa delle scarse idee e soprattutto di come poterle realizzare al fine di non annoiarvi, quindi spero di aver fatto un discreto lavoro. ^^

  3. Ciao fenice. Era da molto tempo che dovevo passare, ed eccomi qua. I primi capitoli sono molto ben caratterizzati. Si sente proprio l’emozione della protagonista nel dover assistere all’orrore che le si presenta davanti. Però quest’ultimo capitolo non è molto ordinato. Cioè, ho notato un po’ di confusione nell’ultima parte della storia. Sicuramente ora che sei arrivato a metà dei capitoli disponibili sono certo che darai un’accelerata al ritmo e sarà molto più intrigante.
    Ho votato per fare la conoscenza di qualcuno ma…
    Sicuramente potrà aprirti molte possibilità.
    In gamba fenice.
    Alla prossima 🙂

    • Ciao Yaniv! Ti ringrazio per il tuo commento, effettivamente negli ultimi capitoli sto riscontrando molte difficoltà, anche se sto cercando di non far risultare la storia banale agli occhi dei lettori. Grazie per la lettura e il commento, alla prossima!

  4. Be’, è evidente che qualcuno di molto cattivo vuole comunicare con lei, perciò verrà contattata su internet 😀
    Ciao, feniceantica.
    Un assassino spietato, una bambina e omicidi efferati. Ci sono tutti gli elementi per una storia spaventosa. Ho letto i tre capitoli insieme e devo confessarti che ho preferito i primi due capitoli a quest’ultimo, che mi pare manchi un po’ di organicità, nel senso che il filo narrativo è un po’ spezzato: quando ci racconti dello zio l’impressione è di procedere a balzelli: ci dici che è un investigatore e che è furbo, poi lasci spazio ai pensieri di Jane, quindi ritorni sullo zio e ci racconti qualcos’altro. Ecco, l’impressione è che il tutto si sarebbe potuto ordinare un po’ meglio.
    Tornando al primo capitolo, interessante l’incipit e la riflessione iniziale. Bello anche come rendi il panico e il terrore (anche se farcelo vivere dal punto di vista da una bimba di cinque anni è una scelta molto ardita). Avrei evitato il corsivo per il resto del capitolo, ma sono dettagli.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw 🙂 innanzitutto grazie della lettura e del commento, soprattutto su quest’ultimo. Effettivamente hai ragione, di conseguenza tenterò di migliorare al fine di evitare questa piccola mancanza! Per il resto, sono davvero contenta che il mio incipit ti abbia interessato. Alla prossima!

  5. Arrivati a questo punto, dubito che Jane parli: sarà qualcun altro a tirar fuori l’argomento contattandola su internet.
    I capitoli scritti fino ad ora mi sembrano interessanti, sono curiosa di scoprire perché hai inserito la storia in horror e non in thriller (o come si chiama) e di avere qualche informazione in più sull’assassino.
    Alla prossima!

  6. Ciao feniceantica, hai messo su una trama che promette molteplici svolte. Voto il messaggio, naturalmente anche se l’opzione di incontrare il killer senza riconoscerlo era interessante. Specialmente se si ipotizza che la ragazza non potesse farlo proprio a causa del suo trauma. Il punto di vista d’altronde è in prima persona e questo riconoscimento mancato era piuttosto difficile da rappresentare. Gioie e dolori della “prima persona”. Ti seguo con vivo interesse.

  7. Molto bene! Capitolo breve, ma d’effetto, si capisce che Jane è cresciuta, è diventata grande, è dolce, ma severa e timorosa, come deve essere una ragazza con un passato traumatico alle spalle.
    Voto anche io per il messaggio e vediamo come procede.
    Alla prossima!

  8. Scrivi davvero bene, personalmente non ho mai pensato di amare particolarmente gli horror, specie quelli troppo paranormali, qui si sente anche un po’ di crossover con il thriller, ma dalle ultime letture qui su The Incipit forse mi devo ricredere… Non so perché, ma anch’io concordo con la maggioranza, la protagonista riceve un messaggio dal killer, forse senza nemmeno che gli altri se ne rendano conto, ma lei sì!

    • Ciao Nahaman, innanzitutto grazie per la lettura ed il commento, mi ha lusingato parecchio. ^^ Gli horror sono un qualcosa di particolarmente difficile da scrivere, soprattutto da descrivere per quanto riguarda emozioni e aspetti psicologici a parer mio, ed effettivamente concordo anch’io riguardo al crossover ahah. Alla prossima!

  9. Ciao Fenice,
    che bell’inizio! Adoro gli horror, anche quelli che non trattano di spiriti, ma di cose più reali, come un assassino in carne ed ossa….
    Mi si è stretto il cuore mentre leggevo della voce rotta della mamma che tentava, sorridendo, di mettere in salvo la sua piccola… Cosa c’è di più forte del mondo dell’amore di un genitore? Nulla, neanche la follia di un pazzo omicida.

    Seguo! A presto;)

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