Barking dogs and shy okapis

Dove eravamo rimasti?

La ragazza ha acquistato un libro che parla di: Crittografia (50%)

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«Sei ancora lì?» Domandò la ragazza.

Luca lanciò uno sguardo severo nella sua direzione. «Dove stiamo andando?»

«Giriamo di qua.»

Si ritrovarono ai piedi di un grattacielo grondante luce elettrica. Le nuvole, sparse sopra la città formavano un tappeto giallo, che incombeva sopra Milano con una profondità povera di stelle.

«Che ci facevi in quella libreria?»

«Cercavo un libro.»

Luca, afferrò il braccio della ragazza e lo tirò a sé: «Basta con le cazzate. Mi devi delle spiegazioni.»

«Pian-ta-la,» rispose lei, tra i denti. «Vuoi dare nell’occhio?»

Luca lanciò uno sguardo nervoso alle sue spalle. La movida urbana del venerdì sera li sfiorava, scivolava accanto a loro, esondando dai parapetti della strada, refluendo dai locali.

«Chi ti cerca? La polizia?» domandò.

«Anche.»

«Allora, che ci fai ancora in giro? Perché non ti nascondi?»

«Vieni. Sediamoci qui.»

I tavolini del bar erano disposti sotto una zona porticata, alla base dell’enorme grattacielo. 

Presero posto l’uno di fronte all’altra. La ragazza sfogliava il menu, Luca guardava fuori. Quando i loro occhi si incontrarono, Luca cercò di assumere un’espressione severa. Ma il volto della ragazza si sciolse in un sorriso sfacciato. «Non mi hai ancora detto il tuo nome.»

«Luca. E il tuo?»

«Anna.»

Un cameriere arrivò per prendere gli ordini.

«Un vino rosso.» Disse lei.

Luca fece segno di due con la mano.

Quando il cameriere si fu allontanato, riprese: «Ho una domanda.»

Anna alzò gli occhi dal menu.

«Cos’è quel libro che hai acquistato?»

«Questo?» domandò lei, sfilandolo dalla borsa. «Un manuale di crittografia.»

«E il numero scritto sul segnalibro?»

Anna lo fissò un momento, senza parlare.

«Allora?»

«E’ una serie di numeri.»

«Un codice?»

«Si.»

«Lo vuoi decifrare.»

«Non te lo posso dire.»

Luca scoppiò in una risata roca. Una lunga risata che lo scuoteva dal profondo, partendo dall’addome, ingolfandosi nel petto, erompendo dalla bocca.

Anna lo guardava allibita.

«Può darsi che io mi sbagli,» disse Luca, asciugando le lacrime col dorso della mano. «Ma il fatto che tu abbia acquistato un libro di crittografia mi sembra troppo scontato.»

La ragazza lo guardò accigliata.

«Voglio dire» continuò Luca «che non mi sono accontentato di fare due più due. Il segnalibro. Il codice. La crittografia. E’ tutto troppo logico.»

«Cosa c’è di troppo logico? Non capisco.»

«Tu mi hai infilato un segnalibro in tasca, tu mi hai portato in libreria, mi mostri il libro di crittografia…»

«E allora?»

«Aspetta. Lasciami finire. Un errore, ammesso pure che possano esistere errori di questo tipo, non ti avrebbe mai fatto perdere il segnalibro nella mia tasca…. Se non volevi che ti seguissi, c’erano tanti modi per seminarmi. Certo non mi avresti lasciato arrivare indisturbato fino alla libreria, dove tu hai comprato il libro. Mi spiego?»

Anna continuava a guardarlo corrucciata. Luca avrebbe giurato che si trattasse di una espressione finta, artificialmente montata sulla faccia di lei. Come si veste un’espressione di stupore, o un nuovo paio di occhiali.

«Non sarei mai capitato per caso accanto a te, nella libreria, dove hai trovato questo libro.»

«Tu stai dicendo che io…»

«Ne ho la certezza. Mi fai partecipare a tutto, mi fai seguire le tue tracce… Come se tutto questo riguardasse anche me.»

Anna fissava Luca, senza parlare. 

«Mi devi dire la verità, su tutto» concluse lui.

Anna trasse un profondo sospiro, chiuse il libro sopra le sue gambe. Usò entrambe le mani per riavviarsi i capelli. «Non credevo ci saresti arrivato tanto in fretta.» Disse seria.

«Le evidenze parlano.»

«Ti abbiamo seguito. L’incontro in metro era organizzato.»

«Da chi? Chi siete?»

«Siamo riusciti a sottrarti ai cani.»

«I cani, che c’entrano?»

«Noi siamo gli okapi.»

Luca la guardò allarmato, un sorriso beffardo gli sollevava un angolo della bocca. «Lo sapevo. Devi essere pazza…».

Afferrò con una mano il bordo del tavolo e spinse la sedia indietro, facendo per alzarsi.

«Stai seduto. Ci stanno osservando.»

Luca tornò seduto.

«Non ti voltare.»

Rimase immobile, divorato dalla curiosità.

«Adesso, girati.»

Alle sue spalle, Luca vide un uomo seduto a un tavolo. Vestiva un completo scuro e una cravatta celeste. Fissava Anna, con la coda dell’occhio, poi fissava lui. Si infilava una manciata di arachidi in bocca, prendeva un sorso dal suo drink, si distraeva guardando la piazza. Poi tornava a fissare loro due.

Anna fece cenno con la testa in direzione di un altro tavolo, alla sua destra. Luca seguì con lo sguardo e avvistò un uomo con doppiopetto scuro e cravatta celeste, che guardava in modo insistente nella loro direzione. La sua mano ruotava il piede del calice agitando il vino rosso al suo interno.

In quel momento, alle sue spalle, Luca avvertì qualcuno che si schiariva la gola.

E adesso chi c'è? O meglio, che cosa c'è?

  • Nemico (0%)
    0
  • Il cameriere (50%)
    50
  • Amico (50%)
    50

Voti totali: 4

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43 Commenti

  1. Ciao Okapidog.

    A parte la risata di Luca, che non mi è piaciuta e mi sembra di essere in compagnia, ho apprezzato l’episodio.

    Vediamo un po’ dove ci portano questi misteriosi okapi e perché Luca è seguito dai cani.

    Nel frattempo direi che è il momento di far entrare in scena un altro amico, un okapi. E in caso di pareggio direi che potrebbe essere proprio il cameriere.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu,
      Grazie per il tuo apprezzamento. La risata di Luca, si, è un aspetto sul quale potevo lavorare meglio. Per il resto, sono contento che la storia ti mantenga ingaggiato come lettore. Ce la metto tutta per creare un buon conflitto: amico, nemico. Il cameriere, chissà in quale gruppo rientra 😉

  2. Il cameriere, che però…
    Bello.
    Anche se dovresti provare a importi un ritmo di pubblicazione più serrato.
    Anch’io ho trovato un tantinello esagerata la reazione di Luca.
    Per quello che è il mio gusto ho preferito le descrizioni della seconda parte a quelle della prima (un po’ artificiose, ma è una questione di gusti, ripeto).

    • Ciao Lou,
      Grazie. Mi trovi d’accordo sul ritmo di pubblicazione. Mi impegnerò a mantenere una maggior costanza nel proporvi i futuri episodi. In generale, la reazione di Luca ha prodotto un effetto non in linea con quanto speravo. E’ una occasione di apprendimento per me, che senza dubbio mi aiuterà a fare meglio in futuro. Infine, capisco quello che vuoi dire sulle descrizioni: cerco di limarle al massimo, per renderle funzionali alla storia. Talvolta, non mi riesce bene! A presto!

  3. Ciao Okapi
    Il capitolo scorre bene, i dialoghi sono credibili.
    Mi è piaciuta la frase: “una profondità povera di stelle”
    Non ho capito invece: “Luca scoppiò in una risata roca. Una lunga risata che lo scuoteva…”
    Capisco un riso sarcastico, un sogghigno, data la circostanza… ma perché una lunga risata addirittura con lacrime?

  4. Ciao Okapidog,
    direi che hai saputo ripagare l’attesa con un bell’episodio. Questa volta non ho niente da farti notare, perché il capitolo mi sembra ben scritto. Il dialogo è credibile e il velo di mistero che circonda Anna aiuta a mantenere alta la curiosità del lettore. Finalmente è stato svelato anche qualche dettaglio sul titolo del tuo racconto… Cani, okapi… Sono curioso 🙂
    Di petto ho votato per un amico.
    Buona serata, alla prossima!

    • Caro encio,
      grazie. Sono felice che il mio lavoro sui dialoghi stia portando i risultati attesti. Ho lavorato tanto per renderli verosimili e sono contento che tu lo abbia osservato. Anche il titolo, che si svela piano piano. Mi fa piacere che il mistero attorno ad Anna resti alto e i futuri sviluppi della storia restino imprevedibili. Ti aspetto al prossimo episodio!

  5. Ciao Okapidog, sono una fan di Samuel Marolla e la tua Milano misteriosa e’ molto vicina alle sue ambientazioni stranianti. Sono felice che tu abbia scelto dl calare il tuo racconto in questo mondo alternativo di piccole librerie e non luoghi urbani. Vai cosi’, questa Milano mi piace..proprio
    La cabala e’ quel che ho votato.
    .

  6. Animali fantastici, visto il titolo mi sembra in tema.
    Ciao, Okapidog.
    Mi piace l’immagine di Luca che passa tra la gente, consapevole che dietro ogni paio d’occhi c’è una storia e magari un’avventura. Lui però ha scelto la sua e la insegue. Vediamo che sorprese ci riserva una Milano a cavallo tra la routine di bibliotecari annoiati (uhm, il tipo non mi convince del tutto 😉 ) e ragazze misteriose.
    Per il momento, molto piacevole.

    Ciao, a presto

    • Caro JAW, grazie! Sono contento che l’immagine di Luca in strada ti risulti piacevole. L’immersione nelle “vite contemporanee” degli altri è un’esperienza quotidiana, che ci riguarda tutti. Mi sono permesso di elaborarla in questo episodio, attribuendo dei pensieri a Luca (forse troppi e non pertinenti all’inseguimento). Ad ogni modo, Milano si rivela una buona ambientazione, sufficientemente plastica. Ci lavoro su per offrirvi qualche nuova sorpresa! Al prossimo episodio!

  7. Cabala.
    Terzo molto dinamico e con un ritmo narrativo adeguato.
    Metafore e similitudini adatte al contesto ed efficaci.
    Forse un po’ troppi occhi nel finale di A, capisco il senso, ma se lo rileggi ti accorgerai che messi così stancano un po’.

    • Grazie Lou, condivido le tue osservazioni. Rileggendo, infatti, ho rilevato subito le ripetizioni che sottolineavi. Nel prossimo episodio mi impegnerò a curare di più questi aspetti di dettaglio, non secondari: incidono sul ritmo della narrazione e possono scollegare il lettore dal flusso della narrazione. Molte grazie. E’ sempre un piacere trovarti tra i miei lettori. Alla prossima!

  8. Ciao Okapidog,
    un terzo capitolo ben scritto che, personalmente, è riuscito a catturarmi, grazie anche all’intrigante alone di mistero che permea il racconto. Sia l’opzione della cabala che quella della crittografia mi ispiravano parecchio; alla fine ho optato per quest’ultima, curioso di vedere cosa ci riserverai nei prossimi capitoli.
    Se devo fare un appunto è che ho notato alcune ripetizioni, che forse potevano essere evitate, per esempio: “sgranavano gli occhi…contatto visivo con quegli occhi, gli occhi della ragazza” o “Lei sfilò un altro volume. Luca afferrò un volume a caso”; in questo caso avrei sostituito magari con “Lei sfilò un altro volume. Luca ne afferrò uno a caso”.
    Sono comunque solo piccoli dettagli e non molto rilevanti, ma volevo condividerli con te, visto che per il resto mi sembra davvero un capitolo riuscito.
    Buona giornata e alla prossima 🙂

    • Ciao encio, grazie per questo tuo commento, puntuale e molto appropriato. Sono d’accordo! Stavolta, nella revisione finale le ripetizioni mi sono sfuggite, a manciate. Ma nel prossimo capitolo ci farò più attenzione. Grazie per aver valutato positivamente il resto del lavoro. Spero di tornare presto ad infittire, o a schiarire un po’, l’alone di mistero che si crea attorno a Luca e alla ragazza. Alla prossima!

  9. Ciao,
    ho letto i tre capitoli, densi di sorprese e interrogativi, mi piace molto. Scelgo la crittografia, chissà mai che si debba decodificare la serie di 9 cifre sul segnalibro.
    La tua scrittura è molto godibile, ma non ho capito il senso della divisione in A e B.
    Il passaggio su quello che gli occhi dei passsanti comunicano è molto carino, ma l’ho trovato un po’ fuori luogo: Luca è in una situazione misteriosa, sta inseguendo qualcuno, forse ha anche un po’ paura, mi sembra inverosimile che abbia il tempo di fare una riflessione su ogni viso che incontra. Ma hai tutto il diritto di non essere d’accordo con me. 🙂
    Al prossimo capitolo

    • Cara befana profana, grazie per queste tue osservazioni, molto preziose! Il senso della divisione in A e B è quello tra esterno (A) e interno (B). Ci sto ancora lavorando, ma potrebbe diventare una costante anche degli altri capitoli. A tal proposito, magari, mi piacerebbe sapere che ne pensi.
      Per quanto riguarda il paragrafo contenente le riflessioni di Luca sui passanti, hai perfettamente ragione. In quel paragrafo “occhieggia” l’autore, che si rivela e cala giù una riflessione, non esattamente in linea con lo stato d’animo del protagonista. Vero, vero. E’ stato più forte di me 😉 ma provo a lavorarci su. Ti aspetto al prossimo episodio!

  10. Ciao Okapidog.

    Frequento ogni tanto Milano e sono contento di leggere qualcosa di particolare proprio su questa città. Ogni tanto mi diverto a fotografare le persone che leggono i libri in metropolitana, per cui mi hai preso anche con la trama.

    A me piace l’esoterismo per cui ho votato per la cabala.

    Grazie e alla prossima.

  11. Inseguirà la ragazza lungo Corso Garibaldi, perché mi piacciono le storie che si immergono nella vita di tutti i giorni 😀
    Ciao, Okapiadog
    Una storia coinvolgente e ben narrata, si legge con piacere.
    Ti faccio solo notare due cose. La prima la conosci già, credo: molto meglio le virgolette per delimitare i dialoghi 😀
    La seconda riguarda il donnone col vestito a fiori: forse non vuoi subito farci capire che è la stessa della metropolitana (ammesso che lo sia), ma non puoi pretendere che la memoria di noi lettori sia così breve; scrivi donnone con vestito a fiori, ribadisci donnone con vestito a fiori, faccio due più due. Insomma, se la donna è la stessa e non vuoi farcelo sapere, sarebbe stato molto meglio che Luca non ne vedesse il vestito in metropolitana. Se la donna non è la stessa o Luca ha un dubbio che lo sia, mi aspetterei da lui che osservasse la singolare coincidenza.
    Se poi non ti sei neppure posto il problema, per te la donna è ovviamente la stessa e ti domandi cosa può passare nella mente bacata di un lettore per dubitarlo… be’, abbi pazienza 😀
    Ciao, a presto

    • Caro JAW, grazie. E’ un piacere leggere i commenti di lettori attenti al dettaglio come te. Le virgolette, si certo. Come vedi, ho appreso la lezione. Per quanto riguarda la donna col vestito a fiori, sai che non mi ero accorto del problema? Nella mia mente è chiaro: si tratta della stessa persona. Ma, come mi fai giustamente notare tu, la coincidenza può sembrare casuale. Approfitto della tua osservazione molto appropriata per precisare, allora, che si tratta della stessa persona. Spero che il dettaglio del vestito a fiori rimanga impresso, per recuperarlo a tempo dovuto nel prosieguo. Ancora grazie. Sono a lavoro per migliorare mano a mano che stendo questa storia! Un saluto, a presto!

  12. Ciao Okapidog,
    il racconto è proceduto in questo secondo capitolo in una direzione per me inaspettata, il che mi ha incuriosito molto. Vedo che hai aggiunto le virgolette ai discorsi e anche le tre opzioni alla fine dell’episodio aprono a molteplici strade possibili, bene 🙂
    Personalmente ho votato per inseguire la ragazza, sperando di scoprirne di più.
    Forse potevi cercare di sfruttare un po’ di più i 5000 caratteri a disposizione per creare un capitolo più corposo, però nel complesso la lettura procede con piacere.
    Alla prossima e buona serata!!

    • Ciao encio,
      E’ un piacere ritrovarti qui. Grazie per aver condiviso con me le tue osservazioni. Sono felice di averti sorpreso con questo nuovo episodio. Spero di continuare così!
      Per quanto riguarda la lunghezza del testo (max 5000 caratteri) sono d’accordo con te, ma solo in parte. Da un lato, è vero che potrei sfruttare di più lo spazio disponibile e creare capitoli più corposi. Dall’altro, ho notato che, in fase di revisione, “asciugo” molto il testo, cioè elimino fronzoli, aggettivi superflui e commenti personali. L’autore, a mio parere, deve scomparire dal testo.
      Tu che ne pensi? Mi piacerebbe conoscere le tue riflessioni al riguardo.
      Ti aspetto al prossimo episodio!! A presto!

      • Sicuramente cercare di asciugare il testo per renderlo più fluido è un aspetto importante; io purtroppo tendo all’opposto a dilungarmi anche troppo, rischiando di appesantire la narrazione (però mi sto impegnando per migliorare 😉). Come in tutte le cose, anche se è banale dirlo, bisognerebbe trovare la giusta via di mezzo. A mio parere l’autore non deve scomparire del tutto dal testo, nel senso che alla fine è l’autore a dare forma al testo quindi ritengo normale che eserciti un’influenza sulla narrazione con il suo stile, pur dovendo essere in grado di mantenere una giusta distanza dai personaggi che crea, cercando in tutto ciò di conservare una certa fluidità e progressione. Non è di certo un compito facile, però l’importante è continuare ad impegnarsi per migliorare 🙂

  13. Ciao! Ho letto il primo capitolo e, virgolette mancanti a parte, l’ho trovato molto ben fatto, interessante, mi è piaciuto come inizio per un racconto avventuroso. Poi ho letto il secondo e ho pensato fino alla fine…”è un sogno.”. Ma no, le opzioni finali mi dicono chiaramente che ciò che è successo continuerà nel prossimo capitolo… Giusto? Allora ammetto di non averci capito nulla! Però ci son le virgolette, quindi va bene! ;D

    • Ciao Flow, grazie per aver partecipato alla storia e grazie per il tuo prezioso commento. Quello che segnali (il sogno) è importante. La vicenda narrata si svolge nella realtà, confermo, ma dal prossimo episodio cercherò di lavorare meglio sulle cuciture tra ciascuna scena, al fine di non generare dubbi nel lettore. Ancora grazie, a presto!

  14. Sia la storia che l’ipotetico proseguo mi incuriosiscono e quindi ti seguirò in quest’avventura.
    Il tuo stile è scorrevole, semplice e per nulla forzato. Ho seguito facilmente l’andamento di questo primo capitolo e ho scelto come prossimo indizio l’indirizzo, ma anche il numero andrà bene 🙂
    Buon proseguimento e buon divertimento!

  15. Ho votato un indirizzo.
    Anche se, al momento, sono in minoranza.
    Un buon incipit.
    Scrittura pulita e una buona capacità descrittiva, capace di calare il lettore nella quotidianità del protagonista.
    Il diretto sarebbe opportuno virgolettarlo.
    Per il resto molto, molto bene. Seguo.

    • Ciao Lou,
      Grazie molte. E’ un piacere ricevere i tuoi complimenti. Sono davvero molto apprezzati. Provo a fare del mio meglio per migliorare il testo del prossimo capitolo: virgolettato, scelta del finale, mistero. Spero di continuare a fare bene, in modo da divertire tutti, compreso me. Un saluto, a presto!

  16. Ciao Okapidog,
    benvenuto su TI.
    Sono d’accordo con Encio, sia per il discorso virgolette (o caporali anche, vedi tu) sia per le opzioni, spero anche io che ill numero (opzione che ho votato) non sia il numero di telefono della ragazza, ma qualcosa di più misterioso.
    Il capitolo scorre senza intoppi, a parte un articolo femminile anziché maschile che, tuttavia, si nota appena.
    Vediamo dove vuoi portarci, ti seguo e ti saluto.
    Alla prossima!

  17. Ciao Okapidog,
    benvenuto e complimenti per l’incipit: non c’è nulla di forzato, fuori dalle righe. È piuttosto la descrizione di un normale rientro in metropolitana, che hai però saputo rappresentare molto bene (azzeccata la descrizione dei passeggeri che fissano tutti il telefono e ad ogni fermata alzano lo sguardo… Prendendo quotidianamente il treno è un’immagine che mi è familiare 🙂 ) Mi è piaciuta molto anche l’espressione “giungla urbana del venerdì sera”, è piuttosto evocativa.
    Come consiglio ti direi di usare delle virgolette per aprire e chiudere i discorsi dei personaggi, così da creare un distacco col resto del testo.
    Le tre scelte a fine capitolo non mi hanno convinto troppo.. Mi hanno dato l’impressione che qualunque scelta si faccia, l’obiettivo sia quello di portare Luca a conoscere subito questa ragazza (magari mi sbaglio né). Alla fine ho votato per il numero a 9 cifre, sperando che non sia tanto il numero della ragazza (anche perché che senso avrebbe scrivere il proprio numero su un segnalibro?), ma magari il numero di qualcuno che la ragazza doveva tenere a mente? Boh non saprei.
    Scusa per il commento infinito XD
    Comunque ti seguo con piacere. Buona scrittura e alla prossima 🙂

    • Ciao encio,
      Grazie molte. I tuoi suggerimenti sono molto apprezzati. Le virgolette nei dialoghi, come dicevi, sono molto importanti. Grazie per avermelo fatto notare: non se ne può proprio fare a meno.
      Quanto alle scelte di fine capitolo, ottima osservazione. Ne faccio tesoro per creare, in futuro, dei finali più avvincenti. Al momento, sono già complessi da gestire così (è la mia prima volta in The Incipit), ma ti prometto che farò del mio meglio per divertire te, e me, con questa storia!
      Ancora grazie, un saluto!

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