Sogno di smeraldo

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Robyn con questo, forse strano, oggetto? Robyn decide di portarlo con sè, se volete potete dirmi quale strano effetto o potere potrebbe causare (80%)

Notte insonne

Il rimbombo della porta chiusa riecheggiò in tutto il palazzo che a quell’ora della sera era più silenzioso che mai. Robyn si precipitò in cucina, non mangiava dal momento del pranzo, ma troppo stanca per mettersi ai fornelli, decise di bersi una bella tazza di latte per riempirsi un po’ lo stomaco prima di coricarsi, finalmente, nel suo enorme letto colmo di cuscini coloratissimi.

Guardò fuori dalla finestra con la tazza calda tra le mani. Era così in alto che riusciva a vedere quasi tutte le luci della città, un panorama sempre in grado di farla sognare.

Tutto a un tratto, però, le luci iniziarono a tremare, sdoppiandosi; anche i tetti dei palazzi persero la loro nitidezza. Robyn barcollò un istante, doveva sedersi: “Forse è proprio meglio che vada a letto, sono troppo stanca…”. La ragazza appoggiò la tazza sul davanzale, ma vacillò di nuovo e iniziò a sentire dei dolori alla testa che la costrinsero a fermarsi e a darsi sostegno con il tavolo accanto a lei.

Robyn si spaventò un momento, sola, in quel palazzo di una ventina di piani. Dopo che suo padre l’aveva abbandonata quando era solo una ragazzina, aveva vissuto a casa di una zia che si allontanava per settimane a causa, da quanto diceva la donna, del suo lavoro e la lasciava sempre sola. Da qualche anno la ragazza viveva in quell’appartamentino non lontano dal centro città: molti i conoscenti, pochi gli amici che la conoscessero davvero. Ripresasi dal mancamento, si diresse nella sua camera da letto e sprofondò in un sonno profondo.

L’appartamento buio, solo un leggero bagliore si rifletteva sui muri chiari del soggiorno. Il barlume proveniva da una morbida borsa semiaperta in stile boho con ricami colorati. L’orologio dimenticato al suo interno emanava, dall’incisione posta sul retro, questa strana luce di un tenue colore verde.

Il mattino seguente Robyn si svegliò di soprassalto, guardò l’ora: le dieci e mezzo. Era in ritardo! Si vestì in fretta, mise alcuni fogli all’interno della borsa e si precipitò fuori casa. “Roy non mi rivolgerà più la parola se lo faccio aspettare come al solito!” si disse.

Uscì di corsa dall’ascensore, aprì il portone del palazzo e percorse in fretta, cercando di farsi spazio, l’ampio marciapiede che straripava di persone. Correndo a perdifiato sbucò all’improvviso sulla strada che delimitava l’isolato, si bloccò di colpo, tutto quello che riuscì a vedere fu solamente un taxi giallo che sgommava nella sua direzione, dopo pochi istanti l’avrebbe colpita, la gente urlava; chiuse istintivamente gli occhi e serrò i denti.

Alcuni secondi e…niente. Non accadeva niente. “Ma che succede…” Robyn riaprì a stento le palpebre: luci, le luci e i tetti dei palazzi che ammirava sempre dalla sua finestra; la tazza calda tra le mani. “Possibile che…abbia sognato?”

Si sedette sul sofà nel soggiorno cercando di pensare a qualche spiegazione logica, ma riprese a dolerle la testa. “Forse un sogno lucido? Che sia possibile? Non credo che sia successo veramente quello che penso…” Si massaggiò leggermente le tempie con le mani chinando un po’ il capo verso il basso, quando lo rialzò notò sulle pareti un riflesso leggero che piano piano aumentava di intensità; abitava troppo in alto perché fosse qualche possibile cartello pubblicitario. Robyn si alzò e cercò di capire quale potesse essere la fonte di quella luce verde; il bagliore la attirò verso l’entrata, accanto alla porta d’ingresso. La borsa colorata lasciata sul pavimento era semiaperta, guardò al suo interno e il colore tenue si intensificò brillando così tanto da illuminare l’intera stanza. La ragazza si fece coraggio e infilò la mano all’interno, sul palmo della mano teneva l’orologio trovato poche ore prima sulla metro, il mal di testa si intensificò.

Che succederà ora?

  • Altro avvenimento strano (20%)
    20
  • Incontro con uno strano personaggio (80%)
    80
  • Ricerche sull'orologio (0%)
    0

Voti totali: 5

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11 Commenti

  1. Ciao Silmoonlight,
    benvenuta!
    Un incipit corto, ma interessante. Io avrei evitato il “che” nella frase: “tutti che spingevano e si affrettavano per ripararsi dalla pioggia”. Ho notato qualche ripetizione, cosa che puoi ovviare leggendo ad alta voce. Mi permetto di farti notare queste piccolezze perché scrivo da molti anni e, per molti anni, ho commesso sempre gli stessi errori (e non ho ancora smesso). Se avessi imparato prima… 😉
    Aspetto il secondo episodio, buona domenica e alla prossima!
    p.s. Robyn porta con sé l’orologio e scopre che ha il potere di mostrarle i pensieri delle persone che la circondano.

  2. Ciao, il tuo incipit mi ha catturato e mi piace l’idea della sinergia narrativa che chiedi ai tuoi lettori, io sarò tra questi.
    L’orologio, solitamente è un misuratore del tempo e, segnalandoci un passato appena trascorso, un presente da vivere ed un futuro da attendere, può proiettarci in tre dimensioni diverse tra di loro ma unite da un solo filo conduttore, il significato della lettera R.
    Ci vediamo al prossimo capitolo!
    Buon lavoro!

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