Sogno di smeraldo

La metro

Pioveva.

La metropolitana sembrava in fermento, tutti che spingevano e si affrettavano per ripararsi dalla pioggia, molti probabilmente ansiosi di tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro.

D’improvviso delle grida, una guardia stava sgridando un gruppo di ragazzini in procinto di scavalcare il tornello.

Robyn guardava la scena divertita mentre si recava verso la propria fermata; quella per lei era stata una giornata snervante e arrivata la metro fu contenta di potersi rilassare con la musica nelle orecchie.

Lo scompartimento era più affollato del solito, bisognava tenersi saldamente per non scivolare a causa del pavimento bagnato dall’acqua che qualche ombrello aveva lasciato; quei venti minuti sarebbero stati tutt’altro che rilassanti per Robyn.

La gente saliva e scendeva, dopo pochi minuti sarebbe finalmente scesa; in quel momento notò qualcosa a cui stranamente non aveva ancora fatto caso tra tutte le tinte tenui indossate dai passeggeri: un cappotto color rosso acceso.

Quel tono così eccentrico indossato da una donna sulla cinquantina, coi capelli corvini e due enormi occhi, occhi di un verde lucente che guardavano dritto verso Robyn sorridendo. La ragazza sussultò per un secondo, quella figura così particolare emanava una strana energia e si chiese se non la conoscesse dato che la osservava abbastanza insistentemente.

La donna accennò un saluto, così la ragazza decise di avvicinarsi cercando di farsi strada tra i passeggeri, avanzò di un paio di passi e in quel mentre la metro si fermò per aprire le porte, un’ondata di persone passò frenetica tra lei e la strana figura in rosso. Lo scompartimento si svuotò d’improvviso, intorno a Robyn non c’era più nessuno. Anche il sedile verso cui stava andando era vuoto, l’unica cosa che rimase fu un orologio, era un grande orologio da taschino dorato. Robyn lo prese in mano, affascinata da sempre di oggetti antichi, la placcatura dorata luccicava e sul retro notò incisa una lettera: R. Era davvero un bell’orologio. 

Cosa farà Robyn con questo, forse strano, oggetto?

  • Robyn sviene e si risveglia in un luogo sconosciuto (20%)
    20
  • Robyn lascia l'oggetto sul sedile e continua per la sua strada, anche qua potete dare qualche suggerimento (0%)
    0
  • Robyn decide di portarlo con sè, se volete potete dirmi quale strano effetto o potere potrebbe causare (80%)
    80
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11 Commenti

  1. Ciao Slimoonlight,
    io voto per il personaggio strano, è risaputo qui che io adoro i personaggi.
    Questo capitolo scorre bene, non avrei usato “questa”, ma “una” nella frase: “L’orologio dimenticato al suo interno emanava, dall’incisione posta sul retro, questa strana luce di un tenue colore verde.” ma va bene comunque.
    Aspetto il seguito, alla prossima!

  2. Lo porta con sé. L’orologio le permette di interagire con immagini di un tempo che si palesano ai suoi occhi. Eventi passati, presenti o futuri, nemmeno lei saprebbe dirlo 😉

    L’inizio mi ha entusiasmato; non so perché. C’è qualche errorino qua e là ma niente che renda illegibile il testo.

    Ti seguo.

    Ciao 🙂
    PS: la tua descrizione mi ha fatto sognare 😉

  3. Ciao Silmoonlight,
    benvenuta!
    Un incipit corto, ma interessante. Io avrei evitato il “che” nella frase: “tutti che spingevano e si affrettavano per ripararsi dalla pioggia”. Ho notato qualche ripetizione, cosa che puoi ovviare leggendo ad alta voce. Mi permetto di farti notare queste piccolezze perché scrivo da molti anni e, per molti anni, ho commesso sempre gli stessi errori (e non ho ancora smesso). Se avessi imparato prima… 😉
    Aspetto il secondo episodio, buona domenica e alla prossima!
    p.s. Robyn porta con sé l’orologio e scopre che ha il potere di mostrarle i pensieri delle persone che la circondano.

  4. Ciao, il tuo incipit mi ha catturato e mi piace l’idea della sinergia narrativa che chiedi ai tuoi lettori, io sarò tra questi.
    L’orologio, solitamente è un misuratore del tempo e, segnalandoci un passato appena trascorso, un presente da vivere ed un futuro da attendere, può proiettarci in tre dimensioni diverse tra di loro ma unite da un solo filo conduttore, il significato della lettera R.
    Ci vediamo al prossimo capitolo!
    Buon lavoro!

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