Ovunque tu sia

Dove eravamo rimasti?

Cosa trova nella prossima pagina Aidan? Uno scritto strano insieme a una chiave (67%)

La chiave

20 marzo

 Stanotte l’ho fatto, mentre Aidan e il nonno dormivano: non si sono accorti della mia assenza, come sempre.

Lui mi ha detto che sono migliorata e che sono pronta ma sento che non si è ancora arreso: ci proverà di nuovo.

Spero che non funzioni, almeno lui deve starne fuori, ha già altri problemi a cui pensare.

Ora devo andare, ho sentito la voce del nonno: non deve scoprirlo o si arrabbierà di nuovo.

 

La pagina era strappata, ma non apparteneva a questo diario, inoltre attaccata con lo scotch c’era una chiave in fondo la pagina.

Per non parlare che non capì a cosa si riferisse nello scritto.

Cosa fece? E chi era Lui?

Guardai la chiave, sembrava quella di un lucchetto di un diario, la sorella di Zack, il mio migliore amico, ne ha una uguale: lo so bene dato che io e lui l’abbiamo rubata per leggerlo.

Ma Haley non ha mai avuto un diario del genere, perché avrebbe dovuto? Aveva sempre scritto su un diario simile senza lucchetto.

C’era altro che mi nascondeva? Mi sentii arrabbiato, cosa faceva di così tanto misterioso?

Senza pensarci tornai in cantina, cercai tra le sue cose tirando fuori tutto, ma non trovai nulla: nessuna traccia di un altro diario.

<< Aidan! >> mi girai spaventato, il nonno mi guardò da metà scala.

<< cosa fai qui?! >>

<< stavo cercando una cosa…>>

<< è ora di dormire, vai a letto. >>

Stette per mettere in ordine, ma lui mi bloccò dicendomi che ci avrebbe pensato lui, tornai in camera per evitare punizioni.

Non riuscii a dormire però, il fatto che mi nascondesse qualcosa mi rese anche preoccupato.

Il mattino dopo,  mentre andai a scuola, vidi l’uomo del giorno prima in mezzo al sentiero.

Corsi subito da lui:

<< ho letto il diario! >> gli mostrai la chiave

<< hai letto quello sbagliato. >>

<< non c’è n’è un altro! Ho provato a guardare. >>

<< non hai cercato nel posto giusto. >>

Si voltò e tornò a camminare, proprio mentre stetti per seguirlo la voce del mio migliore amico Zack mi distrasse: quando mi rigirai non c’era più.

Mi incamminai a scuola, senza prestare attenzione a quello che Zack mi disse, dovevo trovare quel diario.

Durante l’intervallo, nel corridoio, Sean si avvicinò a me, dopo l’incidente non osò più farlo, quella fu la prima volta da un anno e mezzo.

Sussurrò un “mi dispiace” e si allontanò velocemente, non avrei mai pensato che conoscesse quella parola.

Tornato a casa trovai il nonno seduto in cucina con una tazza di caffè in mano, capii subito che voleva parlarmi, mi sedetti accanto a lui:

<< dobbiamo parlare di quell’uomo che hai visto l’altro giorno, quello che ti ha detto che Haley è viva. >>

<< lo so già cosa vuoi dire…che sta mentendo e non devo credergli. >>

<< Aidan ne abbiamo già parlato. Non hai sofferto solo tu. È questo che non comprendi. Pensi che tu sia l’unico a cui importava, ma ti sbagli. Andare avanti non significa dimenticarsi, perché lei rimarrà sempre nelle persone che l’hanno conosciuta e amata. Sei identico a tuo padre, non solo per l’aspetto, e la cosa mi preoccupa molto. Non fare come lui, non scordarti delle cose importanti. >>

Strinsi i pugni  guardandolo male, ho sempre voluto assomigliare a lui, ma non di certo per quello che in nonno insinuava:

<< cosa vuoi dire? >>

Non posso accettare che papà si sia ucciso, lui era forte, troppo forte per quel gesto:

<< anche di questo dobbiamo parlare. Aidan ormai sei abbastanza grande per parlare di tuo padre e di quello che ha fatto, anche se è difficile…>>

<< NO!  >>

Mi guardò seriamente:

<< abbassa il tono. Credo che sia meglio che tu ti veda con il dottor Jack, lui potrà aiutarti meglio di me.  >>

Il dottor Jack era lo strizzacervelli, mi aveva già portato da lui ma non avevo un bel ricordo.

<< mi stai dando del pazzo? >>

<< assolutamente no! Sto solo cercando di aiutarti a vivere serenamente. Ti ho preso un appuntamento per domani dopo scuola. Ti avverto che se non ci vai dovrò prendere provvedimenti. Ora va in camera tua. >>

Troppo arrabbiato corsi in camera, mi ci voleva solo questa!

Non potevo credere a quello che sentii, in quel momento avrei tanto voluto che papà fosse lì: lui mi avrebbe creduto.

Dopo una silenziosa cena, mi addormentai.

Feci un sogno strano…

Cosa sogna Aidan?

  • Un ricordo di quando era piccolo. (0%)
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  • Un ricordo di Haley. (0%)
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4 Commenti

  1. Ciao! È un bel racconto che fila liscio e sicuramente andando avanti diventerà molto più intrigante:) il mondo di mezzo? Chissà!

    Scusa se ti dico ciò; spero che lo prenderai come un consiglio dato da un’amica che vuole aiutare, ma forse dovresti dare una veloce ripassata ai tempi verbali perché spesso sono errati. Ti faccio qualche esempio di questo ultimo capitolo:
    “Non lo VIDI così arrabbiato da molto tempo” lo cambierei con “non lo VEDEVO così arrabbiato da molto tempo”, “A cena mentre MANGIAMMO” questo non si può sentire:) “a cena, mentre MANGIAVAMO”, o ancora “si AMAVANO fin dalla prima volta che si SONO VISTI” anche in questo caso i verbi non coincidono, ci starebbe meglio la frase “si AMARONO fin dal primo momento in cui si VIDERO”. Una letta ai verbi potrà cambiare di gran lunga il livello del tuo racconto, che comunque promette bene! Seguo e spero nel prossimo capitolo di sapere quale è stata la giornata più brutta di Hailey 🙂 ciao!