Il doblone nero

Dove eravamo rimasti?

Qual è il piano di Aras? Crea un diversivo (60%)

Parte ottava

Aras raggiunse la riva a nuoto senza mai voltarsi in direzione del figlio, mentre Teuta restava indietro trascinando l’asse di legno su cui giaceva Sam ancora privo di coscienza.

Alle spalle della spiaggia, una folta pineta cresceva a raggera arrampicandosi sulle nere rocce vulcaniche della scogliera.  Si trattava di una sottile lingua di terra incastonata tra gli alti faraglioni per i quali l’isola di Mefisti era famosa in tutto il Mar di Laasur. Quando Teuta raggiunse la battigia, lo sforzo e la paura le gonfiavano ancora il petto, mentre i muscoli bruciavano come iniettati di fuoco liquido. Si volse scrutando l’orizzonte: l’imponente sagoma della Mir era ancora lontana, ma andava ingrossandosi in maniera irrefrenabile. 

Una volta ripreso il controllo del proprio corpo, si chinò su Sam e cominciò a schiaffeggiarlo: «Svegliati ragazzo, non abbiamo tempo da perdere!»

Le pupille del giovane tremavano sotto le palpebre, come se fosse in bilico tra la coscienza e l’oblio: «Svegliati ho detto! Oppure giuro che ti lascio a marcire in questa fetida spiaggia!»

Sam riaprì gli occhi proprio mentre suo padre stavo tornando con le braccia cariche di rami secchi e arbusti: «Cosa state aspettando voi due? Dobbiamo raccogliere legna, foglie e qualunque cosa sia in grado di prendere fuoco.»

Teuta sembrava disorientata: «Cos’hai in mente?»

Aras rispose con voce allegra: «Un falò! Sono un tipo romantico io!» Poi, in tono più caustico, aggiunse: «Non c’è tempo per le spiegazioni. Fai come ti dico e vedrai che ce la caveremo!»

Rubert sorrise compiaciuto nel vedere i suoi avversari arrancare senza speranza sulla spiaggia di Mefisti. Rivolgendosi al suo secondo in comando, commentò: «Eccoli, finalmente. Ormai non hanno più scampo.» Come per cercare di far chiarezza tra le opzioni rimaste ai suoi rivali, poi aggiunse: «Prima che riescano a farsi strada nella selva della pineta e a risalire la scogliera, noi gli saremo addosso!»

«Volete che faccia armare i cannoni, signor Capitano?»

Rubert osservò un’ultima volta attraverso il cannocchiale, poi restò qualche istante in silenzio, come indeciso sul da farsi: «Sì, e non appena saremo abbastanza vicini voglio che spariate qualche colpo di avvertimento ai nostri amici. A questa latitudine un galeone pirata non è mai il benvenuto e se l’esercito ci trovasse così vicini all’isola potremmo vedercela brutta, ma un paio di palle di cannone non hanno mai fatto male a nessuno!»

«Avete sentito il vostro Capitano? Cosa aspettate, pendagli da forca? Ognuno al proprio posto di manovra.»

Rubert restò ad osservare divertito i tre fuggitivi che si industriavano per trovare una via di fuga da quella perfetta trappola naturale in cui si erano cacciati. Poi scoppiò a ridere.

Quando la Mir si trovava ormai ad un tiro di schioppo dalla riva e i pirati cominciavano ad ammainare le vele e a preparare le manovre di ancoraggio, Sam, Teuta e Aras avevano già ammucchiato una catasta di legna ed arbusti alta qualche metro.

«Ragazza, hai un pietra focaia con te?»

«Sì, ma dopo il tuffo che abbiamo fatto…»

Aras allungò una mano e restò a fissarla. La pietra era ancora umida, ma bastò che il pirata la strofinasse energicamente con il suo pugnale perché questa ricominciasse a fare il proprio lavoro. A quel punto raccolse alla base della casta alcuni mucchietti di ramoscelli ed erba molto secca e cominciò ad investirli con una scarica di scintille. Nel giro di pochi minuti timide fiammelle cominciarono a danzare sulla spiaggia.

«Assicuratevi che non si spenga! Ho bisogno che il fuoco salga alto per quello che ho in mente!» Così dicendo si immerse nuovamente nella pineta, riemergendone trasportando vari pezzi di muschio che brillavano al sole con un verde acceso.

«Muovetevi! Andate a prenderne altro!»

Questa volta fu Sam a interrogare l’uomo con aria confusa, mentre Teuta correva in direzione del fitto bosco: «Ma non brucerà mai! È troppo umido e fresco, rischiamo di soffocare le fiamme!»

Aras rispose lanciando in cima al rogo un largo pezzo di muschio che, come previsto dal figlio, non prese subito fuoco ma cominciò a emanare una densa nuvola, bianca come il cielo crepuscolare: «Non le soffocheremo ragazzo, ma faremo tanto fumo da non poter neanche respirare!»

La reazione di Rubert alla vista della densa colonna di vapore che si ergeva indomabile dalla spiaggia fu immediata: «Dannato Cliffhanger! Quel fumo attirerà sicuramente qualche curioso e l’esercito sarà su di noi in un attimo.»

Il secondo ufficiale guardava il proprio capitano con aria preoccupata, in attesa di ricevere istruzioni sulla manovra da compiere: «Signore, se qualcuno avvistasse la Mir l’esercito ci catturerebbe e per noi sarebbe la fine. Non possiamo farci trovare qui!»

Cosa farà Rubert?

  • Si allontana tenendo sotto controllo la spiaggia (0%)
    0
  • Scende a riva con una scialuppa e manda via il galeone per distrarre l’esercito (67%)
    67
  • Decide di correre il rischio e bombarda la spiaggia (33%)
    33
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20 Commenti

    • Cioa Red,

      grazie mille per il voto. Per adesso su facebook e instagram sembra esserci una leggera predilezione per fargli svuotare le tasche! 😛 Non è detto comunque che non sia quella la strada più veloce 😉
      Ti auguro buone vacanze. Ci rileggiamo al tuo rientro!

      Ciao, MC

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