Il doblone nero

Dove eravamo rimasti?

Siamo all'ultimo capitolo. Come si concluderà la storia? Il tesoro non c’è; (50%)

Parte decima

Le formiche erano tristemente note per l’enorme numero di imbarcazioni risucchiate nel profondo degli abissi o schiantate contro le nere scogliere e i bassi fondali rocciosi dell’isola.
Ben presto quindi, tutte le navi mercantili cominciarono a tenersi alla larga da quella tratta, preferendo allungare il viaggio di qualche crepuscolo circumnavigando Mefisti da sud est.
Quei luoghi erano stati quindi dimenticati: troppo remote per accedervi da terra e troppo impervie per essere raggiunte via mare, le formiche di Mefisti non avevano altro da offrire che affilati scogli a pelo d’acque a faraglioni alti e scuri come la notte eterna.
Sam era stremato dal rapido susseguirsi degli eventi: «Come arriveremo al tesoro?»
«Costeggeremo la scogliera restando il più possibile a contatto con le rocce. Useremo i remi come paranchi per mantenere la distanza. Quando non sarà più possibile procedere, assicureremo la scialuppa da qualche parte e decideremo come procedere.»
Teuta attese qualche istante per dare il tempo ad Aras di ribattere al suo piano, ma quando l’uomo rispose con un cenno affermativo della testa, lei concluse: «Mettiamoci in marcia, ci potrebbe volere un intero crepuscolo se la corrente non ci assiste!»
Uno dei pirati giunti sulla spiaggia insieme a Rubert protestò, mentre Sam stringeva i nodi con cui i tre uomini erano stati immobilizzati: «Non potete lasciarci qui!»
«Sono certa che i vostri compagni stanno ancora osservando i nostri movimenti. Manderanno presto un’altra lancia a trarvi in salvo. A quel punto potrete dire che il loro nuovo capitano li sta aspettando e che porterà con sé il leggendario oro di Rufit!»

La traversata fu più difficoltosa di quanto avessero previsto. La corrente aveva presto cominciato ad alzarsi, spingendo la piccola imbarcazione nella direzione opposta rispetto a quella prestabilita, fino a quando un’onda improvvisa aveva schiantato la scialuppa contro una roccia costringendo i tre marinai ad abbandonarla e proseguire a piedi. Era come se il mare stesso volesse proteggere il tesoro.
Una volta giunti in vista dei neri scogli che puntellavano l’acqua come un inamovibile esercito di insetti, Aras commentò: «Eccole, le formiche di Mefisti! A questo punto dovremo cercare una grotta o un canale in cui Rufi possa aver nascosto il proprio oro.»
Sam non parlava. Aveva i piedi martoriati. Durante il lungo cammino sulla nuda roccia, i gusci delle conchiglie laceravano le calzature leggere ferendogli i piedi ed esplodendo in miriadi di piccole schegge.
D’un tratto Teuta puntò il dito in direzione della più grande tra le rocce: «Credo di vedere una grotta. Lì, al centro!»
«Dovremo raggiungerla a nuoto!» Così dicendo Aras si tuffò, seguito dai due compagni.

L’apertura era poco più ampia di un braccio. I tre pirati scivolarono al suo interno nuotando per qualche metro fino a giungere alla fine della caverna.
Aras si mise a ridere: «Il nostro viaggio finisce qui! Dovremo cercare ancora.»
Teuta lo interruppe intimandogli il silenzio: «Cercate di non far rumore!» Un suono lontano attirò la loro attenzione: «Pipistrelli!»
«Dove possono essersi nascosti? Deve esserci una seconda apertura da qualche parte!»
Sam indicò a mezza altezza tra il livello dell’acqua e il soffitto.
«Bravo, figliolo! Probabilmente quando sale la marea si può a raggiungere a nuoto. Noi invece dovremo scalare.»
Cominciarono a strisciare nella stretta imboccatura: «Fate attenzione che non ci siano trappole!»
«Trappole? E a che cosa servirebbero? Ci pensano già le forze della natura a proteggere questo luogo, e se non ci sbrighiamo sarà il mare stesso a ucciderci.»
Restarono in silenzio mentre il cunicolo cominciava a cambiare inclinazione e puntare verso il basso fino ad aprirsi in una grotta: «Questa stanza probabilmente comunica con l’esterno attraverso un secondo tunnel.» Disse Sam: «Se la marea sale resteremo intrappolati qui dentro.»
Si tuffarono nella pozza che si apriva sotto di loro e quando riemersero Arof commentò: «Credo di aver visto qualche cosa sul fondale.» Così dicendo si immerse ancora una volta, seguito da Teuta e Sam.
Dopo qualche lungo istante riaffiorarono senza fiato: «Che cos’è?» Chiese Sam.
Teuta aveva la voce carica di rabbia: «Quel che resta di un uomo. Quattro ossa, un teschio ed una tunica bianca!»
«E il tesoro?»
Arof rispose mostrando loro un pugnale dalla lama in ossidiana nera. La voce era scossa della frustrazione: «Bisognerebbe chiederlo al proprietario di questo! Era incastrato nel costato di quel poveretto!»

I tre pirati tornarono in superficie appena in tempo per vedere la Mir avvicinarsi all’orizzonte. Erano stanchi e delusi per la ricerca infruttuosa. Nelle loro tasche non restava altro che quel pugnale ed il doblone nero della mappa: «E adesso? Chiese Sam.
«Adesso se vorrai ti unirai alla mia ciurma.» Poi, rivolgendosi ad Aras aggiunse: «Anche tu Cliffhanger! Qualcuno dovrà pur insegnare a tuo figlio ad essere uomo! E poi… ci sono altri tesori da cercare!»

comincia a scrivere la tua storie…

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23 Commenti

  1. A me è piaciuto molto, l’ho trovato avvincente divertente e parecchio ben scritto. Devo dire che mi hanno incuriosito molto i personaggi e il tuo modo di raccontare, al punto che ho deciso di leggere il tuo libro… Dove lo posso trovare?

    • Ciao e, come sempre, grazie mille per avermi letto e per aver commentato.
      Il doblone nero era già comparso nel capitolo 5 ed era la chiave per leggere la mappa del tesoro, forse era la settimana delle tue ferie.

      Ecco qui l’estratto:
      “Si fermò un istante e si sfilò uno stivale. Lo capovolse e fece saltare via un tacco, ne estrasse un piccolo fagotto e poi aggiunse: «Alla sua morte, le uniche tracce che lasciò furono questo doblone nero e quella mappa.» La moneta, scura e lucida, era forgiata in ossidiana e presentava al suo interno alcuni fori dalla forma irregolare. «Per raggiungere il luogo in cui il tesoro è nascosto, bisogna usarli insieme.»”

      Poi prosegue… 🙂

    • Cioa Red,

      grazie mille per il voto. Per adesso su facebook e instagram sembra esserci una leggera predilezione per fargli svuotare le tasche! 😛 Non è detto comunque che non sia quella la strada più veloce 😉
      Ti auguro buone vacanze. Ci rileggiamo al tuo rientro!

      Ciao, MC

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