Maestro e Salvatore

Incipit

Sirapolis, 12 dicembre 2121

“Ehi, tu: ci credi all’ipnosi?

Scusa, è una domanda stupida, lo so. È che sto uscendo pazzo, amico, forse sono già pazzo. Non resisto, non so nemmeno più perché sto scrivendo questa lettera e se qualcuno mai la leggerà. Sono rinchiuso in questo scantinato e presto mi prenderanno. Ogni suono, ogni minimo fruscio è un colpo al cuore e presagio di morte. Sono vicini, me lo sento. Continuo a dirmi che sto sognando, che è tutto uno stupido sogno e che se uscissi e mi lasciassi morire, mi risveglierei nel mio letto accanto a Chloé che dorme tranquilla. Ma sono qui da troppo tempo, ho visto morire troppe persone, la polvere e la muffa di questo buco di stanza mi entrano nelle narici e mi fanno tossire. È tutto reale nella sua irrealtà.

Ho perso ogni contatto con i Ciechi. Per favore, se trovi questo pezzo di carta, sei senza dubbio uno di loro; gli altri non sono in grado di intendere. Dì loro che Étienne Burban ha tentato con tutte le forze di portare a termine la sua missione, ma non è riuscito. Questo foglio andrà nella mia camicia, sotto la fascia, sul petto. Se stai leggendo e non sei uno degli scagnozzi di Dubois, vuol dire che hai frugato nel mio cadavere alla ricerca di qualcosa di utile per sopravvivere. Resisti, amico mio. Fallo per me, fallo per Lei. Se invece sei uno dei suoi cani da guardia, questo messaggio è anche per te: Dubois deve morire e Sirapolis deve tornare al suo splendore. Lode a Nostra Signora.”

Stropicciai il bordo della carta consunta che avevo trovato sulla scrivania impolverata dello scantinato. Chi mi avrebbe mai creduto? Mi era rimasto solo un altro po’ di inchiostro e qualche busta accartocciata. Avrei scritto sulle lenzuola, se fosse stato necessario. Avrei scritto tutta la storia, perché nessuno la dimenticasse con la mia morte; ma forse sarebbe stato tutto inutile, inutili fantasticherie di un allucinato che aveva perso la ragione. Mi rannicchiai nell’angolo, alla luce tremolante della candela a olio e piegai con cura la lettera; poi la feci scivolare tra le bende della fascia che copriva la ferita al petto. Strinsi i denti quando i lembi di stoffa tirarono la crosta sanguinolenta. E pensare che era stata lei, proprio Chloé a colpirmi al cuore. Oh, Chloé.

Mi presi la testa tra le mani e scoppiai in un singhiozzo. Il visino ovale e levigato contro la mia mano violenta, gli occhi, un tempo così sbarazzini sotto la frangetta nera, persi nel vuoto, a fissare qualcosa che non ero io, iniettati dalla voglia di sangue. Chloé, cosa ti ha fatto? Cosa ci ha fatto?

Mi asciugai le lacrime con il dorso della mano. Dubois, maledetto bastardo. Quando era cominciata quella storia? Giorni, mesi, anni? Non potevo essere certo nemmeno dello scorrere del tempo. Nulla poteva garantirmi che la mia mente fosse sana, che i miei ricordi fossero reali, che la scena che si faceva strada tra le pieghe della mia memoria fosse realmente accaduta. Cambiai posizione e soffocai un urlo di dolore. Davanti ai miei occhi danzavano lucine nel pulviscolo. Stavo diventando matto. Non vedevo la luce da troppo tempo, la luce riflessa negli occhi di Chloé quella mattina di luglio. La mattina in cui tutte le nostre certezze iniziarono a scricchiolare.

Cosa succede adesso?

  • Étienne ha uno slancio di coraggio e, raccolte le forze, elabora un piano per fuggire (8%)
    8
  • Qualcuno si avvicina al rifugio dove Étienne è nascosto (58%)
    58
  • Étienne si perde tra i ricordi, svelando dettagli sulla sua storia (33%)
    33
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17 Commenti

  1. Ciao Jessica! Bell’inizio; ho iniziato a sudare con
    Étienne, col suo dolore e il calore di quello stanzino ammuffito dall’aria afosa e irrespirabile di Luglio.
    Un flashback è davvero d’obbligo fin da subito; ci sta troppo un passo indietro nei ricordi di quello che abbiamo appena conosciuto come un uomo ferito nel corpo e nel cuore, da chi poi? La sua bambina? Vedremo:)

  2. Qualcuno si avvicina al rifugio, più che altro perché ho una sorta di fobia verso le scene con un solo protagonista 😀
    Ciao, Jessica, benvenuta!
    Tratti genere e temi che mi sono familiari e lo fai con uno stile pulito e scorrevole. L’incipit è interessante e piuttosto intrigante. Adesso sono curioso di scoprire come lo svilupperai.
    Il commento di noi lettori serve soprattutto a osservazioni e critiche costruttive, oltre che per esplicitare giusti complimenti. Non trovo però molte “critiche” da muovere al tuo incipit, se si eccettua forse questo passaggio:
    […] Questo foglio andrà nella mia camicia, sotto la fascia, sul petto […]
    Ecco, l’ho trovato un po’ “raccontato”, una spiegazione che non scorre bene, perché ci dà un’informazione in modo non naturale. Per capirci: chi trova il messaggio sa come e perché l’ha trovato, e chi scrive nasconde il messaggio in un certo modo per nasconderlo solo ai turpi scagnozzi 😀
    Insomma, né chi scrive né l’ipotetico lettore hanno bisogno di quella informazione, che scritta in quella forma, appare fin troppo chiaramente destinata a… noi lettori di theincipit.
    Tutto qui, comunque, la mia è solo una sensazione/opinione personale, o se preferisci, come scrivo spesso, uno spunto su cui ragionare e riflettere, nella speranza che sia utile a noi tutti per migliorarci.
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      Innanzitutto grazie per i complimenti, ma soprattutto grazie per il commento: infatti, nonostante io scriva da dieci anni, la “svolta” e la crescita è avvenuta quando una allora sconosciuta ha massacrato il racconto che le avevo fatto leggere. Me l’ha restituito a brandelli e li ho imparato che prendere coscienza delle critiche significa migliorare. Il fatto che, quasi 6 anni di critiche ed esercizio dopo, tu abbia notato “solo” quello conferma la mia direzione: i commenti così elaborati sono quelli che preferisco, soprattutto quando non c’è paura di offendere, perchè mi aiutano ad addrizzare la mira. E in effetti hai ragione, quel passaggio dev’essere sfuggito alla mia falce, perché a pensarci ora non ha senso nemmeno come pensiero frenetico nella confusione del protagonista. Grazie mille! Vedremo come andrà, ma a quanto pare l’opzione “protagonista unico” non piace molto, quindi verrai accontentato 😂

  3. Ciao Jessica, eccomi qua!
    Il tuo incipit mi ha agganciato, come si suol dire.
    Io opto per un flash dal passato per poi tornare al presente con un po’ di lucidità in più, è un bene non conoscere il tuo racconto già terminato, ci permette di viaggiare da soli con la nostra fantasia.
    Interessanti le varie descrizioni, complimenti!
    A proposito, la mia Dubois può essere anche un’antenata del tuo personaggio.
    Alla prossima!
    Ciao

  4. Ciao Jessica, un incipit decisamente intrigante e che mi ha lasciato incuriosito e spaesato. Per quanto mi riguarda, ti seguirò con interesse. Ho votato per qualcuno che si avvicina al rifugio. Vediamo dove ci porterai con la tua narrazione.
    Complimenti e a presto 😉

  5. Uhm… questa storia può prendere pieghe diverse. Provo a seguirla: magari prende la piega che piace a me 😉
    Di solito voto per conoscere qualcosa di più, eppure questo incipit mi fa venir voglia di rimaner nel presente e quindi voto che qualcuno si avvicina il rifugio.

    Ciao 🙂

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